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lunedì 13 ottobre 2014

PUDORI SELVAGGI...

Ciao a tutti, come va?
Ormai il lunedì sta diventando il giorno dei post che parlano dei fumetti italiani... Giuro che non faccio apposta, anche perchè io non ho il potere di decidere i piani editoriali di nessuno. Men che meno di Bonelli Editore, anche se - tanto per cambiare - è ancora di questa casa editrice che devo andare a parlare. E il post di oggi è incentrato sull'ultima serie proposta da questo editore, e cioè il "classico" avventuroso Adam Wild...
E quasi mi vergogno a doverne già parlare in questo modo dal primo numero...
Da che parte comincio?

Vediamo: la storia è incentrata su di un esploratore ribelle che vive nell'Africa del XIX secolo, una ventina d'anni dopo la morte di Livingstone. É di origini scozzesi ed è molto avanti per i suoi tempi, visto che rischia in prima persona per combattere cose come lo schiavismo, il traffico di avorio e tutti i tipi di sfruttamento. Ha anche le fattezze dell'attore Errol Flynn e questa scelta, anche a detta del suo creatore Gianfranco Manfredi, non è casuale, perchè Errol Flynn era uno spirito libero che rifletteva la sua energia e il suo indomito amore per la vita anche nei film che interpretava...
Molto bene.
Detto questo la storia, nel suo genere, è ben scritta e i disegni sono di buona fattura, ma... Fin da questo numero ci sono alcune cose che non tornano, e che fanno sospettare che anche in questo caso non si potrà sviluppare il pieno potenziale di un personaggio di questo tipo... Perchè evidentemente il suddetto "pieno potenziale" cozzerebbe pesantemente con il classico "spirito bonelliano".

Perchè dico questo?

Nell'introduzione il suo creatore scrive che:

"...Adam è un uomo libero e intende restarlo: libero tra gli uomini liberi. Nemmeno è così devoto alla sua missione da non sapersi concedere delle pause. Se può ubriacarsi, lo fa. Se vuole passare una serata in allegria, se la prende. Se trova una cascata va a farsi un bagno ristoratore. Adam, proprio perchè rischia la vita ogni giorno, non intende rinunciare a godersela. Questo è il nostro protagonista."

Eppure, anche se il ritratto che emerge è quello di uno spirito libero e disinibito, sembra che ci siano alcune libertà OVVIE che, stando in fumetto bonelliano, proprio non si può concedere.

Andiamo con ordine: Adam Wild, quando non è impegnato in esplorazioni o missioni di salvataggio, vive in un emporio isolato, su uno scoglio al largo di Zanzibar, assieme a un ragazzo di colore di nome Makibu. La storia inizia quando un nobile italiano, il Conte Molfetta, vuole assoldarlo per coronare il suo sogno di esplorare l'Africa Nera. Il Conte arriva di buon mattino, proprio mentre Makibu fa le pulizie e Adam Wild esce dalla sua stanza con i postumi di una sbronza, che - come al solito - vuole farsi passare gettandosi di corsa in mare...

Ora: come avrete notato anche se Adam Wild vive in un emporio sperduto e isolato, anche se non aspetta visite e anche se l'unica altra persona che vive con lui è di sesso maschile (e presumibilmente sono in confidenza)... Esce dal suo giaciglio indossando un pudico gonnellino per coprire pudicamente le sue virtù... Un gonnellino che, anche quando Adam Wild corre e salta, non fa intravedere neppure un minimo scorcio di natica...

Però la sequenza è solo all'inizio...

Infatti, nonostante il gonnelino sia legato con un nodino da niente, e peraltro solo su un lato, dopo l'impatto con l'acqua rimane ben saldo, permettendo al nostro eroe di riemergere senza la paura di mostrare nulla più del consentito... E, come se ciò non bastasse, quando esce dall'acqua prende una specie di asciugamano - strategicamente predisposto dal suo tuttofare Makibu - che si annoda ai fianchi dopo l'uso (molto ipotetico e sommario, visto che poi ha ancora i capelli zuppi)...

Per quale motivo?

Per educazione? Per non mettere troppo a disagio il suo ospite avvicinandolo con il solo gonnellino? Perchè il gonnellino bagnato era diventato troppo trasparente e aderente?
Chi lo sa...

Tra l'altro in quel periodo non esistevano nemmeno gli asciugamani di tessuto spugnoso come li conosciamo oggi, e - nella migliore della ipotesi - il nostro eroe stava utilizzando un asciugamano di cotone... Quindi di fatto si tiene addosso un panno di cotone zuppo di acqua di mare, senza che ne abbia alcuna reale necessità... Visto che a quanto ci risulta non si è mai tolto il famoso gonnellino.

Perchè?

Forse perchè la sua indole libera e selvaggia deve fare i conti con un eccessivo senso del pudore?

Comunque poco dopo scruta l'orizzonte e nota un'imbarcazione araba diretta al suo scoglio, che probabilmente porta degli schiavisti che vogliono regolare i conti con lui... Così corre subito dentro per armarsi e non farsi trovare impreparato...
E così nel giro di pochi istanti, e anche se i suoi aggressori non hanno certo intenzione di aspettare i suoi comodi, non se ne esce solo armato, ma munito di pantaloni (con la cintura ben stretta, mi raccomando!), stivali, cinturone e persino camicia (fortunatamente slacciata, altrimenti - nonostante il nome - di WILD non avrebbe avuto davvero più nulla)...
Probabilmente, se il Conte Molfetta non avesse tentato bloccare i manigoldi guadagnando alcuni minuti, Adam Wild avrebbe corso il concreto rischio di essere sorpreso mentre si stava rivestendo di tutto punto, magari con le mani impegnate ad allacciarsi la cintura, e la sua saga sarebbe finita ancora prima di iniziare...

La domanda è: perchè?

Perchè, considerando che era una questione di vita o di morte (e considerando che nell'emporio erano presenti due persone disarmate), non si è semplicemente messo il cinturone correndo fuori scalzo e con il solito gonnellino? Forse perchè per il tipico eroe bonelliano non sarebbe stato un comportamento dignitoso? Forse perchè era già stato mostrato seminudo troppo a lungo per gli standard bonelliani? O forse perchè, più semplicemente, si dà per scontato che in questo genere di fumetti - in considerazione del loro presunto pubblico di riferimento - più i maschi sono vestiti e meglio è?

Mistero!

Quel che è certo è che, quando più avanti Adam Wild (debitamente travestito) va a punire uno schiavista, le tre schiave del suo harem sono raffigurate mentre riposano dopo avere compiuto il loro "dovere", con natiche a favore di pubblico, seno che si intravede e un bel nudo integrale posteriore multiplo (seppur in lontananza)...

Tutto un caso?
La domanda suona un poco retorica, ma qualcosa mi dice che in questa serie i nudi maschili saranno alquanto improbabili, anche se il contesto sarebbe favorevole e il protagonista, IN TEORIA, non dovrebbe farsi certi problemi.

Certo una storia sola è un po' poco per giudicare, ma i presupposti non sembrano essere proprio esaltanti...

La cosa curiosa è che alcuni disegni preparatori, circolati mesi fa, hanno mostrato anche degli studi del personaggio completamente nudo... Studi che, peraltro, sembrano fatti proprio per la sequenza iniziale del primo numero...
E questo fa sorgere il sospetto che la richiesta di coprire le virtù del protagonista sia arrivata (dall'editore?) in un secondo momento, il che spiegherebbe anche la funzione dell'asciugamano... Nel senso che forse, inizialmente, era stato previsto che Adam Wild sarebbe dovuto correre fuori dall'emporio completamente nudo, e una volta riemerso gli sarebbe servito qualcosa per coprirsi mentre conversava con il Conte, come ad esempio l'asciugamano con cui si era asciugato sommariamente... Certo: essendo un animo libero e "selvaggio" non si sarebbe dovuto porre questo problema, ma in questo caso se lo sarebbe posto per non correre il rischio di indisporre eccessivamente un potenziale finanziatore, e questo sarebbe stato un comportamento coerente...
Se così fosse l'editore - dopo aver realizzato che in quella sequenza Adam Wild era troppo "adamitico" - potrebbe avere chiesto di censurare con un gonnellino le vignette in cui il protagonista era completamente nudo senza pretendere che venissero rifatte anche quelle in cui si metteva ai fianchi l'asciugamano...
Il che renderebbe tutto più sensato...

Dite che sono troppo sospettoso? Che ho preso una cantonata?
Anche questo è possibile, ma in realtà spero di no, perchè in un fumetto datato 2014 l'idea che un personaggio del genere - di quelli "self confident", come si dice oggi - senta la necessità di mettersi un asciugamano ai fianchi senza essere neppure nudo è persino più imbarazzante dell'ipotesi di una censura arrivata dall'alto...
In ogni caso staremo a vedere se anche nei prossimi numeri il nostro eroe continuerà ad essere così pudico...

E se, tanto per gradire, si sentirà in dovere di aggirarsi sempre vestito di tutto punto al fianco di carovane di indigeni africani che indossano lo stretto indispensabile nel soffocante caldo africano...

Comunque, a proposito di indigeni africani, in questo numero Adam Wild trova anche il tempo di salvare alcuni bantu, e ovviamente quando li recupera nella nave degli schiavisti non ne trova nemmeno uno che non abbia addosso qualcosa per coprirgli le pudenda, mentre - guarda un po' - la loro principessa (debitamente incatenata e a cui è stata apposta una maschera di ferro) indossa una camicia che "laggiù" lascia scoperte le sue nudità... Tanto per cambiare con un'inquadratura a favore di pubblico...
Tra l'altro questa volitiva principessa, che si chiama Amina, accompagnerà Adam Wild nel lungo viaggio che sta progettando con il Conte Molfetta assieme ai suoi bantù, visto che il nostro eroe ha bisogno di gente esperta e di fatto si vuole assicurare che i bantu tornino al loro villaggio senza incidenti. Sia come sia Gianfranco Manfredi ha già annunciato che l'agguerrita Amina diventerà la donna di Adam Wild...
Da notare che, guardando ancora gli studi dei personaggi, c'è una certa differenza fra il concept iniziale del personaggio e quello con cui si presenta ai lettori. Infatti all'inizio il suo look rispecchia di più i lineamenti e la moda delle genti di lingua bantu, con i caratteristici capelli annodati, mentre la versione definitiva comparsa nel primo numero è più simile a una cantante afro americana R&B appena passata dall'estetista (e con un filo di make up).
Perchè? Perchè un personaggio femminile  troppo "afro" non sarebbe risultato abbastanza accattivante per il pubblico italo-bonelliano? Tra l'altro spulciando fra le preview si scopre che Amina finirà per indossare una specie di due pezzi...
Mentre tradizionalmente le donne bantu, dall'Etiopia meridionale fino allo Zululand, anche se sono principesse quasi sempre si presentano con il seno scoperto... Quindi perchè la nostra bella Amina non fa altrettanto? Forse perchè per il tipico lettore bonelliano, che ha una formazione culturale e religiosa di un certo tipo, e una visione limitata delle donne, una principessa sempre in topless sarebbe stata ritenuta troppo volgare? Troppo provocante, forse? O forse troppo EMANCIPATA sessualmente??? Chissà...



D'altra parte Amina non poteva presentarsi in maniera meno che pudica... Visto che dovrà diventare il grande amore del protagonista, nonchè il salvagente di tutta la serie... Infatti senza di lei Adam Wild si sarebbe avventurato  in una lunga missione esplorativa composta di soli uomini, e questo avrebbe determinato delle situazioni molto poco bonelliane, soprattutto in considerazione del fatto che abbiamo a che fare con un maschio alfa che si presenta come uno che "proprio perchè rischia la vita ogni giorno, non intende rinunciare a godersela"...

Tra l'altro la presenza di una donna SICURAMENTE contribuirà a giustificare il fatto che tutti i maschi della carovana NON si lasceranno andare (nè si spoglieranno) mai più di tanto, per non mancarle di rispetto. Inoltre la presenza della bella Amina salverà anche l'eroe da eventuali ipotesi sulla sua amicizia con il giovane Makibu, che tra l'altro ha solo diciotto anni ed è in debito con Adam Wild per averlo affrancato dalla schiavitù... Il che lasciava spazio a una relazione in perfetto stile Batman e Robin, se capite che intendo...
Ora:  è evidente che Gianfranco Manfredi ha studiato questa serie per renderla interessante nonostante i PROBLEMI di libertà di espressione che - anche secondo lui - ha il fumetto popolare italiano (CLICCATE QUI), però la sensazione è che questa serie finirà per soffocare sul nascere tanti spunti interessanti e "moderni", che potrebbe sfruttare nonostante nasca per omaggiare l'avventura nel senso più classico del termine.

Perchè anche se Adam Wild esplorerà un'Africa in buona parte incontaminata, e costellata di culture diversissime e lontane anni luce da quella europea, inevitabilmente questa serie finirà per essere schiava del tipico senso del pudore (e della morale) italiano, e in particolare bonelliano. Quindi è altamente probabile che in Adam Wild le culture africane, da quelle più strettamente tribali a quelle arabe, verranno filtrate pesantemente onde evitare varie situazioni scomode... A partire dai vari modi di vivere la nudità e la sessualità in quell'epoca e in quei luoghi...




Così, anche se Adam Wild incontrerà tantissimi arabi sul suo cammino, non si potrà accennare neanche lontanamente al rapporto fra cultura araba e omosessualità... E men che meno si parlerà di come in alcune etnie africane l'omosessualità fosse ampiamente tollerata e sostenuta (perlomeno fino a quando i giovani non dovevano sposarsi)... Per non parlare del mondo dei riti sessuali (con tanto di si culti fallici) che permeano l'Africa, e che spesso hanno dei risvolti non propriamente eterosessuali.

Adam Wild, quasi certamente, non ne parlerà.

E questo è particolarmente ironico se si pensa che proprio Errol Flynn (1909-1959), che amava viaggiare, si era imbattuto in un bordello unicamente maschile dalle parti di Marrakech e - anche nei castigatissimi anni '50 - aveva dichiarato che dal suo punto di vista ciascuno doveva essere libero di procurarsi il piacere nel modo che preferiva... E a sostegno della sua opinione aveva pure citato l'Antica Grecia (CLICCATE QUI).
Tra l'altro, parlando di Errol Flynn, sarebbe bene ricordare che buona parte del suo carisma, con cui conquistava le platee di tutto il mondo, gli derivava dal fatto che aveva una carica sessuale decisamente sopra le righe... E che le sue tre mogli non gli hanno mai impedito di sfogare le sue libidini con schiere di donne di tutte le età (anche se aveva un debole per quelle molto giovani, tanto che venne anche accusato di aver sedotto alcune minorenni). Nella sua autobiografia sostiene di aver passato fra le 12.000 e le 14.000 notti a fare sesso, e di avere iniziato alla tenera età di dodici anni con un'amica di sua madre... E, giusto per non farsi mancare nulla, a scuola venne espulso diverse volte anche per via dei guai a sfondo sessuale in cui si cacciava (in un'occasione venne persino sorpreso mentre faceva sesso con la lavandaia del suo istituto)...
Il fatto è che Errol Flynn aveva un rapporto molto spontaneo e primitivo col sesso, e la cosa gli derivava dal fatto di essere nato e cresciuto in contesti relativamente "selvaggi" (vedi un po' le coincidenze!) fra la Tasmania, l'Australia e la Nuova Guinea fino ai vent'anni, quando si trasferì in Inghilterra e poi venne notato da Hollywood. Sul fatto che abbia sfogato tanta esuberanza sessuale anche con partner del proprio sesso si è scritto molto, ma non ci sono prove. Quello che si sa è che, nonostate il suo successo amoroso, amasse anche fare il voyeur e si divertisse un mondo a spiare di nascosto gli oggetti del suo desiderio... Tant'è che nella sua villa posizionò tutta una serie di spioncini, pertugi segreti e finti specchi per non perdersi nulla, ma proprio nulla, delle sue numerose ospiti...
Io non sono davvero nessuno per dare lezioni di sceneggiatura, ma credo che - al giorno d'oggi - ispirarsi al vero Errol Flynn piuttosto che ai ruoli che interpretava sarebbe stata una scelta accattivante e vincente sotto molti punti di vista... A maggior ragione se si voleva tratteggiare un personaggio libero e selvaggio, nel senso più umano del termine. Invece Adam Wild è destinato in partenza ad accasarsi, e presumibilmente ad essere fedelissimo... E sicuramente vivrà tutta la sua vita fumettistica con un certo pudore, all'insegna dei bei tempi di una volta (che in realtà non sono mai stati tali, se non per la mentalità ipocrita dell'italietta perbenista e provinciale in cui la Bonelli naque e prosperò). Il tutto in un'Africa desessualizzata come nella miglior tradizione tarzaniana (e se oggi, in un'epoca in cui la sessualità non viene più sublimata, Tarzan non è più molto popolare qualche motivo ci sarà).
D'altra parte, anche in questo caso, la sensazione è che Adam Wild non sia una serie studiata per conquistare nuove fasce di pubblico, ma per convogliare quel che rimane di quelle vecchie (anche in senso anagrafico)... Che magari da un fumetto di avventura ambientato nell'Africa del XIX secolo si aspettano certe cose, e non altre... E che forse sono anche la ragione per cui in questo primo numero Adam Wild si è presentato munito di gonnellino strategico, mentre - giusto per fare un esempio - Wolverine al cinema affronta l'argomento del risveglio mattutino molto più sportivamente...

Però è evidente che il pubblico a cui punta Adam Wild NON è quello che va a vedere Wolverine al cinema, ma il pubblico bonelliano più tradizionale: quello con un'eta medio alta e una formazione di un certo tipo... Un pubblico che è convinto che mostrare delle natiche maschili, evidentemente, sia sconveniente anche nel caso di personaggi disinibiti e selvaggi, e che - al contrario - pensa che la vista di qualche seno e gluteo femminile in più, anche solo di sfuggita, offra sempre e comunque un valore aggiunto.

Anche questa è una scelta legittima, per carità, però sembra proprio che la serie di Adam Wild sia destinata, paradossalmente, a diventare un ottimo esempio di come il fumetto popolare italiano sia tuttora vittima di una forma di schiavitù molto più subdola e coriacea di quella affrontata dal suo protagonista.

Peccato davvero. 

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