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mercoledì 21 gennaio 2015

ADDIO HANDJOBS...

Ciao a tutti, come va?
Se seguite questo blog saprete che,  nei limiti delle mie possibilità, cerco di offrire una panoramica aggiornata di tutto quello che succede attorno al mondo del fumetto LGBT, anche perchè non mi risulta che ci siano altri spazi in lingua italiana che fanno altrettanto.

Tuttavia, siccome il mondo è grande e le notizie vanno cercate, può capitare che finisca per scoprire qualche notizia interessante con un po' di ritardo, soprattutto se nel frattempo mi sono concentrato su altro.

E così solo di recente mi sono accorto che ha cessato le pubblicazioni la storica rivista HANDJOBS MAGAZINE, che - per chi non lo sapesse - era specializzata in fumetti, illustrazioni e racconti omoerotici incentrati sul feticismo DADDY/BOY, ovvero sui rapporti sessuali fra maschi con parecchi anni di differenza, comprensivi di varianti più o meno incestuose. Unico prerequisito necessario l'età legale dei protagonisti (anche perchè, in caso contrario, la rivista non sarebbe potuta andare avanti per tanto tempo).

Per chiarire meglio cosa è successo vi traduco qui di seguito il comunicato che si può leggere su quello che resta del sito della rivista, dopo che anche questo è stato chiuso lo scorso mese di novembre.

"Per quasi ventiquattro anni è stato un piacere offrirvi Handjobs ogni mese. Sfortunatamente quello di ottobre 2014 è stato l'ultimo numero che abbiamo pubblicato.
Noi abbiamo iniziato a pubblicare Handjobs nell'aprile del 1991. Avevamo stampato solo dodici copie, e quando le abbiamo proposte alla libreria A Different Light Bookstore di San Francisco avevamo le farfalle nello stomaco.
Con nostra grande sorpresa furono vendute subito e una settimana dopo la libreria ci chiamò per ordinarne delle altre.
Da allora ogni mese abbiamo pubblicato un nuovo numero di Handjobs (senza contare egli speciali, le raccolte e tutto il resto), e alla fine abbiamo realizzato 283 pubblicazioni in tutto.
Però, con le librerie gay che chiudevano una dopo l'altra, e con il numero degli abbonati in calo, non ci sono più lettori sufficienti per garantire l'uscita del nostro magazine.
Una volta speravamo di poter reggere andando avanti come rivista online. Alcuni anni fa sembrava una cosa promettente. Invece, con l'esplosione di internet, il web è diventato un posto dove solo poche persone sono disposte a pagare per leggere qualcosa.
Ogni volta che mettevamo online un nuovo numero di Handjobs sul nostro sito, qualche lettore lo copiava e lo condivideva con chiunque nel giro di poche ore. 
Di conseguenza solo una minima parte di coloro che leggevano Handjobs ultimamente pagavano la loro copia, e senza entrate no non siamo più in grado di pagare gli artisti e le spese per mantenere il server del sito. 
Noi abbiamo chiuso il nostro sito il primo novembre.
Per comprare le nostre pubblicazioni potete contattarci tramite orders@hjmag.com, se avete necessità di scaricare di nuovo delle pubblicazioni che avete già acquistato potete scrivere a dad@hjmag.com.
Siamo stati davvero onorati di servirvi in tutti questi anni. Ci sarebbe piaciuto contiuare a pubblicare ancora per molti anni, ma purtroppo non ci è più possibile.
Auguri a tutti voi, di tanta gioia e felicità."

Che dire?

Un simile commiato fa una certa tenerezza, però bisogna essere obbiettivi.
Se Handjobs Magazine era regolarmente piratato è anche perchè era diventato davvero molto costoso per gli standard a cui si era abituato il tipico fruitore di pornografia online. Tuttavia i suoi editori si erano fossilizzati su una politica tipica delle riviste erotiche degli anni '90, che peraltro venivano pubblicate in un periodo in cui non c'era una congiunzione economica così negativa come quella degli ultimi anni.

E i prezzi non erano alti solo per i nuovi numeri, ma anche per le raccolte e le ristampe, anche in versione digitale, senza contare che poteva capitare che gli editori di Handjobs pubblicassero speciali e raccolte con una o due storie nuove e una decina di storie già viste. Tutte scelte che nel lungo periodo hanno spinto i lettori, soprattutto quelli nuovi e più avvezzi a internet, a fruire di Handjobs Magazine tramite canali non ufficiali.

Così, paradossalmente, Handjobs Magazine non è mai stata così popolare e diffusa come quando è stata costretta a chiudere per mancanza di lettori paganti... E tutto questo mentre alcuni dei suoi autori sono diventati molto popolari anche al di fuori degli USA, come ad esempio il bravissimo Josman, che è stato pubblicato anche in francese dell'editore H&O...

Probabilmente, se siete appassionati di fumetti omoerotici, vi sarete imbattuti nella sua saga a puntate MY WILD AND RAUNCHY SON (oppure conoscete almeno una persona che sa di cosa parlo), ma se dovessi contare quelli di voi che hanno COMPRATO un suo fumetto i numeri sarebbero infinitamente più bassi, e forse diventerebbero ancora più bassi se calcolassimo quelli che hanno comprato un suo fumetto in versione digitale, magari proprio attraverso il sito di Handjobs Magazine.

D'altra parte è anche vero che, gusti a parte, non tutti gli autori di Handjobs Magazine erano bravi quanto lui, e forse molti lettori potenziali hanno ripiegato sulla pirateria proprio perchè non erano del tutto convinti che valesse la pena di spendere soldi per una rivista che, al 60-70% presentava materiale di cui si sarebbe anche potuto fare a meno...

Il che ci porta a una considerazione molto interessante, che si può applicare a tutte le forme di intrattenimento che in qualche modo hanno risentito del boom di internet, compresa la pornografia, e in particolare quella a fumetti. E cioè che oggi  internet ha fatto in modo che i fruitori di prodotti di questo tipo - di fatto - non pagano più per avere in cambio un prodotto, ma per garantire la continuità e la qualità di un servizio.

Ovviamente a patto che le cifre richieste siano ragionevoli e competitive...

Cosa particolarmente importante nel caso di un fumetto pornografico gay acquistabile su internet, che sotto diversi punti di vista deve competere con la pornografia gay che si trova su internet a costo zero, o comunque a costi che in proporzione sono infinitamente più contenuti.

Ora cerco di spiegarmi meglio.

Se non ricordo male un numero di Handjobs Magazine costava più o meno dieci dollari, ed era composto da un'ottantina di pagine, più o meno equamente divise fra fumetti, racconti illustrati e annunci privati. Gli annunci su rivista ormai interessano a pochissime persone, mentre i racconti e i fumetti erano di qualità altalenante. Il costo mensile per un sito porno gay, invece, è intorno ai 20 dollari, ma se è online a da qualche anno ha un archivio di centinaia di video e foto... Senza contare le offerte speciali per chi si abbona in un'unica soluzione (abbonamenti gratuiti ad altri siti, diminuizione progressiva del costo mensile, premi fedeltà, ecc)...

Ora:  se una persona ha un minimo di dimestichezza con internet NON ha alcuna necessità di ACQUISTARE nè Handjobs Magazine nè un mese di abbonamento su un qualsiasi sito porno gay, perchè ormai può piratare tutto quello che vuole. Il punto, però, è che chi utilizza internet SA che con i suoi soldi può garantire la continuità dei prodotti che apprezza.

Quindi - anche se in apparenza il meccanismo non è cambiato - in sostanza ora chi fa uso di internet (e cioè un numero crescente di persone) NON decide più cosa vuole ACQUISTARE perchè non ha alternative gratuite per impegnare il suo tempo libero, ma cosa ACQUISTARE per SOSTENERE con i suoi soldi chi produce materiale di suo gradimento, per dargli modo di produrne ancora...

E questo spiega perchè un numero crescente di siti porno offrono ore e ore di preview gratuite e centinaia di foto in HD... Perchè SANNO che non si rivolgono più a dei clienti nel senso classico del termine, ma a dei finanziatori...

Dei finanziatori che però hanno finanze limitate e devono fare delle scelte a fronte di un'offerta sconfinata.

Perchè, quindi, qualcuno avrebbe dovuto abbonarsi a Handjobs Magazine quando poteva abbonarsi a MEN.COM (sito che, peraltro, ultimamente ha puntato molto sulla tematica DADDY/BOY) con un abbonamento annuale che gli permette di sostenere un sito che mette online un video al giorno, spendendo meno di 9 € al mese?

E infatti, nonostante una concorrenza spietata, il sito MEN.COM gode di ottima salute, tant'è che continua a postare un video nuovo OGNI GIORNO e proprio di recente ha offerto pubblicamente al cantante Justin Bieber (foto sotto) la somma di due milioni di dollari per partecipare ad uno dei suoi video...

Certo qualcuno potrebbe pensare che si tratti solo di un'operazione di marketing, visto che comunque Justin Bieber non accetterebbe mai... Tuttavia non ci giurerei, anche perchè MEN.COM in passato è riuscita a mettere sotto contratto per sei mesi (e un minimo garantito 4 scene al mese, anche se poi sono state quasi il doppio) anche il notissimo porn performer etero Rocco Reed (all'anagrafe Joshua Luke Broome, che vedete nelle foto sotto), che prima di entrare in MEN.COM era considerato una specie di Rocco Siffredi americano, ma che alla fine su quel sito ha fatto davvero di tutto... Per una cifra che non è mai stata resa pubblica...

Tutto questo per dire che internet sta ponendo tutte le forme di intrattenimento, a partire dalla pornografia, davanti a una serie di scelte che impongono una professionalità e una lungimiranza che una volta non erano necessarie. In effetti internet sta riconfigurando il modo stesso di intendere il rapporto fra l'intrattenimento e chi ne fa uso: chi se ne rende conto può ancora trovare delle nuove strategie per sfruttare al meglio la situazione, mentre chi rimane ancorato al passato e alle sue formule è destinato a soccombere.

Se non altro questa situazione sta sviluppando una competizione e una concorrenza senza precedenti, che non può non tenere conto del fatto che - con tutta questa offerta a disposizione - il pubblico è diventato via via più esigente, accelerando una specie di "selezione naturale" che spinge chi vuole avere successo ad aumentare la qualità (e il rapporto qualità/prezzo) di ciò che offre.

In caso contrario il pubblico non lo sostiene più, investe i suoi soldi in altro e segna la sua fine.

Anche perchè, piccolo e non irrilevante dettaglio di cui nessuno sembra rendersi conto, con internet per la prima volta TUTTE le forme di intrattenimento sono state messe sullo stesso piano, visto che per la prima volta un unico supporto permette di accedere a fumetti, film, televisione, romanzi, quotidiani, videogames, musica, ecc... E oggi persino chi ama passare il tempo facendo shopping può farlo rimanendo davanti al PC... Senza contare tutte le forme di intrattenimento lanciate da internet (social network, chat, webchat, blog, ecc).

Quindi, per la prima volta nella storia, chi si cimenta con una forma di intrattenimento si mette in competizione con tutte le altre... E deve necessariamente pensare in modo diverso rispetto a una ventina di anni fa, quando tutti operavano a compartimenti stagni (o quasi).

Probabilmente Handjobs Magazine avrebbe avuto un margine di recupero se avesse cambiato strategia, ma non l'ha fatto ed è andata com'è andata.

Certo dispiace che si sia perso uno spazio che raccoglieva tanti fumettisti più o meno dotati, ma se non altro questa esperienza può servire di lezione per il futuro... O perlomeno per tutti quelli che vogliono guardare al futuro con obbiettività.

Alla prossima.

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