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venerdì 6 marzo 2015

JIRAIYA IN AMERICA... CON RISERBO!

Ciao a tutti, come va?

Anche se i bara manga hanno iniziato a farsi conoscere in occidente da diversi anni sono ancora pochi gli artisti che sono diventati davvero popolari, e fra questi ancora meno sono quelli che sono usciti dal Giappone per conoscere i loro fans all'estero.

Ad alzare la media dovrebbe pensarci Jiraya, che proprio a marzo farà il suo primo tour degli USA.

Qui di seguito, se siete interessati e casualmente vi trovate in zona, riporto nel dettaglio le tappe qui di seguito.

LOS ANGELES

3/17 (Tue), 7pm: Talk and Reception: ONE Archives, USC
909 West Adams Boulevard. Los Angeles CA 90007

3/18 (Wed), 6pm: Talk and Signing: Secret Headquarters
3817 Sunset Blvd, Los Angeles CA 90026

3/19 (Thr), 7pm: Reception: Tom of Finland Foundation
1421 Laveta Terrace, Los Angeles CA 90026

SAN FRANCISCO

3/20 (Fri), 7:30pm: Talk moderated by Justin Hall: California College of the Arts Writers Studio, 195 De Haro Street San Francisco, CA 94103

3/21 (Sat) 7pm: Q&A, Signing: Books Inc. Castro
2275 Market St, San Francisco CA 94114

NEW YORK

3/24 (Tue), 8pm: “Drink and Draw,” live drawing event: This n’ That Bar
108 N. 6th Street, Brooklyn NY 11211

3/25 (Wed), 5pm: Talk and Signing: Printed Matter
195 Tenth Avenue New York, NY 10011

3/27 (Fri), 7pm: Q&A, Signing: BGSQD at the LGBT Center
208 W 13th St, Second Floor New York NY 10011

3/28 (Sat), 3pm: Talk, Signing: Westside auditorium, School of Visual Arts
133 West 21 Street (Room 101C) New York, NY 10011

3/28 (Sat), Time TBD: Reception, Signing: Opening Ceremony35 Howard Street, New York NY 10013

Il suo tour è organizzato dai ragazzi (e ragazze) di MASSIVE, il marchio che da qualche anno sta lavorando per promuovere i bara manga nel mercato americano, che da poco ha iniziato a collaborare attivamente anche con il prestigioso editore FANTAGRAPHICS,  per il quale ha curato un'antologia ricca di intervisti e approfondimenti, che a quanto pare sta avendo anche dei buoni riscontri (e che ha una bella copertina realizzata proprio da Jiraya.

Tuttavia c'è da dire che Jiraya sta diventando un nome di richiamo non solo per via dei suoi fumetti, ma anche per i capi di abbigliamento e gli accessori con le stampe delle sue illustrazioni, che proprio MASSIVE ha lanciato con un buon riscontro di pubblico, sia negli USA che in Giappone... Tant è che continuano ad esserne prodotti nuovi modelli...



Se per caso vi interessassero (nonostante non siano propriamente articoli economici) lo shop online di MASSIVE lo trovate CLICCANDO QUI.

Tuttavia la cosa che mi ha colpito di più leggendo la notizia del tour di Jiraya negli USA è stato il fatto che viene fatta esplicita richiesta di non fotografargli mai la faccia! Perchè, evidentemente, non si vuole correre il rischio che questo artista esca dall'anonimato e possa avere qualche tipo di ripercussione a livello personale. La situazione, in effetti, è alquanto paradossale, ma sicuramente mette in luce il fatto che il Giappone non è una nazione troppo gay friendly... O meglio: sicuramente ha un rapporto più disinvolto con la sessualità rispetto ai paesi occidentali, ma questo non significa che l'omosessualità possa essere vissuta bene e con serenità in tutti i contesti.

Proprio di recente un articolo scritto da Tomohiro Osaki per The Japan Time (che potete leggere CLICCANDO QUI) offre una serie di dati non proprio confortanti.

  • In Giappone il 70% dei minori LGBT sostiene di avere subito forme di bullismo, e di questi il 30% ha meditato il suicidio almeno una volta.
  • In Giappone il numero di persone LGBT che chiamano servizi di Telefono Amico dichiarando che intendono suicidarsi è doppio rispetto a quelle eterosessuali. 
  • In Giappone solo il 18.7% delle 607 aziende più influenti del paese ha adottato politiche gay friendly, o cumunque di contrasto alla discriminazione.
  • In Giappone, da una recente indagine statistica condotta su 1200 lavoratori LGBT, è emerso che nel 70% dei posti di lavoro trovano posto atteggiamenti discriminatori.
Quindi diciamo pure che manga e anime sono una cosa, mentre la realtà quotidiana del giapponese medio è un'altra... Anche se sicuramente è sbagliato fare di tutte le erbe un fascio, e la situazione andrebbe analizzata in maniera più approfondita.... Anche perchè, a ben guardare, se pure in Giappone è presente una certa riprovazione sociale nei confronti dell'omosessualità, non pare che ci sia traccia - ad esempio - della repressione a sfondo religioso che anima i movimenti anti gay occidentali...


Quel che è certo è che, stando a questi dati (e al desiderio di anonimato di Jiraya), forse il ruolo sociale dei bara manga in Giappone andrebbe rivisto e non andrebbero considerati semplicemente alla stregua di un qualsiasi prodotto dai risvolti erotici.

Alla prossima.

P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!

1 commento:

Fa.Gian. ha detto...

Socialmente oggi, in Giappone, l'omosessualità è considerata come nell'antica Grecia.

Un rapporto "maestro/allievo" in cui l'omosessuale deve essere più giovane del partner, di aspetto efebico (il concetto di "equilibrio" tanto caro a Lady Oscar, Preincipessa Zaffiro ecc. ...) e sottomesso gerarchicamente, oltre che sessualmente.

Tanto sottomesso che gli "onnagata" del teatro (cioè uomini che interpretano parti di donne sul palcoscenico) devono rispettare una rigidissima etichetta anche fuori dal palcoscenico, pena mobbizzazioni pesanti

Se si rispettano questi capisaldi, l'omosessualità viene vista come un "capriccio" tollerabile, una "nerdata" da otaku, uno "sfogo" che il virile cittadino si concede per sfogarsi dallo stress e nulla più, salvo poi tornare rasserenato nella società, dove deve obbligatoriamente tornare a essere un elemento produttivo, inteso sia come lavoratore sereno, che come "marito/padre", che procrea (quindi eterosessualmente).

Non dimentichiamoci infatti la percezione quasi "divina" che i giapponesi hanno della figura paterna, che non può quindi mostrare debolezze "femminee"

In questo ambiente, i bara-manga, devono essere percepiti come un elemento di grave rottura, perchè sdogana la possibilità che l'omosessualità non sia più a livello di "maestro/allievo" ("sensei"), ma una cosa più equilibrata (credo che il termine della relazione sia "senpai"), rendendo le distinzioni troppo fluide, e quindi destabilizanti.

Un po' il discorso che facevi ieri per il bacio in ambiente "rurale" di The Walking Dead.