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martedì 28 marzo 2017

TUTTO E NIENTE

Ciao a tutti, come va?

Capita ancora, anche se sempre più raramente, che mi venga rinfacciato il fatto che il mio blog tende a prendere di mira in particolare la casa editrice Bonelli. Come ho già detto in passato si tratta solo di una questione di numeri: più sono le pubblicazioni di una casa editrice e maggiore e il materiale che posso potenzialmente analizzare. La Bonelli pubblica ancora tante cose e quindi tutto il resto vien da sé.

Tuttavia è anche vero che qualche spunto di riflessione dalle (poche) altre case editrici che pubblicano fumetti italiani nelle edicole può ancora arrivare, ed effettivamente ci sono dei momenti in cui - per una serie di strane coincidenze - i suddetti spunti diventano stranamente numerosi. Momenti tipo quello attuale.

Da che parte posso cominciare??? Forse dal fatto che, per farla breve, in questo momento le ristampe sono considerate un bene rifugio non solo dalla casa editrice Bonelli, ma anche da molti editori che ormai vanno avanti con un catalogo composto soprattutto da riproposte. La 1000voltemeglio (ex Max Bunker Press), ad esempio, questo mese propone (come ormai da prassi) una serie inedita e tre di ristampe (e tutte relative allo stesso personaggio, e cioè Alan Ford)...

L'Astorina propone una serie inedita e due di ristampe (tutte relative a Diabolik) e - ma è un caso - il primo numero della nuova miniserie dedicata a DK (la versione alternativa di Diabolik). Edizioni If, come è noto, è una casa editrice nata solo per proporre le ristampe di varie gloriose serie degli anni che furono... E infatti ha appena annunciato che a partire da giugno inizierà a riproporre Kinova, un western a tinte forti (per la sua epoca, se non altro) pubblicato originariamente dal 1950 al 1961... Cosa che sicuramente farà felici i nostalgici, e magari tutti quelli che hanno conosciuto il personaggio attraverso le già numerose ristampe precedenti (che si sono protratte fino al 1990)... Certo è che, oggi come oggi, un personaggio del genere molto difficilmente attirerà il pubblico under quaranta, e altrettanto difficilmente contribuirà a rianimare davvero il mercato dei fumetti in edicola...

Anche perchè, obbiettivamente, un western italiano anni Cinquanta (con tutto il suo carico di superficialità e facilonerie) incentrato su uno spietato giustiziere che se ne va in giro per il vecchio West indossando una maschera vagamente diabolica può intrigare giusto qualche appassionato di (molto) lungo corso...

Però è anche vero che, trattandosi di una ristampa, quello è il personaggio e quindi non si può certo dare la colpa alle Edizioni If se non si tratterà di una serie al passo coi tempi.

Diverso è il discorso, ad esempio, per quel che riguarda il DK della Astorina che avevo citato prima, e che adesso è partito con la seconda miniserie (dopo quella, non proprio memorabile, che si è vista l'anno scorso). Anche stavolta, in realtà, a parte un lieve rimescolamento delle carte e della psicologia dei personaggi, non si segnalano grandi novità... Anche se l'editore si ostina a presentarlo come una specie di piccola rivoluzione. Tuttavia, a parte l'uso del colore e il diverso formato delle tavole, a livello narrativo di rivoluzionario continua ad esserci ben poco. Intendiamoci: rispetto al pressochè totale piattume raggiunto dalla serie classica (che non a caso perde vagonate di lettori ogni anno) effettivamente è una boccata d'aria fresca... Tuttavia non credo che abbia molto senso prendere come metro di paragone una serie, dedicata peraltro allo stesso personaggio, che ormai rantola da anni... Anche perchè si presume che DK nasca anche  nella speranza di intercettare del pubblico nuovo, prima che sia troppo tardi...

In realtà il taglio di DK ha ben poco di innovativo, ed è facile pensare che - più che sui gusti del pubblico occasionale - la serie sia tarata sulle aspettative della fascia più "progressista" del pubblico che già conosce e segue il personaggio... Altrimenti non si spiegherebbe la pressochè totale assenza di una quantità di elementi che renderebbero davvero più intrigante il personaggio di Diabolik per un pubblico più vasto e mediamente più esigente di quello che abitualmente lo segue nella sua serie mensile e nelle ristampe. E infatti la sensazione è che questo progetto nasca già "vecchio". Probabilmente l'unico modo per rilanciare davvero il personaggio sarebbe quello di renderlo trasgressivo e spregiudicato anche per gli standard del 2017, perlomeno nella stessa misura in cui risultava trasgressivo e spregiudicato per gli standard del 1962, quando cioè venne ideato (e in effetti creò un certo scompiglio)...

Però, allo stato attuale, sembra proprio che non sia questa l'intenzione, e a pensarci bene tutta questa situazione è un po' paradossale.

D'altra parte se l'unico altro fumetto "nero" presente attualmente nelle edicole, e cioè IL MORTO delle edizioni Menhhir, riesce spesso ad avere un approccio persino più soft, ingenuo e puritano di Diabolik (con alcune punte di trash davvero notevoli), vorrà pur dire qualcosa...

Ad ogni modo in questo post non posso mancare di citare la Mondadori Comics, che dopo il riassetto aziendale che l'aveva momentaneamente poortata a sospendere alcune delle serie cartonate che stava proponendo in edicola (per poi riprenderle diminuendo la fogliazione e mantenendo invariato il presso), sembra essere tornata a pubblicare regolarmente buona parte delle sue collane... Aggiungendone anche una nuova (Oscar Ink). A tutt'ora, comunque, dopo aver abortito del tutto il progetto del rilancio di Kriminal, a livello di fumetto italiano sta continuando a riproporre collane di ristampe... Ristampe su ristampe... E dopo aver provveduto a ristampare le Sturmtruppen ora è alle prese con la ristampa integrale di Lupo Alberto...

Non che ci sia niente di male a ristampare Lupo Alberto, però penso sia evidente che tutto questo clima retrò che aleggia nelle edicole non è esattamente il modo migliore per cercare di risollevare una situazione che molti iniziano a giudicare un po' preoccupante... Anche perchè i nostalgici, i collezionisti e gli appassionati all'ultimo stadio, da soli, non possono certo alimentare il mercato all'infinito.

Comunque, per completezza, segnalo anche l'ultimo editore che si è cimentato nel mercato delle edicole (e degli aereoporti!), l'Erredì Grafiche Editoriali che propone il bimestrale THE PROFESSOR... Una sorta di Dylan Dog vittoriano che, tanto per cambiare, ha un impianto molto classico e non risulta particolarmente originale (a parte, forse, per il fatto che gli sceneggiatori cercano di dargli un tono infarcendolo di citazioni colte relative all'ambito magico ed esoterico, che però finiscono più che altro per appesantirne la lettura...).

In tutto questo desolante panorama, forse, l'unico raggio di sole è rappresentato dalle pubblicazioni che la casa editrice Shockdom ha iniziato a proporre anche nel mercato delle edicole. Tutte idee abbastanza fresche e "giovani", che probabilmente restano le uniche che al momento tengono davvero in considerazione i gusti del pubblico reale, e in particolare di quello potenziale che non ha ancora superato i  quarant'anni di età...

Peccato, però, che al momento resti veramente l'eccezione che conferma la regola... E la cosa davvero ironica, se vogliamo, è che chi ha le idee più originali e potenzialmente coinvolgenti adesso si ritrova a cercare di realizzarle attraverso operazioni di crowdfunding che molto difficilmente possono coinvolgere un pubblico davvero vasto. Proprio in questi giorni, ad esempio, si concluderà quella proposta dalla piccola etichetta Attaccapanni Press per pubblicare MELAGRANA... Un'antologia di 250 pagine incentrata sul tema dell'erotismo nel senso più trasversale (e moderno) del termine... Nel senso che le diciassette storie previste cercheranno di dare spazio un po' a tutte le molteplici sfumature della questione, dall'omosessualità al poliamore per intenderci...



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In ogni caso penso che sia abbastanza indicativo il fatto che, per trovare dei fumetti italiani che toccano in modo diretto certi argomenti, non abbia più alcun senso andare a cercarli in edicola... E che, invece dei grandi editori (quelli che potrebbero avere tutti i mezzi e le risorse per rianimare la scena fumettistica con proposte come questa), siano piuttosto delle piccolissime realtà come Attaccapanni Press a portare avanti la battaglia per mantenere davvero vivo il fumetto italiano, e per offrire spazi in cui gli autori possono confrontarsi con temi e situazioni che non siano necessariamente in linea con i fumetti e il pubblico di una quarantina di anni fa...

Ma se i temi e gli stili dell'antologia MELAGRANA potessero trovare spazio in edicola siamo davvero sicuri che farebbero flop? Non so perchè, ma qualcosa mi dice che ci sarebbero delle sorprese.

Peccato solo che, per come siamo messi ora, rischiamo di non poterlo scoprire mai.

Alla prossima.

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