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martedì 21 marzo 2017

VOGLIA DI NOVITÀ...

Ciao a tutti, come va?

L'altro giorno, passeggiando per le vie del centro, riflettevo sul fatto che tante edicole sono state chiuse (e tanti chioschi sono spariti dal paesaggio urbano), mentre nelle poche che sono rimaste la vetrina tradizionalmente riservata ai fumetti si è decisamente ridotta, o addirittura si è trasformata in un paio di piccoli espositori interni. Sicuramente la crisi della carta stampata non è imputabile all'editoria a fumetti, però - perlomeno nel caso dei fumetti - non è semplice capire se è nato prima l'uovo o la gallina. I fumetti si vendono meno (anche) perchè hanno meno spazi per essere venduti, a causa della crisi generale, o i loro spazi nelle edicole si sono ridotti perchè vendono sempre meno? Inquietante interrogativo...


Certo è che, analizzando novità di queste ultime settimane, viene da chiedersi se effettivamente il problema non sia un po' più a monte, e cioè nelle scelte di chi si occupa di fumetti nell'Italia di oggi. Ad esempio: la prima ristampa di Tex si è interrotta con il numero 636 e proprio questo mese è ripartita daccapo (e questa volta riproponendo in edizione economica la versione a colori già comparsa come allegato ai quotidiani), ribattezzata TEX CLASSIC e con una nuova periodicità quindicinale...

La domanda è: considerando che le ristampe di Tex negli ultimi decenni sono ripartite a getto continuo, e in tutte le forme possibili e immaginabili, c'era la reale necessità di inaugurare questa proposta? Anche ammesso che la ristampa storica non riuscisse più a camminare sulle sue gambe, a che pro rilanciare la saga di TEX ancora una volta daccapo (peraltro facendone la ristampa di una ristampa a colori allegata ai quitidiani fino all'anno scorso)? L'intenzione è quella di spremere gli appassionati del personaggio fino al midollo o si spera che un'edizione economica a colori possa risultare più accattivante per un pubblico più giovane?

Chissà...

Se però fosse vera la seconda ipotesi temo che questa idea sia arrivata fuori tempo massimo, visto che cowboy e indiani non fanno più parte dell'immaginario giovanile italiano da almeno due o tre decenni... E anche se così non fosse avrebbe ben poco senso sperare che basti un'edizione economica a colori per fare in modo che le avventure di un cowboy concepito nel 1948 possano attecchire facilmente fra i cosiddetti millenials... Che magari un fumetto western potrebbero pure iniziare a leggerlo, a patto però che tenesse in considerazione i loro gusti e le loro esigenze... O, più banalmente, il loro senso dell'umorismo e il loro concetto di avventura. Cosa che, però, una ristampa di TEX non può fare...
E d'altra parte se i film western sono praticamente spariti dai palinsesti televisivi, e se dalle parti di Hollywood non ne vengono più prodotti, un motivo dovrà pur esserci. Così come dovrà pur esserci un motivo se il mondo dei supereroi continua a rinnovarsi e ad aggiornarsi per tenere conto dei gusti dei lettori di oggi (anche per favorire una loro eventuale versione cinematografica o televisiva)...

 E allora perchè, proprio adesso, si è scelto di proporre una collana di allegati per la Gazzetta dello Sport e per il Corriere della Sera tutta dedicata alla ristampa delle primissime avventure dei personaggi MARVEL?

Intendiamoci: si tratta di classici intramontabili, ma considerando che si tratta di storie concepite negli anni Sessanta è abbastanza evidente che si tratta soprattutto di un'operazione nostalgia... Magari finalizzata ad intercettare gli ex ragazzini (e sono tanti) che leggevano questi personaggi nell'edizione proposta dall'indimenticata Editoriale Corno. Non che ci sia niente di male, ma ormai i fumetti dei supereroi MARVEL, che pure sono quelli che in edicola vendono meglio, stanno diventando sempre più un prodotto per collezionisti (pare che il quindicinale di Spider-Man, che è quello che va meglio in assoluto, venda sulle 8000 copie), e forse puntare sull'usato sicuro nella speranza di spremere i lettori di lunga data invece di puntare davvero su quelli nuovi può rivelarsi un boomerang (come sta avvenendo dalle parti della Bonelli, per intenderci)...

Forse il fatto che gradualmente il mercato dei fumetti di supereroi - e non solo - abbia finito per essere gestito da appassionati (e non più da semplici imprenditori dell'editoria) non è stato necessariamente un bene. Nel senso che, anno dopo anno, i prodotti editoriali legati ai fumetti hanno iniziato ad essere concepiti sempre più spesso per rispondere alle esigenze dei collezionisti o perlomeno degli appassionati, facendo sempre più fatica a stare dalla parte dei lettori occasionali... Che, ad esempio, preferirebbero risparmiare uno o due euro per leggere più storie stampate su una carta non proprio eccezionale, che non ritrovarsi per le mani un albo super curato di poche pagine e senza un apparato introduttivo adeguato ai neofiti...

Anche perchè adesso possono spendere (molto) meno per andare al cinema il secondo mercoledì del mese...

E dire che cinema e fumetto sono due cose diverse ha senso fino a un certo punto, visto che entrambi - alla fine - servono fondamentalmente alla stessa cosa: occupare il tempo libero raccontando storie... E d'altra parte, a costo di ribadire l'ovvio, se il grande successo dei film di supereroi (e delle serie TV a tema) non ha contribuito granchè a rinfoltire il pubblico dei loro corrispettivi cartacei un motivo dovrà pur esserci, e non bisogna neanche essere dei geni per capire quale sia...

Molto semplicemente le produzioni derivate dai fumetti di supereroi sono studiate per il pubblico occasionale, mentre i fumetti - ormai - sono un prodotto per appassionati e richiedono compentenze enciclopediche per essere apprezzati appieno... Competenze enciclopediche che magari un appassionato di fumetti riesce ad avere anche lavorando da autodidatta (e passando qualche ora su wikipedia), ma che un lettore occasionale - forse - non ha il tempo o la voglia di coltivare.

Un appassionato di fumetti sa già come muoversi quando si imbatte in una lettura un po' ostica e inizialmente complicata da seguire, a prescindere dal genere, mentre un lettore dell'ultima ora no... E dovrebbe essere accompagnato passo passo (cosa che i prodotti editoriali italiani legati ai supereroi fanno sempre meno). Se poi aggiungiamo che, con l'arrivo dei manga, molti lettori delle ultime generazioni si sono abituati ad avere a che fare con universi narrativi "a tempo determinato" e autosufficienti, tutto il resto vien da sé. Anche perchè, molto banalmente, oggi per un ragazzo under venti è più semplice - ed economico - passare qualche ora guardando un serial televisivo in streaming (decidendo quante e quali puntate seguire) che non andare a curiosare in edicola nella speranza di trovare un fumetto in linea coi propri gusti (e semplice da seguire per un neofita)... Anche perchè fumetti di questo genere, di fatto, ce ne sono molto pochi...

Soprattutto condiderando che ultimamente si punta soprattutto sulle ristampe, e sulle nuove produzioni, che hanno un occhio di riguardo per gli over quaranta e/o i collezionisti... Che magari pretendono (giustamente) una confezione impeccabile, ma che inevitabilmente determinano un prezzo che tiene lontani i semplici curiosi e gli squattrinati... E, giusto per ribadire che questa non è l'unica strada possibile, forse vale la pena ricordare che se in Giappone si riescono a fidealizzare milioni di lettori a serie come ONE PIECE, che inizialmente vengono pubblicate a puntate su settimanali stampati su carta super economica (diciamo pure carta igienica), un motivo ci sarà...

Anche negli USA le produzioni seriali cercano di accattivarsi le simpatie del pubblico occasionale senza scontentare i collezionisti, ma le strategie adottate sono diverse... E più che sulle ristampe e sull'effetto nostalgia fine a se stesso, si punta ad un costante aggiornamento dei personaggi e delle tamatiche presentate. Se, ad esempio, al giorno d'oggi la questione omosessuale non è più un tabù e magari può offrire dei nuovi spunti di interesse, ecco arrivare delle nuove serie incentrate su protagonisti omosessuali... E anche questo mese ne sono partite diverse, fra i grandi editori come fra quelli che cercano di farsi largo in un mercato sull'orlo della saturazione...



E purtroppo strategie come questa, in Italia, sono ancora ben lungi dall'essere applicate... Per tutta una serie di motivi che ho più volte affrontato anche su questo blog. Molto meglio ripiegare su qualche nuova ristampa e/o su qualche nuova produzione che - per come si presenta - sarebbe stata perfettamente in linea con quello che andava per la maggiore nelle edicole di venti, trenta o quaranta anni fa... Anche se poi, nei fatti, il tempo è passato per tutti, e in teoria non ha molto senso fare finta di niente e dare per scontato che una nuova ristampa di TEX possa salvare la situazione...

Ad ogni modo, altro dato interessante, l'apparato redazionale dei comic book USA rappresenta ancora un punto di contatto importante con i lettori, tant'è che nell'era dei social e dei forum la tradizionale pagina della posta continua ad essere ospitata su moltissime pubblicazioni seriali, anche perchè mantiene una dimensione "ufficiale" che gli spazi sul web non avranno mai. Nelle pubblicazioni italiane, invece, la pagina della posta è sparita da anni... Quasi come se ormai questo genere di pubblicazioni, in Italia, fossero giusto degli "house organ" pubblicati per un ristretto gruppo di amici che si conoscono tutti, o che interagiscono solo sui social... Con tutto quel che ne consegue.

Oggi è il primo giorno di primavera: vedremo se da qui all'estate qualcosa cambierà... Anche se personalmente al riguardo ho qualche dubbio.

Alla prossima.

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