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lunedì 30 settembre 2013

DOTTORI E ICONE

Ciao a tutti, come va?
Quello che è successo la scorsa settimana con la Barilla (sapete tutti di cosa sto parlando, vero?) e il conseguente atto di contrizione del suo mega capo (dopo alcune infelici dichiarazioni a proposito delle famiglie gay) è stato abbastanza sintomatico dei tempi in cui viviamo. Tempi, cioè, in cui il mondo è sempre più interconnesso e in cui anche chi vive in Italia - ed è sano di mente - deve iniziare a rendersi conto che non si può continuare a vivere nel passato e con lo sguardo rivolto al proprio orto, arroccandosi su posizioni retrograde e stupendosi poi se si fa una figura meschina a livello internazionale...
Se leggete con costanza questo BLOG, ad esempio, avrete notato che anche il microcosmo culturale dei fumetti riflette bene una situazione più generale, in cui scelte editoriali che per l'Italia sono ancora considerate un tabù sono vissute in maniera del tutto diversa in altre parti del mondo. Prendiamo, ad esempio, l'ultima serie a fumetti ispirata al serial televisivo del Dr. Who (un cult nel mondo anglosassone, che ultimamente inizia ad essere apprezzato anche da noi). Sul numero 13, uscito proprio questo mese, il buon dottore si ritrova coinvolto in un'avventura ambientata nel vecchio west con due co-protagonisti d'eccezione: Oscar Wilde e Calamity Jane...
Ora: nel caso non lo sapeste si tratta di due personaggi storici che sono considerati fra le prime icone omosessuali del mondo moderno, rispettivamente per il mondo gay e per quello lesbico. Lui perchè ha difeso fino all'ultimo il suo diritto a vivere in sintonia con se stesso, e lei perchè - in un contesto persino più duro - aveva scelto di sfidare (con grande successo) tutti gli stereotipi legati al ruolo femminile.

Il fatto che, peraltro, i due suddetti personaggi compaiano (insieme) in una serie a fumetti che si richiama ad un serial televisivo che, in diverse occasioni, ha manifestato un occhio di riguardo per il mondo gay probabilmente non è un caso... E denuncia anche l'intenzione di omaggiare la cultura gay nel senso più completo del termine. Il paragone con l'Italia diventa particolarmente rappresentativo se si pensa a quanto è avvenuto in una serie Bonelli: Magico Vento.

Gli autori avrebbero voluto che il protagonista incontrasse proprio Oscar Wilde, nonchè la poetessa lesbica Emily Dickinson . La leggenda narra che - addirittura - molte sceneggiature coi suddetti co protagonisti fossero pronte, fatte e finite, ma che una volta passate al vaglio di Sergio Bonelli buonanima, siano state istantaneamente cassate...
Da allora ad oggi è cambiato qualcosa?
In teoria sì, ma non nella scena culturale italiana a cui il fumetto popolare del nostro paese pensa di dover rendere conto, poichè la considera maggioritaria. Che poi è quella a cui anche il signor Barilla pensava di dover rendere conto.
Il problema è che la Barilla arriva in tutto il mondo, mentre i fumetti Made in Italy no, anche perchè hanno decisamente poco mordente - e poco coraggio - se paragonati ai fumetti prodotti in altre nazioni.
Quindi molto difficilmente chi produce fumetti in Italia avrà modo di scantarsi grazie a figuraccie internazionali...
In ogni caso se io fossi un'editore italiano qualche domanda inizierei a pormela, invece di continuare a coltivarmi la mia nicchia di mercato storica, che ovviamente si assotiglia sempre di più...
Alla prossima.


3 commenti:

Massimo Basili ha detto...

Se puoi rivelarlo, qual è la tua fonte a proposito dell'inserimento di Wilde nelle storie di Greystorm, Valeriano? E' curioso che Gianfranco Manfredi, anni fa, mi disse in via confidenziale che una cosa simile gli successe con Magico Vento: aveva già scritto una serie di episodi nei quali faceva incontrare (in modo storicamente coerente e verosimile) il suo Ned Ellis sia con Oscar Wilde che con Emily Dickinson, ma poi desistette a causa della contrarietà di Sergio Bonelli.

quid76 ha detto...

E che vuoi, noi siamo consumatori appartenenti ad altri mondi. (cit. Luca Barilla)

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

Wally: azzurrino scuretto su sfondo nero, però, non è che faciliti più di tanto la lettura, eh... :-(

Per il resto: sempre interessante e, anzi, indispensabile, massima stima e consultazione quotidiana.

...ma ti prego, cambia lo sfondo (o almeno il colore dei caratteri, o almeno la tonalità di quel colore dei caratteri...)

Abbraccio
Orlando