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mercoledì 19 novembre 2014

PICCOLE MANIFESTAZIONI CRESCONO...

Ciao a tutti, come va?
Considerando che su internet il tempismo è tutto avrei dovuto parlare della BENT-CON a partire dalla scorsa settimana, ma siccome prima dovevo dfinire di analizzare Lucca Comics e siccome mi sono imposto un limite con il numero di post settimanali di questo BLOG (anche perchè poi voi non avreste il tempo di leggere tutto) arrivo a fare il punto sulla ComiCon LGBT più importante degli U.S.A. solo oggi. D'altra parte, considerando che in Italia non ne ha parlato praticamente nessuno (chissà come mai...) sono abbastanza sicuro che quello che scriverò offrirà comunque degli spunti di riflessione interessanti, soprattutto alla luce delle mia analisi di Lucca Comics & Games nelle scorse settimane.

Da che parte comincio?

Forse, prima di tutto, è meglio partire dal fatto che la BENT-CON è gestita da un'omonima associazione no profit che si è costituita nel 2010, proprio per mettere in piedi questa inziativa (cosa non dissimile da quanto avvenne per la San Diego ComiCon nel 1970). Ho notato che quando dico "no profit", ultimamente, c'è più di qualcuno che pensa (alla luce della situazione italiana) che sono un povero allocco a credere che chi organizza queste iniziative possa avere a che fare col termine no profit. Quindi ora andrò un pochino più nel dettaglio. No profit vuol dire che l'associazione stabilisce di volta in volta un preventivo per una certa iniziativa, con tanto di compensi/rimborsi per chi ci lavora e ci investe tempo e fatica, ma tutti i soldi guadagnati in più vengono reinvestiti UNICAMENTE nelle attività dell'associazione. Questo, comunque, non vuol dire che se uno ha tempo e modo di offrire il suo contributo a titolo gratuito viene allontanato. Fin qui tutto chiaro?

Tra l'altro la BENT-CON è un'associazione che ha ottenuto il marchio 501(c) (CLICCATE QUI), che di fatto le impedisce categoricamente di sostenere politici, avere a che fare con partiti o anche solo palesare un orientamento politico piuttosto che un altro. E se pensate che ho precisato questa cosa per fare un confronto spietato con la municipalizzata che gestisce  Lucca Comics & Games... Avete indovinato.
Detto questo lo staff e i volontari della BENT-CON li vedete tutti  CLICCANDO QUI, e quasi tutti rendono disponibile una foto e un curriculum dettagliato, che spesso dimostra una certa professionalità in questo ambito e una passione di lunga data per il mondo del fumetto (e l'attivismo LGBT). E se anche in questo caso pensate che ho precisato questa cosa per fare un confronto spietato con la municipalizzata che gestisce  Lucca Comics & Games... Avete ancora indovinato.
E dopo avere appurato cosa c'è dietro alla BENT-CON, andiamo a vedere cosa c'è davanti...
Anche se ogni tanto c'è ancora qualcuno che si stupisce quando faccio notare come nelle fiere di fumetti italiane si dovrebbero organizzare anche momenti di approfondimento sulla questione LGBT, e magari mi rinfaccia che non si saprebbe di cosa parlare, nei quattro giorni della BENT-COM 2014 - oltre agli stand - c'è stato modo di organizzare un programma con oltre 230 iniziative, e tutto - ovviamente - con risvolti LGBT! Buona parte delle quali erano proprio conferenze che offrivano momenti di confronto e approfondimento legate ai risvolti LGBT nei fumetti e nell'immaginario POP in generale. Se non ci credete l'elenco dettagliato delle iniziative che hanno animato la BENT-CON lo trovate CLICCANDO QUI.
Da notare che alcune iniziative puntavano ad affrontare anche il discorso delle tematiche LGBT nella letteratura e nei fumetti per bambini, nonchè per promuovere le iniziative a fumetti che supportano le associazioni che lottano contro il bullismo scolastico (e se volete approfondire potete CLICCATE QUI).

Gli stand quest'anno erano oltre 50, a riprova del fatto che gli artisti, i piccoli editori e le autoproduzioni che hanno un occhio di riguardo per le tematiche LGBT, negli USA, alimentano ancora un sottobosco molto vivace. Potete trovare un elenco degli stand CLICCANDO QUI. Da notare che chi ha partecipato a una BENT-CON tende a ripresentarsi, e infatti anche quest'anno fra gli standisti - giusto per fare un nome - c'era Wendy Pini, nome cult del fumetto indipendente e creatrice della saga di ELFQUEST, che già dalla fine degli anni '70 non si faceva problemi a rappresentare elfetti guerrieri estremamente coraggiosi e risoluti, ma al tempo stesso sessualmente amancipati, anche in senso omo e bisessuale... 
E quest'anno ha voluto anche realizzare un disegno per l'asta benefica promossa durante la manifestazione...
Inoltre, altro piccolo e non irrilevante dettaglio, sono gli ospiti che di anno in anno diventano più importanti e numerosi. Quest'anno, ad esempio, fra scrittori (di fumetti, cinema e serie TV), fumettisti, artisti, produttori e quant'altro gli ospiti sono stati oltre un centinaio (l'elenco dei nomi noti e meno noti lo trovate CLICCANDO QUI), tra cui - giusto per fare un nome - c'era anche la scrittrice Anne Rice, ben nota per i suoi ambigui romanzi vampireschi... Per la quale è stato allestito un incontro con arredamento a tema...
E per finire c'erano i cosplay (una parte dei quali li vedete in questo post), che non essendo (almeno per ora) una delle attrattive principali della BENT-CON hanno dato una nota di colore senza rubare spazio alla manifestazione in quanto tale, che pian piano sta crescendo anche per numero di visitatori... Certo, per ora si tratta di numeri modesti rispetto alle manifestazioni fumettistiche più note, ma tutto considerato il trend in crescita è incoraggiante, e promette bene per il futuro.
Il punto fondamentale, però, è proprio che la BENT-CON non nasce per fare grandi numeri o per mettere in piedi un evento turistico, ma per offrire uno spazio di incontro e approfondimento per chi ama, produce e sostiene un certo tipo di fumetto, che in contesti più generalisti non ha le stesse opportunità. 
Da questo punto di vista, quindi, la BENT-CON è comunque un grande successo, perchè centra esattamente l'obbiettivo che si prefigge. Senza contare che, già solo con la sua presenza, lancia un segnale importante a tutto il mondo del fumetto e ai suoi appassionati. Un segnale che quasi certamente dall'anno raddoppierà con la FlameCon di New York.
Tutto questo per dire che, al di là dei contenuti, la BENT-CON è un ottimo esempio di quello che dovrebbe essere una manifestazione fumettistica, e cioè qualcosa con un'idea forte alla base e che mette al centro i contenuti... Anche perchè mettere in piedi una manifestazione faraonica solo per attirare turisti e offrire una vetrina commerciale che lascia quello che trova è abbastanza sconfortante... Nonostante gli incassi da record, la copertura mediatica e tutto il resto.
Oltretutto un'iniziativa come la BENT-CON ha anche il pregio supplementare di dimostrare che il linguaggio del fumetto può veicolare un messaggio di inclusione delle minoranze, con un potenziale tutto da esplorare per quel che riguarda il suo contributo alla costruzione di una società capace di dare spazio a tutti.


E forse, in ultima analisi, esplorare il potenziale positivo del linguaggio del fumetto e la sua capacità di creare un immaginario di riferimento comune, in grado di scardinare i pregiudizi e gli stereotipi, dovrebbe essere uno degli obbiettivi principali di TUTTE le manifestazioni fumettistiche, e SOPRATTUTTO di quelle più importanti. 

Cosa che, se seguite questo BLOG, avrete notato che succede abbastanza di frequente negli U.S.A., ma NON in Italia... E anche se da noi porsi questo genere di problema viene considerato perlomeno eccentrico, i fatti sembrano dimostrare che forse tanto eccentrico non è... E d'altra parte dalle nostre parti persiste ancora una mentalità abbastanza retrò, per cui TUTTO quello che ha a che fare con l'immaginario deve essere rivolto, in prima istanza, soprattutto ai bambini...
E questa, già da sola, è un'ottima scusa per NON provare nemmeno ad aprire UFFICIALMENTE le porte a certi argomenti e a certi spunti. Certo non è questione di vita o di morte, ma di certo non è neanche un buon motivo per fare i salti di gioia, soprattutto in una nazione - la nostra - che ultimamente non è certo nota per la sua modernità e i suoi progressi culturali...

Alla prossima.

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