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venerdì 22 gennaio 2016

GIOCARE CON TATTO...

Ciao a tutti, come va?

A quanto pare alcuni recenti sviluppi nella percezione della questione gay iniziano ad influenzare anche il lancio internazionale di un videogioco giapponese, e per la precisione di Fire Emblem: Fates, quattordicesimo capitolo di una nota serie di videogiochi di strategia ad ambientazione fantastica.
Il capitolo precedente Fire Emblem Awakening, infatti, era stato aspramente contestato sulla scena internazionale proprio perchè non consentiva la possibilità di sposarsi ai personaggi dello stesso sesso... E così i programmatori della Intelligent System (su indicazione della Nintendo) hanno pensato bene di risolvere questo piccolo problemino in Fire Emblem: Fates (dove finalmente anche le coppie omosessuali possono convolare a nozze), ma non solo...

Infatti, per andare sul sicuro, hanno deciso che per la versione internazionale ritoccheranno alcune parti del gioco che potrebbero essere fraintese, o magari lette in chiave omofoba.

Nella fattispecie in Fire Emblem: Fates c'è un personaggio di nome Soleil (immagine sotto), una giovane guerriera, che è dichiaratemente lesbica e ha un debole per le belle ragazze.

Ad un certo punto del gioco, nella versione giapponese, il protagonista (quando è di sesso maschile), può utilizzare una polverina magica che ha il potere di incantare Soleil, facendole vedere i maschi sotto forma femminile...  E facendole prendere delle sbandate "eterosessuali"...

Ovviamente questo è uno stratagemma che consente al giocatore di essere accompagnato da Soleil, e di poter usufruire delle sue abilità facendo leva sulla sua passione per le ragazze, ma i produttori giapponesi hanno pensato di ritoccare questa opzione... Perchè temevano che potesse essere interpretata come una promozione degli stupefacenti e un sostegno alle famigerate "terapie riparative" o "di conversione", e cioè alle terapie con cui alcune organizzazioni religiose (aiutate da psicologi compiacenti) promettono di far cambiare orientamento agli omosessuali che vivono con difficoltà la loro condizione...

Premesso che le suddette terapie non hanno alcun fondamento, che sono state discosciute dall'ordine degli psicologi (in tutto il mondo occidentale) e che in alcune nazioni hanno iniziato ad essere giustamente illegali, bisogna comunque prendere atto del fatto che i programmatori della Intelligent Systems hanno sicuramente dato prova di una certa sensibilità (e di un buon senso per gli affari). Anche perchè si sono resi conto che, quello che per i giapponesi poteva essere visto solo come un trucchetto innocente, poteva creare una serie di malintesi che era meglio evitare.

Anche perchè pare che alla Nintendo stia crescendo la consapevolezza che una buona fetta dei loro clienti (anche potenziali) non sono eterosessuali, e di certo non valeva la pena di giocarseli per così poco... Anche se ovviamente questa scelta ha fatto storcere il naso ai puristi.

Ad ogni modo direi che anche questa notizia è abbastanza indicativa dei tempi che stanno cambiando, anche se purtroppo in Italia il livello della discussione sulla questione LGBT resta ancora alquanto imbarazzante... Tant'è che dalle nostre parti non è nemmeno sicuro che la recente proposta per un primo, e abbastanza blando, riconoscimento delle unioni omosessuali (che dovrà essere votata a breve) riuscirà a diventare legge... Mentre chi sostiene che l'omosessualità e la tutela dei diritti delle persone omosessuali sono una minaccia per la società ha ancora un margine di manovra pressochè illimitato...

Alla faccia dei videogiochi giapponesi.

Alla prossima.

1 commento:

Mauri ha detto...

La Nintendo deve ancora riprendersi dalla figuraccia mondiale che fece 2 anni fa col videogioco Tomodachi Life in cui la possibilità di sposarsi tra personaggi dello stesso sesso fu trattata come un errore e rimossa con un aggiornamento. Comunque grandi Intelligent System, sono gli stessi della saga di Paper Mario!