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PREMIO GLAD 2017

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martedì 23 maggio 2017

VITTORIE E SCONFITTE

Ciao a tutti, come va?

Oggi, per cominciare, parto analizzando il risultato del sondaggio indetto per assegnare il Premio GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati) di quest'anno. Ovviamente si tratta di un sondaggio di portata molto simbolica, visto che - per ovvi motivi - la stragrande maggioranza di chi segue questo blog non compra fumetti dal taglio omofobo e quindi non se la sente di esprimere il suo parere in un sondaggio che propone di votare proprio i fumetti meno gay friendly realizzati in Italia.

Fatto sta che, per quanto simbolico, il sondaggio di quest'anno offre uno spunto di riflessione in più. Infatti in prima posizione abbiamo due titoli che hanno ottenuto la stessa percentuale di voti, e cioè il 39,7%... E così questa volta i vincitori, a pari merito, sono stati DYLAN DOG e DRAGONERO (distanziando in maniera abbastanza notevole il secondo classificato, e cioè IL MORTO, che ha ottenuto solo il 12,7% delle preferenze).

Come dicevo prima il mio sondaggio ha un valore molto simbolico, ma nel suo piccolo penso che possa essere indicativo di alcune cose: la prima è che i titoli che hanno vinto non sono stati quelli che hanno presentato le parentesi più omofobe fra quelli in lista, ma quelli che - molto probabilmente - hanno deluso di più le aspettative del pubblico che li ha votati... Anche perchè è facile immaginare che, da un fantasy moderno e da un horror metropolitano ambientato nella Londra dei nostri giorni, il pubblico gay friendly avrebbe voluto qualcosa di più.

Inoltre sono portato a credere che il suddetto pubblico - perlomeno a giudicare dai commenti che mi sono arrivati di recente - segua ancora queste testate anche e soprattutto nella speranza che qualcosa, prima o poi, possa cambiare in meglio. Nel momento in cui la sua speranza verrà meno, sia per quel che riguarda le tematiche LGBT sia per quel che riguarda altri aspetti che non lo soddisfano (perchè sono anacronistici e/o non sono all'altezza degli standard narrativi del 2017, soprattutto per quel che riguarda il pubblico giovane), quasi certamente interromperà la sua collezione... Con buona pace degli editori che ancora si chiedono perchè negli ultimi anni si sta verificando una perdita di lettori così importante.

E non penso ci sia molto da aggiungere, anche perché fondamentalmente questo sondaggio sembra confermare quello che scrivo da diverso tempo... E cioè che, in particolare nel caso di DRAGONERO e DYLAN DOG, certe scelte anacronistiche fanno più danni che altrove...

Tuttavia, mentre su questo blog si finivano di raccogliere i voti per il Premio GLAD, negli USA venivano proclamati i vincitori del Premio GLAAD (quello assegnato dall'omonima associazione), comprensivi della categoria "fumetti"... E il premio per il miglior fumetto, quest'anno, è andato alla serie THE WOODS della Boom! Studios, scritta dallo sceneggiatore bisessuale dichiarato James Tynion IV...

THE WOODS è la storia di un liceo - comprensivo di studenti e professori - che viene teletrasportato su un pianeta selvaggio e ostile, facendo emergere il meglio e il peggio di tutti le persone coinvolte... Senza trascurare, ovviamente, i personaggi e le parentesi LGBT.

Da questa idea, apparentemente banale, si sviluppa una storia decisamente interessante e tutt'altro che scontata, in cui sicuramente il pubblico giovane può identificarsi con una certa facilità. Non vorrei sbagliarmi, ma credo che al momento questo fumetto non sia tradotto in italiano, così come non hanno una versione italiana dozzine di fumetti molto interessanti e innovativi che vengono prodotti negli USA da diversi editori minori. E in effetti, pensandoci bene, è anche vero che probabilmente la  pubblicazione di THE WOODS in italiano passerebbe pressochè inosservata presso il pubblico giovane e occasionale... Dato che, da diversi anni a questa parte, tutto - o quasi - il fumetto americano che non rientra nel genere supereroistico arriva giusto in fumetteria, o - nella migliore delle ipotesi - nelle librerie di varia, e il più delle volte in raccolte relativamente costose e ben al di là della portata di un giovane lettore occasionale.

Facciamo un esempio pratico: neanche tanto tempo fa nella libreria Feltrinelli della mia città mi sono imbattuto nella seconda raccolta italiana della nuova serie di Archie, pubblicata da BD Edizioni...

Questa serie, negli USA, nasce proprio per svecchiare alcuni dei personaggi più iconici del fumetto per ragazzi americano, nella speranza di farli emancipare dallo stile umoristico/satirico/caricaturale che li aveva caratterizzati fin dagli anni Quaranta, e che iniziava a limitare notevolmente il loro potenziale presso le nuove generazioni.

Fra parentesi: alla Feltrinelli c'era anche la prima raccolta di JUGHEAD, in cui il migliore amico di Archie fa coming out come asessuale...

Negli USA questa operazione sta andando abbastanza bene, soprattutto ora che si accompagna alla serie televisiva RIVERDALE (ispirata ai toni di questa nuova versione, ma solo in parte sovrapponibile ad essa, tant'è che a sua volta la serie TV ha dato il via ad un proprio universo narrativo a fumetti), ma in Italia questi volumi costano quindici euro l'uno, NON arrivano in edicola e presentano dei personaggi che da noi sono pressochè sconosciuti al grande pubblico (tantopiù che il serial RIVERDALE non è ancora stato doppiato in italiano)... In parole povere queste storie non riescono nemmeno a sfiorare (e figuriamoci a coinvolgere), la stragrande maggioranza del loro pubblico potenziale... Restando fondamentalmente un prodotto per collezionisti.

Cosa c'entra tutto questo con DYLAN DOG, DRAGONERO e i premi GLAD?

Il punto è che, se vi capita ancora di andare in edicola in questo periodo, forse avrete notato che il panorama è abbastanza desolante. Nel senso che l'area riservata ai fumetti (che è sempre più ridotta), e in particolare a quelli prodotti in Italia, è fondamentalmente un cimitero vivente di personaggi, generi e formati che cercano - senza troppo successo - di vivere di rendita a tempo indeterminato, riproponendo all'infinito  le idee e i format che ne avevano decretato il successo nei decenni passati...

Con l'intento, neanche tanto celato, di spremere come limoni i lettori che si sono fidealizzati in passato, piuttosto che con l'intenzione di confrontarsi davvero con i potenziali lettori futuri...

E non è solo un problema di fumetti Bonelli (e della media dei fumetti Made in Italy), che grossomodo si propongono ancora come trenta o quaranta anni fa, ma anche di chi pubblica supereroi con le strategie e i formati degli anni Novanta e di chi pubblica manga senza considerare che gli anime sono spariti dai palinsesti televisivi generalisti  da diversi anni...

La sensazione è che chi gestisce l'editoria italiana a fumetti per le edicole, oggi, viva - salvo rarissime eccezioni - proiettandosi in un passato che non esiste più, senza rendersi conto che la situazione si è rapidamente evoluta e che probabilmente sarebbe arrivato il momento di pensare a delle nuove strategie... E non tanto per rilanciare questo o quel personaggio, ma proprio per rivitalizzare il settore e riavvicinare un nuovo pubblico, che magari non ha mai letto fumetti (a parte, forse, Topolino quando era molto piccolo)...

Un nuovo pubblico da cui non si può pretendere un inserimento di punto in bianco nell'universo supereroistico americano, perché ormai è troppo complesso (e troppo distante dalle produzioni derivate) per risultare comprensibile a chi lo avvicina per la prima volta. Un pubblico a cui non si possono neppure imporre degli standard che strizzano l'occhio al pubblico degli over Quaranta e degli over Cinquanta, anche perché adesso ha a disposizione mille alternative per passare il tempo (e tutte molto vicine ai suoi gusti). D'altra parte non si può nemmeno pretendere che questo pubblico si avvicini ai fumetti con i manga, visto che - gradualmente - gli anime (a parte una manciata di titoli e alcuni classici) sono diventati un genere cult, e non più una forma di intrattenimento di massa, e probabilmente ora rappresentano un traino molto relativo per la loro controparte cartacea...

Che fare, allora?

In realtà, pensando a titoli come ARCHIE o THE WOODS, non posso fare a meno di chiedermi cosa potrebbe accadere se in edicola arrivassero delle pubblicazioni che mettessero al centro fumetti di questo tipo... Magari su carta supereconomica e strapiene di sponsor, per garantire un prezzo davvero accessibile. Di serie nuove e fresche, slegate da universi narrativi complessi, gli USA ne stanno producendo tantissime e di tutti i tipi, dalla fantascienza all'horror, passando per il fantasy... Tanti gioiellini che, fondamentalmente, in Italia sono considerati - nella migliore delle ipotesi - come prodotti per collezionisti... E che quindi non arrivano nemmeno sotto forma di albo economico prima di essere raccolti in volume.

Ad esempio: Saldapress sta pubblicando le raccolte del fantasy Birthright (a 14,90 euro l'una)...

Bao sta pubblicando il fantascientifico Descender (ogni volume a 17 euro)...

E Renoir sta per pubblicare i volumi della serie Joyride, il cui primo ciclo si è appena concluso negli USA con un finale estremamente gay friendly (e anche qui il costo di ogni volume è 14,90 euro)...

Tutte cose che, oltre che in fumetteria, arrivano anche nelle librerie di varia (che però hanno spesso degli spazi molto risicati per i fumetti), ma che  - quasi certamente - se arrivassero in edicola in un formato adeguato e considerando le reali esigenze del pubblico, potrebbero anche riservare delle sorprese...

Visto che sono pensate proprio per coinvolgere il giovane pubblico occasionale.

E forse potrebbero riavvicinare quel pubblico che ha finito per non prendere più in considerazione i fumetti in generale, soprattutto dopo alcuni scivoloni compiuti dal fumetto Made in Italy negli ultimi anni... Scivoloni che, comunque, si fanno sempre più scivolosi... Tant'è che, giusto per fare un esempio, l'esperimento dei Bonelli Kids (di cui ho già parlato QUI) sta già iniziando a raschiare il fondo (a pochi mesi di distanza dal suo lancio) con l'introduzione della versione "kid" dello sceneggiatore Alfredo Castelli (per gli amici Alf)...
Non so perchè, ma ho la sensazione che questa operazione di marketing per "kids" non contribuirà granchè ad avvicinare i giovanissimi alle produzioni della casa editrice... Anzi...

E, anche in questo caso, non posso fare a meno di chiedermi cosa accadrebbe se in edicola ci fosse un magazine, magari settimanale, con il meglio delle produzioni a fumetti per giovani e/o giovanissimi realizzate all'estero (e non solo americane, ma anche francofone, ad esepio). Allo stato attuale mi rendo conto che è un'ipotesi abbastanza fantascientifica, e che richiederebbe uno sforzo imprenditoriale a dir poco erculeo, ma temo che se non si inizieranno a valutare delle alternative la situazione potrebbe raggiungere il punto di non ritorno entro una decina (o al massimo una ventina) d'anni.

Soprattutto se si continua a mantenere un taglio retrò, o perlomeno inadeguato, ogni volta che si affrontano/presentano argomenti e situazioni che gli altri media hanno già ampiamente sdoganato. E, come ho detto in passato, probabilmente la questione LGBT è solo la punta dell'iceberg.

Cosa succederà quando questo iceberg inizierà a scontrarsi davvero con l'editoria a fumetti italiana?

Fra parentesi: proprio oggi debutta la nuova serie Bonelli dedicata a Mercurio Loi...

Entro quest'anno troverà il modo di meritarsi la candidatura ai premi GLAD del 2018? Staremo a vedere...

Ovviamente spero  che da qui all'anno prossimo le cose possano cambiare radicalmente, e in meglio.

Alla prossima...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Valeriano, innanzitutto bentornato!
Il tuo post di oggi mi ha fatto particolarmente piacere perché parli di una serie, The Woods, che seguo dall'inizio e che trovo particolarmente ben riuscita proprio per i suoi personaggi gay, ben disegnati e senza forzature.
Riguardo ad Archie e Jughead la sorpresa è stata che vengono pubblicati anche in Italia. Scusa l'ignoranza ma da tempo ho smesso di vedere che cosa viene elemosinato dagli editori nostrani.
La tua riflessione sulle edicole invece, mi lascia perplesso: condivido quello che dici sulle politiche editoriali avulse dalla realtà, ma non stai commettendo anche tu lo stesso errore quando metti l'edicola al centro di una riflessione del rapporto tra giovani e fumetto? Capirei se dicessi che gli editori italiani dovrebbero proporre più fumetti in digitale (The Woods in kindle costa un quarto che in paperback) o cercare canali per avvicinarsi ai desideri specifici di chi oggi si procura quel che gli interessa attraverso il crowfunding. Ma pensare che un quindicenne di oggi abbia voglia di fare come facevamo noi una volta - segnarsi un'uscita interessante, andarla a cercare il giorno dell'uscita (perché prenotarla sarebbe stato un costo inutile se non fosse piaciuta), andare in edicola in edicola se si trattava di qualcosa di non proprio mainstream...- io non penso sia realistico.



Wally Rainbow ha detto...

Mhhhh... Molto interessante :-) Questo è un ottimo spunto per un prossimo post :-)