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giovedì 29 giugno 2017

RAZZISMO SELETTIVO

Ciao a tutti, come va?

La notizia che vado a riportarvi oggi è abbastanza curiosa, e probabilmente conferma alcuni sospetti che mi erano venuti negli ultimi anni. Ed è abbastanza curioso anche il fatto che questa notizia arrivi dall'Africa, un continente del quale - per ovvi motivi - su questo blog non si parla praticamente mai.

Fatto sta che, un paio di settimane fa, l'amministratore delegato della Kenya Film Board Classification Board (KFCB), l’authority che vigila sui programmi televisivi in onda nel paese africano, ha vietato la trasmissione di ben sei serie animate statunitensi, che "normalizzano, valorizzano e in qualche caso persino glorificano la condizione omosessuale". Il suddetto amministratore, che risponde al nome di Ezechiel Mutua, si riferiva alle serie arrivate anche in Italia come “A casa dei Loud”, “La leggenda di Korra”, “Hey, Arnold!”, “Clarence”, “Steven Universe”, “Adventure Time” e “Marco e Star contro le forze del male”... Tutte serie di cui ho parlato anche in questa sede.

Ezechiel Mutua (che vedete qui sotto) sostiene che la sua decisione è in linea con la Costituzione locale, che tutela la cultura del Kenya e i suoi valori tradizionali, e quindi non prevede la possibilità di presentare in maniera positiva cose come l'omosessualità. In ogni caso è bene ricordare che in Kenya la sodomia prevede fino a 14 anni di carcere, e gli altri atti sessuali fra uomini fino a quattro anni.

A questo punto, però, si delinea la seguente situazione: Nickelodeon, Disney XD e Cartoon Network in Africa sono gestiti tutti dalla piattaforma MultiChoice, e ogni decisione presa sul palinsesto del Kenya si riflettera su quello di  tutti gli altri Stati. D'altra parte se MultiChoice non cambiasse palinsesto le verrebbe ritirato il permesso di trasmettere in Kenya, con tutta una serie di ripercussioni tecniche e amministrative difficili da valutare, che potrebbero ripresentarsi anche in altre zone dell'Africa. La cosa ironica è che gli episodi più "gay" delle serie di cui stiamo parlando erano già stati preventivamente omessi dalla programmazione locale, proprio per evitare questo tipo di incidenti. In ogni caso Nickelodeon ha comunicato che “pur impegnata nel promuovere la diversità e l’inclusività”, è però tenuta al rispetto “delle norme e delle varie culture dei mercati” in cui opera.  E Turner Broadcasting, proprietaria di Cartoon Network, ha aggiunto di voler rispettare “culture e sensibilità locali”, malgrado abbia tra i suoi valori l’inclusività.

Ovviamente prendere posizione su questo episodio sarebbe un po' come sparare sulla crocerossa, quindi non lo farò... Anche perchè infierire sulla condizione africana non penso possa servire a cambiare le cose.

Però tutta questa storia non ha potuto fare a meno di farmi pensare a quello che è successo in Italia con queste serie... E cioè praticamente nulla... A parte, forse, il fatto che "La Leggenda di Korra" è andata in onda su Rai Gulp alle 4.00 di notte (!), e quindi - adesso che Sailor Moon Crystal ha rotto gli argini - la speranza è che possa essere ritrasmessa ad un orario più umano.

In ogni caso penso che sia abbastanza indicativo il fatto che i messaggi gay friendly lanciati da "A casa dei Loud”, “La leggenda di Korra”, “Hey, Arnold!”, “Clarence”, “Steven Universe”, “Adventure Time” e “Marco e Star contro le forze del male”, dalle nostre parti non hanno destato alcun tipo di polemica... Il tutto mentre la terza serie di Sailor Moon aveva scaldato gli animi ben prima che venisse trasmessa in Italia (CLICCATE QUI)... O anche solo che venisse valutata l'ipotesi di trasmetterla.

Il che, se non altro, ha dimostrato ai direttori di palinsesto che chi si lamenta di certe cose non è un interlocutore affidabile, a cui bisogna dare peso più di tanto, e forse è anche per questo che la terza serie di Sailor Moon Crystal sta arrivando senza censure. Ora bisognerà giusto vedere come potrebbe reagire l'AGCOM, ma magari ne riparlerò in futuro.

In realtà quello su cui volevo puntare l'attenzione oggi era il fatto che dalle nostre parti, a differenza di quello che succede in Africa, ci sono due pesi e sue misure, e dal punto di vista sociologico è abbastanza interessante. Nel senso che, per una qualche forma di legittimazione culturale molto ben radicata, i cartoni animati che provengono dagli USA - per definizione - non possono essere pericolosi come quelli provenienti dal Giappone, e quindi non vale nemmeno la pena di tenerli d'occhio per verificarne attentamente i contenuti... Men che meno considerando che possono essere ben mascherati da scelte grafiche tranquillizzanti che li fanno sembrare del tutto innocui...

In Africa, dove invece ogni forma di colonizzazione culturale è vista perlomeno con diffidenza, non si fa differenza e - se non altro - si può dire che gli omofobi africani applicano la loro omofobia in maniera molto democratica e senza fare sconti a nessuno.

Morale della favola: sicuramente se certe serie animate hanno potuto arrivare in Italia indisturbate è stato anche per una generale evoluzione dei costumi, ma è indubbio che il fatto che la loro provenienza gli abbia fornito un lasciapassare su cui le serie provenienti dal Giappone non hanno mai potuto sfruttare, soprattutto quando trattavano argomenti come l'omosessualità.

Adesso, comunque, le cose potrebbero iniziare a cambiare sul serio... Quindi staremo a vedere.

Alla prossima.

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