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venerdì 19 gennaio 2018

DI CHI É LA COLPA?

Ciao a tutti, come va?

Se siete appassionati di fumetti americani, e in particolare di fumetti MARVEL, avrete saputo che è stata annunciata la prossima chiusura di diverse serie, anche e soprattutto per una questione di vendite poco soddisfacenti. Fra le vittime illustri ci sono anche la prima serie post coming out di Iceman/Uomo Ghiaccio e - molto probabilmente - anche quella dedicata alla nuova Ms. America lesbica se ne andrà presto in vacanza, assieme alla nuova versione di She-Hulk (che poteva vantare una discreta quantità di gay dichiarati fra i suoi comprimari fissi). Quindi se ne potrebbe dedurre che i personaggi omosessuali, di per sè, non rappresentano poi un grosso traino per le vendite... In particolare per la MARVEL... E qualcuno ha già iniziato a cogliere l'occasione per girare la frittata, sostenendo che se certi fumetti non vendono bene è PROPRIO a causa dell'omosessualità dei protagonisti o di alcuni personaggi secondari ricorrenti.

La cosa curiosa è che sono gli stessi editori, di fronte alle lamentele di alcuni lettori che non vorrebbero la chiusura di certi titoli, che negano ogni addebito, sostenendo che non fanno discriminazioni e che - molto in sintesi - loro hanno fatto il loro dovere proponendo certi tipi di personaggi e di autori, che però non sono stati sostenuti dal pubblico. Lo ha scritto chiaro e tondo anche Joe Quesada sul suo profilo Twitter (CLICCATE QUI), generando anche una serie di reazioni e di commenti non proprio solidali.

E che certe dichiarazioni arrivino da un editor di fama, peraltro appartenente ad una minoranza etnica, è alquanto preoccupante. Anche perchè, come sempre accade in questi casi, non si capisce mai quanto queste dichiarazioni servano a manifestare un'opinione e quanto siano funzionali a tenersi buono il datore di lavoro (in particolare considerando che ultimamente dalle parti della MARVEL sono in corso delle grandi manovre che dovrebbero ridistribuire gli incarichi principali, anche a seguito dei risultati non proprio eccezzionali degli ultimi anni). D'altra parte il ragionamento di Joe Quesada si commenta da solo, visto che afferma che è stata tentata la carta dei personaggi e degli autori, omettendo un piccolissimo dettaglio, e cioè la qualità e la fruibilità complessiva delle serie in questione...

Nel senso che, per fortuna, l'orientamento omosessuale di un personaggio o di un autore al giorno d'oggi non rappresenta più una discriminante così importante, nel bene o nel male. Anche perchè se l'orientamento sessuale avesse questo peso tutti gli eterosessuali si dovrebbero precipitare in massa a comprare fumetti di supereroi creati da eterosessuali e con personaggi eterosessuali, ma a quanto pare i dati di vendita ci dicono che non è così che funziona. E allo stesso modo non tutte le donne corrono a leggere i fumetti di supereroi con protagoniste femminili, non tutti gli afroamericani corrono a comprare fumetti di supereroi con protagonisti afroamericani e via dicendo... Anche se poi, in teoria, è pur vero che determinate categorie di lettori hanno più possibilità di identificarsi in determinati tipi di personaggi. Il problema, però, è a monte, tant'è che fra le chiusure annunciate c'è anche quella della nuova serie di Luke Cage, che pure ha avuto un discreto rilancio grazie alla presenza su Netflix...

Il punto è che se una serie a fumetti è gestita male e non risulta accattivante, soprattutto oggi che i fumetti sono meno competitivi di un tempo nel campo dell'intrattenimento, il suo destino è segnato anche se strizza l'occhio alle minoranze che ha trascurato per decenni. Anche perchè le suddette minoranze, fortunatamente, oggi hanno già ottenuto una nicchia di mercato che produce prodotti su misura per loro. Quindi diciamo pure che la vera discriminante di un fumetto di successo, anche quando cerca di coinvolgere una minoranza specifica, è la qualità complessiva e la fruibilità di cui sopra. La serie di Iceman, ad esempio, quali punti di forza aveva al di là del fatto che metteva costantemente al centro l'omosessualità del suo protagonista? Difficile dirlo...

Trame e sottorrame erano noiose, e fondamentalmente superflue sia per l'universo degli X-Men (di cui Iceman fa parte) che per l'universo MARVEL in generale, e si sviluppavano con una lentezza paurosa (come da tradizione nei fumetti MARVEL di quest'ultimo periodo)... Inoltre erano costruite attorno ad un personaggio che - in oltre cinquant'anni di attività - non si è mai distinto per il suo brio e la sua simpatia.

Per dirla con un eufemistmo.

Inoltre, a proposito di fruibilità, è interessante notare come questa serie puntasse molto anche ad analizzare i rapporti post coming out del protagonista con tutta una serie di personaggi con cui aveva avuto a che fare negli anni (comprese le sue ex, o presuntei tali)... Dando per scontato che i lettori conoscessero tutti i retroscena che li riguardavano (o che comunque fossero interessanti/disposti ad informarsi al riguardo)...

Senza contare che, essendo ancora parte degli X-Men, un lettore occasionale avrebbe presto capito che per seguire davvero Iceman e conoscere davvero il suo contesto avrebbe dovuto comprare un numero imprecisato di altri fumetti ogni mese, e sicuramente anche questo ha avuto la sua parte...

D'altro canto, dal punto di vista prettamente gay, credo che sia risultato anche un po' irritante (e poco credibile) il fatto che un personaggio che fino all'altro ieri non si accettava, e si reprimeva a livelli quasi patologici, tutt'a un tratto abbia deciso di vivere liberamente la sua condizione, con tutti gli annessi e i connessi. E presentarlo di punto in bianco come il prototipo del supereroe gay emancipato del nuovo millennio, che vuole confrontarsi col suo passato e tutto il resto, è stata una mossa perlomeno frettolosa. Anche perchè, probabilmente, Iceman non è mai stato tagliato per diventare il manifesto della minoranza gay...

Quindi, a livello di marketing, cercare di sfruttare Iceman dando per scontato che la pubblicità dovuta al suo coming out avrebbe fatto la differenza è stato un po' ingenuo... Anche perchè di recente sono state tentate varie operazioni di questo tipo, e cioè che puntavano tutto sul "brand" di un personaggio e sulla sua popolarità, a discapito della qualità delle storie, con risultati che è facile immaginare. Giusto nel 2017, per fare un esempio, venne proposta una nuova serie dedicata a Star-Lord dei Guardiani della Galassia (puntando anche sul grande successo del secondo film), che EVIDENTEMENTE metteva al centro il sex-appeal del personaggio... A partire dalla copertina del primo numero...

E praticamente in TUTTI i numeri della serie erano presenti dei fanservice finalizzati a metterlo in mostra in qualche modo... E, giusto perchè so che siete un pubblico culturalmente esigente, qui sotto ho selezionato qualche vignetta dal numero 1...
Dal numero 2...
Dal numero 3...
Dal numero 4...
Dal numero 5...
 Dal numero 6...
E dal supplemento annuale...

E sicuramente affidare la serie regolare al disegnatore gay dichiarato Kevin Wada non è stato proprio un caso. Comunque la serie si è interrotta col numero 6, e in questo caso non si poteva certo imputare la colpa al fatto che questo fumetto si rivolgesse a qualche minoranza, o al fatto che i fanservice potessero disturbare più di tanto, visto che ormai i film di supereroi non sono tali se non c'è almeno una scena shirtless... Guardiani della Galassia compresi...

Il problema dell'ultima serie di Star-Lord, che ormai è un personaggio conosciutissimo grazie ai film, era - ancora una volta - nella qualità delle sceneggiature e nella loro fruibilità. Anche perchè la suddetta serie era tutta incentrata su Star-Lord che tornava sulla terra e se la vedeva con criminali e supercriminali classici, presi un po' a caso dall'immenso serbatoio MARVEL, decontestualizzandolo completamente e rendendo la lettura della serie assolutamente ostica... Soprattutto per i lettori occasionali che conoscevano solo il personaggio del film.

Magari alla MARVEL devono avere pensato che spostare Star-Lord sulla terra avrebbe dato un tocco di originalità alle sue avventure, e questo la dice lunga sulla capacità gestionali degli attuali vertici, che probabilmente sono talmente nerd da non avere più la capacità di immedesimarsi in un lettore comune che magari apprezzerebbe anche il fatto che Star-Lord metta sempre in mostra i pettorali, ma che non sopporta l'idea di leggere storie che non hanno niente a che fare coi film che ha visto al cinema e che richiedono delle apposite enciclopedie (che peraltro esistono) per essere comprese... E che comunque si sviluppano in maniera davvero lentissima.

Ad ogni modo se alla MARVEL sono riusciti a mandare a monte una serie su Star-Lord (e buona parte delle ultime proposte dedicate ai Guardiani della Galassia in generale), che poteva contare su tutto il pubblico potenziale che ha visto i Guardiani della Galassia al cinema, quante possibilità c'erano che potessero centrare l'obbiettivo con una serie su Iceman?

Il caso della nuova Ms. America, poi, è a suo modo persino più interessante. Oltre ad appertenere contemporaneamente ad una minoranza etnica e sessuale, si è vista solo nei fumetti e quindi non correva il rischio di deludere il pubblico dei film MARVEL o delle serie Netflix... In compenso la sua serie - che magari poteva anche contare su delle sceneggiature agili, "alternative" e svincolate dal resto dell'universo MARVEL classico - è stata penalizzata dal fatto che il personaggio era davvero poco noto presso il pubblico occasionale, e probabilmente non è stato nemmeno promosso nel modo migliore. Anche perchè si tratta di un'eroina che si è sempre posta in maniera molto anticonvenzionale (di fatto non indossa nemmeno un vero costume), e molto probabilmente la sua serie avrebbe avuto un destino completamente diverso se solo avesse avuto modo di farsi conoscere di più fuori dalle fumetterie...

E forse, almeno in questo caso, qualcuno è arrivato alle mie stesse conclusioni, visto che è stata inserita nel cast della nuova serie animata MARVEL dedicata ai Secret Warriors... Che arriverà quest'anno e di cui sicuramente tornerò a parlare...

In ogni caso anche la chiusura dell'ultima serie dedicata a She-Hulk, anche se adesso si fa chiamare semplicemente Hulk, a suo modo può essere utile per analizzare la situazione. Premesso che il personaggio in questa serie è stato reso molto più cupo e sgradevole, rispetto al passato, questa serie è stata un ottimo esempio di quel fenomeno che qualcuno ha iniziato a chiamare "decompressione narrativa", e cioè la tendenza di sviluppare in quattro mesi gli eventi che fino agli anni Novanta si sarebbero potuti risolvere in una dozzina di pagine...

In merito al discorso dei comprimari gay, poi, credo che potrebbe essere interessante fare un piccolo paragone con un'altra serie, targata però DC COMICS, e cioè quella dedicata a Supergirl. Anche in questo caso fra i comprimari sono ricorrenti diverse minoranze sessuali, tant'è che a breve presenterà anche un personaggio di genere non binario (nel senso che non si identifica nei due generi uomo/donna) di nome Lee Serano... Eppure non sembra affatto risentirne negativamente in fatto di vendite.

Inoltre Supergirl è un personaggio molto popolare grazie alla sua versione live action, e a differenza di quanto avviene dalle parti della MARVEL, la sua versione a fumetti ha avuto modo di beneficiarne, nonostante la versione a fumetti e quella televisiva non combacino perfettamente e si muovano in contesti molto diversi (anche se in entrambi i casi la componente LGBT ha avuto un'importanza crescente). Ad ogni modo all'orizzonte non si parla di una prossima chiusura di Supergirl, e ognuno può trarre tutte le conclusioni che crede... Soprattutto in considerazione di tutte le chiusure che hanno coinvolto personaggi più o meno illustri dalle parti della MARVEL.

E in effetti, se la MARVEL ha appena nominato un nuovo direttore editoriale, forse qualcuno deve avere capito che bisogna cambiare qualcosa. Ora staremo a vedere cosa succederà, anche perchè effettivamente servirebbe qualcuno in grado di capire che se ci sono dei problemi di gradimento non sono relativi alla presenza o meno di omosessuali o minoranze varie, ma al modo in cui viene gestito il tutto.

Alla prossima.

1 commento:

Riccardo Leone ha detto...

Effettivamente è fin troppo facile mettere la targhetta "omosessuale" a un personaggio secondario che non ha mai brillato di luce propria e sperare che senza un grosso sforzo narrativo riesca a farcela.
Specie uno che ha il potere del ghiaccio, che, nella storia della narrativa fantastica e fantascientifica, è sempre appartenuto a cattivi o comprimari, mai a leader.
Avrei anche da aggiungere che l'aspetto di Iceman, con quell'azzurro CIANO della pelle, la t-shirt e i fuseaux aderenti, non aiuta affatto a identificarlo come un eroe in grado di guidare la nave. Quasi era meglio l'azzurro più celeste e la sua nudità dei kitchissimi cartoni anni '60, ma è questione di gusti.
La direzione che si deve prendere, e non è una novità, già dagli anni '70 se ne è resi conto, è quella di rendere l'orientamento sessuale un elemento trasparente come quello eterosessuale.
Potrebbe aiutare anche i ragazzi formalmente eterosessuali a vivere con più serenità e accettazione certe passate esperienze da spogliatoio o fuggevoli fantasie.