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martedì 16 gennaio 2018

RAGAZZI DI IERI E DI OGGI...

Ciao a tutti, come va?

Bighellonando su internet in questi giorni ho scoperto che su RAI GULP è ancora in corso di programmazione la serie animata ispirata ai fumetti di Martin Mystère (nome internazionale Martin Mystery), la co-produzione italo franco canadese del 2003 che proponeva le vicende "alternative" della versione sedicenne del personaggio, ufficialmente studente della Torrington Academy (in Canada), e in segreto agente speciale dell'organizzazione chiamata Centro, assieme alla sua amica Diana Lombard, al primitivo Java e all'alieno Billy (che nei fumetti non esiste). Chi si è perso le puntate dei sette giorni precedenti può recuperarle col servizio Rai Replay e comunque sul sito della RAI c'è una pagina dedicata a questa serie animata (CLICCATE QUI), dove sono disponibili quasi tutte le puntate (49 su 66 totali) divise in due stagioni (anche se le stagioni originali erano cinque).

La produzione della serie si è interrotta nel 2006, ma è stata più volte replicata in tutto il mondo, e a quanto pare il personaggio è diventato - nel suo piccolo - un classico nell'ambito delle serie occidentali che strizzano l'occhio all'animazione giapponese. Serie che, è bene ricordarlo, spesso non strizzano solo l'occhio in fatto di grafica, ma anche in fatto di trovate umoristiche, situazioni e fanservice... Sia per il pubblico maschile che per quello femminile, con conseguenti benefici anche per il pubblico omosessuale, ovviamente...

Grazie a questo lavoro di aggiornamento Martin Mystery è anche diventato l'unico personaggio nato in Bonelli a destare l'interesse di tutto quel sottobosco di artisti che su internet si divertono a reinterpretare i personaggi dei cartoni animati in chiave erotica... E il fatto che i lavori dei suddetti artisti si possano trovare ancora in rete con relativa facilità è abbastanza indicativo di quanto il personaggio abbia lasciato il segno nell'immaginario del pubblico... E di quanto sia ancora grande il suo ascendente. Anche perchè il personaggio era studiato proprio per essere accattivante e cool, ma anche con mille difetti che lo rendevano estremamente simpatico e "umano".

Quindi, ricapitolando: da quattordici anni in circolazione c'è una serie animata ispirata ad un personaggio Bonelli, che a tutt'ora viene replicata ed è disponibile legalmente per lo streaming in italiano sul sito della RAI (mentre in altre lingue è sparso ovunque nel web). Inoltre il suddetto personaggio alimenta ancora un discreto fandom giovanile in tutto il mondo, che peraltro sfocia anche nella parodia erotica, nelle fanart e ispira ancora dei cosplayer in più di un continente...


Per rendere meglio l'idea: il video che vedete qui sotto risale a due anni fa, e arriva da una manifestazione che si è tenuta in Francia... Prego notare l'ovazione del pubblico...


E in tutto questo tu, casa editrice Bonelli, per rilanciare i fumetti del personaggio originale (che ormai all'anagrafe ha più di settant'anni e vende sempre meno) gli dedichi una serie parallela in cui lo ringiovanisci  (?) a trentacinque anni facendolo ragionare ancora come un professore attempato e facendolo vestire come un pensionato di classe?

E nel frattempo, per cercare di riconquistare il pubblico dei giovani lettori, punti tutto su dei nuovi personaggi che, fondamentalmente, sono un terno al lotto? Devo ammettere che in tutto ciò qualcosa non mi torna, e mi sembra davvero strano che nessuno te l'abbia fatto notare prima di me... Così come mi sembra strano che tu non ti sia accorta di niente, anche alla luce del fatto che, presumo, una percentuale sui diritti di sfruttamento di Martin Mystery ti arriverà ancora ogni volta che la serie viene replicata... E se non arriva a te magari arriva al creatore del personaggio originale, visto che viene accreditato nella sigla di testa. Quindi perchè hai sempre fatto finta che questa serie non fosse mai esistita? Era troppo "giovane" per i tuoi standard?

Comunque il caso di Martin Mystery assume un particolare valore soprattutto considerando l'investimento che in questi ultimi anni è stato fatto sul progetto Dragonero Adventures, ovvero il mensile a colori dedicato alle avventure di Ian Aranill in versione quattordicenne, che a gennaio ha festeggiato la terza uscita. Un progetto che - molto probabilmente - se proseguirà su questa strada, si ritroverà presto in un vicolo cieco. Le cose da dire sono tante, e in parte confermano alcuni timori che avevo espresso in tempi non sospetti (CLICCATE QUI e CLICCATE QUI), mentre la lettura dei primi tre numeri suggerisce anche una serie di osservazioni supplementari.

Da che parte cominciamo?

La prima cosa che balza all'occhio è che non si capisce bene per chi è pensato il tutto... Nel senso che il concetto di pubblico "giovane" è un po' generico, visto che fra un lettore di - poniamo - otto anni e uno di quindici c'è già una discreta differenza. In questo caso la situazione è confusa, perchè Ian in queste storie dichiara di avere quattordici anni, quindi si presuppone che il fumetto sia pensato soprattutto per chi ha quella fascia d'età e si vuole identificare in un personaggio di quell'età (a meno che non ci siano diversi livelli di lettura, ma non è questo il caso), però le storie sembrano concepite per un pubblico che - al massimo - può arrivare a dieci anni. O meglio per un pubblico che AVEVA dieci anni una trentina di anni fa, visto che i bambini che hanno dieci anni nel 2018 sono già abituati a prodotti di tutt'altro genere, sia a livello di contenuti che di linguaggio... Voglio dire: Ian che impugna la sua nuova spada e dice che è "strabella" non ha senso...

E questo, a ben guardare, è il meno: le battute e le gag hanno uno stile che è fuori tempo massimo, e comunque sono troppo infantili per un contesto di questo tipo, così come le avventure all'acqua di rose e il clima da oratorio. Forse il fatto che questa serie sia stata lasciata completamente in mano a Stefano Vietti, che ha gestito delle storie fantasy per Il Giornalino (nota pubblicazione cattolica), ha avuto un certo peso e ha segnato per sempre il suo destino? Certo è che questa serie su Il Giornalino non ci starebbe male... Anche se è bene ricordare che negli ultimi anni Il Giornalino ha venduto sempre meno e adesso non ha più nemmeno una redazione sua (CLICCATE QUI), quindi non darei troppo per scontato che un certo tipo di approccio incontri ancora il gusto di un pubblico sufficientemente ampio...

Onestamente non saprei dire se le cose stanno davvero così, ma sicuramente se lo scopo di Dragonero Adventures era quello di conquistare un vasto pubblico giovanile la battaglia mi sembra persa in partenza... Non foss'altro perchè - presumo - per i giovani di oggi sia molto difficile identificarsi in avventurieri adolescenti che vivono in una sorta di infanzia prolungata, e anche un po' disadattata... E che oltretutto non interagiscono coi loro coetanei e, alla fine, non fanno niente di adolescenziale... Tantopiù che anche nelle (poche) occasioni in cui litigano fra loro il tono rimane sempre giocoso, leggero e inconsistente...

Ian, sua sorella Myrva e l'orco Gmor non hanno reali conflitti interiori, e men che meno ne hanno col mondo degli adulti: vivono praticamente isolati in un'idilliaca tenuta di campagna che dà all'ambientazione l'aspetto di un enorme campo scout senza pericoli reali, dove tutte le località hanno nomi buffi e innoqui e dove la loro voglia di avventura non ha mai conseguenze troppo negative. Le loro marachelle e i loro scatti, nella peggiore delle ipotesi, si concludono con qualche rimprovero bonario da parte del nonno di Ian e degli altri adulti, mentre anche i nemici più inquietanti si rivelano solo degli spauracchi che non rappresentano mai una vera minaccia per nessuno...


Inoltre per ora non si sono visti scontri reali, ferite, escoriazioni, contusioni e altro... Ed è una cosa abbastanza curiosa, visto che fra i giovani e i giovanissimi vanno ancora tantissimo serie animate come Dragon Ball, che li hanno abituati a vedere i protagonisti massacrati di botte e in fin di vita (o quasi)...

Per inciso: se i toni della saga rimarrano questi probabilmente non ci saranno grandi differenze rispetto alle parodie fantasy firmate Disney che si sono viste negli ultimi anni... Con la differenza che Dragonero Adventures nasce - presumo - con obbiettivi di tutt'altro genere, e sicuramente avrebbe tutt'altro genere di potenziale.

Prendiamo, ad esempio, un paio di argomenti che in questi tre numeri di Dragonero Adventures non sono stati toccati nemmeno di sfuggita: l'amore e la sessualità. Ha davvero senso in un fumetto per ragazzi del 2018 evitare accuratamente di affrontarli? Tra l'altro, in questo caso, essendoci di mezzo anche un personaggio che in età adulta sarà dichiaratamente omosessuale, e cioè Myrva, sarebbe stato estremamente interessante iniziare a lavorarci sopra fin da subito, anche solo per incuriosire il pubblico... E invece niente. Anzi: nelle schede dei personaggi (che altro non sono - evidentemente - che dei disegni preparatori e degli schizzi di riferimento abilmente riciclati) si accenna giusto al fatto che Myrva non ama gli abiti lunghi...

Il che, ripeto, a livello di sottotesto avrebbe un senso se questo fosse un fumetto per ragazzi del 1988, o al massimo del 1998, ma non certo in un fumetto che - teoricamente - si dovrebbe rivolgere ai giovani lettori del 2018. Intendiamoci: se questo fosse un fumetto che si rivolge davvero a lettori molto piccoli, grossomodo a chi non è ancora entrato nella preadolescenza, tutto questo potrebbe anche avere senso (almeno in parte), ma a patto di utilizzare dei personaggi di quella fascia d'età. Con dei protagonisti entrati nell'adolescenza tutto l'impianto perde di credibilità e rischia di non accontentare più nessuno (tranne, forse, chi legge già Dragonero e magari cerca un modo per introdurlo ai propri figli). Tantopiù che anche questa volta al centro di tutto viene messo il "sense of wonder", dato dall'ambientazione, a discapito della caratterizzazione e della resa tridimensionale dei protagonisti (esattamente come nella serie regolare "per adulti"), col risultato di renderli fondamentalmente insipidi e privi di mordente.

Inoltre, a rendere il tutto ancora meno coinvolgente, ci pensa anche la situazione di partenza: Ian e Myrva qui sono i rampolli di una famiglia benestante e di gloriosa ascendenza, risiedono nella tenuta di campagna del nonno (dove Myrva ha persino una torre tutta per lei) e alla fine il loro scopo è quello di cercare avventure per ammazzare il tempo nell'attesa che si compia il loro eroico destino, per cui si stanno allenando... Un destino che peraltro tutti i lettori già conoscono, visto che le loro versioni adulte hanno la loro serie mensile già da qualche anno. Se almeno fossero partiti da una situazione di difficoltà o se la loro famiglia fosse caduta in disgrazia, il lettore si sarebbe potuto chiedere come hanno fatto a riscattarsi e avrebbe potuto tifare per loro... E invece niente. Calma piatta. Il che, probabilmente, li rende anche leggermente antipatici.

Forse sbaglierò, ma la sensazione è che con questi presupposti non ci sia un grande margine di successo, tantopiù che la tanto annunciata serie animata di Dragonero in versione adolescente si preannuncia già come qualcosa di DIVERSO rispetto a Dragonero Adventures, a partire da una caratterizzazione dei personaggi più moderna e aggressiva, in una parola accattivante (prego notare il tatuaggio di Gmor)...

A questo punto penso che sia interessante notare il fatto che qualche anno fa, quando la serie animata venne annunciata sui vari siti specializzati, venne data per buona la caratterizzazione di Dragonero Adventures (CLICCATE QUI), facendo pensare a un progetto realmente crossmediale, mentre allo scorso Forum dell'animazione di Tolouse - dove la serie è stata presentata ufficialmente per recuperare nuovi finanziatori e nuovi partner - i personaggi sono diventati quelli che vedete qui sopra... E anche il canovaccio è stato ritoccato (si parla anche di una diabolica Regina delle Tenebre, o qualcosa del genere). Segno evidente che dalle parti di Rai Fiction si sono accorti che il progetto, così come era stato proposto dalla Bonelli, non aveva grandi possibilità di conquistare il pubblico (e soprattutto gli investitori), anche a livello internazionale. Vorrà dire qualcosa?

Chissà... Sicuramente un cartone animato troppo DIVERSO dalla serie a fumetti rischia di penalizzarla più che sostenerla, e - considerando che la Bonelli risultava coinvolta nella produzione della serie animata fin da subito - una situazione del genere sarebbe un po' grottesca... Forse aveva dato per scontato che, mettendo in cantiere il fumetto almeno da tre anni, la produzione televisiva lo avrebbe preso come riferimento senza fiatare? Magari quando sono avvenuti i cambiamenti la macchina produttiva del fumetto era troppo avanti, e la frittata ormai era fatta? Forse gli autori del fumetto non sono voluti scendere a compromessi con la serie TV? Mistero...

Di sicuro considerando come alla Bonelli sono riusciti a perdere il treno di Martin Mystery (che, ripeto, è persino diventato un sex symbol, con tanto di fanart erotiche che - al di là del giudizio personale - attestano il suo status di icona presso il pubblico giovane) direi che tutto è possibile.

L'unica cosa certa in tutta questa storia è che altrove il fantasy per ragazzi a base di adolescenti viene sviluppato tramite fumetti di tutt'altro livello rispetto a Dragonero Adventures. Ad esempio in Francia c'è la saga di Angor, che tra l'altro graficamente ricorda molto Dragonero Adventures e i suoi protagonisti... Con la differenza che in questo caso si tratta di tre ragazzini di casta povera che non si rassegnano al loro destino e vengono coinvolti in un'avventura che potrebbe cambiarli per sempre.

Ed effettivamente in questa saga, che ha diversi livelli di lettura, gli adolescenti sono adolescenti effettivi, con i loro pregi e i loro difetti... E soprattutto con i loro conflitti interiori, le loro insicurezze, i loro drammi e i loro sensi di colpa... Nonchè i loro primi amori e le loro "prime volte"... In poche parole si tratta di un racconto di formazione e il tutto è reso ancora più intrigante dal fatto che i ragazzi entrano in possesso di alcuni antichi medaglioni che possono trasformarli in adulti fatti e finiti. E siccome questo è un fumetto realistico la prima cosa che fa il giovane Corky (che in effetti sembra il fratello segreto di Ian Aranill), appena è lontano da occhi indiscreti, è controllare le sue dimensioni intime da adulto... Perchè questo è quello che farebbe un qualsiasi adolescente reale al posto suo...

Ovviamente Angor non è una lettura per bambini molto piccoli, ma i suoi protagonisti sono adolescenti e NON bambini, quindi risulta coinvolgente e pepata al punto giusto per gli adolescenti che oggi sono abituati ai serial TV di ultima generazione... Quindi, in sintesi, non c'è il rischio che si sentano presi in giro. Cosa che però potrebbe avvenire con Dragonero Adventures, se accidentalmente fosse acquistato da un lettore occasionale dai dieci anni in sù... Perchè, molto semplicemente, in Dragonero Adventures vedrebbe degli adolescenti presentati e trattati come dei bambini.

E comunque non è neanche detto che tutti i lettori potenziali dai sei ai dieci anni si possano ritrovare in un progetto che, evidentemente, non tiene in considerazione quello a cui li hanno abituati le serie animate degli ultimi dieci anni almeno... Anche dal punto di vista dei risvolti omosessuali, ad esempio.

Ovviamente posso essere ancora smentito in maniera clamorosa, però continuo ad avere la sensazione che Dragonero Adventures andrà avanti soprattutto grazie al supporto degli ex ragazzini (finchè non si stuferanno di seguire una serie di questo tipo, ovviamente), piuttosto che conquistando le simpatie di quelli che sono ragazzini effettivi in questo momento. E il dubbio è proprio che a monte siano state messe al primo posto le esigenze e le aspettative degli ex ragazzini, per poter contare fin da subito sul solito zoccolo duro di lettori... Con tutta una serie di conseguenze a catena che potrebbero diventare molto evidenti a breve.

Chissà...

Sicuramente in tutta questa storia viene davvero da chiedersi a che serve riporre tante speranze nei giovani lettori che potrebbe portare Dragonero Adventures quando, a tutt'ora, nessuno è stato capace di ottimizzare quelli che avrebbe potuto portare Martin Mystery negli ultimi quattordici anni...

E questo porta a tutta una serie di riflessioni inquietanti, che magari esplorerò in un altro post.

Alla prossima.

1 commento:

Riccardo Leone ha detto...

Angor ora che ci penso sarebbe la prima serie da decenni che prende di petto una delle implicazioni del cliché di ragazzini che si trasformano magicamente in adulti per combattere (o fare la pop star): non si fermano mai un attimo ad osservare il loro corpo tutto nuovo?
Devo recuperarla.