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lunedì 1 giugno 2009

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Ciao a tutti e a tutte, come state? Inizio il mese di giugno rimanendo in tema di fiere e di arte, visto che - perlomeno negli Stati Uniti - anche a giugno certi argomenti non cadono in prescrizione. Ne parlo perchè, fra le tante iniziative dedicate all'arte omoerotica (o più in generale a tema gay), spicca la rassegna OSO ORO, che si tiene a New York ed è giunta alla sua seconda edizione.
Come potete intuire dalla locandina si tratta di un vero e proprio Festival dell'arte bear di respiro internazionale, che ha un occhio di riguardo anche per le opere sudamericane, europee e persino giapponesi (ebbene sì! I bara manga stanno arrivando anche negli USA). Per chi non lo sapesse la cultura bear nasce da una costola della cultura gay, e ruota attorno a quegli omosessuali per cui l'uomo - anche gay - può e deve rispondere ad un'estetica e ad un modo di porsi che non sono quelli delle sfilate di moda, delle sopracciglia rifatte, delle lampade e delle cerette. Per inciso il bear si fa promotore di barbe, baffi e in generale del pelo corporeo. Per il bear l'età e il peso forma non costituiscono un chiodo fisso e, soprattutto, non è fissato con i capi firmati e tende ad avere un modo di fare molto più alla mano rispetto ai classici gay metrosexual e fashion victim. La comunità bear internazionale ha anche una sua bandiera (che probabilmente avete già visto), con l'impronta di un orso e con delle striscie orizzontali che rappresentano il colore dei vari tipi di... Aemh... Pelo.
Una cosa che non mi è mai stata molto chiara è come in Italia il messaggio bear sia stato leggermente modificato: infatti se in buona parte del mondo essere visibilmente obeso non è una caratteristica essenziale dell'identità bear, ma di quella chubby (altra sottocategoria gay), da noi bear e chubby si sovrappongono in maniera un po' troppo tassativa. E questo potrebbe limitare un po' le potenzialità della cultura bear nel nostro paese. Lo dico perchè, forse, un festival come OSO ORO da noi farebbe fatica a trovare sostegno e promozione, visto che propone un ideale bear (massiccio, ma non necessariamente obeso) che non combacia esattamente con quello italiano. Qualche orso D.O.C. in ascolto ha delle opionioni al riguardo?

Sia come sia questa edizione di OSO ORO si preannuncia perlomeno interessante: ci saranno modelli che poseranno dal vivo, opere originali in esposizione e vendita, un concorso di bellezza, bear manga direttamente dal Giappone e per finire una bella festa... Alla modica cifra di 5$ prima consumazione compresa... Non male, vero? Tuttavia ci tenevo a segnalare la cosa soprattutto perchè testimonia come nella cultura gay americana iniziano a farsi largo anche i bara manga (al punto da essere messi su entrambe le locandine di OSO ORO di quest'anno), e questo può essere un segnale positivo per il panorama fumettistico gay americano, che effettivamente da alcuni anni è abbastanza ripiegato su sè stesso... Staremo a vedere, e staremo a vedere se l'onda lunga di questi benefici arriverà anche da noi. Alla prossima.
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1 commento:

V. ha detto...

Errare è umano, perseverare diabolico Vale... vabbene tutto, ma sbagliare tutte e tre le volte il titolo del festival mi sembra un'esagerazione. Soprattutto quando tutte le locandine e il link stesso lo riportano corretto! ;D
Un po' d'attenzione, su! :D
(lo so, non te ne faccio passare una!)