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mercoledì 16 dicembre 2009

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state?
Da bravo appassionato di fumetti a tutto tondo ammetto che mi piace molto anche indagare su fumetti molto vecchi e pressochè dimenticati, e così mi capita di fare delle scoperte perlomeno curiose. Come forse saprete leggendo i miei post, non penso che il nostro paese sia particolarmente aperto nei confronti dei moderni modelli gay e della cultura GLBT reale, soprattutto confrontandolo con realtà estere più evolute. Tuttavia bisogna prendere atto che, nei paesi che ora offrono degli esempi e dei riferimenti, le cose non sono sempre state facili, e questo mi conforta perchè vuol dire che forse anche per noi c'è speranza. Nella fattispecie oggi volevo puntare l'attenzione su un vecchissimo fumetto che in america comparve per la prima volta nel 1928 col titolo di Tim Tyler's Luck, per poi arrivare in Italia negli anni trenta come Le Avventure di Cino e Franco.
Molto in breve: questo fumetto, ideato da Lyman Young, racconta dell'amicizia di due ragazzi, che partendo dall'orfanotrofio in cui sono cresciuti iniziano a vivere avventure sempre più entusiasmanti in giro per il mondo, anche grazie al fatto che inziano a lavorare per una piccola compagnia aerea. La storia parte quando Tim Tyler (che dà il nome al fumetto originale, Cino in italiano) e Spud Blavins (Franco) hanno rispettivamente quindici e diciotto anni, diventando quasi subito due amici inseparabili. La natura della loro relazione, che di anno in anno diventava sempre più intima ed esclusiva, poteva essere facilmente interpretata anche in chiave gay, e non è da escludere che molti dei loro lettori li seguissero proprio perchè proiettavano in questo fumetto le loro fantasie omosessuali più o meno consapevoli.
Il periodo d'oro di questo fumetto coincise con l'inizio delle loro avventure in africa, quando quasi per caso si imbattono in un dittatore locale e, dopo averne determinato la sconfitta, adottano una pantera nera e vengono arruolati fra i rangers coloniali della Pattuglia dell'Avorio, dando al fumetto una nuova dimensione cameratesca, tantissimi nuovi personaggi maschili e tantissime occasioni per stare con pochi vestiti addosso. Probabilmente è anche per questo che a un certo punto - quando i personaggi erano un po' più cresciuti - gli autori decisero di separarli spedendo Cino nella Legione Straniera. Probabilmente la situazione era diventata un po' troppo ambigua da gestire, tuttavia le pressioni dei lettori portarono a un ricongiungimento dei due, giusto in tempo per entrare nella marina alleata durante la Seconda Guerra Mondiale...
A quel punto, probabilmente, il loro status di icone gay non dichiarate era diventato praticamente ufficiale, e probabilmente non è un caso se la conclusione delle loro avventure nei primi anni settanta coincise con una maggiore emancipazione della comunità gay americana, che forse iniziò a cercare personaggi e storie meno criptate. Di questa storia ho parlato in diverse occasioni, ed è stata persino citata da Sussanna Scrivo nel suo saggio NUVOLE E ARCOBALENI, tuttavia le mie ricerche mi hanno portato a scoprire una cosa curiosa. Facciamo un salto indietro: nel suo momento di maggior popolarità, alla fine degli anni trenta, questo fumetto godette anche di una trasposizione cinematografica. Non si trattava di un vero e proprio film, ma di un serial a episodi settimanali (formato molto comune in quel periodo).
La cosa divertente è che in questo serial in dodici parti, che debuttò nel 1937, si pensò che non era il caso di presentare Cino e Franco come due amici intimi, probabilmente perchè in un serial cinematografico la natura ambigua di questa relazione sarebbe stata un po' troppo evidente... E così Franco divenne "Franca"! O meglio: un certo Frankie Thomas interpretava Tim/Cino, mentre il ruolo del personaggio di Spud/Franco era talmente marginale che non compariva nemmeno nel trailer... Infatti in questo serial "Cino e Franco" erano quasi due estranei, mentre il ruolo di inseparabile partner di Tim/Cino fu affidato a una bellona del periodo, Frances Robinson, che interpretava l'esploratrice Lora (inesistente nel fumetto). Tutto questo, com'era prevedibile, contribuì a snaturare notevolmente lo spirito del fumetto, peraltro già abbondantemente sacrificato dal basso budget della produzione. Comunque, siccome questo è il blog che vi dà quello che gli altri non vi danno, qui di seguito vi mostro il trailer del serial, così potete farvi un'idea anche voi...

Curioso, vero? In effetti quello che accadde non dovrebbe stupire nessuno, visto che il moderno movimento gay sarebbe nato solo una trentina di anni dopo e visto che il peso della comunità gay era pari a zero, mentre all'epoca regnava un bigottismo disarmante. Addirittura nel cinema era stato varato da poco il cosiddetto CODICE HAYS, che proibiva anche il minimo riferimento all'omosessualità (ma agli eterosessuali non andava tanto meglio, visto che le coppie, anche quando erano sposate, dovevano avere letti separati!). In ogni caso fa uno strano effetto pensare che si tratta dello stesso paese che è diventato la capitale della cinematografia a tematica gay, come della pornografia gay e dell'omoerotismo più patinato. Insomma, tuttosommato io lo vedo come un segnale di speranza... Voi che ne pensate?
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