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mercoledì 29 maggio 2013

E TI PAREVA...

Ciao a tutti, come va?
Forse, anche se non siete propriamente cinefili, avrete saputo che il Festival del Cinema di Cannes che si è appena concluso ha consegnato il titolo di miglior film a La Vie d’Adèle  di Abdellatif Kechiche: romantica storia di una maestrina d'asilo che scopre il senso dell'amore grazie ad un'artista eccentrica che ha dieci anni in più di lei, e che fa breccia nel suo cuore con i suoi capelli tinti di azzurro...
Ovviamente tutti i giornalisti italiani e i siti gay si sono prodigati in commenti di vario genere - soprattutto su alcune scene erotiche lesbiche particolarmente audaci - per inquadrare questa vittoria, anche alla luce della recente approvazione dei matrimoni gay in Francia. Tuttavia, tanto per cambiare, praticamente nessuno (o quasi) ha specificato e/o approfondito il fatto che questo film non nasceva da un'idea originale, ma era la trasposizione del fumetto francese  Le bleu est une couleur chaude di Julie Maroh (che vedete al lavoro nella foto qui sotto)...
La cosa davvero imbarazzante, però, è che non si trattava di un fumetto qualsiasi, ma di un fumetto che - a sua volta - era arrivato in finale al prestigioso Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême del 2011. Tantopiù che il titolo del suddetto fumetto è stato tradotto letteralmente per diventare il titolo internazionale della pellicola e la locandina ha ripreso direttamente la copertina della versione stampata.

Davvero notevole l'acume e la preparazione dei giornalisti italiani, soprattutto se si considera che in 66 anni di edizioni del Festival di Cannes è stata la prima volta che a vincere è stato un film tratto da un fumetto, per giunta un fumetto LGBT, e forse valeva davvero la pena di spenderci due parole. Tuttavia è notevole anche il fatto che, finora, nessun editore italiano ha preso in considerazione la pubblicazione di questo fumetto... Visto che OVVIAMENTE un fumetto del genere in Italia non era ritenuto un investimento adeguato.
Tuttavia ho come la sensazione che adesso ci saranno almeno una decina di case editrici che si fionderanno sulla Glénat per ottenere i diritti esclusivi della versione nella nostra lingua... E, anche se questo potrebbe essere un bene, devo ammettere che il tutto ha un retrogusto irritante. Comunque, se si vuole guardare la bottiglia mezza piena, è anche la prima volta che un film ispirato da un fumetto a tema LGBT ha ottenuto un premio così prestigioso, quindi potrebbe anche essere che questo precedente possa portare ad ulteriori investimenti in questo senso.
Speriamo in bene... E attendiamo di scoprire chi porterà questo fumetto in Italia...
Si accettano scommesse.
Alla prossima!

1 commento:

Stefano ha detto...

Mah... non mi stupisce che i giornalisti italiani non ne abbiano parlato... e a dir la verità mi stupisce che siano arrivati a parlare della relazione d'amore anche nel film. Vedendo come vanno i nostri media, mi aspettavo qualcosa di molto vago tipo "un amore platonico".
Comunque stai fresco, Vale... nessuno investirà nel fumetto in Italia. Il fatto che il film abbia avuto quest'eco non cambia niente. I media in Italia faranno sì che si dimentichi tutto prima di poter sfruttare il target per la vendita di questa ipotetica traduzione del fumetto.
E lo dico con tristezza...