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lunedì 29 giugno 2015

...E ADESSO?

Ciao a tutti, come va?
Come forse saprete la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America si è espressa a favore dei matrimoni gay, nel senso che ha dichiarato è che inconstituzionale proibirli e che quindi vanno estesi a tutto il territorio nazionale... E a seguito di questa sentenza storica internet è stata inondata dagli arcobaleni...

Ci sono ancora delle proteste negli Stati più conservatori, ma d'altra parte c'erano state anche quando negli USA venne abolita la segregazione razziale, quindi probabilmente è solo questione di tempo prima che la storia faccia il suo corso.

Ora la questione è: come si rifletterà questa sentenza su una della nazioni di riferimento per la produzione dell'immaginario pop contemporaneo? Chi produce animazione, fumetti, videogames, serial TV e cinema si sentirà ancora più libero di trattare direttamente certi argomenti?

 Probabilmente la risposta è sì, anche se si tratterà di un processo graduale.

E questo, effettivamente, apre le porte ad una serie di scenari molto interessanti per il prossimo futuro. Ad esempio: la Disney, nei cui parchi si è già festeggiata la sentenza della Corte Suprema con apposite luci arcobaleno, inizierà ad avere una politica dichiaratamente gay friendly? Metterà in produzione serie animate e film per il cinema che tratteranno con maggior disinvoltura tutta la questione?

E chi produce fumetti si sentirà ancora più libero di affrontare certi argomenti, e di dare più spazio a personaggi e protagonisti omosessuali? E a quel punto cosa succederà quando queste produzioni verranno esportate in tutto il mondo e arriveranno anche in nazioni (una per tutte l'Italia) che sono rimaste ancora indietro?

Faranno lo stesso effetto dei prodotti americani per ragazzi che arrivavano in Italia negli anni '70 e nei primi anni '80, parlando di fast-food e scuole multietniche quando da noi nessuna di queste cose era presente?

Molto probabile... E tutto questo porterà ad un processo di penetrazione culturale (peraltro già iniziato) che quasi certamente finirà presto o tardi per cambiare le cose anche da noi... Nel giro di qualche decennio al massimo (anche se sarebbe meglio non aspettare tanto).

Tutto questo, però, mi ha fatto notare una cosa curiosa: negli USA l'approvazione dei matrimoni gay in tutta la nazione è stata in un certo senso "annunciata" da una maggiore disinvoltura con cui si è trattato l'argomento nei fumetti mainstream... E in particolare nei fumetti per un pubblico molto giovane, come quelli della Archie Comics..

E non è stato un caso isolato.

Infatti, in almeno altri due paesi con una solida tradizione fumettistica, la recente approvazione dei matrimoni gay è arrivata dopo che si è verificata una maggiore apertura nei confronti di certi temi nel fumetto popolare, e soprattutto nel fumetto per ragazzi.

Segno che forse i matrimoni gay e le leggi a favore della comunità LGBT non sono un punto di partenza, ma la formalizzazione di un cambiamento culturale che era già in corso... E che è più evidente nelle nuove generazioni.

Ad esempio: in Brasile i matrimoni gay sono arrivati nel 2013, ma nei fumetti di Mauricio de Sousa (che praticamente è il Walt Disney brasiliano), il primo personaggio gay (per giunta in coppia) era comparso già nel 2009. Si trattava del giovane Caio (il cui nome omaggia il noto scrittore gay brasiliano Caio Fernando Abreu, morto nel 1996).

La serie in cui in comparso era quella dedicata a Tina, una spigliata adolescente "alternativa" e un po' intellettuale creata da Mauricio de Sousa negli anni '60 (e ancora molto popolare in Brasile), che si rivolge a una fascia di pubblico prettamente preadolescenziale. Quando Caio si presenta a Tina e al suo gruppo di amici tutti temono che voglia fare il filo alla protagonista, con cui sembra andare molto d'accordo... E invece - sorpresa sorpresissima sorpresa - dice che non hanno da temere nulla perchè è già impegnato, e gli presenta il suo ragazzo...


Forse è difficile spiegare al pubblico italiano l'importanza e il peso che hanno i fumetti di Mauricio de Sousa in Brasile, e la stima di cui godono in tutto il mondo, ma posso garantirvi che definirlo il Walt Disney brasiliano non è eccessivo... Tant'è che è stato l'unico fumettista non giapponese a cui la Osamu Tezuka Production ha concesso di utilizzare alcuni suoi personaggi (per giunta in un crossover nippo-brasiliano)...

Ed è evidente che il fatto che un autore così importante abbia voluto inserire questo tipo di argomenti, in pubblicazioni che sono l'equivalente brasiliano del nostro Topolino, è abbastanza indicativo... Soprattutto se si considera il modo naturale e disinvolto con cui Caio è stato presentato al giovane pubblico.

Da notare che Mauricio de Sousa, in patria, è pubblicato dalla branca locale dell'editore Panini (coff... coff...), che evidentemente in Brasile non si fa problemi a presentare storie con personaggi come Caio, mentre in Italia si fa problemi persino a dedicare una copertina di Topolino a Charle Hebdo, dopo che un giornalista ha paventato il rischio di una deriva LGBT del settimanale (coff... coff...).

La stessa Panini che nel suo fumetto per preadolescenti REAL LIFE, peraltro ambientato a Londra (dove i matrimoni gay sono legali dal 2013), non ha inserito alcun riferimento al mondo LGBT...

La stessa Panini che, in occasione della sentenza della Corte Suprema americana, si è limitata  pubblicare una foto del matrimonio di Northstar sulla sua pagina facebook (CLICCATE QUI)...

E che, quando un lettore l'ha commentata dicendo:
"Dico..libertà ok...ma non mi rompete i coglioni pure nei fumetti che tra altro arrivano in mano a mia figlia. Vai a spiegare duo uomini che si baciano. Già deve accettare e capire l'essere uomo donna...ci devo spiegare anche sto cazzo di cosa a 4 anni"

Tutto quello che ha saputo rispondere, forse in un eccesso di diplomazia, è stato:
"Spesso i bimbi sono molto più aperti di noi nel comprendere la vita e le sue molte sfumature. E l'amore non è neanche una delle più difficili."

Curioso...

Ah! A proposito! Ho scoperto da poco che il giornalista che scrisse l'articolo che - secondo la mia teoria - è stato determinante per il ritiro di quella copertina di Topolino dedicata a Charlie Hebdo (CLICCATE QUI), Pietrangelo Buttafuoco, si è recentemente convertito all'Islam (CLICCATE QUI) e ora si fa chiamare Giafar al-Siqilli. Il che, in effetti, sembrerebbe confermare ulteriormente la mia ipotesi, secondo cui quella copertina venne ritirata proprio per non indisporre i partner arabi delle industrie Merloni, che sono proprietarie della Panini e quindi di Topolino... Partner arabi che forse, in qualche modo, erano stati coinvolti da quell'articolo più di quanto non sembrasse a prima vista...

Comunque, tornando a parlare di fumetti per ragazzi e paesi civili, in Francia i matrimoni gay sono stati approvati nel 2013, ma un po' di tempo prima sul mensile per ragazzi Tchô ! (che ospitava le popolarissime avventure di Titeuf) sono iniziate a comparire le storie di Bichon, disegnate da David Gilson (un animatore degli studi francesi della Disney, e si vede)...

Che ci crediate o no Bichon è un bambino di otto anni che - finalmente - rappresenta tutti quei bambini che hanno una sensibilità un po' diversa da quella che ci si aspetterebbe da un rispettabile maschietto standard...

Gli piace fare la majokko (la maghetta giapponese)...

Per carnevale vuole vestirsi da principessa disney come le sue amiche (col benestare di una mamma molto permissiva)...
Gli piace giocare con la sua sorellina...


Passa il tempo con la sua amica del cuore...


Gli piace giocare con le bambole...

Ha uno zio lumbersexual che non lo lascia proprio indifferente...


E soprattutto ha un debole per il suo malinconico amichetto Jean-Marc... A cui, per San Valentino, ha voluto regalare un My Little Pony...
E anche se ha dei compagni di scuola che lo prendono di mira abbastanza spesso (anche perchè Bichon vuol dire "cucciolo")...
Reagisce sempre con una certa classe...

Forse sarò un po' di parte, ma trovo che Bichon sia qualcosa di geniale, anche perchè è uno dei pochi fumetti al mondo che dà voce a tutti i bambini come lui (che pure esistono e non sono "sbagliati", anche se una parte della società - e forse anche la loro famiglia - è così che la pensa)... E forse che Bichon sia geniale non lo penso solo io, visto che nel 2013 è finito anche sulla locandina del Supersalone della letteratura per l'infanzia di Montreuil (pochi mesi dopo l'approvazione dei matrimoni gay, il che è tutto dire)...

Dopo la chiusura di Tchô ! le sue avventure sono state raccolte in volume dall'editore Glènat (uno dei più importanti editori di fumetti francesi), e ha vinto anche il primo premio al Festival del fumetto di Moulin nel 2014... Mentre un volume di storie inedite è in arrivo per la fine di quest'anno.

Comunque è davvero curioso notare come, al di là delle Alpi, possano esserci fumetti per ragazzi di questo tipo, mentre da noi si discute ancora su come e quando inserire - eventualmente e molto prudentemente  - personaggi secondari gay nei fumetti popolari rivolti a un pubblico prettamente adulto... Ed è altrettanto curioso notare come, fra le righe, si intuisca che gli editori italiani vadano persino orgogliosi del loro approccio, anche se è evidente che ormai vivono fuori dal tempo (e anche per questo continuano a perdere lettori)...

Peggio per loro... Il mondo può andare avanti anche senza il loro contributo.

In ogni caso, visto che siamo in tema, mi sembrava interessante cogliere l'occasione anche per segnalarvi che il Gay Pride di Instanbul di sabato scorso è stato brutalmente interrotto dalla polizia in tenuta anti sommossa, con gas, getti d'acqua e proiettili di gomma...  Motivo ufficiale: il corteo era stato vietato all'ultimo momento perchè era da poco iniziato il mese di ramadam... Ovviamente è facile intuire che i motivi veri fossero altri, e che il ramadam sia stato usato come pretesto (anche perchè ufficialmente la Turchia si dichiara una nazione laica). E ovviamente i cittadini omofobi (con la scusa della devozione religiosa) hanno colto la palla al balzo per dare una mano alle forze dell'ordine (senza che nessuno glielo avesse chiesto, e senza che la polizia sia intervenuta per fermarli)...
Segnalo questa cosa giusto perchè Instanbul è in Turchia, e la Turchia è il paese al mondo in cui i fumetti Bonelli si vendono meglio dopo l'Italia (CLICCATE QUI)... A voi decidere se il fatto che certi fumetti italiani (comprensivi del loro particolare "approccio" alla questione LGBT) riescono ad essere così apprezzati e diffusi proprio in Turchia, piuttosto che altrove, può avere delle implicazioni su cui vale la pena riflettere...

Certo è che se anche in Italia, per avere i matrimoni gay, si dovessero aspettare dei  fumetti per ragazzi con risvolti gay friendly allora saremmo messi un po' male...

Alla prossima.

3 commenti:

Riccardo Leone ha detto...

Bell'articolo, e conferma che l'apertura verso tematiche LGTB anche in maniera delicata come il bambino amante di majokko è indice di una cultura civile. Nel frattempo da noi il neosindaco di Venezia ha messo al bando cinquanta libri per l'infanzia che trattano in maniera metaforica le questioni dell'integrazione e accettazione del diverso. http://www.wired.it/play/libri/2015/06/29/libri-bambini-bando-sindaco-venezia/ la cultura italiana rimane impastata nel suo tragicomico oscurantismo.

Anonimo ha detto...

Immagino che Bichon tradotto in italiano non esista proprio vero? È semplicemente meraviglioso...ALESSANDRO

Anonimo ha detto...

Come sempre un ottimo articolo! Ora voglio Bichon!:-)