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lunedì 21 dicembre 2015

TOPI E TOPI...

Ciao a tutti, come va?

Oggi in realtà dovevo parlare di un altro argomento, ma una serie di strane coincidenze mi spinge a parlare (di nuovo) di quello che sta succedendo dalle parti di Topolino. In realtà quest'anno non è stato proprio felice per il settimanale a fumetti più noto d'Italia... Anche se le sue criticità, sempre più evidenti, continuano ad essere un argomento tabù per gli addetti ai lavori e i siti di informazione fumettistica ufficiali (per mille motivi, che però non sono l'argomento di oggi).

E in questo senso il 2015 è stato un anno decisamente emblematico, per dirla con un eufemismo.

Prima per via di quella brutta storia della copertina dedicata a Charlie Hebdo, cambiata all'ultimo momento per motivi mai realmente chiariti (CLICCATE QUI)...

Quell'episodio aveva portato anche ad un criptotentativo di fare ammenda, per salvare il salvabile (CLICCATE QUI)...

Che però non deve essere servito a molto, visto che l'editore, proprio a partire dal mese in cui è successo il fattaccio (che SICURAMENTE ha allontanato molti lettori), ha deciso di smettere di rendere pubblici i suoi dati di vendita, che da decenni venivano certificati dall'ADS - Agenzia Diffusione Stampa (CLICCATE QUI)...

E la sensazione è che sia stata una precisa scelta di marketing, motivata dalla necessità di nascondere il picco negativo di vendite (e di abbonamenti) che con ogni probabilità si è verificato dopo il "caso" della copertina... E che comunque non ha fatto altro che accelerare un processo che era già in corso da tempo (CLICCATE QUI)...

Al punto che questa estate, invece di allegare il solito gadget, Topolino ha pensato bene di provare a riconquistare terreno, e lettori, proponendo - credo per la prima volta nella sua lunga storia - alcuni numeri sottocosto (CLICCATE QUI)... E, se Topolino arriva a fare i "saldi", forse vuol dire che c'è qualcosa che davvero non funziona più come una volta...

Ovviamente senza avere a disposizione dati ufficiali non si può sapere il risultato di questa operazione, tuttavia è abbastanza evidente che la situazione non deve essere particolarmente brillante, visto che quest'anno Topolino ha deciso di ricorrere al "salvagente" rappresentato dalle storie di PK per ben due volte (a maggio e a novembre)...


E, per rendere l'operazione ancora più accattivante, Topolino gli ha pure dedicato un bel gadget montabile/trasformabile...


E tutto questo anche se, come è noto, il suddetto personaggio NON è mai stato pensato per trovare una naturale collocazione in Topolino... Anche solo per il fatto che Topolino ospita già le storie del Paperinik "classico" e numerose altre versioni alternative di Paperino, come l'agente Doubleduck e il ladro Fantomius (che tecnicamente è l'ispiratore di Paperinik)... Senza contare Paperino Paperotto...




E intanto, per intercettare nuovo pubblico, Topolino ha presentato anche la prima parodia Disney di un romanzo "ribelle" come ON THE ROAD (che oltre ad essere il manifesto della beat generation è anche considerato abbastanza iconico nell'ambito della cultura gay), anche se ovviamente - con tutti i limiti imposti da Topolino - non è stato possibile ricavarne granchè (CLICCATE QUI)...

Il tutto mentre il settimanale ha continuato a dare spazio a partnership con personaggi più o meno famosi e artisti vari... E un giorno sarebbe davvero bello sapere qual è il tipo di accordo che propone di volta in volta, e il relativo rientro che ne ottiene, visto che certi personaggi non c'entrano davvero nulla con il mondo disneyano, e probabilmente non fanno altro che complicare ulteriormente il rapporto della testata con i suoi lettori... Soprattutto se diventano personaggi ricorrenti, come Vincenzo Paperica e il mago Papernova, che sono addirittura entrati nella "Topopedia" (CLICCATE QUI)...



L'ultimo, ma non ultimo, caso è stato quello dei due comici italiani Lillo e Greg (diventati Lillow & Gregor nella versione paperinizzata), che in occasione del lancio del loro film natalizio hanno avuto l'onore di una storia su Topolino 3135... Un numero che esce proprio questa settimana, con una storia su misura, addirittura il giorno dell'antivigilia di Natale!

E, se fossi sospettoso, mi verrebbe da pensare che o a Topolino hanno tanto bisogno di liquidità o che alla Filmauro (che ha prodotto il film) ne hanno davvero in abbondanza, perchè in questo caso si parla di una storia che riunisce Topolino, Paperino e una quantità imbarazzante di personaggi secondari... Oltretutto proprio sotto Natale...

Niente di illegale, per carità, ma proporre una di queste storie "promozionali" a cavallo di Natale, per giunta coinvolgendo buona parte dell'attuale cast del settimanale, sicuramente non aiuterà a rinsaldare il rapporto col pubblico... Che magari, per le feste, avrebbe preferito essere ingolosito da una storia natalizia di tutt'altro genere, magari più simile a quelle che caratterizzavano Topolino qualche decennio fa, e che rendevano i numeri di Natale fra i più attesi dell'anno...

Tra l'altro quest'anno si sarebbe presentata un'occasione particolarmente ghiotta, visto che in questi giorni debutta anche il tanto atteso nuovo film di STAR WARS... E considerando che STAR WARS ora è un marchio Disney niente avrebbe impedito a Topolino di realizzare una nuova STREPITOSA parodia fantascientifica di STAR WARS (o magari anche solo ispirata a STAR WARS) in versione natalizia, ad esempio... O magari una cosa più articolata. Qualcosa di simile all'indimenticabile saga "natalizia" di Topolino e la Spada di Ghiaccio negli anni '80, per intenderci...

In questo modo Topolino avrebbe attirato lettori, avrebbe fatto pubblicità a un film di proprietà Disney e probabilmente avrebbe anche accontentato il pubblico più esigente... E invece, questo Natale, Topolino fa notizia e invia comunicati stampa giusto per via della storia con Lillo e Greg...

Forse Topolino ha ripreso talmente tanti lettori, e guadagna talmente bene, che può permettersi di fare tutto quello che vuole? In realtà, al riguardo, avrei qualche dubbio. E lo dico perchè, siccome mi piace fare le cose per bene, mi sono permesso di chiamare l'ADS per capire un po' meglio questa storia del fatto che Topolino esibisce il loro marchio senza fornire dati di vendita dall'inizio dell'anno... E una responsabile molto gentile mi ha rivelato che:
  1. Il marchio ADS che compare su Topolino risale ai dati certificati due anni prima della sua esposizione, quindi può esporlo ancora per tutto il 2016, dopodichè sarà tenuto a rimuoverlo.
  2. La certificazione ADS ha un costo.
  3. La scelta di interrompere la diffusione dei dati di vendita è stata presa esclusivamente da Topolino, e alla ADS sperano che in futuro torni sui suoi passi.
Quindi - escludendo l'ipotesi che il settimanale si sia tolto dall'ADS per sfizio o perchè lo riteneva superfluo (visto che per i suoi inserzionisti NON è superfluo) - i casi sono due: o Topolino non fornisce più i dati perchè pensa che non sia più opportuno fornirli (visto che sono sempre più bassi e compromettenti per la sua reputazione) oppure non ha più i soldi necessari per usufruire della certificazione ADS. In entrambi i casi lo scenario che emerge, anche in considerazione del fatto che Topolino ha ancora degli inserzionisti pubblicitari (che avrebbero il diritto di sapere quanto vende), è un po' preoccupante.

Anche perchè il tempo passa e i lettori diminuiscono, ma la sensazione è che non ci sia alcuna intenzione di rinnovare realmente il settimanale e i suoi contenuti, per renderlo davvero competitivo e in grado di ridestare l'interesse sel pubblico... Certo si è provato persino a coinvolgere il fumettista Simone Albrigi, in arte Sio, nella speranza che potesse convogliare il suo ampissimo pubblico (Scottecs Magazine ogni volta vende decine di migliaia di copie) sulle pagine di Topolino, ma... Il suo pubblico lo ama perchè fa "i fumetti di Sio" e i lettori della Disney non si ritrovano nel suo umorismo (che è troppo anticonvenzionale e mal si sposa con dei personaggi strutturati), e alla fine anche questa idea pare che non abbia avuto l'esito sperato... Anche perchè, secondo i puristi, avrebbe ulteriormente snaturato le caratteristiche di alcuni personaggi...

Forse sbaglio, ma l'impressione è che nella redazione di Topolino stiano iniziando a realizzare che c'è qualcosa che non funziona, anche se ancora non riescono a capire cosa, e quindi da diverso tempo si muovono a tentoni per cercare di sistemare le cose...

In realtà, per quel che vale la mia opinione, credo che il vero grande problema di Topolino sia nel fatto che viene prodotto in un paese in cui non ha alcun tipo di concorrenza diretta. Nel senso che, ormai da decenni, non ha più modo di confrontarsi con pubblicazioni di fumetti umoristici e/o avventurosi che mirano al suo stesso pubblico di riferimento... E pertanto ormai può contare solo su un'analisi del mercato autoreferenziale, viziata dal suo ruolo egemone e dal fatto che i lettori stessi non hanno idea di cosa gli piacerebbe leggere se Topolino non li soddisfa più... Per il semplice fatto che in Italia NON ci sono alternative a Topolino.

Altrove non è così, e infatti le cose vanno diversamente sotto tutti i punti di vista.

In Francia, ad esempio, il settimanale Le Journal de Mickey (la versione francese di Topolino) deve fare i conti con una concorrenza diretta, come quella del settimanale Spirou, e indiretta (come quella delle dozzine di fumetti per ragazzi che in Francia vengono pubblicati ogni mese in volume). E infatti al suo interno, oltre ai fumetti disneyani, ospita autori umoristici molto variagati e non necessariamente "politically correct", che lo rendono più competitivo....

E questa scelta sicuramente si è rivelata azzeccata... Infatti il sito dell'OJD (Office de Justification de la Diffusion, che praticamente è l'ADS francese e che trovate CLICCANDO QUI) riporta che Le Journal de Mickey vende circa 104.000 copie a settimana. Considerando che la popolazione francese non è tanto più numerosa di quella italiana (66 milioni contro 60 milioni), e il fatto che in Francia c'è solo l'imbarazzo della scelta per quel che riguarda i fumetti per ragazzi (anche e soprattutto in volume), direi che è un dato molto interessante, soprattutto se lo si paragona a quello del suo collega italiano. Gli ultimi dati certificati ADS di Topolino risalgono al 2014, e fra vendite in edicola e abbonamenti si parla di una media di 130.000 copie a settimana: quindi solo 20.000 copie in più rispetto a quello che vendeva Le Journal de Mickey nello stesso periodo (circa 110.000 copie a settimana, stando sempre ai dati OJD), e questo nonostante il fatto che in Francia i fumetti Disney abbiano da sempre tantissima concorrenza cartacea (mentre in Italia, è bene ricordarlo, di fatto non ne hanno).

D'altra parte è indicativo anche il fatto che l'altro storico settimanale francofono, Spirou, in Francia vende "solo" 28.500 copie alla settimana (considerando anche quelle che vende in Belgio raggiunge quota 48.300 copie, come potete vedere CLICCANDO QUI), ma non per questo rinuncia a sperimentare e ad usare i suoi fumetti e i suoi personaggi per interpretare la realtà... Anche partecipando a dei progetti che in Italia NESSUN EDITORE PER RAGAZZI (e non solo per ragazzi) oserebbe mai supportare... Come ad esempio quello relativo alla campagna del primo dicembre, ovviamente relativa alla lotta all'AIDS, organizzata assieme all'associazione Sida Info Service (in Francia) e Plate-Forme Prévention Sida (in Belgio)...

Molto notevole è anche il fatto che, sia nel caso di Le Journal de Mickey che in quello di Spirou il grosso delle vendite sia rappresentato dagli abbonamenti (rispettivamente 81,6% e 86,4%), e ognuno può trarne le conclusioni del caso... Soprattutto considerando che, analizzando i dati ADS relativi agli abbonamenti di Topolino per gli anni 2013 e 2014, si scopre che il settimanale aveva perso - in media - una ventina di abbonati al giorno (ne ho parlato nel dettaglio QUI)... E comunque è notevole anche il fatto che, nel clima di crisi generale dell'editoria cartacea, dal 2011 a oggi Le Journal de Mickey abbia perso 33.000 lettori e Spirou solo 7000... Segno che, forse, lo "stile Spirou" paga molto di più in termini di fedeltà... Anche perchè, altro piccolo dettaglio da non sottovalutare, Spirou costa ben 40 centesimi in più rispetto a Le Journal de Mickey...

Ad ogni modo la scorsa settimana anche Spirou (come Le Journal de Mickey) non ha perso l'occasione di evidenziare (anche in copertina) il debutto del nuovo capitolo cinematrografico di STAR WARS... Con tanto di un numero speciale intitolato "IL RISVEGLIO DELLA FARSA"...

Più o meno il contrario di quello che è successo sul nostro Topolino... E in effetti, a questo punto, mi sorge anche il dubbio che Topolino abbia scelto di non mettere troppo in risalto il debutto di STAR WARS proprio per non "danneggiare" la promozione del film con Lillo e Greg, che a modo suo gli fa  concorrenza nelle sale italiane... Anche perchè la storia Disney in cui compaiono Lillo e Greg sicuramente non è stata concessa gratis e/o senza prendere accordi di questo tipo...

E se le cose stessero davvero così ci ritroveremmo di fronte ad un nuovo caso di "conflitto di interessi fumettistico" davvero notevole, e obbiettivamente imbarazzante... Soprattutto considerando che Topolino non se la sta passando tanto bene e che STAR WARS (che, ripeto, è un marchio Disney), al momento, è davvero sulla bocca di tutti... Al punto che, anche se Topolino non ha voluto dargli spazio "ufficialmente", la direttrice (nella foto sotto) ha cercato di tamponare questa lacuna segnalandolo nel suo editoriale del numero precedente a quello in cui compare la storia con Lillo e Greg (CLICCATE QUI): un numero in cui diverse pagine erano dedicate ai gadget di STAR WARS e all'Accademmia di Star Wars di Disneyland Paris, ma NON alla promozione/valorizzazione del film vero e proprio...

E questo nonostante il fatto che l'ultimo capitolo cinematografico risalga a dieci anni fa, e sicuramente molti piccoli lettori di Topolino - che sono nati DOPO il 2005 - avrebbero apprezzato perlomeno una mini guida alla saga (come quella che, guardacaso, gli è stata dedicata da Le Journal di Mickey la stessa settimana, allegando anche un poster della locandina)... Forse a Topolino hanno pensato che, se STAR WARS è un marchio Disney, avrebbero avuto modo di sfruttare adeguatamente la cosa in un secondo tempo, con comodo? Avranno concluso che non era indispensabile sfruttare al meglio il traino offerto dal debutto del nuovo film, e il relativo lancio promozionale che gli avrebbe garantito per le eventuali iniziative di Topolino annesse e connesse?

Ed è possibile che tutto ciò sia avvenuto, almeno in parte, in funzione degli accordi presi per promuovere il  cinepanettone di Lillo e Greg con la storia di Natale? 

Chissà...

Forse sarò clamorosamente smentito e proprio nel numero con Lillo e Greg ci sarà uno speciale di venti pagine su "Il Risveglio della Forza"? Staremo a vedere...

Certo è che, considerando che oltretutto la casa editrice di Topolino è la stessa che pubblica i fumetti di STAR WARS in Italia, il fatto che non sia stata pianificata davvero nessuna iniziativa condivisa (anche solo un concorso dove in palio c'erano dei fumetti o dei DVD) è davvero strano... Soprattutto considerando la partnership quasi imbarazzante che c'è stata con la Panini per quel che riguarda il settore "figurine dei calciatori"...

E senza dimenticare il fatto che Le Journal de Mickey (sempre lui) sta martellando il suo giovane pubblico con questa storia di STAR WARS fin da maggio... Con tanto di copertine e approfondimenti a tema...

Il tutto mentre Topolino, in Italia, non ha dedicato a STAR WARS nemmeno una copertina del 2015, anche se non ci sono stati problemi quando bisognava mettere al centro dell'attenzione Jovanotti, Arturo Brachetti e il pianista Stefano Bollani (tutte le copertine dell'anno che sta per finire le trovate CLICCANDO QUI)...

Come è possibile?

Tuttavia i confronti imbarazzanti con la Francia non finiscono qui.

Infatti, siccome i fumetti in Francia sono una cosa seria, la casa editrice Glénat ha chiesto (e ottenuto dalla Disney) la licenza per poter realizzare delle storie inedite di Topolino, affidandole però ad autori francesi NON disneyani, nel tentativo di riproporre al pubblico una versione del personaggio "a tutto tondo"... Come quella che compariva nelle prime avventure realizzate da Floyd Gottfredson (1905-1986), quando i buoni potevano essere davvero in difficoltà, i cattivi facevano paura sul serio e in cui il concetto di "umorismo Disney" aveva delle sfumature molto diverse da quelle a cui siamo abituati oggi...

I quattro autori selezionati per questo esperimento (che vedrà la luce nel 2016) sono dei nomi di primo piano (e in qualche caso dei veri e propri mostri sacri) nel panorama francese: Bernard Cosey, Lewis Trondheim, Régis Loisel e Frédéric Thébault (in arte Tebò)... Per inciso: Frédéric Thébault ha già deciso (CLICCATE QUI per le sue dichiarazioni) che affronterà il tema della DISCRIMINAZIONE E DEL RAZZISMO, utilizzando come metafora il rapporto fra gatti e topi, e parlerà persino di PROIBIZIONISMO, mettendo Topolino a confronto con il "contrabbando" di cioccolata calda...

Régis Loisel, che a discapito del tratto caricaturale ha all'attivo diversi fumetti bellissimi, crudi e struggenti (vi raccomando caldamente la sua spietatissima versione delle origini di Peter Pan, pubblicata in edizione economica dalle Edizioni Cosmo, e in versione deluxe dalle Edizioni BD), presenterà addirittura Topolino e il suo amico Orazio alle prese con gravi problemi economici... Dipingendoli come due personaggi estremamente arrabbiati con la crudeltà vita, che si aggirano alla ricerca di lavori sottopagati in una Topolinia trasformata in un sobborgo miserevole e pieno di gente affamata che fa la coda nella speranza di trovare una fonte di sostentamento... E le poche anteprime di questa storia rendono bene l'idea...



Una metafora, neanche troppo velata, del particolare momento storico che l'Europa sta vivendo da qualche anno a questa parte, e che probabilmente basterebbe da sola a giustificare l'acquisto di questo fumetto... E a ben guardare questo sarebbe esattamente un genere di storia in grado di conquistare anche il pubblico italiano vecchio e nuovo, realizzando al meglio il potenziale narrativo (e non solo umoristico/farsesco) dei personaggi disneyani...

Il che, in effetti, rende ancora più incredibile il fatto che, proprio a Natale, il Topolino italiano abbia scelto di relegarli al semplice ruolo di veicoli pubblicitari per l'ultimo cinepanettone in distribuzione... Anche se, per fortuna, in questa occasione il settimanale non ha dedicato al service pubblicitario anche la copertina (come avviene di solito in casi simili)... Anche perchè mettere Lillo e Greg sulla copertina del numero di Topolino della settimana di Natale sarebbe stato un suicidio...

Tutto questo per dire che, se la Walt Disney Company ha acconsentito che la Glénat realizzasse storie di un certo tipo, vuol dire che di fatto nessuno vieta formalmente al Topolino italiano di proporre storie che siano in grado di muoversi sullo stesso registro... Magari affrontando, nei limiti consentiti da un fumetto Disney, temi delicati e problematiche "reali" in cui i lettori possono identificarsi sul serio, possibilmente senza filtri eccessivamente buonisti/zuccherosi/buffoneschi.

Quindi, se queste storie da noi non si fanno, forse non è una questione di permessi e il problema deve essere un altro... E viene da chiedersi se, per caso, non sia legato alle dinamiche editoriali italiane in senso lato. Visto che dalle nostre parti il concetto di libertà di stampa è molto relativo, e anche un semplice editore di fumetti deve rendere conto di tutto quello che fa ad una quantità imbarazzante di gruppi di potere, che in buona parte sono anche i diretti responsabili del malessere e delle criticità con cui ha a che fare l'italiano medio...

Mi spiego meglio: se in Italia Topolino parlasse "seriamente" di argomenti come la gente costretta a vivere in miseria, i problemi sul lavoro, il razzismo, le discriminazioni e altro finirebbe inevitabilmente sotto il fuoco incrociato di chi difende il diritto a tassare, licenziare e discriminare... Così come verrebbe travolto dalle critiche di moralisti e perbenisti se puntasse sul "politicamente scorretto" o se prendesse una posizione netta nei confronti di temi seri o "adulti"... Come i fatti di Charlie Hebdo, ad esempio... E infatti, in quel caso, un giornalista (guardacaso notoriamente conservatore e convertito da poco all'Islam) accusò la testata di essere troppo liberale e opportunista, e ADDIRITTURA prossima ad aprirsi agli arcobaleni della comunità GAY (CLICCATE QUI), e così due giorni dopo, *MAGICAMENTE*, la copertina prevista per celebrare Charlie Hebdo venne sostituita...

Perciò è evidendente che - molto semplicemente - in queste condizioni Topolino non se la sente di correre rischi, anche perchè sa che viviamo in un paese dove certi gruppi di potere hanno il coltello dalla parte del manico...

E così ci ritroviamo con un settimanale che preferisce sacrificare il potenziale (anche educativo e pedagogico) dei suoi personaggi, continuando a puntare soprattutto su un umorismo innocuo, vacuo, leggero e inconcludente... E su qualche avventura di più ampio respiro (ma con tutti i vincoli delle solite storie umoristiche)... Magari realizzando di tanto in tanto delle storie che non sono altro che dei service commerciali per calciatori, attori e artisti vari...

Anche a costo di continuare a perdere lettori, pur non avendo concorrenza...

Sicuramente è una scelta legittima e ragionata, ma il problema è che di questo passo lo scollamento fra Topolino e il suo pubblico potrebbe aumentare... E nascondere i dati di vendita, come la polvere sotto al tappeto, ad un certo punto non servirà più.

E a quel punto che succederà?

Alla prossima.

2 commenti:

FèDevil ha detto...

Mi tocchera` rispolverare il Francese per leggere delle storie di Topolino decenti. Ottimo articolo, come sempre. Mi ha "costretto" a conoscere altri fatti riguardanti la testata che avevo saltato. Complimenti!

Wally Rainbow ha detto...

Grazie :-)