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venerdì 4 luglio 2014

OMAR COLPISCE ANCORA...

Ciao a tutti, come va?
Manco a farlo apposta anche questa settimana accade qualcosa che mi spinge a parlare di quello che succede nel mondo del fumetto italiano... E questa volta non posso fare a meno di tornare a parlare di LUKAS della Bonelli, che sul numero di questo mese vede il ritorno in grande stile del collega di lavoro gay di Bianca (quella che, fin dal primo numero, si intuiva che sarebbe diventata la compagna del protagonista), già incontrato nel numero uno, e che probabilmente è destinato ad essere sempre più presente, pur con un ruolo marginale, nella serie.
In questo numero, finalmente, si scopre che il suddetto gay si chiama Omar e che - come sospettavo quando ne parlai al suo esordio - sembra proprio destinato ad essere "la migliore amica" della protagonista femminile. Tant'è che in questo caso la consola amabilmente per la recente perdita di una sua zia...
E ovviamente bisognava cogliere l'occasione per fargli fare qualche uscita in stile "quanto è simpatico quel gay, che è proprio tanto gay e ha proprio delle uscite da gay, ma ci piace lo stesso perchè i gay sono fatti così e fa tendenza farseli piacere come sono". Così, siccome vede la sua amica un po' depressa, gli offre il suo villino di campagna per rilassarsi, suggerendole di portarci un bel ragazzo per "verificare" se è quello giusto, con tanto di strizzatina d'occhio, non mancando di sottolineare quanto sia difficile trovare l'uomo giusto anche passandosene tanti come fa lui...
E a questo proposito vorrei farvi notare come, mentre strizza l'occhio, il disegnatore non ha  mancato di di fargli delle belle ciglia lunghe e femminili...
E, siccome questo è un fumetto a tinte horror, ovviamente Bianca - nel villino - ci porta il suo ex ragazzo Alex, al quale si è riavvicinata di recente ignorando che ora è un "ridestato" (ossia uno zombie antropofago con intelligenza malvagia e facoltà fisiche potenziate). Comunque il fatto che sia un "ridestato" non gli impedisce di passare il tempo a guardare un porno lesbico mentre conversa con Bianca al telefono...
Perchè da vivo o da ridestato il maschio è maschio, e se è un personaggio negativo e con una natura deviata dalla malvagità non può che usufruire di un porno lesbico su un megaschermo prima di farsi uno spuntino a base di carne umana, giusto? Tutto va come previsto, e così qualche pagina dopo vediamo Bianca e Alex nel bel villino di Omar (che ovviamente, pur facendo l'impiegato monoreddito, è gay e quindi può permettersi lo sfizio avere un villino a due piani con piscina, perchè i gay hanno i soldi e amano trattarsi bene).
Tuttavia, siccome Omar è gay - e i gay sono sessualmente liberati e non possono che essere appassionati di cowboys (Brokeback Mountain insegna) - non può fare a meno di tenere appesa la locandina di un film omoerotico western vicino al caminetto, creando un leggero disagio a Bianca e al suo ragazzo zombie...
Tant'è che Bianca non osa nemmeno dire ad Alex che il suo collega è gay, ma solo che ha "dei gusti eccentrici"...
Il disagio, però, passa in secondo piano quando il suddetto Alex vuole obbligare Bianca a diventare come lui, ma quando sta per avere la meglio arriva Lukas che la salva uccidendolo definitivamente... E seppellendo i suoi resti nei dintorni del villino di Omar (che probabilmente in qualche numero futuro subirà le conseguenze della cosa, ed è facile ipotizzare che sarà sempre più coinvolto nelle vicende di Bianca e Lukas).
Molto bene... E adesso?
Bisogna fare i salti di gioia perchè è la prima volta che in una serie mensile Bonelli viene confermata la presenza di un personaggio gay ricorrente?
Personalmente la caratterizzazione di Omar non è esattamente quella che vorrei in un fumetto italiano del 2014. Intendiamoci: di gay come lui ce ne sono (anche se non sono poi così tanti), quindi non è una questione di verosimiglianza, ma di opportunità. Nel senso che presentare un personaggio gay in una serie Bonelli standard (e non, ad esempio, in una serie semestrale come è stata GEA di Luca Enoch) è comunque una cosa importante, e poteva essere l'occasione per svecchiare tutta una serie di stereotipi legati al mondo gay, o magari reinterpretarli alla luce del fatto che nel 2014 non si manifestano più come negli anni '70 e '80... E invece con Omar sta accadendo l'esatto contrario.
Non ci è dato sapere  quali siano le intenzoni dello sceneggiatore Michele Medda (foto sotto), e non sappiamo quanto l'impostazione generale della casa editrice abbia influito sulla sua caratterizzazzione di Omar, tuttavia alcune riflessioni sono d'obbligo...
La prima è che, da un punto di vista prettamente narrativo, non si capisce perchè questo personaggio sia stato inserito nella vicenda, visto che il fatto che è gay non sembra realmente rilevante (il suo stesso ruolo sarebbe andato benissimo anche per un personaggio femminile), ed è molto improbabile che anche in futuro si possano imbastire delle trame in cui il fatto che questo personaggio è gay risulti determinante. O meglio: si potrebbero anche imbastire, ma trattando argomenti tabù per la Bonelli, quindi lo vedo improbabile. Perciò la sensazione è che la scelta di presentare un personaggio gay sia stata finalizzata a dare un tocco di colore "moderno", magari per alleggerire le cupe atmosfere della storia principale, e quindi era necessario che il personaggio gay in questione fosse - se non ridicolo - perlomeno buffo e stereotipato... Onde suscitare una punta di ilarità, anche solo con i suoi atteggiamenti e il suo farfallino al collo...  O con il fatto che pur essendo abbastanza attempato si comporta come una ragazzina. E questo, volendo, ha una sua logica, per quanto discutibile. Così come è comprensibile che, in un periodo in cui i gay iniziano a non essere più percepiti come le innoque macchiette di una volta, uno sceneggiatore bonelliano possa pensare che il tipico pubblico bonelliano possa sentirsi rassicurato da un gay "classico" come Omar...
Quello che davvero non capisco è perchè, se lo scopo di Lukas era  (anche) quello di coinvolgere nuovi lettori, il primo obbiettivo della Bonelli resta comunque quello di non scontentare quelli vecchi, o comunque quelli vecchio stampo. In una storia come quella di Lukas ci sarebbe stato bene un collega gay di Bianca giovane e carino, cool quanto il protagonista della serie se non si più, dichiarato sul lavoro e a cui tutte le colleghe vanno dietro senza speranza... Che magari ha un bel rapporto di amicizia con Bianca e che, in futuro, avrebbe potuto sviluppare un interesse per Lukas con tanto di corteggiamenti espliciti, che avrebbero potuto fare da contraltare ironico alle atmosfere dark della serie senza sminuire la categoria gay...
Qualcosa tipo questo...
In quel caso sono pronto a scommettere che la serie avrebbe attirato molti nuovi lettori gay, ad esempio, e non solo gay. Di certo molti lettori con un'età media inferiore a quella del tipico lettore Bonelli.

La realtà, però, è lontana anni luce... E sono pronto a scommettere che la maggior parte dei lettori di Lukas sono i lettori bonelliani classici, magari figli o nipoti di lettori bonelliani... E qualcosa mi dice anche che la presenza di Omar li lascia più che altro indifferenti (tant'è che su internet praticamente non ne sta parlando nessuno).

Oltretutto direi che è notevole il fatto che, nel 2014, l'unico modo per vedere un'effusione lesbica in un fumetto Bonelli  (che non sia un bacio intravisto o suggerito fra due donne vestite di tutto punto) sia quello di piazzarla in un video porno, mentre l'unico modo di vedere un cowboy gay sia quello di raffigurarlo su una locandina omoerotica in un villino di campagna...

Contenti loro...

Alla prossima.

5 commenti:

Loran ha detto...

Capisco che chi mette i soldi per produrre qualcosa (specialmente oggi) cerca di andare sul sicuro e che in italia culturalmente in certi ambienti siamo rimasti agli anni settanta, ma che non si riesca a fare un minimo passo avanti per adeguarsi ai tempi che cambiano è veramente sconfortante.

Stefano ha detto...

Ma siamo veramente sicuri che creare un personaggio del genere sia "andare sul sicuro"?
Ormai quegli ambienti arretrati mi sembrano una minoranza. E poi pensare solo a non scontentare i vecchi lettori e non cercarne di nuovi non mi pare una gran tecnica di vendita. Insomma... prima o poi ce ne andiamo tutti, no?

Wally Rainbow ha detto...

Direi che questo è il nocciolo della questione. Sarà interessante verificare come saranno i fumetti Bonelli fra una ventina d'anni, SE ci saranno ancora fumetti Bonelli in circolazione, ovviamente...

Mauro Padovani ha detto...

Io con Bullet & Justine ho voluto dare spazio a personaggi gay reali...le macchiette sono uno scempio..

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

Sono d'accordo con Stefano, anzi: sono convinta che per acquistare nuovi lettori si debba osare e osare (per me, poi magari mi sbaglierò) vuol dire necessariamente non piacere a tutti ma creare contrasti, polemiche. Insomma, trovo che si debba provocare e smuovere il manorama asfittico dei personaggi a fumetti, altrimenti non c'è ragione di lamentarsi sulle poche vendite.