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lunedì 25 aprile 2016

VECCHIE ABITUDINI...

Ciao a tutti, come va?

Anche questo lunedì la sorte ha voluto che trovassi qualche spunto per parlare della situazione italiana, anche se il discorso stavolta è un po' più ampio del solito... E in effetti si sposa anche bene con il 25 aprile...

Partiamo da un dato di fatto: in Giappone è da poco partita la terza stagione di SAILOR MOON CRYSTAL, il remake della serie animata degli anni Novanta che aspira ad essere più fedele al manga originale di Naoko Takeuchi. Così a partire da questa stagione, finalmente, anche SAILOR MOON CRYSTAL inizierà ad affrontare di petto delle tematiche omosessuali... Anche perchè con l'arrivo di Sailor Neptune e Sailor Uranus non si poteva fare altrimenti. E dato che non siamo più negli anni Novanta, e che questa serie in Giappone viene trasmessa in seconda serata, è stato anche possibile che Sailor Uranus si presentasse a Sailor Moon con un provocante bacio a fior di labbra (e forse anche con un po' di lingua)...

Ora: se siete fans di Sailor Moon la cosa non vi avrà affatto stupito, anche perchè la scena è stata ripresa pari pari dal manga... Che, vi ricordo, risale al 1992 ed è stato proposto più volte anche in Italia, e praticamente in tutte le vesti editoriali possibili (a parte il cartonato gigante, ma secondo me è solo questione di tempo)...

Se poi siete appassionati di produzioni giapponesi in generale saprete che il suddetto bacio, che nel contesto può essere interpretato in tanti modi (sfida, apprezzamento, gioco...), ma non come un tentativo di seduzione, non ha niente di particolarmente sconvolgente rispetto a tantissime altre situazioni che si vedono con una certa frequenza nel mondo degli anime e dei manga... Ed eventualmente anche nelle loro trasposizioni dal vivo (sia al cinema che in TV)...

E comunque è da anni, ormai, che vengono prodotte intere serie animate (perlopiù ispirate da manga di successo) incentrate  su relazioni omosessuali sia maschili che femminili, per non parlare di tutte quelle produzioni che - in varia misura - finiscono per "giocare" con i vari aspetti delle identità sessuali.

Ad ogni modo, nel caso di Sailor Moon, bisogna considerare due cose.

La prima è che, anche a seguito della popolarità e delle polemiche pretestuose che l'accompagnarono in Italia negli anni Novanta, è uno dei pochi titoli vagamente noti nell'ambiente del giornalismo italiano. La seconda è che in questo particolare momento storico l'Italia è nel pieno di un conflitto ideologico fra conservatori e progressisti: un conflitto in cui la percezione dell'omosessualità è considerata uno dei campi di battaglia principali.

Così, anche se SAILOR MOON CRYSTAL in Italia non è mai arrivata, qualche giornalista ha pensato bene di tornare a prendere di mira il personaggio, con il solito pressapochismo e la solita incompetenza... Come ad esempio nel caso che trovate CLICCANDO QUI...

A rigor di logica un articolo di invettive contro una serie animata che in Italia è disponibile solo tramite il web sarebbe semplicemente ridicolo, se non fosse per il fatto che ha trovato terreno fertile nella galassia degli ambienti conservatori e omofobi che ormai danno per scontato che sia in atto una manipolazione globale finalizzata a far trionfare il male... Anche attraverso l'apertura nei confronti della comunità LGBT e lo sdoganamento delle relative tematiche nel mondo dell'entertainment.

E infatti quell'articolo è diventato abbastanza virale, e ora su vari spazi social esplicitamente omofobi si leggono cose come quella che vedete qui sotto...

E quella che vedete qui...
Ora: l'ultimo post, con tutta la sua sfilza di commenti ai limite del surreale (e, a proposito, qualcuno ha anche iniziato a fare delle classifiche tipo quella che trovate CLICCANDO QUI), è stato rimosso (probabilmente dopo che qualcuno ha fatto notare che si voleva mettere al rogo una serie che in Italia NON è trasmessa), ma penso che sia particolarmente interessante notare come questo episodio abbia messo in luce quanto sia grottesca la situazione attuale... E abbia evidenziato la vera natura delle persone che tengono in ostaggio i media del nostro paese.

Provo a spiegarmi meglio: una volta l'Italia era la nazione europea in cui gli anime avevano maggiore diffusione. Fin da subito, però, qualcuno si accorse del loro grande potenziale "eversivo" e di quanto erano pericolosi per il mantenimento dello status quo... Visto che - provenendo da una cultura molto lontana - offrivano un'interpretazione completamente nuova della realtà, dei sentimenti, della sessualità e persino della religione, facendo crescere delle nuove generazioni più elastiche, tolleranti e indipendenti, che una volta diventate adulte avrebbero potuto mettere in discussione la propria cultura di appartenenza e i relativi schemi, su cui si basavano molti rapporti di potere che in Italia si davano per scontati...

Cosa che in effetti poi è in parte avvenuta, anche se ovviamente non è merito solo delle serie animate giapponesi.

E così, negli anni, sono stati presi vari provvedimenti per estirpare il problema alla radice, facendo pressioni e usando l'innocenza dei bambini come cavallo di Troia... E infatti oggi la televisione italiana NON può più permettersi di dare spazio alle produzioni giapponesi con leggerezza... Perchè ora passerebbe dei guai anche a livello legale e pecuniario (CLICCATE QUI per leggere come si è evoluta la situazione e quali sono i provvedimenti che sono stati presi per limitare la libertà delle emittenti italiane).

Tant'è che Italia Uno ha appena deciso di riproporre, a partire dal 4 maggio (nella fascia delle 7.50), la prima serie di Sailor Moon (che con tutte le sue famose censure è già passata al vaglio dell'AGCOM), anche se ormai risale a 21 anni fa... E sicuramente a Mediaset, soprattutto in questo particolare periodo, non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di proporre SAILOR MOON CRYSTAL in Italia...

Situazione, questa, che peraltro avevo previsto in tempi non sospetti (CLICCATE QUI).

In poche parole, per quel che riguarda le serie animate giapponesi in TV, i conservatori, i bigotti e i fanatici religiosi hanno già vinto... Eppure, alla luce di quello che è successo in questi giorni col bacio di SAILOR MOON CRYSTAL, è evidente che non gli basta. E penso che a questo punto sia chiaro che non gli basta perchè in realtà il loro scopo non è mai stato quello raggiungere un obbiettivo concreto (che peraltro hanno già raggiunto trasformando la TV italiana in quello che è), ma quello di continuare a trovare delle ragioni per dare senso alle loro "battaglie", o magari alle loro carriere, e per affermare i loro principi (tradendo una buona dose di insicurezza personale, ma questo è un altro discorso).

Dopottutto i paladini del bene e della giustizia - e lo insegna anche Sailor Moon - trovano uno scopo nella misura in cui hanno problemi da risolvere, terribili nemici da sconfiggere e complotti maligni da sventare...

Quindi se un nemico non c'è, e/o è già stato sconfitto, bisogna inventarsene uno... Anche se poi i nemici reali sono altri, e continuano a fare danni e ad agire indisturbati.

D'altra parte è molto più facile prendersela con le serie animate giapponesi, o magari con la comunità LGBT (anche perchè talvolta i due concetti si sovrappongono), piuttosto che con chi detiene davvero il potere di fare del male e resta inattacabile nonostante le sue responsabilità...

E questo, forse, spiega anche perchè i conservatori (e chi vorrebbe manipolarli per i propri scopi) sono così intransigenti. La legittimazione (o addirittura l'affermazione) di un gruppo sociale minoritario - o di una nuova idea, o anche solo di un punto di vista alternativo - rappresenta sempre un problema per quanti necessitano di soggetti deboli e vulnerabili da colpevolizzare e prendere di mira per scaricare le proprie frustrazioni, visto che questo genere di persone ha sempre bisogno di qualcuno su cui accanirsi per affermarsi e sentirsi gratificato, ribadendo la propria superiorità e la propria vocazione a lottare per una giusta causa...

Di conseguenza ogni volta che si legittima un principio che queste persone non condividono, o un gruppo sociale a cui non appartengono, la loro autostima rischia dei pesanti contraccolpi e la loro importanza viene ridimensionata, quindi lottano con le unghie e con i denti per fare in modo che ciò non avvenga.

Tutto questo accanimento contro le istanze della comunità gay, probabilmente, parte da qui, anche se poi ci ricamano sopra motivazioni più o meno nobili... E infatti quando si cerca un confronto questi soggetti si mettono sempre sulla difensiva e alzano delle barricate, tradendo una personalità molto fragile e terribilmente spaventata all'idea di doversi mettere in discussione.

Non sono uno psicologo, ma penso sia abbastanza evidente che dandola vinta ai soggetti che esprimono queste dinamiche psicologiche si entra in circolo vizioso, perchè per quanto gli si verrà incontro cercheranno sempre nuovi nemici da sfidare, nuovi complotti da sventare, nuove perversioni da smascherare e tutto il resto... Per dare senso ad una battaglia del bene contro il male che hanno bisogno di portare avanti all'infinito per affermare il proprio Ego, ma che - in questi termini - è solo nella loro testa.

E così si rischia di abbassare sempre di più l'asticella della tolleranza...

Ad esempio: dato che ultimamente in Italia non ci sono più serie giapponesi con cui prendersela, di recente c'è stato anche qualcuno che ha scatenato il panico dicendo che ad essere fuorviante, pericoloso e pro-gay era addirittura l'ultimo film di Kung-Fu Panda... Tant'è che il suo doppiatore italiano, che è Fabio Volo, è letteralmente sbroccato in diretta radio... E se non ci credete potete CLICCARE QUI.

E non si è trattato di polemiche indolore: infatti è successo che almeno nel caso di un asilo dalle parti di Perugia i bambini non abbiano potuto andare a vedere il film perchè dei genitori si sono opposti, intimoriti da certe affermazioni (CLICCATE QUI)... E ad aggiungere un'ulteriore sfumatura paradossale al tutto c'è anche il fatto che il co-regista di Kung-Fu Panda 3 è l'animatore italiano Alessandro Carloni (foto sotto), che guardacaso per coronare le sue aspirazioni professionali è dovuto andarsene dall'Italia...

Secondo Reporters sans Frontiers l'Italia quest'anno è scesa di altre quattro posizioni nella classifica mondiale della libertà di stampa, e ora ci collochiamo in settantasettesima posizione (CLICCATE QUI). Eppure ci sono ancora certi ambienti che sostengono che i nostri media garantiscono troppe libertà... Certo i parametri di valutazione sono complessi, e bisogna prendere in considerazione vari fattori, ma penso sia sotto gli occhi di tutti come i nostri media non siano del tutto liberi di affrontare certi argomenti, soprattutto se lo fanno in certo modo, senza subire conseguenze e rappresaglie di vario tipo. E questa situazione si riflette anche quando c'è di mezzo tutto quell'entertainment legato all'immaginario pop, come i fumetti e le serie animate, che tradizionalmente (ed erroneamente) si associano ancora prevalentemente all'infanzia.

E così, in questo clima paradossale, può succedere che le emittenti televisive debbano farsi mille scrupoli quando vogliono proporre dell'entertainment che può avere una valenza artistica e contenutistica che invita alla riflessione, all'approfondimento e all'ampliamento delle prospettive dello spettatore... Mentre sono libere di mostrare spettacoli grevi e grotteschi quando sono funzionali all'affermazione di certi schemi mentali e al mantenimento di un certo scenario socio culturale...

E questa logica si riscontra nella televisione italiana, nella stampa generalista, alla radio e nelle case editrici che in Italia producono fumetto popolare. Anche se è sempre più evidente che, nel vano tentativo di venire incontro alle esigenze di chi non sarà mai soddisfatto, si sta compromettendo il futuro di interi settori dell'industria dell'intrattenimento, accelerando peraltro il fuggi fuggi generale verso il web... Dove, per inciso, ormai sono gli stessi giapponesi a mettere a disposizione del pubblico le nuove puntate di Sailor Moon con i sottotoli in italiano, e dove i gruppi di doppiatori amatoriali (che saranno pure abusivi, ma sono molto motivati e non hanno fini di lucro) fanno un lavoro più che dignitoso per adattare la serie di SAILOR MOON CRYSTAL nella nostra lingua...
Alla faccia di chi mette le emittenti italiane nella posizione di non poterla proporre ufficialmente nel nostro paese...

Probabilmente, arrivati a questo punto, non è più possibile paragonare le crociate contro i cartoni giapponesi che ci sono state negli anni Ottanta e Novanta con quelle che potrebbero manifestarsi in questo periodo, e che rientrano in fenomeni reazionari di più ampia portata... Anche perchè, per fortuna, ora i sostenitori della causa delle serie animate (e le minoranze in generale) non sono più vulnerabili come una volta... E comunque sul web hanno esattamente lo stesso peso di chi, una volta, poteva fare la voce grossa contando sull'appoggio delle lobby di potere e dei media compiacenti...

Quindi, al momento, è praticamente impossibile fare pronostici sullo sviluppo della situazione.

Quel che è certo è che, per fortuna, almeno questa volta chi vuole reprimere la libertà d'espressione non può più imporsi a tutti i livelli, come avveniva una volta... E forse, adesso, è possibile reagire in qualche modo e sfruttare almeno un media, e cioè internet, in cui è possibile combattere ad armi pari.

Probabilmente i prossimi anni saranno cruciali.

Alla prossima.

E non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le informazioni CLICCANDO QUI.

2 commenti:

Riccardo Leone ha detto...

Piccolo excursus sul mio giudizio su Sailor Moon Crystal: dopo due stagioni peggio che orrende per disegni, animazione e ritmo narrativo, e soprattutto personaggi che sono un branco di inette, hanno finalmente alzato gli standard, ma ancora non mi convince, siccome hanno ripreso in troppi punti l'anime anni '90 sacrificando anche quel poco di originalità estetica che avevano le prime due stagioni. Sopratutto nel fatto che le sequenze di trasformazioni somiglino così tanto a quelle anni '90 e nessuno abbia mai pensato a farle più rapide e dinamiche come quelle di Madoka Magica.
E poi mi manca anche quel frangente narrativo in cui mi spiegano come mai il cristallo d'argento abbia cambiato colore e forma divenendo quel pacchianissimo bombolone rosa a forma di cuore, ma va beh, la forza del merchandise.

Detto questo la terza stagione di Crystal ha molto puntato, almeno nel primo episodio, sulla relazione fra S.Neptune e S.Uranus anche in modo molto fisico, dove nel manga era invece più velata e saffica, ispirata al teatro Takarazuka, e infatti S.Uranus si diverte molto a vestire e comportarsi da maschio. Un maschio comunque aggraziato ed elegante, non certo lo stereotipo della camionista.
In sostanza, anche per gli appassionati, il lesbismo più esplicito in questa stagione è un'esca per i fan delusi dalle prime due. E mi sta bene. Siamo nel 2016, non c'è nulla da scandalizzarsi.

Poi, come hai detto, un'ideologia dell'odio non è nulla senza qualcosa da odiare, e una serie TV a cui io do un 6+ di colpo diventa il nuovo capretto da immolare sull'altare della famiglia tradizionale, che magari è solo un vantaggio e innalzerà la popolarità in Italia, essendo già l'accesso ai media tradizionali escluso a priori.
Va beh, io aspetto e spero che streaming e netflix riescano finalmente a far collassare questo sistema distorto per cui se in una serata Canale5 e Rai1 non si sono aggiudicati almeno il 45% dello share assieme allora "la TV è andata male."
Dal canto opposto abbiamo invece twitter che incentiva la gente invece a guardarle queste porcherie che ormai non sono neppure allegre ma solo offensive e di cattivo gusto, solo per la soddisfazione di poterle criticare tutti assieme in questa enorme chatroom e magari rastrellare like e follow con la battuta giusta accompagnata a un avatar mezzo nudo.

Aiuto, non so più che pensare.

Giangi ha detto...

Molto interessante e lucido come sempre. Condivido le conclusioni.