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venerdì 29 aprile 2016

INTERPRETAZIONI...

Ciao a tutti come va?

Oggi volevo mostrarvi come sia possibile sfruttare un personaggio dei fumetti diventato icona pop in maniera diametralmente opposta, anche se in entrambi i casi il tutto è - evidentemente - partito da un recentissimo  rilancio cinematografico...

Forse i più intuitivi di voi avranno capito che mi riferisco a Wonder Woman, che ha avuto il suo battesimo cinematografico in BATMAN V SUPERMAN, nella versione molto guerresca interpretata da Gal Gadot...

Siccome l'occasione fa l'uomo ladro, anche nel mondo dell'alta moda qualcuno ha pensato di sfruttare questo rilancio, e così Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, della casa di moda italiana Valentino, si sono ispirati alla supereroina DC Comics per creare abiti e accessori da donna... Che sono già stati presentati, ma che saranno disponbili a partire dalla prossima estate, anche perchè così nel frattempo si potrà valutare al meglio cosa acquistare... Dato che i prezzi non saranno esattamente per tutte le tasche...

Le scarpe che vedete qui sotto, ad esempio, costano 975 $...

La borsetta qui sotto costa 4875 $...

Per avere addosso tutto quello che vedete sulla modella qui sotto bisognerebbe spendere circa 14.000 $...

E per vestirsi come si vede qui sotto bisognerebbe spendere sui 32.000 $ (dei quali 25.000 per la sola giacca)...

Parere personale: mi sembra evidente che chi ha progettato questa linea di moda non ha la mai letto sul serio un fumetto di Wonder Woman, non ne conosce lo spirito ed è convinto che basti riprendere un motivo decorativo stellato (che peraltro nei fumetti e al cinema Wonder Woman non usa praticamente più) per creare qualcosa di originale e pertinente al personaggio... E così il risultato finale risulta più appropriato per una linea di moda ispirata ad un noto tipo di biscotti, piuttosto che ad un'icona pop a fumetti...

Soprattutto considerando i colori tendenti al crema e al cioccolato utilizzati per buona parte di questi capi...

E a rendere ancora più forte il contrasto con il personaggio originale ci hanno pensato le opere dello street artist romano SOLO, che nell'ambiente è noto per i suoi murales dedicati a Wonder Woman e che è stato chiamato a realizzare delle opere dedicate a Wonder Woman anche in occasione della presentazione di questa linea di moda a Milano e a Roma (e prossimamente a New York)...



Di alta moda non me ne intendo, ma per quel che vale la mia opinione penso che questa sia giusto un'operazione commerciale, gestita per altro con una certa superficialità, finalizzata ad ottimizzare il potenziale interesse attorno alla nuova Wonder Woman cinematografica... Peraltro senza fare un gran servizio al personaggio in quanto tale, che di certo con una simile linea di moda non viene valorizzato... Men che meno nella sua accezione di icona queer ed gay friendly.

Cosa che, per fortuna, sta avvenendo su altri fronti.

Non troppo tempo fa lo scrittore Grant Morrison ha voluto mettere mano a Wonder Woman, o meglio: ha voluto realizzare un reboot (e cioè un rilancio a partire da zero) del personaggio, sfruttando una delle numerose realtà alternative di cui è composto il multiverso fumettistico della DC COMICS. Per la precisione si tratta di Earth One, che una volta era il nome dato all'universo narrativo principale della casa editrice, ma che dopo una serie di sconvolgimenti multi-spazio-temporali è diventato il nome di una delle più recenti dimensioni alternative in cui si muovono i personaggi della DC COMICS (mentre l'universo narrativo ufficiale ora è denominato New Earth).

Fatto sta che Grant Morrison con Wonder Woman - Earth One ha voluto riprendere molti elementi - anche estetici - della primissima versione di Wonder Woman (quella degli anni Quaranta), attualizzandoli e cercando di allineare il suo originale spirito trasgressivo e velatamente erotico al contesto di oggi...

Il risultato finale si è concretizzato in una Wonder Woman molto legata alle sue radici, ma estremamente moderna, che non trascura l'apporto che tanti autori hanno fornito negli ultimi settant'anni (o le sue origini legate alla mitologia greca), ma che ha un occhio di riguardo per tutti quegli aspetti del personaggio che ultimamente erano rimasti sullo sfondo...

Perlomeno da quanto il suo creatore William Moulton Marston passò a miglior vita nel 1947, e da quando i tempi erano diventati troppo smaliziati per continuare a concedere quelle allusioni sessuali a lui tanto care... E infatti Grant Morrison ha deciso proprio di ripartire dalle idee e dalla vita del creatore dell'Amazzone, che viveva in una famiglia poliamorosa ed era un appassionato di sottomissioni, bondage e di tutta una serie di eccentricità sessuali ed estetiche che col tempo nelle storie di Wonder Woman si erano un po' perse...

E infatti in Wonder Woman - Earth One viene aggiornata anche la storica spalla delle prime avventure di Wonder Woman, Etta Candy, così come si presentava nelle prime storie: maliziosa, volgarotta, caciarona, rotondetta e a capo di un sorellanza universitaria che si presta a molte interpretazioni...

Con buona pace delle raffinatissime Amazzoni, che non hanno molta dimestichezza con la sua femminilità da drag queen...

E in una recente intervista, che trovate CLICCANDO QUI, Grant Morrison (foto sotto) dice chiaro e tondo che nei successivi capitoli di Wonder Woman - Earth One ha tutta l'intenzione di approfondire proprio lo spirito queer e sessualmente liberato della protagonista e del suo cast di comprimari...

E in altre interviste specifica (cliccate QUI e QUI) che, in questa sua versione di Wonder Woman, l'isola delle Amazzoni da cui la protagonista proviene ha ampiamente sdoganato le relazioni lesbiche e poliamorose, anche perchè nel corso di 3000 anni sono state praticamente inevitabili, considerando che si parla di una comunità isolata di donne immortali...

Morale della favola: Grant Morrison vuole tornare alle radici del personaggio, e a quanto pare sta avendo dei buoni riscontri di pubblico e critica (anche perchè altrimenti non avrebbe già annunciato i capitoli 2 e 3 di questa saga)... A questo punto sarà molto interessante verificare come deciderà di approfondire certi risvolti di Wonder Woman, anche perchè la sua Wonder Woman si muove in un contesto "alternativo" che garantisce molte più libertà narrative...

Alla faccia di chi pensa che Wonder Woman sia solo un marchio funzionale a piazzare costosi abiti pieni di stelline... Peccato solo che, soprattutto dalle nostre parti, si preferisca mettere più in risalto gli abiti di Valentino che non le nuove strade percorse dal personaggio che - in teoria - li ha ispirati...

D'altra parte le mode vanno e vengono, ma Wonder Woman c'è da più di settant'anni... E un motivo ci sarà.

Alla prossima.

E non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le informazioni CLICCANDO QUI.

1 commento:

Riccardo Leone ha detto...

Mah niente, quando sembra che finalmente il nerd venga sdoganato, ecco che l'industria mainstream, non a caso italiana stavolta, ci piazza un prodotto che dimostra una completa ignoranza, se non disprezzo, per ciò di cui si parla. Mi viene tristezza a pensare quante resistenze ci sono a un processo che dovrebbe essere naturale, di decadimento di stereotipi sociali anni '80. Evidentemente i cambiamenti spaventano e il disprezzo verso gli altri è componente fondamentale dell'autostima di molti.
Riguardo quello che sta succedendo attraverso i social network, specie twitter, di come menti potenzialmente sveglie si pieghino alla bassezza dell'intrattenimento televisivo italiano in cambio di like, follow e retweet, ci potrei scrivere un trattato...