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lunedì 2 maggio 2016

SEGRETI...

Ciao a tutti, come va?

Forse vi farà piacere che anche questa settimana sono riuscito a trovare degli spunti interessanti per fare un breve focus sulla situazione italiana...

E una volta tanto lo spunto è arrivato dalle amiche di mia madre, grazie alle quali mi è capitato fra le mani l'ultimo numero del mensile dedicato ai fans della soap spagnola IL SEGRETO... Che a quanto pare continua ad avere un grande seguito anche in Italia... Anche perchè in Italia c'è tutto un pubblico, diciamo dai gusti semplici, che magari non si ritrova nelle fiction americane, ma a cui negli ultimi anni non è stato offerto alcun prodotto che avesse un intreccio decente e qualche risvolto pulp... E diciamo pure che questa soap ha colmato un vuoto...

Ne parlo qui perchè il numero di aprile de IL SEGRETO MAGAZINE, in copertina, annuncia che il mensile ha avuto un record di vendite di tre milioni di copie... E considerando che parliamo di un mensile che fondamentalmente offre approfondimenti su una singola soap opera e sugli attori che la interpretano (e di cui in Italia non si sapeva assolutamente nulla prima che la suddetta soap opera fosse trasmessa), direi che è un dato abbastanza interessante... E lo sarebbe anche se le copie vendute fossero la metà, visto che gli editori di fumetti sostengono che le edicole sono un circuito distributivo che non funziona più...

Anche perchè, nel caso de IL SEGRETO MAGAZINE, parliamo di un prodotto editoriale fondamentalmente superfluo (visto che questa soap opera ha degli approfondimenti anche nei rotocalchi televisivi), e che - per riuscire a riempire la sua dose mensile di pagine - ricorre anche ad un fotoromanzo realizzato (senza grandi slanci creativi, per dirla con un eufemismo) adattando le sequenze principali della storia...

Certo, dalle "foto dei lettori" pubblicate in ogni numero (come ad esempio quelle che vedete sotto), si evince che buona parte del pubblico si accontenta di poco, che per motivi anagrafici ha poca dimestichezza con il web e che probabilmente - perlomeno a livello di mensili di approfondimento sulla loro soap preferita - non ha mai avuto per le mani niente di meglio de IL SEGRETO MAGAZINE... Quindi diciamo pure che IL SEGRETO MAGAZINE fa un po' le veci di un sito internet per chi internet non lo usa, o non lo sa usare come si deve...

Perciò questi tre milioni di lettori, fondamentalmente, comprano IL SEGRETO MAGAZINE perchè gli piace IL SEGRETO, e perchè al suo interno trovano ciò che gli interessa e che probabilmente non hanno modo di trovare da altre parti. Quindi si può dire che IL SEGRETO MAGAZINE, nella sua imbarazzante pochezza, vende tre milioni di copie perchè offre ad uno specifico pubblico esattamente quello che cerca...

Sfruttando, ovviamente, la popolarità di una serie televisiva trasmessa giornalmente e adeguando la maggior parte dei suoi contenuti agli ultimi archi narrativi della serie, agli ultimi attori entrati nel cast, ecc. In parole povere vende tanto perchè si inserisce nella scia di una serie televisiva che piace tanto.

Parlo di tutto questo perchè, riflettendo su IL SEGRETO MAGAZINE, non ho potuto fare a meno di pensare che, per quanto modesto, è un ottimo esempio di prodotto editoriale crossmediale e in grado di sfruttare al meglio il rapporto con il pubblico di una produzione televisiva di successo... Un pubblico che, tra l'altro, è stato coltivato anche presentando tematiche relativamente "moderne", pur essendo IL SEGRETO ambientato in un paesino della campagna spagnola intorno al 1920.

Ad esempio: quando si scopre che l'insegnante di piano di una delle protagoniste non ricambia il suo amore perchè in realtà è omosessuale, il pretendente della ragazza organizza una missione punitiva nei suoi confronti... Alla fine è la sua allieva a salvarlo, fingendo di fare coppia con lui (dopodichè i due decidono di scappare insieme a Parigi)... Potete vedere la scena in lingua originale qui sotto...

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Quindi si può dire che, pur con tutti i suoi limiti, persino IL SEGRETO è una soap opera che non dimentica di rivolgersi al pubblico del 2016, e magari spera anche che l'eta media dei suoi protagonisti possa favorire l'avvicinamento di un pubblico non necessaramente composto da pensionate e casalinghe annoiate (anche se queste restano probabilmente la maggioranza)...

E infatti, anche a livello narrativo, IL SEGRETO utilizza una serie di strategie che hanno più a che fare con le fiction americane di ultima generazione che non con le soap opera e le telenovelas tradizionali... Basti pensare al fatto che mediamente muoiono una decina di personaggi ricorrenti in ogni stagione, fra incidenti, vendette, malattie e altro...

Insomma: se IL SEGRETO MAGAZINE ha tanti lettori, pur vivendo di luce riflessa, forse un motivo c'è... E più passa il tempo e più mi stupisco del fatto che formule di questo tipo non vengano applicate anche per rilanciare il settore del fumetto in Italia.

Mi spiego meglio.

Intanto nessuno ha mai pensato di intercettare le frange più giovani del pubblico che segue IL SEGRETO con un fumetto che in qualche modo ne riprendesse le atmosfere (ma lì forse, il problema sta anche nel fatto che in Italia NON abbiamo editori lungimiranti e sceneggiatori in grado di gestire fumetti di questo tipo)... Anche se non sarebbe male rinverdire la tradizione dei fumetti romantici che una volta, anche se nessuno se lo ricorda, in Italia vendevano benissimo... Perlomeno fino a quando la scena non gli è stata rubata dai fotoromanzi (ma questa è un'altra storia).



Tra l'altro, oggi che i fotoromanzi in Italia NON si producono più (la casa editrice LANCIO ha chiuso nel 2011, dopo la morte improvvisa del suo proprietario, e nessuno ne ha ereditato il vastissimo pubblico) ci sarebbe tutta una nicchia di mercato da riconquistare, ma ovviamente nessun editore italiano di fumetti ha mai valutato questa possibilità...

In secondo luogo la sensazione è che ormai ci sia una sorta di incomunicabilità fra chi produce fumetti e i prodotti multimediali che hanno più successo in questo periodo... Anche perchè altrimenti  non si spiegherebbe come sia possibile che tante case editrici italiane si ostinino a NON rielaborare sul serio gli elementi che hanno portato al successo serial TV, film, videogames e altro, limitandosi invece a prenderne spunto per poi "piegarli" alle esigenze della loro linea editoriale, anche se ormai è stato ampiamente dimostrato che questa strategia si sta rivelando più un limite che una risorsa...

Ovviamente non sto dicendo che il pubblico de IL SEGRETO MAGAZINE sia sovrapponibile a quello che, potenzialmente, potrebbe essere interessato alla lettura di una serie a fumetti, ma penso che alcune dinamiche che hanno portato al successo il primo si potrebbero applicare anche in ambito prettamente fumettistico...

Se, ad esempio, anche in Italia ha molto successo il serial di GAME OF THRONES perchè non si elabora un fumetto fantasy in grado di cogliere le caratteristiche che lo rendono così accattivante, invece di proporre un semplice fumetto "bonelliano con ambientazione fantasy" come DRAGONERO? Perchè invece di cogliere e rielaborare le metafore esistenziali di THE WALKING DEAD, si è proposto qualcosa di "bonelliano" e tutto sommato insipido come LUKAS? Perchè leggendo ORFANI si aveva la netta impressione di NON leggere un fumetto che si ispirava al meglio dei videogames di ultima generazione, quanto all'immaginario giovanile - legato agli Ottanta e Novanta - del suo autore?

E la cosa un po' preoccupante è che nel prossimo futuro sembra che la situazione non sia destinata a migliorare... Anzi... In occasione del Napoli ComiCon l'editore Star Comics, ad esempio, ha annunciato che affiderà proprio a Roberto Recchioni, l'ideatore di ORFANI, la prosecuzione del suo primo progetto Made in Italy dopo diverso tempo... Ovvero una collana dedicata alle versioni a fumetti dei grandi classici della letteratura!

Per la precisione i primi titoli saranno: L’ISOLA DEL TESORO di Robert Louis Stevenson, (di Michele Monteleone e Oscar), UNO STUDIO IN ROSSO di Arthur Conan Doyle (di Giulio Antonio Gualtieri e Federico Rossi Edrighi), CUORE DI TENEBRA di Joseph Conrad (di Giovanni Masi e Francesca Ciregia) e VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI di Jules Verne (di Mauro Uzzeo, Francesco Francini e Valerio Befani).

Il tutto sarà il seguito della collana inaugurata nel 2015, sempre a cura di Roberto Recchioni, e dedicata ai maestri dell'horror, che ha visto due titoli dedicati a Dracula, uno al mostro di Frankenstein, uno al Dr. Jekill e Mr. Hide e per finire uno dedicato al classico Le Montagne della Follia.

Ora: al netto dell'importanza dei classici della letteratura, e a prescindere dalla bravura degli artisti coinvolti, penso che il fatto che una delle poche case editrici che in passato hanno provato a fare concorrenza alla Bonelli nel mercato dei fumetti popolari italiani, peraltro con un certo successo, si sia ridotta a proporre versioni a fumetti di classici letterari nelle sole fumetterie (e al prezzo di 15 euro per 112 pagine in bianco e nero) sia abbastanza indicativo di un settore che sta iniziando pericolosamente a ripiegarsi su se stesso...

Tra l'altro anche i recenti (e pochi) tentativi di realizzare progetti più crossmediali, nella speranza di coinvolgere un pubblico più ampio, finora si sono sempre rivelati abbastanza confusi e contraddittori. Prendiamo ad esempio il serial di cortometraggi satirici THE EDITOR IS IN, realizzato da Bonelli e SKY ARTE, che è partito in questi giorni...

In Italia si sa che chi utilizza la televisione rappresenta circa il 96,7% (CLICCATE QUI) di una popolazione stimata in 60.5 milioni di abitanti circa. Di questi quelli che possono usufruire di SKY sono stimati in circa 12.5 milioni (CLICCATE QUI), quindi diciamo pure che chi punta su SKY (anche) nella speranza di promuovere un fumetto "popolare" deve mettere in conto che ha accesso ad 1/5 del suo pubblico potenziale. A questo aggiungiamo il fatto che SKY ARTE rappresenta un canale di nicchia nella nicchia di SKY, e che il tono di THE EDITOR IS IN è totalmente avulso da quello dei fumetti da cui trae spunto... Anzi: a quanto pare è più vicino ad alcuni serial satirici statunitensi degli anni Novanta, come Space Ghost Coast to Coast, che rilanciavano vecchi personaggi di Hanna-Barbera ormai dismessi (perlomeno all'epoca) in chiave umoristica, trasformandoli nella parodia di loro stessi...

Quindi, in effetti, non so quanto possa fare bene ai personaggi Bonelli (che in teoria non sono ancora stati dismessi) essere rappresentati in un uno show di questo tipo... Semmai questa produzione può tornare utile a SKY, che può attirare nuova utenza fra i lettori dei fumetti Bonelli, ma questo è un altro discorso... Ad ogni modo potete trovare la sinossi degli episodi CLICCANDO QUI.

E comunque, sempre in tema di operazioni crossmediali che non sembrano nascere sotto una buona stella, sempre al Napoli ComiCon la Bonelli ha annunciato il progetto dell'adattamento a fumetti dei romanzi dello scrittore Maurizio De Giovanni, che portano avanti le vicende del Commissario Ricciardi... Che è dotato di poteri paranormali (percepisce gli ultimi istanti dei defunti), e li usa per indagare sullo sfondo della Napoli degli anni Trenta del Novecento. Il suo autore finora gli ha dedicato undici romanzi, e il personaggio è stato già trasposto a fumetti da Cagliostro Press nel 2011 e da Star Comics nel 2015... Senza ottenere grandi riscontri di pubblico, per la verità...


Quindi il rinnovato interesse della Bonelli potrebbe spiegarsi giusto perchè, per questa serie di romanzi, è stata annunciata una fiction di prossima produzione per RAI FICTION... Quindi il progetto potrebbe rientrare nel tentativo di dare più spazio alla crossmedialità di cui sopra... Se non che - come da prassi - alla Bonelli hanno deciso di svilupparlo e gestirlo utilizzando le solite strategie "bonelliane"... Affidando, ad esempio, le sceneggiature di questa miniserie all'ematologo Claudio Falco (nato nel 1958), scrittore di Dampyr (serie che, vi ricordo, in due anni ha perso il 23% dei suoi lettori) e a Sergio Brancato (nato nel 1960), sociologo che in passato ha collaborato con la RAI (come Vice-Direzione Generale delle Nuove Tecnologie e come autore), ma che in fatto di fumetti ha all'attivo giusto una storia nell'antologia "Nero Napoletano"...

Infine alla versione Bonelli del Commissario Ricciardi parteciperà Paolo Terracciano (foto sotto), supervisore generale delle sceneggiature della soap partenopea UN POSTO AL SOLE, che non è più giovanissimo, ma che comunque con la sua presenza abbassa notevolmente l'età media degli sceneggiatori che seguiranno questo progetto... Anche se probabilmente non potrà fare miracoli per salvare una proposta che sembra già nascere con un taglio vetusto...

L'autore dei romanzi è nato nel 1958 (quindi va per i 60) e racconta di un trentenne che vive negli anni Trenta dello scorso secolo... Due sceneggiatori della serie (su tre) appartengono alla sua generazione, e anche ammesso che l'ipotetico serial TV cerchi di svecchiare le ambientazioni (si parla di Riccardo Scamarcio nel ruolo del protagonista) la miniserie a fumetti difficilmente si discosterà dalla media di quelle prodotte dalla casa editrice ultimamente... Inoltre il fatto che di mezzo ci sono due autori televisivi, ma NON di fumetti, non promette granchè bene...

Forse sbaglio, ma è molto improbabile che con queste premesse si riesca ad intercettare nuovo pubblico, anche se il proposito di questo progetto, che evidentemente è portato avanti in stretta collaborazione con la RAI, è soprattutto questo. D'altra parte se si crea un fumetto realizzato da over 50 e per un pubblico over 50 bisogna mettere in conto che molto diffilmente si potrà intercettare un pubblico di quell'età fra chi non è già un lettore di fumetti, mentre sarà quasi impossibile avvicinare nuovo pubblico fra i giovani lettori potenziali...

E qui si torna ancora al discorso che ho affrontato in diverse occasioni: se le case editrici sono gestite, amministrate e organizzate, da persone di una certà età che ragionano come persone di una certa età, quante possibilità hanno di raccogliere nuovo pubblico?

Se proprio si voleva fare qualcosa di crossomediale non avrebbe avuto più senso lanciare una miniserie a fumetti ispirata alla sit com ALEX & Co. prodotta da Disney Channel Italia, magari in tandem con Panini (anche perchè ormai Bonelli e Panini sono una grande famiglia allargata), e magari provando a lasciare fuori il più possibile la Disney Panini (che quando si occupa di prodotti per adolescenti fa solo pasticci)???

Tra l'altro, giusto per la cronaca, quelli di Disney Channel Italia (che non sono stupidi), mica hanno voluto affidarsi ai soliti autori televisivi italiani per realizzare una serie giovane e frizzante che avesse un taglio (e un successo) internazionale... E infatti, anche se i giovani interpreti sono tutti italiani, gli sceneggiatori (e le sceneggiatrici) sono per la maggior parte spagnoli (CLICCATE QUI)... E ovviamente hanno un'età media molto più bassa rispetto alla media degli sceneggiatori italiani (sia di quelli televisivi che di quelli di fumetti).

Sarà un caso?

Mhhh...

Proprio in questi giorni ha compiuto gli anni Marco M. Lupoi, il direttore editoriale della Panini (che saluto e a cui faccio gli auguri ^__^). La sua prima collaborazione come consulente editoriale e redazionale per una casa editrice fu nel 1985 per la Labor Comics, quando lui aveva vent'anni e si era fatto notare per le sue competenze nel mondo delle fanzine... E, anche se non penso ci sia bisogno di ricordarlo qui, il suo apporto poi si rivelò determinante per il rilancio dei fumetti MARVEL in Italia, soprattutto attraverso la Star Comics (e poi, ovviamente come direttore della Marvel Italia, e quindi con la Panini Comics).

Nei primissimi anni Novanta un gruppo di ventenni bolognesi, che aveva all'attivo giusto una fanzine autoprodotta, riuscì a portare i manga in Italia grazie al margine operativo che gli aveva concesso la Granata Press, e quando nel 1992 migrarono alla Star Comics - diventando i Kappa Boys - riuscirono nell'impensabile impresa di trasformare i manga in un fenomeno di costume anche in Italia.

E di esempi del genere, anche andando a ritroso, se ne trovano molti altri.

Eppure adesso quanti sono i ventenni che gli editori di fumetti italiani prendono in considerazione nel ruolo di consulenti editoriali? E soprattutto: quanti consulenti editoriali vengono presi in considerazione se non fanno già parte di un determinato ambito e/o di un determinato giro di conoscenze, che magari risale a dieci, venti o trenta anni fa???

Sicuramente ora le fanzine cartacee non esistono più, ma esistono siti, blog (coff... coff...), e molti altri spazi che possono attestare il livello di competenza e di preparazione di un potenziale collaboratore con delle idee interessanti... Eppure sembra che questa strada non sia più ritenuta praticabile. Forse perchè si teme che lasciare posto alle facce nuove possa mettere a rischio la posizione di chi nuovo non è più?

O forse perchè mediamente i siti di oggi - a differenza delle vecchie fanzine - dicono tutti le stesse cose, e perlopiù si limitano a segnalare news e a recensire in maniera tendenzialmente entusiastica chiunque?

Certo la contrazione del mercato non aiuta, ma penso sia evidente che da almeno una ventina d'anni a questa parte i nomi nuovi nelle redazioni, soprattutto nell'ambito del fumetto popolare (e non solo), sono diventati estremamente rari... E oggi i collaboratori sui vent'anni che hanno ruoli importanti sono praticamente inesistenti.

Che ci sia un legame col fatto che i fumetti italiani non stanno attraversando esattamente il loro periodo più felice, soprattutto a livello di ricambio generazionale?

Se negli anni Ottanta e Novanta, invece di dare spazio ai redattori ventenni, gli editori si fossero fossilizzati sui loro collaboratori storici, quelli degli anni Sessanta e Settanta ad esempio, adesso quale sarebbe lo scenario? E soprattutto: ci sarebbe ancora una scenario???

Chissà...

Quel che è certo è che i tre milioni di coppie vendute da IL SEGRETO MAGAZINE dimostrano che le edicole, volendo, sono un circuito distributivo che funziona ancora... Se ci sono dei motivi validi per farlo funzionare.

Ovvio che se l'offerta dei fumetti si appiattisce e/o non risulta più competitiva con quella messa a disposizione d altri canali (uno su tutti il web), le edicole finiranno per essere sempre meno frequentate dalle nuove generazioni, con buona pace di chi spera di rilanciare il fumetto italiano continuando a puntare su un esercito di sceneggiatori/redattori sulla sessantina e/o incapaci di interfacciarsi con i giovani di oggi.

Quegli stessi giovani che, magari, hanno delle idee molto più aperte rispetto agli editori su tutta una serie di argomenti... E che, forse, hanno già verificato che nelle soap opera che seguono le loro mamme e nonne si trattano argomenti che, nei fumetti italiani, non si possono nemmeno sfiorare....

Come ad esempio la maternità surrogata, progettata dal figlio di Brooke e dalla sua moglie transessuale nella serie BEAUTIFUL...

Una serie che, per inciso, anche in Italia continua ad essere trasmessa nel primo pomeriggio.
E ognuno tragga le conclusioni che crede.

Alla prossima.

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