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lunedì 30 maggio 2016

L'ULTIMO CENTINAIO?

Ciao a tutti, come va?

Il post di questo lunedì è arrivato su suggerimento del mio amico M.F., noto appassionato di Nathan Never, che mi ha contattato su facebook dicendo:

"Ah Ah nel numero 300 di NN ci sono sequenze di nudo che sono l'apoteosi dei maschi vaginodotati e degli espedienti di nascondimento peni xD"

E secondo voi, dopo una segnalazione del genere, potevo forse evitare di correre in edicola per poi fornirvi un'analisi dettagliata dell'albo in questione? 

Ovviamente no.

Partiamo da alcune informazioni per i non appassionati: ad ogni cento uscite le serie Bonelli "festeggiano" con un albo speciale a colori, che magari serve anche per dipanare questioni che si trascinano da anni o per offrire nuovi spunti per i numeri a venire. Questa volta hanno voluto esagerare, e in occasione dei 300 numeri di Nathan Never è stata prodotta anche un'edizione speciale con copertina alternativa (e redazionali in più) per le fumetterie... Con una copertina del famoso Enki Bilal (vero mito nell'ambito del fumetto fantascientifico)...

Ed ora veniamo all'albo. Praticamente si tratta di un'unica grande citazione del ciclo cinematografico di Matrix, che alla fine  insinua il sospetto che tutto l'universo Bonelli (e quindi non solo la linea futristica di Nathan Never) sia in realtà una sovrapposizione di proiezioni quantistiche, dove interagiscono persone che in realtà si trovano fisicamente all'interno di bozzoli interconnessi e custoditi da robot tentacolati... Tali e quali a quelli di Matrix, appunto...

Alla fine, però, viene anche detto che tutta questa realtà Matrix potrebbe essere solo una sorta di realtà parallela, e non la realtà "vera"...

Ora: lungi da me, profano, l'idea di criticare il soggetto della storia in quanto tale... Tuttavia da un numero 300 mi sarei aspettato qualcosa di un po' più originale, anche perchè se fossi un lettore occasionale, incuriosito dal suddetto numero speciale, probabilmente leggendo una storia del genere mi verrebbe da pensare che la serie ha iniziato a raschiare il fondo del barile... Certo: Nathan Never è noto da sempre per le sue citazioni fantascientifiche, ma riprendere pari pari l'idea dei film di Matrix non mi è sembrato un gran biglietto da visita...

Ad ogni modo veniamo al motivo per cui ho scelto di parlare di Nathan Never 300 su questo blog.

Effettivamente ci troviamo di fronte all'ennesima storia che fa sospettare l'esistenza, dalle parti della Bonelli, di una specie di prontuario per l'occultamento e la desessualizzazione del corpo maschile... Con risultati che in questo caso rasentano persino il grottesco...

Andiamo con ordine.

Un professore vecchio e cadente - che ha intuito l'esistenza del mondo Matrix (che qui viene chiamato "matrice" in un impeto di amor patrio) - riesce a capire come risvegliarsi ed emanciparsi dal suo bozzolo, e così dopo essersi "risvegliato" ne emerge senza indumenti... Inoltre dandosi una scossa con i cavi che alimentano i bozzoli ha la conferma che può spostarsi in altre realtà quantistiche per sfuggire ai suoi controllori...

Con la prima scossa si vede anche il suo corpo privo di pene, e di pelo pubico (mentre in Matrix chi si risvegliava dai bozzoli era rasato dappertutto, ma tornerò sull'argomento)...

Il suddetto professore cadente finisce nella realtà quatistica in cui si muove Zagor, per poi tornarsene nel mondo Matrix con la sua scure... Che è totalmente inutile, e anche abbastanza ridicola in quel contesto, ma che più avanti servirà al disegnatore per testare nuove strategie di occultamento penico... Anche se in realtà anche le suddette strategie non possono essere sempre applicate, e quando è necessario il nudo frontale si ritorna alla cara vecchia tecnica dell'evirazione "artistica" che si era già vista in altre storie bonelliane (CLICCATE QUI).


Ad ogni modo il buon professore, che ha degli adepti nella realtà di Nathan Never, fa in modo di attirarlo (o di farlo tornare) nel mondo Matrix... Risvegliandolo dal suo bozzolo, ovviamente nudo e confuso...



E finchè le inquadrature e le ombre strategiche servono a creare l'effetto censura va anche bene... Tuttavia il disegnatore si fa presto prendere la mano, e guardando con attenzione si nota benissimo che il professore è disegnato senza pene...


Di buono c'è che, in questo albo, sono concessi dei nudi maschili posteriori, ma solo nelle inquadrature molto larghe...

Ad ogni modo le inquadrature strategiche, anche sfruttando al meglio la scure di Zagor, abbondano... E devo ammettere che rendono tutto involontariamente (e inopportunamente) ridicolo...






Anche perchè si intuisce comunque che pure il povero Nathan Never è sprovvisto di pene e di pelo pubico... Cosa che peraltro viene confermata da una serie di vignette in cui la situazione è molto più evidente...
  

E diventa ancora più evidente nelle vignette successive... Quando il professore invita Nathan Never (che è preso in contropiede da tanta confidenza) a seguirlo nel "salto quantico" tenendolo a braccetto...


E quando i due interagiscono con un assistente del professore parzialmente presente nel mondo Matrix... Anch'esso - ovviamente - privo di pene e pelo pubico...



Il tutto è confermato definitivamente quando alla fine della storia i due rimettono Nathan Never nel suo bozzolo per riportarlo nella sua realtà (dove ovviamente non conserverà alcun ricordo di quello che è successo)... Certo si può anche ipotizzare che nel mondo Matrix i corpi maschili non abbiano effettivamente un pene, ma il fatto che nessuno dei presenti abbia prestato attenzione a questo dettaglio rende impraticabile questa ipotesi...



Ordunque: penso che questo numero 300 di Nathan Never sia molto emblematico per diversi motivi... Intanto perchè mostra come dalle parti della Bonelli può essere complicato gestire graficamente una citazione cinematografica che implica sequenze di nudo maschile... E non solo... Visto che per non sacrificare il taglio di capelli di Nathan Never, che è così iconico, non si è rasata la testa a nessuno di quelli che si sono risvegliati nel mondo Matrix, rendendo ancora più inverosimile i loro pubi totalmente glabri...

Inoltre vorrei farvi notare che il professore con cui interagisce Nathan Never, nella sua nudità, è cadente in una maniera imbarazzante... E il sospetto è che sia stato scelto un personaggio caratterizzato in questo modo ANCHE per impedire che in questa storia potesse essere colto anche solo un minimo sottotesto omoerotico... Soprattutto nelle scene in cui deve prendere a braccetto chi fa il salto quantico con lui...

E tutto questo accanimento censorio proprio in un numero "speciale", lo ammetto, sembra messo lì proprio come un manifesto per garantire ai lettori tradizionalisti che possono stare tranquilli, e che la casa editrice non ha alcuna intenzione di fare ulteriori concessioni in questo senso.

Se poi si volesse andare ancor più nel dettaglio direi che è indicativo anche il fatto che in questa storia compare anche Legs Weaver (che è tornata ad essere un comprimario ufficiale della serie), e che in nessun modo si accenna al fatto che è lesbica... Cosa che, in un numero "speciale" in grado di attirare pubblico occasionale, avrebbe fornito sicuramente un biglietto da visita migliore che non una citazione di Matrix gestita in questo modo.

Senza contare che lo sceneggiatore Bepi Vigna (foto sotto), co-creatore di Nathan Never, continua ancora a far parlare i suoi personaggi con un registro formale che - probabilmente - nel pubblico occasionale (soprattutto giovane) ha un effetto un po' alienante...

Dopotutto chi utilizza ancora il "voi" quando parla con gli estranei? Concediamo pure a Bepi Vigna l'attenuante di essere sardo (visto che in Sardegna il "voi" si usa di più rispetto al resto della penisola) e concediamogli anche che - essendo nato nel 1957 - inizia a fare un po' fatica a tenersi aggiornato... Però vedere tutte queste sequenze in cui due uomini nudi ed evirati (seppure artisticamente) si danno del voi conferisce al tutto un nonsochè di inappropriato e sgradevole... Sempre che uno non sia già abituato allo stile di Bepi Vigna ovviamente, e questo ci porta alla solita domanda...

Per chi e perchè è stato realizzato questo numero 300 di Nathan Never?

Per lo zoccolo duro dei lettori della serie, ormai assuefatto? Per il lettore bonelliano medio, che apprezza un determinato tipo di storie e di scelte stilistiche? O per le persone che - magari incuriosite da quel 300 in copertina e dai colori - vogliono provare a leggere un fumetto che non hanno mai letto prima?

E un lettore occasionale, avvezzo alla fantascienza di ultima generazione, magari giovane e senza particolari tabù in fatto di peni, cosa potrebbe pensare di una storia che riprende un film del 1999 (che, per inciso, è già considerato "vecchio" e forse anche "superato" da chi è adolescente oggi) e in cui i maschi sono tutti senza pene? Gli verrebbe da pensare che Nathan Never è una serie priva di originalità, con un protagonista che vive in un mondo inquietante dove i maschi non hanno gli attributi (o dove l'editore non permette che li abbiano)? Penserebbe che quel fumetto pieno di censure e di gente che si da del "voi" è una cosa da vecchi?

E a quel punto continuerebbe a comprare un fumetto del genere?

Non so perchè, ma ho la sensazione che non sarà con questo numero 300 che i lettori di Nathan Never ricominceranno ad aumentare... Anzi, potrebbe anche essere che riesca ad accellerare leggermente il processo di allontanamento già in corso... E ad ogni modo, anche se l'andamento attuale (CLICCATE QUI) fosse confermato senza grandi accelerazioni, è abbastanza verosimile ipotizzare che la serie non arriverà a festeggiare il numero 400...

Certo è che, se si continuerà su questa strada, le cose non cambieranno tanto facilmente... Perchè è evidente che un simile approccio è ormai completamente avulso da quello che contraddistingue l'intrattenimento che va per la maggiore da qualche anno a questa parte... A partire dai serial TV statunitensi di maggior successo... Che guardacaso considerano le tematiche omosessuali, l'omoerotismo e persino il nudo frontale maschile come una risorsa...

Anche perchè al giorno d'oggi, se uno sceneggiatore si tenesse al passo coi tempi, saprebbe che gli uomini senza pene esistono sul serio, e sono i maschi transgender (da femmina a maschio, e cioè FtM) che non arrivano a farsi la falloplastica...

Ma tant'è...

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5 commenti:

Christian Stocco ha detto...

Di bene in meglio con le censure qui. Non c'è più nemmeno l'ombra nera. I personaggi sono disegnati così palesemente privi di pene che mi viene il sospetto che il disegnatore lo abbia fatto apposta per celare un messaggio polemico dentro un secondo livello di lettura: Non si sforza nemmeno di nascondere gli ipotetici peni dietro oggetti sufficientemente grandi o messi nella posizione giusta. Siamo alla Controriforma qui

Wally Rainbow ha detto...

Una lettura interessante... Non ci avevo pensato :-)

Christian Stocco ha detto...

Mi sembrano errori troppo palesi e frequenti per non essere intenzionali :-) voglio dire, gli sceneggiatori dovrebbero cambiare mestiere o chiedere indietro i propri testicoli alla Bonelli, ma sulla bravura (e forse sull'etica professionale) dei disegnatori non si può sindacare

Wally Rainbow ha detto...

Assolutamente. Nemmeno io penso siano errori o sviste. Per quello, anche in considerazione di precedenti simili (in cui i disegnatori hanno ammesso che hanno omesso certi dettagli su precise indicazioni), mi verrebbe da pensare che si tratta proprio di direttive che arrivano dall'alto, e da persone che - forse anche per motivi anagrafici - non riescono a comprendere la sensibilità che va per la maggiore al giorno d'oggi su queste questioni. Personalmente continuo a pensare che l'effetto d'insieme sia squalliduccio e non faccia bene a nessuno.

Mauri ha detto...

Io penso che i disegnatori (tra cui quello di questa storia) comincino ad essere stufi di queste censure e facciano di proposito questi disegni grotteschi. Perché hanno capito che chi decide la linea editoriale è talmente accecato dal conservatorismo da non rendersi conto di quanto appare ridicolo e quindi sperano di mettere in moto un cambiamento..