SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

PREMIO GLAD 2017

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

mercoledì 1 giugno 2016

CONNESSIONI...

Ciao a tutti, come va?

Come avrete notato, se seguite questo blog, ultimamente è sempre più evidente come il mondo LGBT e l'immaginario pop stiano iniziando a condividere gli stessi spazi e lo stesso tipo di "utenza". All'inizio, considerando la storica "impermeabilità" del mondo gay ufficiale (che di fatto era nato anche come un ghetto culturale con dei riferimenti molto specifici), il fenomeno era passato sottotraccia, ma ultimamente sta iniziando indubbiamente ad emergere in maniera più evidente.

Se, ad esempio, i film ispirati ai fumetti MARVEL degli X-Men sono diventati dei cult presso la comunità gay fin dalla loro apparizione, ci sono voluti ben sedici anni per vedere la loro prima parodia porno gay (mentre quelle eterosessuali sono presenti ormai da diversi anni)...

La suddetta parodia porno, realizzata a puntate per il sito MEN.com, tra l'altro ha inaugurato anche un'apposita sotto sezione dello stesso, che d'ora in poi raccoglierà tutte le parodie che il sito ha dedicato (e dedicherà) all'immaginario pop contemporaneo, e che ha lo anno caratterizzato in maniera sempre più frequente (ne ho parlato anche QUI e QUI).
Quindi, ora, abbiamo ufficialmente una sezione del sito MEN.com che raccoglie porno parodie gay e che si chiama supergayhero, e probabilmente se siamo arrivati a questo punto non è un caso... Soprattutto considerando che, storicamente, negli USA i fumetti di supereroi (perlomeno fino alla fine degli anni Novanta) sono stati associati ad adolescenti rigorosamente eterosessuali e interessati alle supereroine sexy con completini supersexy... Ora, evidentemente, la situazione è cambiata... E anche il mondo gay propriamente detto ha dovuto prenderne atto...

D'altra parte è anche vero che il mondo dell'entertainmente ha dovuto prendere atto di come le tematiche gay siano diventate importanti e "visibili" anche a livello di immaginario collettivo... E di come sia sempre più importante prenderle in considerazione quando si elaborano produzioni che puntano sull'immaginario pop. E così siamo arrivati al punto che la serie fantascientifica Sense8, prodotta da Netflix, ha girato alcune scene a tematica LGBT direttamente sui carri della parata gay del Pride di Sao Paulo, in Brasile...
 
Anche se in effetti, ad un certo punto, non si capiva più se gli attori si davano da fare sui carri per ragioni di copione o per partecipare in maniera attiva alla manifestazione, fra l'entusiasmo generale... Da notare che sul carro c'era anche la produttrice transessuale Lana Wachowski, ben nota per il suo contributo alla saga di Matrix, per la trasposizione cinematografica di V per Vendetta e per molto altro ancora...
Morale della favola: probabilmente solo chi si ostina ad usare i paraocchi non si è ancora reso conto che, ormai, è sempre più difficile capire se in certi ambiti esiste ancora un "ghetto gay" o se invece il mondo gay è diventato parte integrante dei suddetti ambiti... Ed è un dato di fatto che l'entertainment in generale, e quello legato all'immaginario pop in particolare, ormai è sempre più permeabile verso un certo tipo di tematiche... Anche solo per il fatto che ormai stanno diventando parte integrante della vita di tutti i giorni per milioni di persone in tutto il mondo, e ostinarsi a rimuovere questa realtà solo per compiacere alcuni poteri forti e alcune lobby religiose sarebbe anacronistico e controproducente... E, al di là delle questioni di principio, sicuramente non sarebbe remunerativo dal punto di vista economico...

Ed è facilmente ipotizzabile che questo processo sia solo all'inzio...

Quindi ora non ci resta che verificare che riuscira a salire sul treno e chi lo perderà...

Alla prossima.

1 commento:

Christian Stocco ha detto...

Beh, l'ingrediente indispensabile della saga di X-Men è sempre stata l'allegoria della discriminazione. Fin da quando guardavo i cartoon da bambino i momenti di maggiore drammaticità sono sempre stati quelli in cui i mutanti facevano i conti con i pregiudizi e l'ostilità provocata dai seguaci di Magneto, offrendo una complessità di temi davvero inusuale per un cartoon. Poi il grosso dei personaggi gay della Marvel sono mutanti (essendo parecchi i mutanti) e mi ricordo un ammiccamento al coming out gay nel secondo film con L'Uomo (ragazzo) Ghiaccio che lo confessa ai suoi genitori.
Che iniziassero le parodie, specie ora che i cinecomic sbancano davvero il botteghino, era nell'aria.