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lunedì 23 maggio 2016

SCENARI POSSIBILI...

Ciao a tutti, come va?
Lo spunto per il post di oggi mi viene offerto da una notizia di cui, probabilmente, la maggior parte di voi è a conoscenza: anche in Italia è stata promulgata una Legge che regolamenta le convivenze (eterosessuali e omosessuali) e che istituisce le Unioni Civili per le coppie omosessuali. Si tratta di una Legge ampiamente perfettibile, e che in effetti "nasce vecchia" rispetto ai progressi che ci sono stati in buona parte del mondo occidentale negli ultimi dieci anni, ma è pur sempre un passo importante... Perchè riconosce alcuni diritti e doveri essenziali (li vedete qui sotto), e fa uscire le coppie omosessuali dalla clandestinità normativa...
Perchè parlo di questa Legge su questo blog? Perchè, al di là dell'impatto a livello pratico - per chi ne usufruirà - avrà senz'altro un certo peso culturale, visto che di fatto inizia a legittimare ufficialmente la condizione omosessuale anche nel nostro paese, con tutto quel che ne consegue... Sembra una cosa da poco, visto che comunque il clima generale era diventato sempre più gay friendly anche da noi (nonostante molte sacche di resistenza)... Tuttavia l'ufficialità è un'altra cosa, visto che fa passare il discorso dell'omosessualità dall'ambito delle opinioni personali a quello delle realtà legittimamente riconosciute. Sicuramente ce n'è abbastanza per scriverci un saggio, però in questo post volevo concentrarmi su un aspetto della questione che, al momento, nessuno ha ancora affrontato...

Come si rifletterà l'approvazione di questa Legge nel mondo del fumetto italiano?

Mi spiego meglio: se seguite questo blog avrete notato che non ho mai mancato di sottolineare come nel fumetto italiano, e in particolare in quello "popolare", l'omosessualità abbia continuato ad essere rappresentata (o magari sottointesa) con lo stesso stile di venti, trenta o quarant'anni fa... Anche in quei fumetti ambientati, in teoria, in nazioni ben più progredite della nostra in fatto di diritti civili e affermazione della comunità LGBT...

E - per dirla tutta - siamo arrivati persino ad avere dei fumetti di fantascienza che si svolgono qualche centinaio d'anni nel futuro, ma in cui il discorso omosessualità è stato portato avanti come se le storie narrate si svolgessero nelle peggio cittadine di provincia italiane...

Per non parlare di tutti quei fumetti che, anche di recente, si sono rivolti nello specifico ad un pubblico molto giovane, e in cui tutta la questione omosessualità è sempre stata un tabù assoluto... Quando, nella realtà dei fatti, per i giovani di oggi, è un dato di fatto pressochè scontato...

Finora uno degli alibi maggiormente utilizzati per giustificare questa situazione era il fatto che l'Italia "non era pronta" e non era "come gli altri paesi"... Ed era sottointeso che uno dei motivi fosse anche nel fatto che la condizione omosessuale, in Italia, non era riconosciuta pubblicamente da una Legge. Quindi diciamo pure che, entro certi limiti, una certa prudenza poteva anche essere giustificabile (per quanto controproducente in termini di vendite presso il pubblico più "progressista").

Adesso che questa scusa non potrà più essere usata, però, sarà estremamente interessante verificare come si evolverà la situazione, dato che chi produce fumetti in Italia dovrà giocare a carte scoperte... E se NON cambierà il suo atteggiamento nei confronti della rappresentazione dell'omosessualità sarà evidente che il problema NON era legato tanto al fatto che gli omosessuali in Italia vivevano in una zona grigia, quanto al fatto che certi editori hanno una linea editoriale orientata a compiacere il pubblico conservatore (e tendenzialmente omofobo) a prescindere dal livello di legittimazione della comunità LGBT nel nostro paese.

Quindi diciamo pure che adesso gli editori italiani di fumetti si troveranno davanti ad un bivio, e finalmente scopriremo quali sono le loro reali intenzioni... Visto che potremo verificare se continueranno ad omettere, censurare, svilire, stereotipare e distorcere certi argomenti come hanno fatto finora, oppure no...

Ad esempio: proprio questa settimana su Topolino verrà presentata la versione paperizzata di Laura Pausini, e - per come vanno queste cose - è facile che la suddetta versione possa ricomparire in futuro...

La storia in questione di certo è stata pensata prima che le Unioni Civili diventassero Legge, ma nelle storie future in cui questa parodia della cantante comparirà ci sarà spazio per qualche accenno alle sue continue battaglie a favore della causa gay? Dopotutto anche nei suoi concerti non ha mai fatto mistero di quanto l'argomento le stesse a cuore...

E, anche se su Topolino non si può certo essere troppo espliciti al riguardo, è pur vero che se la versione disneyana di Laura Pausini accennasse - fra le righe - alle opinioni della sua controparte reale, adesso non parlerebbe più di una cosa "illegittima"... Visto che, molto semplicemente, manifesterebbe una presa di posizione favorevole ad una Legge approvata anche in Italia...

Intendiamoci: so benissimo che, per come siamo messi oggi, Topolino NON diventerà improvvisamente un baluardo dei diritti civili... Tuttavia è innegabile che il suo pubblico di riferimento principale, e cioè quello composto dai bambini, si ritroverà sempre più spesso alle prese con realtà di questo tipo, e pertanto sarebbe assurdo continuare a considerarle un tabù assoluto come qualche anno fa... Anche se con Topolino - e con la Panini in generale - bisogna sempre valutare tutta una serie di condizionamenti esterni che comunque potrebbero influire sulla sua libertà di movimento...

Tantopiù che, per quel poco che capisco di economia, pare proprio che la Panini recentemente sia passata di mano dalla Merloni alla Cordusio Fiduciaria, che fa parte del Gruppo Unicredit (CLICCATE QUI)... E considerando che l'Unicredit ha fra i suoi maggiori azionisti la Aabar di Abu Dabi e la Banca Centrale di Libia (mentre i russi vanno e vengono), non è detto in qualche modo anche un certo tipo di situazione non possa far sentire il suo peso sulla linea editoriale di Topolino (come, forse, avvenne con i proprietari precedenti nell'imbarazzante caso della copertina dedicata a Charlie Hebdo, di cui parlai QUI)... Anche se forse, nel caso di Unicredit, la pluralità degli azionisti potrebbe garantire una maggiore pluralità di influenze...

Staremo a vedere.

Anche perchè solo il tempo ci dirà cosa succederà con Topolino (che rappresenta un po' un caso a sè) e con i prodotti Disney Panini... Dopotutto, a ben guardare, anche il fatto che in Italia la percentuale dei bambini appartenenti ad etnie straniere sia aumentata non ha influito granchè sui contenuti e sui personaggi  del settimanale... Quindi può anche essere che, pure in questo caso, si decida di fare finta di niente, nella speranza che queste omissioni portino più benefici che svantaggi (anche se il calo di lettori degli ultimi anni sembrerebbe provare che questa strategia non paga granchè).

Piccolo appunto: è pur vero che su Topolino non trovano posto storie che affrontano delle realtà che - effettivamente - in Italia sono legali, come l'interruzione delle gravidanze e i divorzi... Però in questo caso si tratta di situazioni difficili, drammatiche e non adatte a un pubblico di bambini. Teoricamente un'Unione Civile non ha questo genere di risvolti, quindi ora potremo verificare se la questione verrà omessa comunque, mettendola sullo stesso piano etico di gravidanze interrotte e divorzi... E se andasse davvero così sarebbe alquanto preoccupante, soprattutto in considerazione del fatto che il direttore editoriale della Panini ha già in programma di unirsi civilmente col suo compagno...

Sicuramente, nel frattempo, sarà molto più interessante verificare come si evolverà la situazione fra gli editori che producono fumetti per un pubblico più grandicello... E che peraltro non se la stanno passando proprio benissimo, anche se per ragioni di marketing si cerca ancora di confondere le acque, come ha fatto la casa editrice Bonelli nel 2014, quando aveva annunciato di avere avuto una crescita dei propri utili pari all'11% rispetto all'anno precedente (CLICCATE QUI).

Considerando che proprio nel 2014, su Fumettologica (CLICCATE QUI), la casa editrice parlava di vendite in continuo calo è evidente che quel riscontro economico - apparentemente positivo - poteva nascondere una situazione ben più complessa, e forse andava letto come un segnale allarmante... Nella misura in cui, non fermandosi alle apparenze, si può ipotizzare che la crescita degli utili non sia stata determinata dall'aumento dei lettori (che nei fatti sono calati), ma dal fatto che i prezzi di copertina sono aumentati, e - soprattutto - dal fatto che le edicole in Italia sono diminuite (si parla di 14.000 edicole in meno dal 2001 al 2015, e se non ci credete CLICCATE QUI) e con esse le tirature... Tagliando una buona percentuale dei costi di stampa e distribuzione, che ovviamente si sono trasformati in utili molto spendibili a livello di marketing (e magari reinvestibili in prodotti più multimediali), ma non necessariamente da leggere in chiave positiva...

Tant'è che in Bonelli, nell'evidente tentativo di rilanciare la serie di Dampyr (che ormai è pericolosamente vicina alla soglia dei 20.000 lettori al mese, che sono il minimo garantito per poter andare avanti), hanno pianificato un incrocio narrativo all'americana con Dylan Dog, che verrà portato avanti su entrambe le loro serie... Una cosa che, per inciso, negli albi Bonelli non si era mai verificata in questi termini...

E forse anche questo può essere letto come un segnale un po' preoccupante...

Ma se invece di realizzare crossover improbabili (e tardivi) si iniziasse a pensare a uno svecchiamento generale (e reale) dei toni e dei contenuti? Non sarebbe forse meglio? Dopotutto i cosiddetti "crossover" funzionano nella misura in cui i personaggi coinvolti hanno sempre condiviso lo stesso universo narrativo... Con gli stessi punti di riferimento, la stessa pseudoscienza, la stessa pseudostoria, ecc... E un grosso limite degli albi Bonelli, in questo senso, è sempre stato il fatto che ciascuna serie si è costruita una realtà narrativa indipendente... In cui, per esempio, salvo rarissimi casi le scoperte di Martin Mystere sulla storia dell'umanità non sono mai diventate davvero "patrimonio" di un universo Bonelli realmente condiviso (in stile MARVEL, per intenderci)... E in cui, appunto, tutte le varie gerarchie vampiriche e le trovate narrative  di Dampyr (come la dimensione nera, da cui provengono i demoni raminghi), in sedici anni, non hanno avuto ripercussioni su Dylan Dog (che pure ha a che fare con lo stesso tipo di "problemi" paranormali)... Col risultato di fare apparire questo incontro Dampyr/Dylan Dog alquanto forzoso e prettamente "commerciale"...
E a questo punto è abbastanza ironico constatare come, anche in interviste abbastanza recenti, gli autori Bonelli abbiano detto di non voler indugiare troppo nelle tematiche omosessuali per non rischiare di scadere nel banale e nel politically correct all'americana (CLICCATE QUI e QUI), visto che le trovate americane sono commerciali e fini a se stesse... Facendo così venire il sospetto che in fatto di "americanate", da quelle parti, ci siano due pesi e due misure... Soprattutto quando ci sono di mezzo le tematiche omosessuali.

Quindi, a maggior ragione, sarà interessante vedere cosa succederà ora.

Perchè se l'omosessualità continuerà ad essere considerata un argomento da prendere con le pinze, senza mai mostrarla in maniera realmente positiva per paura di legittimarla troppo (soprattutto agli occhi del pubblico conservatore che, ipoteticamente, l'editore vuole tenersi buono)... Allora vorrebbe davvero dire che c'è un problema a monte, e che forse a proposito di certe scelte più che di prudenza si dovrebbe parlare di un orientamento preciso... E in quel caso si potrebbe davvero profilare un futuro abbastanza incerto per chi si ostinasse a proseguire su quella strada...

Non tanto per il discorso omosessualità in quanto tale, quanto per il fatto che un simile atteggiamento nei confronti dell'omosessualità dimosterebbe la prevalenza di un determinato tipo di approccio "conservatore" e tradizionalista su tutta una serie di questioni, che finirebbe inevitabilmente per tenere alla larga tutto quel pubblico potenziale che "conservatore" non è.

Un pubblico che, ovviamente, è composto in maniera sempre più rilevante dalle nuove generazioni, che guardacaso si stanno progressivamente allontanando dal fumetto popolare italiano... Dato che non le rappresenta più e sceglie deliberatamente di ignorare la realtà in cui si muovono...

Quindi diciamo pure che la resa dei conti si sta avvicinando, anche se probabilmente chi di dovere non se ne è ancora accorto. Sul forum Cravenroad7, dedicato ai lettori di Dylan Dog, in conclusione ad una lunghissima discussione su come viene affrontata l'omosessualità nella serie, compare questo bel commento (se non ci credete CLICCATE QUI):

"Io brucerei tutti gli omosessualisti.
Cmq... L'omosessualita è against breed.
Se ci fosse un ipotetico vantaggio omo su etero l'umanità sarebbe finita.
Si sceglie di essere lesbo, gay o etero a seconda dei bisogni.
Non c'è un destino..
Quindi dylan non può trattare tale argomento perché sarebbe come dire "perché dylan non ha amici negri?"
Tutto è scelta.
E non ha senso "stare con i gay" perché pleonastico.
Il gay starà meglio quando si smetterà di parlarne.
Dylan incontra gay e lesbo tutti i giorni...
Però i gay e lesbo non possono essere un modello."


Non so se questa è una provocazione, un troll, uno squilibrato o una persona che - leggendo Dylan Dog - ha effettivamente pensato che questo ragionamento avesse senso... Fatto sta che nel forum Cravenroad7 nessuno ha replicato... E forse questo è ancora più inquietante del messaggio di per sè.

Premesso che esprimere e/o supportare un'opinione è sempre legittimo, e che sicuramente un messaggio del genere non va rimosso solo perchè infastidisce qualcuno, quello che mi chiedo è: un editore che attira lettori di questo tipo, e non fa nulla per cambiare davvero le cose, quale aspettativa di vita può avere fra dieci, venti o trent'anni in un paese che come riferimento - anche culturale - ha le democrazie occidentali (in cui, tra l'altro, l'omosessualità è stata ampiamente sdoganata)?

Forse sbaglio, ma a volte ho la sensazione che questa domanda non venga posta più di tanto perchè buona parte di chi gestisce il mondo del fumetto italiano ha un'età tale per cui il problema del "futuro" si pone in maniera molto relativa... E mi viene da pensare che l'obbiettivo principale di queste persone sia giusto quello di tirare avanti quanto basta per poter andare in pensione, o magari per integrare vita natural durante la pensione che già ricevono. Altrimenti la situazione attuale (con Luciano Secchi che manda avanti Alan Ford a 77 anni e Mario Gomboli che dirige Diabolik a 69) davvero non si spiegherebbe... E non si spiegherebbe nemmeno perchè tante case editrici continuano ad essere gestite dalle stesse persone per così tanto tempo...

Ad ogni modo, e qui concludo, con l'approvazione delle Unioni Civili sarà molto interessante anche verificare come si comporteranno i siti di informazione fumettistica... Soprattutto quelli che fanno un po' di gossip e che presto, molto presto, potrebbero trovarsi di fronte alla celebrazione dell'Unione Civile di Marco M. Lupoi, il direttore editoriale della Panini a cui accennavo prima... Ne parleranno? Non ne parleranno? Davvero potrebbero fare finta di niente di fronte alla prima Unione Civile che coinvolge un nome così importante per il panorama editoriale italiano?

Qualcosa mi dice che per questo blog si sta profilando un periodo ricco di spunti interessanti...

Alla prossima.

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