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lunedì 4 luglio 2016

CONCESSIONI GIAPPONESI...

Ciao a tutti, come va?

Dopo qualche settimana di relativa calma, oggi devo puntare di nuovo i riflettori sul rapporto fra tematiche omosessuali e fumetto italiano... E l'occasione mi viene fornita dall'ultimo numero delle avventure di Lilith, il fumetto semestrale che Luca Enoch pubblica per Bonelli...

L'impavida cronoagente, che durante le sue missioni finalizzate all'eliminazione del misterioso Tricanto dalla storia dell'umanità ha alterato pesantemente il corso degli eventi, per qualche motivo ora si trova bloccata in una versione alternativa degli USA della fine del diciottesimo secolo... Dove i giapponesi hanno conquistato la costa occidentale e gli inglesi dominano ancora i territori orientali, grazie all'intervento dei koreani...

Tuttavia non è della protagonista che, al momento, mi interessa parlare.

Qualche tempo fa, in un'intervista molto discussa, Luca Enoch aveva annunciato con orgoglio che l'indole gay friendly sua, dell'editore e del fumetto italiano tutto, avrebbe trovatoconferma nella comparsa di una coppia omosessuale che sarebbe arrivata proprio sulle pagine di Lilith... Una coppia formata da un samurai e da un attore di kabuki (CLICCATE QUI per la mia analisi di quella intervista).

Ora che questa famosa coppia ha fatto il suo ingresso, però, è d'obbligo qualche riflessione al riguardo. Prima di tutto scopriamo che il giovane samurai, di nome Jerome, si imbatte nel suddetto attore mentre si reca al porto con alcuni amici... Per andare a caccia di giovani donne proscritte, e mandate in esilio nelle colonie americane con l'ultima nave proveniente dal Giappone... E infatti il colpo di fulmine si verifica non appena vede una bellissima cortigiana...

Che, solo in un secondo tempo, scopre essere un attore di kabuki che indossa abiti femminili...

E il suo fascino femminile è tanto e tale che il suo sesso biologico passa completamente in secondo piano, e Jerome non cambia di una virgola la sua opinione (e i suoi propositi)...

Qualche accenno storico: il kabuki è una delle forme teatrali tradizionali più caratteristiche, e popolari, del Giappone. Tanta popolarità, in passato, era dovuta anche al fatto che, al netto della loro bravura, molti attori e attrici - che erano considerati veri e propri sex symbol dell'epoca - offrivano anche prestazioni sessuali a chi poteva permetterselo. All'inizio il kabuki era rappresentato da compagnie composte anche da sole donne (Onna Kabuki), che quando era necessario interpretavano anche ruoli maschili, o da soli adolescenti maschi (Wakashu Kabuki) che interpretavano anche i ruoli femminili. Il kabuki iniziò ad essere interpretato solo da attori maschi dopo il 1629, quando un editto proibì l'esercizio della professione alle donne... Responsabili di troppi duelli mortali fra coloro che reclamavano l'esclusiva delle loro attenzioni (e delle loro prestazioni extra lavorative)... A quel punto la figura dell'attore specializzato in ruoli femminili (onnagata) divenne imprescindibile, e con essa si ricrearono le stesse situazioni che prima coinvolgevano le attrici di sesso femminile...

Infatti, nel 1642, fu emanato un editto che impediva agli attori maschi e ai ragazzini di interpretare ruoli femminili. Tuttavia, siccome in questo modo il kabuki finì per dare comunque spazio alle storie a sfondo omosessuale fra personaggi maschili, l'autorità si fece una ragione del fatto che vietare gli onnagata non serviva a nulla, così il divieto rientrò nel 1644 (e quello per gli attori adolescenti rientrò nel 1652).

Probabilmente l'onnagata che vediamo comparire in questo numero di Lilith aveva creato particolare scompiglio in patria, proprio a causa della sua bellezza, e per questo era stato fatto espatriare... Fatto sta che alla fine dell'albo in questione il buon Jerome ha coronato il suo sogno d'amore, e scopriamo che - risvegliatosi da un incubo - è a letto proprio con l'oggetto del suo desiderio...

Peraltro mostrato anche con un'inquadratura che - una volta tanto - non lascia nulla all'immaginazione...

Nell'attesa di verificare se il suo ruolo verrà approfondito nei due numeri finali della serie, credo che sia importante mettere in luce alcuni aspetti della questione, soprattutto alla luce della situazione del fumetto popolare italiano nel suo insieme.

Allora: prima di tutto qui abbiamo, di fatto, la rappresentazione di due maschi biologici in un momento di intimità (evidentemente hanno da poco avuto un amplesso). A lume di naso è la prima volta che in un albo Bonelli viene raffigurata una situazione del genere, e forse è la prima volta che viene raffigurata in assoluto in un fumetto mainstream italiano non prettamente erotico.

Quindi, teoricamente, potrebbe essere considerato un grande passo avanti... Soprattutto ripensando alla politica censoria della casa editrice in fatto di nudo maschile e di effusioni omosessuali...

Tuttavia, a pensarci bene, la situazione non è poi così incoraggiante, per tutta una serie di motivi...

Il primo, e più evidente, è che nei fatti qui non si parla propriamente di omosessualità, e nemmeno di transessualità. Jerome si innamora di una donna, e del suo fascino femminile: all'inizio non sa nemmeno che è un attore di kabuki e il fatto che si tratti di un maschio biologico è del tutto irrilevante ai fini del suo innamoramento. Certo parliamo di un contesto storico preciso, ma proprio questo contesto sembra essere particolarmente funzionale allo "smorzamento" del valore simbolico della situazione raffigurata.

Tantopiù che Luca Enoch ha fatto attraversare a Lilith tantissime epoche storiche, ma guardacaso l'unica in cui è stata offerta una rappresentazione esplicità dell'intimità fra due uomini è stata quella in cui poteva essere presentato un onnagata, e cioè un travestito...

Quindi il tutto è avvenuto attraverso una coppia che, tecnicamente, definire omosessuale non è nemmeno troppo appropriato, e che quindi non urta troppo tutti coloro che non approvano l'omosessualità propriamente detta. Tra l'altro, a ben guardare, in quel periodo storico i rapporti omosessuali fra samurai, e in particolare fra guerrieri e apprendisti più giovani (Shudo), erano alquanto diffusi... Così come gli atti omosessuali (Nanshoku) a prescindere dall'appartenenza di genere delle persone coinvolte...

Pertanto la scelta di presentare l'omosessualità dell'antico Giappone in questi termini sembra comunque una soluzione un po' di comodo, pensata per non snaturare troppo la politica di una casa editrice ben nota per i suoi ammiccamenti ad un certo tipo di pubblico non propriamente progressista... Che nel caso dei fumetti di Luca Enoch sarà pure più colto ed elastico di quello di Tex, ma che resta pur sempre il pubblico di una casa editrice che non vuole compromettersi troppo... E che non vuole lanciare messaggi troppo moderni (soprattutto considerando l'età media di chi la segue).

Tra l'altro, a cercare il pelo nell'uovo, c'è anche un altro elemento che supporta questa ipotesi. La storia di cui stiamo parlando è ambientata alla fine del diciottesimo secolo, e dalla fine del diciassettesimo secolo era in vigore una legge che OBBLIGAVA gli onnagata a radersi la fronte come tutti gli altri uomini... Nel tentativo di limitare il loro ascendente sul pubblico maschile. E infatti gli onnagata si riconoscevano perchè andavano in giro coprendosi la fronte con una specie di foulard (chiamato Murasaki Boshi o Katsura, che di solito era violetto)...



Successivamente venne concesso loro di utilizzare anche una parrucca... Però, in entrambi i casi, l'onnagata che va a letto con Jerome NON dovrebbe avere delle chiome lunghe e fluenti, ma una ben più antiestetica rasatura maschile... Quindi i casi sono due: o questo dettaglio è sfuggito a Luca Enoch (cosa che dubito), oppure si è preso una licenza artistica per rendere il personaggio più androgino, e quindi più sensuale e "digeribile" dal punto di vista del pubblico bonelliano... Che, forse, avrà trovato più tollerabile (e forse gradevole) un onnagata più simile ai travestiti che si prostituiscono al giorno d'oggi... Anche perchè, si sa, in Italia è ancora diffusa una certa cultura del binarismo di genere, per cui una coppia omosessuale ha senso nella misura in cui uno è "uomo" e l'altro è "donna", anche a livello estetico...

Ad ogni modo, anche questa volta, la sensazione è che - a prescindere da eventuali buone intenzioni - sia stata persa un'occasione preziosa... Tantopiù che Luca Enoch ha rivelato che questo è il terz'ultimo albo della serie, confermando una volta di più che in realtà le tematiche gay friendly (che pure hanno tanto contribuito a farlo conoscere) non sono una sua priorità, e di certo non lo sono state nello sviluppo di questa serie...

A questo punto sarebbe interessante verificare se queste scelte sono state effettivamente premiate dal pubblico, o se Lilith alla fine ha avuto meno lettori rispetto a GEA... O se negli ultimi anni ha perso lettori... Anche se probabilmente non lo sapremo mai.

Quel che è certo è che il massimo dell'intimità tra due uomini di un albo Bonelli, finora, è stato rappresentato da questa sequenza... Che è arrivata nel giugno del 2016... E ognuno può trarre le conclusioni del caso.

Alla prossima.

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