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martedì 6 dicembre 2016

COMMENTI...?

Ciao a tutti, come va?

Di tanto in tanto mi arrivano dei commenti che meritano una risposta dettagliata, e a cui vale la pena di dedicare un post. Sergio, ad esempio, dopo il mio ultimo post sulle strategie editoriali della casa editrice Bonelli, mi scrive:

"Non capisco perchè ce l'hai sempre a morte con la Bonelli quando pubblica qualcosa di vagamente omosessuale. Se non lo facesse avresti da ridire perchè non parla di un argomento ritenuto tabù? Io non ci vedo tutta questa malevolenza sinceramente. Ok la Kay di questa storia è omosessuale. Ma è anche un'altra Kay altrimenti avrebbe più di 300 anni e visto l'aspetto avrebbe dovuto nutrirsi di conservanti della Monsanto come minimo. Porta anche sulle spalle il destino di salvatrice del mondo... e non mi pare che questo la renda l'ultima delle sfigate perchè è lesbica. Se mai avrei da ridire sul fatto che la storia è di una banalità aberrante diluita in 288 (o giù di li) tavole disegnate splendidamente, ma questa è un'opinione mia che può essere o meno condivisa. Detto ciò... che c'entra il fatto che gli omosessuali non possono vivere felici? No scusa, parliamone... non mi pare tu abbia cominciato a leggere fumetti (e seguire l'animazione) con questo numero di Agenzia Alfa... quanti altri "supereroi" (o diciamo pure protagonisti di storie anche non supereroistiche) hanno avuto una sequela di sfighe che farebbero impallidire Fantozzi pur essendo perfettamente eterossessuali? Vogliamo parlare di Candy, Remi, (Lovely) Sarah, John Ross della trilogia del Verbo e Vuoto di Terry Brooks? Ce ne sono migliaia di personaggi a cui capita di perdere persone amate nei modi più insulsi pur non essendo omosessuali (vogliamo ricordare perchè Nathan Never ha i capelli bianchi?). Se tutte le storie gay fossero del tipo "Tizio e Caio stanno insieme, sono felici e non hanno alcun problema" mi spieghi chi se li filerebbe? Perdonami, non ero mai intervenuto finora, ma a volte devo proprio dire che leggendo quello che scrivi mi pare che il punto di partenza sia "oh, c'è un personaggio omosessuale, vediamo cosa posso criticare". Passando poi a tutta la dissertazione tra Terra N e Terra NN, l'unica parola che mi sale dal profondo è "COOOOSAAAAAAAA?!?!?" A voler essere precisi, l'unica differenza tra le 2 Terre in questione è il figlio di Elania Elmore, morto in una realtà e vivo nell'altra e poi spostato dalla Terra distrutta (in cui era vivo) a quella sopravvissuta (in cui era morto). Ora, sicuramente ho poca memoria e non ho l'albo 37 di AA sottomano per controllare, ma non mi pare ci fossero riferimenti a tale pargolo in quell'albo. E se anche ci fossero stati, si parla di un multiverso con infinite Terre tutte più o meno simili e quel che hanno narrato è la storia di sole 2 Terre. Anche a voler essere cavillosi fino all'eccesso non penso proprio che si possa criticare la continuity. Anche perchè se così fosse, gli autori della Marvel andrebbero trucidati nei modi più abbietti dopo qualche milione di anni di sevizie. Infine vorrei dire un'ultima cosa. Tu affermi che a tuo avviso la Bonelli non ha una visione moderna delle tematiche omosessuali. Vabbè, può essere. Secondo me non è esattamente così ma è questione di opinioni e punti di vista. Nessuno ha la verità in tasca. Per lo meno nelle mie non c'è. Io leggo alcune pubblicazioni da anni, alcune storie mi piacciono, altre meno. Altre pubblicazioni le ho abbandonate. Quelle che mediamente gradisco, continuo a leggerle finchè le ritengo mediamente accettabili e l'universo di Nathan Never per ora è quello che considero costruito nel modo migliore. Permettimi di dirti però che da quel che scrivi ho l'impressione che non ce l'abbia nemmeno tu una visione moderna dell'omosessualità e ti spiego perchè. Da quel che scrivi, l'impressione che ho avuto è che la tua idea di omosessuale sia che "nasci gay e gay muori". Per esperienza personale (mia e anche di altri miei/mie amici/amiche) non è esattamente così. La sessualità si evolve e in questo la Bonelli l'ha vista lunga già parecchi anni fa, vedi May Frain. E chissà, magari anche Kay in futuro potrà trovare un fidanzato o dimostrarsi bisessuale passando indistintamente dalla donna all'uomo e viceversa. Qualunque cosa faccia, sono ben contento che Bonelli scriva storie di questo genere anche se non ritengo necessario che tutta la storia sia incentrata sulla sessualità di un personaggio. A dire il vero lo troverei noioso. Il fatto che l'omosessualità o bisessualità di un personaggio sia appena accennata in una tavola o in un sottotesto, tu lo vedi come una mancanza. Io al contrario lo vedo come un pregio. Kay ha salvato il mondo dalla distruzione e gli autori mi hanno raccontato come è andata. Fine della storia. Ah, per inciso, mi fanno anche sapere che la ex piccola mutata dormiva nuda nel letto con un'altra ragazza che amava tanto e che poi è stata uccisa. Tragedia! Ne sono morte altre non so quante nella stessa storia... erano lesbiche pure loro? Stavano insieme? Ma chissene frega! Se mi fosse interessato come si sono conosciute, quando si sono innamorate, cosa è successo al primo appuntamento, quando si sono date il primo bacio, perchè litigano o cosa fanno a letto o come affrontano la vita... di certo non avrei comprato AA. Mi sarei comprato un fumetto a tematica gay, non un fumetto fantascientifico. Perchè Nathan Never è fantascienza! E siccome, secondo me, la buona fantascienza deve avere una base realistica credibile, ci possono anche essere personaggi omosessuali sulla cui sessualità però non ci si può soffermare troppo, così come non è necessario sapere se bevono caffè o the, se mangiano banane o quante volte vanno in bagno durante la giornata. Altrimenti è gossip, non fantascienza. Non importa sapere quanti dei volontari che spalano macerie dopo un terremoto sono gay. Importa sapere che ce ne sono 1000 e che ne stanno arrivando altri 2000. Spero sia chiaro il punto. Scusa se mi sono dilungato troppo o se sono sembrato troppo aggressivo, ma ci tenevo a farti notare che, sebbene rispetti enormemente il tuo impegno, a volte ti trovo ipercritico anche dove non sarebbe necessario."

Siccome non mi piace essere frainteso, quindi, sarò molto felice di cogliere l'occasione per chiarire (e ribadire) il mio punto di vista. Anche se l'ho già ripetuto più volte non ho alcuna intenzione di accanirmi contro la Bonelli: non mi ha mai fatto niente di male, non mi sono mai fatto avanti in qualche modo con loro ottenendo dei rifiuti, non ho mai avuto da ridire con nessuno di quelli che ci lavorano e - anzi - sono in buoni rapporti con diversi dei loro disegnatori e con qualcuno dei loro sceneggiatori.

Il punto è che in Italia, attualmente, le case editrici che producono serie a fumetti mensili si contano sulle dita di una mano, e la stragrande maggioranza di queste sono prodotte proprio dalla Bonelli... Quindi se periodicamente devo fare una panoramica di come vengono affrontate le tematiche LGBT nel fumetto seriale italiano, per la legge dei grandi numeri, finisco per imbattermi in questa casa editrice.

Detto ciò, siccome in questo commento gli ambiti che richiedono un chiarimento sono due (quello delle osservazioni sulle tematiche LGBT e quello sullo sviluppo della storia di NN in quanto tale), adesso proverò ad entrare nel merito di entrambi.

Premesso che non penso di avere la verità in mano, e che il mio punto di vista vale per quello che è (un punto di vista che può essere più o meno condiviso, appunto), il punto nodale del mio discorso non è che pretendo che gli omosessuali debbano vivere tutti felici e contenti, o che non possano attraversare tragedie, ma il fatto che - per determinati editori - questa sia una caratteristica legata intrinsecamente alla condizione omosessuale.

Nella fattispecie il personaggio di Kay, dopo avere preso consapevolezza della sua omosessualità, si ritrova con una partner ammazzata (AGENZIA ALFA 35) e nella storia successiva in cui compare (AGENZIA ALFA 38), si ritrova con una nuova partner morta ammazzata (tra l'altro dallo stesso assassino della precedente, che tecnicamente è anche un ex di Kay). Forse sarà un caso o forse no, ma  il messaggio che viene rimandato a chi segue la saga è che - effettivamente - Kay è perseguitata dalla sfortuna, e che il fatto che le sue partner sono uccise con una certa regolarità è stato determinato dal fatto che il suo ex è diventato un serial killer dopo che lei lo ha piantato preferendo le donne... E che quindi, in ultima analisi, lei se l'è cercata.
Sembra una sottigliezza, ma forse non lo è.

Certo, a questo punto si potrebbe obbiettare che - omosessuale o meno - Key avrebbe generato un potenziale serial killer in ogni caso, visto che di partner gelosi e psicopatici è pieno il mondo (e la cronaca ce lo dimostra)...  E che quindi non c'è alla spalle una linea editoriale tendente a lanciare messaggi velatamente omofobi. Tuttavia, a questo punto, sul mio giudizio influisce una visione più panoramica delle produzioni della casa editrice. Dove in effetti il problema non è tanto che ci siano omosessuali infelici, o dipinti come personaggi negativi, ma dove pare che ci sia una netta tendenza a NON dare spazio a personaggi omosessuali per cui l'omosessualità non sia una fonte di disagi, guai, tragedie, caratteristiche negative e/o ambigue, stereotipi e omissioni varie... E per omissioni intendo la mancanza della rappresentazione diretta della loro omosessualità (gesti di affetto, baci, manifestazioni esplicite di interesse e altro).

Nella fattispecie il massimo a cui si arriva in questa casa editrice sono dei sottointesi e delle allusioni più o meno indirette, con l'unica eccezione di alcune effusioni lesbiche (meglio ancora se compiute da donne bisessuali), ma in questo caso penso che sia evidente si tratta più di fan service per il pubblico etero maschile che non di un segno di apertura. In questo blog ne ho segnalati diversi casi. D'altra parte i primi baci gay che si sono visti nelle sue produzioni, e che sono comparsi proprio nella serie di Nathan Never, sono stati dati in punto di morte...

Se a questo aggiungiamo la tendenza a omettere, o perlomeno ad annacquare, la componente omosessuale di alcuni personaggi storici (da Caravaggio a Oscar Wilde) quando compaiono in versione "Bonelli", e la tendenza generalizzata a NON presentare personaggi omosessuali assertivi e ben integrati nella società (magari sposati e con figli) anche quando certi fumetti Bonelli sono ambientati nel Regno Unito o negli USA... Allora qualche sospetto mi sorge spontaneo, diciamo. E non posso fare a meno di esternarlo.


Sulla questione della sessualità fluida, pur non avendo esperienze dirette, in realtà penso che non ci sia niente di strano... Tant'è che adesso si parla tanto anche di eteroflessibili e omoflessibili (cioè di persone prevalentemente eterosessuali o omosessuali che di tanto in tanto possono manifestare un orientamento diverso). Però, anche in questo caso, la tendenza generale in questi fumetti sembra essere quella di presentare omosessuali incerti e propensi all'eterosessualità piuttosto che eterosessuali curiosi, e che magari finiscono per rivedere la loro posizione... Anche se poi, statisticamente, è questo il caso che si verifica più spesso.

Se poi sia il caso di indugiare o meno sull'orientamento omosessuale di un personaggio anzichenò diciamo che io appartengo a quella scuola di pensiero secondo cui noi viviamo in una società che tende a dare per scontato che chi non dice (o dimostra coi fatti) di essere omosessuale è eterosessuale, e che - se pure accenna al fatto che è omosessuale, ma poi non ha occasione di farsi conoscere - lascia che siano gli stereotipi e i pregiudizi a definirlo. Per quel che vale la mia opinione lanciare il sasso e nascondere la mano (e cioè presentare un personaggio come omosessuale, senza poi approfondire l'argomento), è un modo come un altro per lasciare ai lettori omofobi - o semplicemente prevenuti - la possibilità di non mettere in discussione le loro convinzioni. Cosa che, magari, ha un suo senso dal punto di vista commerciale se ci si rivolge ai lettori di una certa età, ma che sulle nuove generazioni ha un impatto molto diverso. Tant'è che nei serial TV di ultima generazione, a prescindere da contesti e ambientazioni, l'orientamento omosessuale di un certo personaggio ha una parte molto attiva nella narrazione delle sue vicende, nella sua definizione e nel suo modo di relazionarsi col prossimo...

Ad ogni modo sarei ben contento se in futuro finissi per raccontare di come - finalmente - questa casa editrice inizierà ad avere un approccio più inclusivo. Ad esempio: su JULIA 218 è comparso un personaggio gay che stava preparando il suo matrimonio. Credo che sia la prima volta che si parla di matrimoni gay in un fumetto Bonelli. Certo, JULIA è una serie incentrata su una criminologa che vive in New Jersey, quindi direi che sarebbe stato surreale continuare ad ignorare l'argomento a tempo indeterminato, però si tratta comunque di un segnale importante che fa ben sperare. Staremo a vedere.

Entrando nel merito della questione prettamente narrativa io non pretendo di insegnare il mestiere a nessuno, ma credo che trascurare certi dettagli - nel lungo periodo - possa rivelarsi un boomerang. E il fatto che la fantascienza possa concedere tutto e il contrario di tutto non è necessariamente un alibi che si può sfruttare all'infinito. Soprattutto quando NON si è scrittori di fantascienza, e non di rado si commettono errori grossolani (un mio amico laureato in ingegneria aereospaziale, e lettore di Nathan Never, mi ricorda da anni che in quella serie c'è una gigantesca stazione orbitante che è precipitata sulla terra senza che la gravità la facesse collassare su se stessa... E che di tanto in tanto il suo relitto ricompare sullo sfondo delle storie, lasciandolo sempre più interdetto). Sulla gestione dei multiversi, sul fatto che Kay non sia invecchiata in oltre 300 anni senza spiegazioni (clonazione? Metabolismo rallentato? Animazione sospesa?) e tutto il resto si può sempre chiudere un occhio... Però  bisogna sempre considerare la soglia di tolleranza media del pubblico, e se i lettori di Nathan Never continuano a diminuire forse - in parte - è anche per il modo con cui vengono gestiti certi elementi. A partire dal fatto che, se davvero AGENZIA ALFA finora era davvero ambientato in una realtà parallela, magari il lettore medio avrebbe voluto esserne a conoscenza prima di spenderci i suoi soldi per anni...

Poi, ripeto, queste sono le mie opinioni personali e posso essere sempre smentito dai fatti.

Anzi, a dire proprio la vera verità, aspetto con una certa impazienza il momento in cui non avrò più osservazioni da fare sul modo con cui i fumetti italiani gestiscono le tematiche LGBT...

Alla prossima.

1 commento:

Marco ha detto...

Curiosità. Non la conosco se non per accenni, come serie ma ce l'hai anche contro "Gea"? Troppo stereotipata? Mossa di marketing? Non ho mai capito questa pruderìe nei fumetti: specie nel campo di eroi e supereroi che i protagonisti siano in qualche modo poco considerati o discriminati e si facciano portavoce delle ingiustizie subìte è la regola, non l'eccezione, da almeno quarant'anni (non specificamente per i gay). Un eroe conformista o perfettamente felice e stimato, che vince sempre ed è adorato dal governo e dai suoi vicini...beh, è da mezzo secolo almeno che fa sbadigliare. Se poi andiamo nel campo "antieroi" (leggasi: eroi dai mezzi e dal comportamento discutibile e/o ufficialmente censurato che non si fanno scrupoli a qualche sotterfugio o cattiveria ma desiderano più o meno il bene) ci sono personaggi ben più inquietanti di un semplice omosessuale, e questo credo anche nella prospettiva di un omofobo. Eppure sono "i nostri" (perché i villain, in quelle ambientazioni, sono tipicamente peggio)