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giovedì 1 giugno 2017

FANS (TROPPO) FRIENDLY

Ciao a tutti, come va?

C'era una volta, neanche tanto tempo fa, un'epoca in cui i lettori di fumetti e gli appassionati di animazione stavano molto attenti a non esternare troppo le loro eventuali fantasie gay su questo o quel personaggio. Un po' per paura di esporsi e un po' per paura di essere esclusi, o peggio ancora presi di mira, dalla "comunità" di appassionati di cui facevano parte.

Intendiamoci: questa situazione in alcuni contesti è ancora abbastanza diffusa, tant'è che in Italia - ad esempio - i lettori gay hanno ancora una certa tendenza a prendere le cose per come vengono, senza fare troppe richieste e trattenendo le loro rimostranze se vedono qualcosa che non gli va a genio... In particolare per quel che riguarda i fumetti che hanno una diffusione più ampia e che alimentano un discreto fandom.

In altri contesti, però, la situazione ha iniziato a prendere una piega leggermente diversa... Tant'è che gli appassionati che hanno delle fantasie gay friendly non solo tendono ad esternarle, ma pretendono anche di imporre la loro linea di pensiero agli autori e alle case di produzione, utilizzando talvolta anche dei metodi un po' inquietanti.

Un paio di episodi che sono accaduti proprio in questi giorni, però, possono rendere l'idea meglio di tanti giri di parole. Il primo arriva dal Giappone, e più precisamente dal manga fanta horror Tokyo Ghoul:re di Sui Ishida. Il pandemonio si è scatenato a seguito della serializzazione del capitolo 125... Interamente dedicato al primo amplesso fra Ken Kaneki e Touka Kirishima, i due protagonisti.
Il problema, però, non nasce dal fatto che il capitolo 125 è stato dedicato tutto ad un amplesso, ma dal fatto che il suddetto amplesso non ha coinvolto il sopracitato Ken Kaneki e l'altro protagonista maschile: Hideyoshi Nagachika... I due, infatti, da anni alimentano le illazioni (e le fantasie) di un nutrito gruppo di ammiratori, e ora che il sogno si è infranto dopo che Ken Kaneki si è dimostrato ufficialmente etero si è sollevato un polverone non da poco... E non solo in Giappone, visto che la serie è conosciuta in tutto il mondo e l'ipotetico sottotesto amoroso fra lui e Hideyoshi era diventato abbastanza popolare ovunque...

E infatti adesso Sui Ishida ha subito, nell'ordine, accuse di omofobia, minacce di boicottaggio e inviti al suicidio espiatorio... Tuttavia, la cosa più interessante, secondo me, è che tutto questo polverone ha stimolato un confronto fra gli appassionati sul concetto di omofobia, sulla legittimità delle scelte di Sui Ishida e sul modo un po' morbosetto con cui gli appassionati finiscono per attaccarsi alle loro aspettative... E siccome questo manga è noto anche in Italia, di tutta questa storia ne hanno parlato anche alcuni siti specializzati nel nostro paese, alimentando un ulteriore dibattito, come quello che potete trovare CLICCANDO QUI.

Un altro episodio vagamente simile, ma decisamente più odioso, ha coinvolto la seconda stagione di Voltron prodotta per Netflix. Il remake del noto franchise robotico è entrato nell'occhio del ciclone quando dei fans sono entrati in possesso - non si sa bene come - di alcuni storyboard della terza stagione (ancora inedita) che sono stati subito messi in rete... Compromettendo, e non poco, la posizione della casa di produzione Studio Mir, che aveva sottoscritto una clausola di riservatezza sul materiale prodotto con la Dreamworks per Netflix...

A quel punto lo Studio Mir aveva cominciato a rincorrere sul web tutte le persone che avevano diffuso gli storyboard di cui sopra, pregandole di rimuoverli per evitare problemi legali e magari la fine del coinvolgimento dello Studio Mir nei progetti di Voltron... Molti hanno così acconsentito a rimuovere le immagini incriminate, ma ce n'è stato uno - che si fa chiamare Klance14 - che si è rifiutato di farlo... A meno che lo Studio Mir non accetti di rendere manifesto il sottotesto omosessuale che tanti fans hanno iniziato a immaginare fra i giovani piloti Keith e Lance... Dalla cui crasi, Klance, ha preso il nome il ricattatore di cui stiamo parlando...


Insomma: un vero e proprio ricatto... Che probabilmente nasce da una passione sfegatata per la serie animata e per il desiderio viscerale di trasformare in realtà una fantasia molto popolare presso il fandom della serie... E anche questa vicenda ha animato un discreto dibattitto sulla legittimità di questo tipo di richieste, soprattutto se formulate in questo modo...

Anche se, ovviamente, certi comportamenti sono condannabili (e al limite del delirio), secondo me è abbastanza interessante analizzarli da un punto di vista un pochino più sociologico. Nel senso che dimostrano come, effettivamente, per i fans di oggi l'esternazione di questo tipo di richieste (o perlomeno di aspettative) non è più il tabù di un tempo... E che - anzi - le considerano talmente legittime, e ne sono coinvolti in maniera così viscerale, che quando vengono deluse possono anche perdere il controllo e diventare eticamente discutibili.

Ovviamente, a questo punto, sarà molto interessante verificare come verranno interpretati questi slanci di passione da chi produce fumetti e serie animate... Come i gesti isolati di qualche esaltato o come i sintomi di una tendenza generalizzata da tenere in debito conto?

Staremo a vedere.

Alla prossima.

2 commenti:

Manuel ha detto...

Fossi io l'autore, di fronte a un ricatto del genere piuttosto li farei entrambi asessuali, o etero, od omo MA PER UN ALTRO. E nessun rapporto tra loro due che vada oltre il saluto. Distanza di almeno dieci metri l'uno dall'altro, niente sguardi che s'incrociano e anzi ogni volta che si trovano in una stanza entrambi devono SEMPRE essere in compagnia dei rispettivi consorti, che si sbaciucchiano con trasporto. Tiè. :P
Sí, è degno di nota il fatto che non si vergognino piú di richiederlo - era anche un po' ora, onestamente -, ma ragazzi non è questo il modo di farlo.

Riccardo Leone ha detto...

Non mi stupisce, da anni ormai gli autori si sono accorti dell'efficacia di sottesi omoerotici in prodotti televisivi e cinematografici per un pubblico tendenzialmente nerd. È solo la natura umana che riemerge, una variante sessuale troppo a lungo rinnegata che esige la propria soddisfazione. E chi produce storie per la larga diffusione deve esserne consapevole. Tutto il service per il pubblico etero dagli anni '70 in poi, inquadrature con tette ballonzolati e minigonne che si sollevavano, forse non ha finito con l'esasperare sceneggiatori e disegnatori, costretti a manipolare le storie in modo che si creassero quelle situazioni?