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martedì 28 luglio 2009

IL POST LEGGERO DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte! Cominciano a circolare i primi contributi dal San Diego Comi-Con di quest'anno, e giusto per darvi conferma che il clima era decisamente gay-friendly vi vorrei segnalare l'intervento di John Barrowman, David Tennant e Russell T Davies.
Se non siete appassionati di serial TV, e in particolare di fantascienza, probabilmente questi nomi non vi diranno molto, perchè stiamo parlando di due degli attori principali e del principale sceneggiatore della nuova serie dedicata al Doctor Who. Questo nome in Italia non è granchè conosciuto perchè della serie storica (quella che partì nel 1963 e finì nel 1989) da noi arrivarono una manciata di episodi sulla RAI nel 1980 e mai più nulla, eppure parliamo di un serial cult della fantascienza britannica (e non solo). La nuova serie (e i suoi vari spin-off, ovvero i serial nati da una costola della stessa) in Italia è arrivata solo sul satellite e quindi diciamo che non è esattamente popolare. Fatto sta che Doctor Who ha avuto il suo giusto spazio al Comi-Con, visto che questa manifestazione è un appuntamento importantissimo per tutto ciò che ha a che fare col fantastico. Ora voi vi chiederete, giustamente, perchè ne parlo qui. Beh... Al di là del fatto che Doctor Who è derivati sono serial decisamente gay friendly e strabordanti di personaggi omo e bisex, dovete sapere che John Barrowman è gay dichiarato (infatti ci rimase molto male quando non ebbe l ruolo di Will nella sit-com Will & Grace, perchè venne considerato "troppo etero" per quella parte... Curiosamente al suo posto venne scelto Eric McCormack, che in effetti gli assomigliava molto... E che è stato ritenuto più adatto nonostante fosse effettivamente etero... Misteri televisivi!). Anche Russell T Davies è dichiaratissimo (tra l'altro è stato anche uno degli sceneggiatori della prima "storica" versione inglese di Queer as Folk), David Tennant (che interpreta proprio il Doctor Who) è uno di quelli che per ora non si sono molto sbilanciati nelle dichiarazioni... Anche se il dibattito è aperto e lui non si è mai dato troppo da fare per smentire certe supposizioni...Comunque il nocciolo della questione è che i nostri tre buontemponi (anche se forse sarebbe il caso di dire "le nostre tre pazze"), si sono divertiti a giocare con questa cosa durante il loro intervento al Comi-Con, con grande gioia dei fans...

Simpatici, vero? Effettivamente loro non lo sanno, ma in l'Italia dei personaggi pubblici gay dichiarati, all'apice della loro popolarità e magari anche sex-symbol, che fanno i cretini mentre sono gli ospiti ad una manifestazione di respiro internazionale che parla del serial a cui lavorano, con tanto di pubblico li acclama, sono già fantascienza pura... Altro che Doctor Who! Però certi video mi fanno sempre l'effetto di una boccata d'aria fresca, a voi no?
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6 commenti:

Phayart ha detto...

Il destino di Doctor Who in Italia è particolarmente seccante se si pensa che altre serie inglesi contemporanee alla ripresa del Dottore stanno arrivanto sugli schermi terrestri (Primeval, Life on Mars) e la pluripremiata serie BBC no, oltretutto uno dei suoi spin-off (Sarah Jane Adventures) è passato su una delle reti Rai presenti nel pacchetto Sky.
Certo, Torchwood scatenerebbe facilmente le ire del Moige per i temi che tratta e come li tratta, ma non dare visibilità sulla tv "standard" a personaggi come il Dottore (nono, decimo e prossimamente undicesimo) o Jack Harkness (il cui cognome è un omaggio esplicito ad Agatha Harkness dei F4) è un vero delitto!

Wally Rainbow ha detto...

Ma sai... Devi anche considerare che il nostro paese soffre di un notevole GAP culturale riguardo a certe cose... Dalle nostre parti è proprio la concezione di intrattenitmento televisivo (e non) che è rimasta agli anni 60 e 70. Forse perchè, dagli anni 80 in poi, la qualità media dei programmi è stata un continuo gioco al ribasso per cercare di raccogliere il maggior pubblico possibile, col risultato che invece di creare un pubblico ricettivo per Doctor Who e derivati si è creato un pubblico che in buona parte si è abituato respirare aria fritta e non attivare i suoi neuroni. Non sta a me dire se questo rientra in un più ampio piano finalizzato a creare una popolazione di persone ottuse e facilmente manipolabili, ma ammetto che il pensiero mi sfiora spesso (^__^).

V. ha detto...

Mi piace come minimizzi il lavoro di Russel T. Davies, sia come creatore di Queer As Folk che come principale responsabile del ritorno e del grande successo di Dr. Who (e dei suoi spin off), relegandolo al semplice rango di *uno degli sceneggiatori*.
Credo che senza di lui non staremmo nemmeno qui a parlarne. ;)
Oltretutto la sua fissazione con Dr. Who era già evidente in Queer As Folk dove uno dei personaggi (Vince) ne era talmente appassionato che il non conoscerne a menadito tutti gli interpreti era per lui motivo sufficiente per mollare un fidanzato! :D

V. ha detto...

Oltretutto John Barrowman è anche protagonista di un interessante documentario ("The Making of Me") in cui va ad indagare sul suo *essere gay* se te lo sei perso ti consiglio di recuperarlo. :D

Anonimo ha detto...

Sì Wally... il fine è proprio quello e il pensiero non ti deve solo sfiorare.
Comunque Barrowman è adorabile in Torchwood (serie televisiva in cui tutti i protagonisti hanno avuto almeno una relazione omosessuale, quindi decisamente gay-friendly)

Wally Rainbow ha detto...

Ma guarda un po'! Chi l'avrebbe mai detto che qui c'erano tanti appassionati di Doctor Who e derivati? :-)