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mercoledì 29 luglio 2009

LA LETTERA DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ridendo e scherzando siamo arrivati anche al mese di agosto e se mi state leggendo da qualche rinfrescante località vacanziera vi esorto a divertirvi anche da parte mia, poichè quest'anno - tanto per cambiare - in vacanza non ci andrò. Sigh... Sigh... Dura la vita del fumettista idealista. Per fortuna di tanto in tanto mi arrivano delle e-mail che mi tirano su il morale, come ad esempio questa che mi arriva da Alberto...
"Ciao Valeriano,
sono un tuo nuovo lettore (da meno di un mese) e volevo dirti che trovo i
tuoi fumetti bellissimi, sia dal punto di vista del disegno che da quello della
creazione e/o adattamento delle storie (i miei preferiti sono Robin Hoog e
Rainbows); io sono ignorantissimo in materia, però grazie a te ho ritrovato il
gusto della lettura dei fumetti, che non frequentavo più da molti anni, e
questo è bello, anche considerata la mia età venerabile (over 50!);
inoltre, sul blog posti sempre degli argomenti interessanti (a parte forse
quello su Ken della Barbie!……) e considerando la tua attività di articolista e
il tuo impegno come presidente di Arcigay – beh!, non è davvero poco! In quest’
ultima veste, io ti conoscevo già (ci siamo incontrati sul treno, di ritorno
dal Pride di Genova, forse ricordi), ma ignoravo del tutto il tuo lato
“fumettaro”!
Non mi resta che dirti: complimenti, continua così! – a volte uno può essere
tentato di andarsene a casa a farsi i fatti suoi, come fanno molti italiani e
purtroppo anche molti gay (italiani), ma è importante tenere accesa anche solo
una fiammella di indignazione e di coerenza.

Alberto (Alberico per Robin)"


Ma guarda un po' che bella sorpresa! Il mondo è proprio piccolo! Certo che mi ricordo di te, eri proprio alla mia sinistra sul treno da Genova ad Alessandria, e ci siamo messi anche a chiacchierare un pochino... Son contento che ti sei appassionato a quello che faccio, anche se in quell'occasione non mi pare proprio di avertene parlato... Cioè... Non che per me sia un problema parlarne, però generalmente quando provo a parlarne a gente conosciuta per caso finisce sempre che mi guardano con aria molto perplessa, come se fossi un mezzo squilibrato... Quindi ultimamente diciamo che l'argomento "fumetti gay" non è esattamente il primo che tiro fuori nelle conversazioni occasionali. Anche per questo sapere di averti agganciato a prescindere dal fatto che ci siamo visti di persona mi fa doppiamente piacere. Spero di continuare a proporti delle cose di tuo gradimento (per tua fortuna i miei approfondimenti su Ken compaiono una o due volte al mese, quindi direi che siamo ancora sotto la soglia di tolleranza...^__^). Se sei nuovo ti consiglio anche di spulciare nell'archivio di questo blog, visto che col tempo ci ho inserito parecchie chicche abbastanza golose. La cosa che però mi fa più piacere e che ho contribuito a farti riscoprire il piacere di leggere fumetti, cosa che penso sia una delle più grandi soddisfazioni per chi sceglie di fare questo mestiere. Sai... Purtroppo, frequentando il mondo del fumetto "ufficiale", ho notato che sono quasi spariti i fumetti e i fumettisti che si rivolgono ai non appassionati o al grande pubblico in senso lato, dando per scontato che il "grande pubblico" sia quello che gremisce le fiere di fumetti...
Eppure a me sembra tanto che i fumetti di oggi siano un prodotto che si rivolge ad un pubblico abbastanza ristretto, che deve avere già un certo bagaglio culturale (come nel caso dei manga, che "attechiscono" su un pubblico che è stato "preparato" fin dall'infanzia dai cartoni giapponesi), che deve saper apprezzare citazioni e autocitazioni, che deve avere familiarità con certe trame e certe soluzioni narrative, che deve avere una certa "formazione" (seguendo certi serial TV, leggendo certi libri, avendo già letto altri fumetti ritenuti dei "classici", ecc...) e che magari sia in grado leggere agevolmente delle tavole non sempre "facili" da capire... Senza contare che tantissimi autori fanno dei fumetti soprattutto per se stessi, dando per scontato che ci sia un vasto pubblico con cui possono condividere le proprie passioni e il proprio retroterra culturale... Cosa quantomai inverosimile, soprattutto in un paese variegato come il nostro. Certo, non c'è niente di male a puntare su questo tipo di pubblico, però bisogna considerare che i fans all'ultimo stadio, quelli che magari non si fanno problemi ad arrivare in cosplay alle fiere, non sono il grande pubblico...Per come la vedo io, se un potenziale lettore parte davvero da zero e si ritrova per le mani un fumetto di oggi, è facile che lo abbandoni prima di averlo finito. Oppure potrebbe imbattersi nel tipico fumetto all'italiana, molto più semplice e lineare dei fumetti stranieri, ma spesso terribilmente "pesante", cervellotico e anacronistico sotto molti punti di vista. Ammetto che con questi presupposti mi fanno abbastanza sorridere gli addetti ai lavori che vivono con lo spauracchio della crisi del mercato, visto che sono loro i primi responsabili di questo stato di cose. Se facessero dei fumetti davvero "per tutti", probabilmente non si ritroverebbero tante serie che chiudono anzitempo o perdono lettori mentre le fiere di fumetti sono sempre affollate, giusto?I miei fumetti non penso che siano poi così straordinari (e a dire la verità se riguardo certe cose che ho disegnato in passato, mi sembrano proprio delle schifezze...), ma fin dall'inizio mi son posto il problema di fare qualcosa che potesse risultare comprensibile per chi i fumetti di solito non li legge, e possibilmente gradevole per i fumettofili D.O.C., e forse è un po' questa la loro caratteristica principale. Cerco di toccare i lettori nella maniera più semplice e diretta possibile, con disegni semplicissimi e senza tanti giri di parole, ma soprattutto - quando parlo di sesso - cerco di farlo in maniera esplicita e senza ipocrisia. Qualcuno mi dice che il mio lavoro è molto naïf, però se io proprio dovessi cercare un aggettivo per riassumere il mio modo di fare fumetti penso che "sincero" sarebbe più adatto, o almeno è questo ciò che mi auguro. Voi cosa ne pensate? Mhhh... Forse il caldo inizia a farmi delirare... Comunque ti ringrazio ancora tantissimo per le belle parole, e se davvero il mio lavoro ti piace così tanto ti invito a farmi pubblicità con i tuoi amici... Non si sa mai che piaccia anche a loro.Giusto per stare in tema... Parlando di come il pubblico "qualsiasi" ha difficoltà a interpretare i fumetti, oggi volevo chiudere segnalandovi un episodio abbastanza assurdo che, oltre a dare la misura del clima culturale che si respira in questo paese, si riallaccia parzialmente al discorso di cui sopra... Sarò breve: il centro commerciale Le Befane è il più grande della Romagna e si è offerto di ospitare una mostra dedicata al fumetto L'Insonne in occasione della manifestazione ..:::: RIMINICOMIX ::::.. che si è tenuta giusto lo scorso week-end a Rimini. Per l'occasione gli autori de L'Insonne volevano distribuire aggratis ai clienti del centro commerciale un albetto speciale stampato in 11000 copie... Che però è stato ritirato (sequestrato?) dai responsabili del centro commerciale, che lo aveva sponsorizzato. Perchè, vi chiederete voi? Perchè il cattivo della storia si qualificava come “sottosegretario alla cultura” (ovviamente si trattava di un personaggio di fantasia, e anche se la serie è ambientata in Italia non si riferiva a chi ricopre attualmente quella carica). Al centro commerciale devono aver pensato che era meglio non correre rischi e hanno agito di conseguenza... Una notevole prova di ottusità (e di molte altre cose a dir poco inquietanti, che ricordano tanto certi periodi bui della nostra storia), che però dimostra come il fumetto e il suo linguaggio non facciano parte del patrimonio culturale di questo paese, e come un fumetto dal contenuto "innoquo e banale" per i fumettofili possa essere del tutto incompreso da chi non è abituato ad utilizzare certe chiavi di lettura... Ironia della sorte: la rimozione degli albetti avveniva proprio mentre al Comi-Con di San Diego venivano presentati dei nuovi fumetti ispirati a Barack Obama in versione "barbarica", in cui la parte dei "cattivi" era riservata ai suoi reali avversari politici, peraltro riconoscibilissimi...

In questa serie Obama è il Prescelto, citato dalle profezie, che salverà il glorioso Regno della Speranza oppresso da crudeli despoti. Ad aiutarlo un variegato numero di comprimari tra cui la sacerdotessa Ilaria e suo marito, la semidivinità Biil... I suoi avversari? I terribili Boosh, Red Sarah e Cha-nee ... Che dire? Il mondo è bello perchè è vario...
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6 commenti:

Awakening Art ha detto...

non ho parole! l'assurda vicenda del ritiro dell'albo m'ha lasciato esterefatto! e poi ci stiamo a domandare perchè il 99% dei fumetti italiani è ambientato all'estero, e ci credo, chi si prende le brighe di rischiare con questa atmosfera medioevaleggiante...

Phayart ha detto...

Spero che gli albi de l'Insonne siano stati restituiti a chi di dovere, altrimenti mi pare si possa configurare come reato un comportamento simile, non mi risulta che un centro commerciale abbia l'autorità per attisimili.
E' vero che in Italia ci sono centri commerciali che consentono alla propria sicurazza interna di sequestrare uno schizzo a chi osi passare il tempo di un'attesa a ritrarre una ringhiera, ma diamine, 11000 albi promozionali sarebbe davvero troppo!

Wally Rainbow ha detto...

Trovate i dettagli sul blog dell'autore a questo indirizzo :
http://giuseppedibernardo.splinder.com/post/21036353/Censura%3F
Dove leggo "Solo poche copie si sono salvate dal “rogo” e i collezionisti si sono già lanciati sulla succosa preda. Acquistarne una copia prima che si esauriscano del tutto, sarà un buon modo per protestare contro questa specie di censura."
Da quel che ho capito il centro commerciale era lo sponsor della pubblicazione e della mostra annessa, forse è per questo che si è lasciato correre...

Alberico ha detto...

Sono molto d’accordo con te sul fatto che i fumetti di oggi si rivolgono non al grande pubblico, ma a un pubblico di nicchia già molto esperto ed informato e per forza di cose numericamente abbastanza ristretto, scoraggiando i potenziali lettori come me che non hanno il background “giusto”; non so se siano gli stessi fumettisti che si “autocensurano”, preferendo percorrere strade già battute e più facili, oppure gli editori che si guardano bene dal cercare nuovi talenti (come te ed altri), scegliendo di andare sul sicuro e non capendo che una buona politica editoriale comporta sempre una certa dose di rischio: probabilmente tutt’e due le cose insieme, ma tu lo saprai meglio di me! Per quanto riguarda la vicenda del centro commerciale,mi viene da dire che siamo sempre una provincia ai margini dell’Europa e mi sa che le cose non siano destinate a cambiare tanto presto (per fortuna c’è Internet e molti giovani e meno giovani che vanno all’estero anziché restare tutta la vita nel proprio tinello), quindi si può sperare che prima o poi qualcosa cambi!

V. ha detto...

Uhm... la mia cattiveria innata mi fa pensare che la mossa del *rogo* e relativo invito ad acquistare le *poche* copie rimaste già *preda dei collezionisti* puzzi un po' di mossa commercial/pubblicitaria.
Laddove anche così non fosse rimane un fatto grave ma nei limiti dei diritti dello *sponsor*.
Ricapitoliamo: E' stato preparato questo fumetto sponsorizzato dal centro commerciale. Il centro (contro il proprio interesse visto che comunque ci ha speso dei soldi in perdita), qualunque ne sia il motivo, decide di non distribuire le copie che ha fatto stampare a proprie spese. L'autore ne salva qualche copia e... decide di venderle? Non c'è limite alla cupidigia, mi verrebbe da dire.
Forse mi sono perso qualche passaggio!

Wally Rainbow ha detto...

Vai a capire...