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mercoledì 26 agosto 2009

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Una cosa che mi piace dei gay dichiarati al di fuori dell'Italia è che, se fanno qualcosa di artistico, si danno un gran daffare sotto vari fronti e si impegnano per dare un contributo concreto alla cultura GLBT in senso lato. Un'altra cosa che mi piace dei suddetti gay è che, anche quando sono giovani e carini, in molti casi non puntano solo sulla loro immagine. Prendiamo ad esempio l'attore/regista/produttore Matt Riddlehoover, ovviamente sconosciuto da noi, che potete vedere nella foto qui sotto...

Probabilmente se fosse nato dalle nostre parti sarebbe stato guastato dal clima che impera nel Belpaese, e la sua massima aspirazione sarebbe stata quella di diventare un tronista di Maria de Filippi, facendo finta di essere etero e mettendosi da parte un bel gruzzoletto con qualche serata in discoteca e magari un calendario... Fortunatamente per lui è nato alle Bermuda 24 anni fa (a proposito, come si chiamano gli abitanti delle Bermuda???), e probabilmente anche in quelle isole sperdute il clima che lo ha formato deve essere stato alquanto stimolante, visto che dal 2006 in poi ha iniziato a farsi conoscere attraverso la cinematografia d'essai (come attore, regista e produttore)... Interpretando, tra l'altro, il ruolo di un narcisista patologico in Watch Out e di un gay ninfomane che si innamora di un etero in To a Tee... E, se vi state chiedendo quello che penso, la risposta è : "Esatto! In quei film resta completamente nudo più volte!".
Ora: se vi sto parlando di lui su questo blog non è solo perchè è un bel vedere, ma anche perchè ha deciso di produrre e dirigere un documentario di prossima uscita in cui analizzerà il concetto di "bello" e "sensualità" nell'arte contemporanea attraverso i lavori di venti artisti, perlopiù molto giovani, che ovviamente hanno una visione perlomeno queer e gay-oriented dell'arte e del bello... Tra gli altri parliamo di Salvador Cobrero Alarcon, Rob Beyond, Adam Bouska, Juanma Carrillo, Jerome Haffner, Matthias Herrmann, Ethan James, Albo Jeavons, Jules Julien, Karim Konrad, Bruce LaBruce, Ignacio Lozano, Sandro Mantovani, J David McKenney, Maykson Ribet, Alfredo Roagui, Nick San Pedro, Stuart Sandford, Bogdan Stanga, and Austin Young... Vi segnalo in particolare il nome di Sandro Mantovani, giovane fotografo nostrano che si divide fra Milano e Londra, e che nonostante abbia vinto un International Photo Contest della Nikon e sia davvero famoso a livello internazionale (con tanto di lussuose raccolte patinate), da noi rimane pressochè sconosciuto al grande pubblico... Forse perchè in Italia non ci sono spazi per farlo conoscere? Forse perchè da noi l'arte rimane quella dei musei? O forse perchè da noi la cultura gay non ha una reale diffusione? A voi la scelta... Se non altro dobbiamo ringraziare Matt Riddlehoover (che rivedete nella foto sotto... So che non c'era bisogno di metterne un'altra, ma non penso che vi dispiaccia, vero?) per questo tocco di made in Italy nel suo documentario.
Siccome so che siete lettori curiosi e interessati, e siccome in questo blog ci tengo a farvi trovare quello che non trovate da nessuna parte, qui di seguito vi posto il trailer del documentario, che si intitolerà GAZE e che dovrebbe uscire (inizialmente nel circuito dei Festival GLBT) a partire dal 2010. Siete contenti?

Che dire? Nonostante tutto è bello vedere che il mondo va avanti... Anche se più passa il tempo e più mi pare di notare che la sensazione soffocante e sedativa che permea questo paese non sia dovuta solo all'affa di agosto. Voi che ne pensate?
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2 commenti:

Nicola ha detto...

Do re mi fa Ciao!

Dear Wally,
Il documentario uscirà in dvd o sarà proiettato in alcune sale per alcuni eventi?

Wally Rainbow ha detto...

Da quel che ho capito prima verrà proiettato nei Festival GLBT americani, dopodichè è molto probabile che esca in DVD (in inglese). A quel punto potrebbe anche circolare anche nei Festival GLBT italiani (Milano, Torino, ecc), ma a quel punto non so se qualcuno vorra doppiarlo e distribuirlo nella nostra lingua... Lo vedo un po' improbabile, ma tutto è possibile.