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martedì 11 dicembre 2012

I CAVALIERI DELLA GAZZETTA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo spendere due parole sulla nuova serie di allegati in DVD che accompagna la Gazzetta dello Sport da circa un mesetto, e cioè la raccolta completa della serie classica de I Cavalieri dello Zodiaco (che potete recuperare facilmente richiedendo gli arretrati al vostro edicolante di fiducia).
Da quando questa serie è arrivata per la prima volta in Italia sono passati più di vent'anni, e in effetti - considerando che in Giappone era stata prodotta diversi anni prima - oggi risente del passare del tempo più di altre serie che, magari, potevano contare su un impianto narrativo più solido e su finalità meno commerciali...
Infatti, per chi ancora non lo sapesse, il fumetto originale - a cui poi si è ispirata la serie animata - era stato commissionato a Masami Kuramada (che sta tutt'ora lavorando al sequel della serie: NEXT DIMENSION) fondamentalmente per promuovere una linea di giocattoli, e quindi non aveva particolari pretese o aspirazioni, a parte quella di vendere molto merchandising anche all'estero, visto che una volta tanto si ispirava alla mitologia occidentale mixandola a numerosi elementi della cultura giapponese... A partire dai posatoi tipici delle armature da samurai...

Sia come sia, la serie - nonostante numerose incongruenze nella trama, un'animazione di qualità discontinua e una certa semplicità di fondo - ebbe un grande successo ovunque... Anche e soprattutto grazie al carisma dei suoi giovani ed eroici protagonisti... Nonchè al loro sex appeal guerriero, ed è inutile negarlo.
C'era però un altro elemento, che stranamente non venne sfrondato dalla censura, a rendere questa serie intrigante, soprattutto per i giovani gay in boccio... E cioè il fatto che la comunità omosessuale, oltre ad avere tanti bei ragazzi fra cui scegliere il proprio sogno erotico, aveva una discreta rappresentanza fra i guerrieri di cui sopra. Niente di esplicito, certo, ma la quantità di personaggi androgini era notevole, a partire da Shun di Andromeda e Aphrodite dei Pesci...

Per non parlare di tutta una serie di altri personaggi minori, di situazioni perlomeno ambigue e di inquadrature generose, di cui potete avere un assaggio qui di seguito... Nonostante - nella storia originale - buona parte di questi cavalieri avessero in comune lo stesso padre biologico...



Forse per i giapponesi - che non hanno la cultura del peccato sessuale tipicamente cattolica - accennare ad una certa componente omoerotica (visto che si parlava di personaggi legati all'antica Grecia) era abbastanza normale... Anche se - ovviamente - questo significava puntare su tutta una serie di pregiudizi. e luoghi comuni, anche giapponesi, che legano l'omosessualità maschile (o la bisessualità) alla femminilità. La cosa notevole, però, è che in questa serie la femminilità di alcuni personaggi maschili non ha mai rappresentato una fonte di discriminazione, ma semmai un motivo per scatenare l'istinto protettivo di chi gli voleva bene...
Tutto questo per dire che se una serie del genere, che a ben guardare aveva anche degli inaspettati risvolti "educativi", ha finito per diventare un allegato della Gazzetta dello Sport - soprattutto considerando che di sportivo non ha praticamente nulla - vuol dire che è entrata a tutti gli effetti nella nostra cultura popolare... Nonostante sia diventata anche un riferimento per generazioni e generazioni di gay in erba.
Cosa significa tutto questo? Difficile dirlo: da una parte potrebbe voler dire che questa serie (che arrivò persino ad essere passata sul canale satellitare Gay.TV) è un tale cult che alla Gazzetta dello Sport hanno sorvolato su alcuni elementi... D'altra parte può essere che - in effetti - certi elementi non costituiscano
una discriminante, anche perchè sono abbastanza marginali e tuttosommato criptici... Anche se, paradossalmente, alle nuove generazioni risultano molto più evidenti, tant'è che su youtube si trovano cose come questa...
Certo è che se alla Gazzetta dello Sport, dopo aver presentato l'integrale dell'Uomo Tigre e di Holly e Benji, hanno puntato proprio su questo titolo, forse in questi venti anni qualcosa è cambiato sul serio.
Voi che ne pensate?
Alla Gazzetta dello Sport hanno i prosciutti sugli occhi o dietro c'è qualcosa di più?
  

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