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giovedì 27 dicembre 2012

MITI E TABÙ

Ciao a tutti, come va?
L'anno sta per finire, e assieme all'anno sta finendo la serie di allegati MYTICO! del Corriere della Sera... Andando molto più in là delle aspettative. Infatti il progetto iniziale prevedeva solo 8 numeri di prova, che - grazie al buon successo dell'iniziativa - sono diventati 38! E già si parla di vari possibili sequel (che, dopo l'Iliade, avrebbero l'Odissea o l'Eneide come filo conduttore). Una boccata d'aria fresca per il fumetto per ragazzi in Italia? A prima vista sì, ma anche una triste conferma del clima culturale che regna nel nostro paese, visto che nei numeri finali questa iniziativa si sta dimostrando persino più omofoba del previsto. Infatti, se avete studiato, saprete che l'Iliade arriva alle battute finali quando Achille torna in battaglia per vendicare la morte dell'amato Patroclo per mano di Ettore... Cosa che, effettivamente, avviene anche in MYTICO!, ma con alcune sostanziali differenze...
Infatti gli autori sono stati ben attenti a non lasciare trapelare nulla che potesse suggerire una relazione di qualche tipo fra Achille e Patroclo... A parte una vignetta realizzata - presumibilmente di straforo - da Jacopo Camagni, in cui Patroclo parte per la battaglia e Achille sembra emotivamente coinvolto dalla cosa...
Però Jacopo Camagni è gay dichiarato e fa sempre dei personaggi molto espressivi, quindi questa vignetta non fa testo, anche perchè è ben poca cosa rispetto all'assordante nulla che ha accompagnato la morte di Patroclo... Infatti, non appena ricevuta la notizia della sua morte, Achille rimane adirato, ma non versa una sola lacrima...
Anche al funerale del giovane guerriero, che probabilmente è uno dei momenti più strazianti dell'epica greca, non si scompone e si guarda bene dal piangere il suo "amato" Patroclo... E ovviamente la parola "amato" in questa sede non viene nemmeno pronunciata... Si preferisce mostrare un guerriero tutto d'un pezzo... Addolorato per la morte di un compagno d'armi e nulla più...
Alla fine un giovane lettore, a digiuno di letture epiche, ha la netta sensazione che Achille decida di tornare a combattere per una specie di capriccio... E che, se al posto di Patroclo ci fosse stato un qualsiasi altro guerriero del suo contingente, avrebbe avuto la stessa reazione. Lo stesso tipo di reazione che avrebbe avuto, probabilmente, se qualcuno gli avesse rigato la macchina nuova, diciamo.Tant'è che, quando entra in scena la madre di Achille per consolarlo, il guerriero ci tiene a precisare che il suo dolore non è niente in confronto alla sua rabbia... Cosa che effettivamente dice anche nell'Iliade, ma con tutt'altro accento...
Morale della favola: nel numero successivo parte alla volta di Troia per vendicarsi di Ettore, come da copione... E, nel frattempo, i lettori di MYTICO! non hanno avuto nemmeno il sentore che abbia messo da parte il suo orgoglio poichè travolto dalla disperazione per la perdita di un ragazzo a cui era legato da un sentimento profondo.
E così, alla fine, si è realizzato proprio quello che temevo: MITYCO! si è confermato un fulgido esempio di omofobia della peggior specie, quella subdola e che "educa" a non considerare l'omosessualità come una variante della natura umana.
Complimenti davvero per l'apporto educativo.
Certo: in questo modo chi ha progettato questa serie ha evitato contrasti con l'editore RCS, con i genitori bigotti, con i lettori del Corriere della Sera, con i politici a caccia di voti e con gli anatemi della chiesa cattolica. I curatori e gli autori della serie avranno pensato che si trattava di un compromesso accettabile, sempre ammesso che il pensiero di accennare esplicitamente dell'omosessualità nell'antica Grecia li abbia sfiorati, ovviamente.
D'altra parte i fumetti sono sempre (o quasi) il riflesso della società in cui vengono prodotti...
E l'Italia di oggi è anche e soprattutto questa, in cui l'omosessualità è accettabile solo se passa inosservata e non rivendica spazi troppo visibili... Soprattutto quando ci sono di mezzo dei bambini.
Alla faccia del 2013.

3 commenti:

Awakening Art ha detto...

Mitico bigottismo!

Albireo ha detto...

ma..allora che senso ha riportare una storia così importante come la guerra di troia in questo modo se tutto viene limato e censurato?? cioè a questo punto gli ideatori di mitico potevano chiamare la storia in qualunque modo senza andare a scomodare i GRANDI classici della mitologia greca anche perchè poi il rischio è quello di fare una mega confusione (per i giovani lettori) tra quello che loro dicono e quello che i poi impareranno

Awakening Art ha detto...

è come se Romeo e Giulietta si suicidassero per amicizia... :/