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venerdì 20 giugno 2014

DUE PESI E DUE MISURE

Ciao a tutti, come va?
La notizia di oggi arriva dal Giappone, e sicuramente è di quelle che offrono molti spunti di discussione interessanti. Infatti il 18 giugno il Parlamento Giapponese - dopo una lunga discussione durata ANNI - ha modificato una legge del 1998 sulla pornografia minorile, che fino ad oggi stabiliva solo il reato di diffusione, ma non quello di possessione della stessa. Come e perchè inizialmente ci fosse stato questo distinguo è un mistero. La cosa interessante della legge del 2014, però, è che vengono escluse tutte le produzioni artistiche, perchè - non coinvolgendo minori "reali" - non rappresentano una vera minaccia per i loro diritti.


Quindi illustrazioni, manga, anime e produzioni digitali (videogiochi compresi) che mostrano o alludono a rapporti sessuali fra (o con) minorenni più o meno consenzienti non rientreranno nella lista nera, e a differenza del materiale fotografico e audiovisivo con minorenni "reali" non comporteranno un anno di reclusione o una multa fino a 1 milione di yen (7.220 €) per gli eventuali possessori.
In realtà tre gruppi parlamentari avevano proposto di includere nella proposta di legge "l'indagine su eventuali legami tra materiali relativi alla pornografia infantile in manga, animazione, computer grafica e altri media, per limitare ulteriormente la violazione dei diritti dei bambini e i modelli di comportamento negativi", ma il rifiuto del blocco principale di opposizione, il Partito Democratico locale, la pressione del settore editoriale e l'intervento di artisti e illustratori di fama, hanno comportato le esclusioni di cui sopra.

Secondo i sostenitori dell'esclusione di manga e affini le rappresentazioni grafiche non ledono alcun diritto e l'idea di poter ampliare la definizione di pornografia minorile si sarebbe potuta tradurre in un concetto vago e soggettivo, che avrebbe potuto limitare molto la libertà di espressione in generale.

Ovviamente su questa notizia si potrebbe scrivere un saggio, ma cercherò di essere breve per cogliere i punti salienti della questione, magari circoscrivendola al mondo dei manga.


Prima di tutto bisogna considerare che, effettivamente, a differenza di quanto avviene in buona parte del fumetto occidentale, i personaggi dei manga hanno una vita sessuale più o meno attiva anche prima di compiere i 18 anni. Si eccitano fino a farsi esplodere i capillari del naso, non nascondono i loro desideri più o meno morbosi, possono avere comportamenti sconci e - se sono fortunati - possono anche coronare i loro sogni probiti (etero o gay che siano) ben prima della maggiore età. E ovviamente possono essere consapevoli del loro sex-appeal, parlare di sesso e relazionarsi in maniera più o meno esplicita con esso, senza grandi problemi. Questo avviene in tutti i tipi di fumetti, da quelli umoristici a quelli propriamente erotici... Persino, entro certi limiti, in quelli per bambini e bambine. 
Senza contare le inquadrature a favore del pubblico e le situazioni ammiccanti.


Una legge contro la pornografia minorile estesa anche ai manga avrebbe potuto snaturare questo approccio narrativo, che nella rappresentazione realistica della sessualità ha uno dei suoi punti di forza?

Probabile...

Anche perchè non bisogna dimenticare che il concetto di "pornografia minorile" riguarda anche delle semplici immagini di nudo, cosa - questa - che inciderebbe molto in un genere fumettistico come i manga, che rispecchia una cultura che ha un rapporto abbastanza sereno con la nudità, minorile o meno, e che vive con naturalezza anche la condivisione di una pratica intima come il bagno...



C'è poi un tipo di manga più "settoriale", se vogliamo definirlo così, incentrato sull'erotismo con protagonisti adolescenti, preadolescenti o anche più piccoli. Con tutta una serie di variabili che comprendono eterosessualità, omosessualità, rapporti con adulti e quant'altro. Il punto, però, è che effettivamente si tratta di manga che rappresentano e "spettacolarizzano" atti illegali nella stessa misura in cui altri manga rappresentano e "spettacolarizzano" altri tipi di atti illegali, e che non per questo vengono censurati da leggi contro l'omicidio, la corruzione, il terrorismo, le aggressioni, la violenza di genere, il furto, ecc.


Il punto è che, obbiettivamente, acquistare un manga in cui il protagonista è un assassino o un ladro non trasforma il lettore in un testimone importante (o magari in un complice) nella stessa misura in cui acquistare un manga a base di minorenni che condividono aplessi focosi non lo rende fruitore di pornografia minorile. Perchè di fatto, in entrambi i casi, il reato "reale" non c'è. Quindi, forse, distinguere le opere artistiche da foto e video ha senso, se non si vuole costituire un precedente obbiettivamente pericoloso per la libertà di espressione. 



Oltretutto, a ben guardare, se una legge del genere avesse compreso i manga avrebbe affossato del tutto, o quasi, il mercato dei BOYS LOVE e degli SHOTACON, aventi un contenuto omoerotico a base di adolescenti e preadolescenti, che - per assurdo - sono realizzati da donne eterosessuali e si rivolgono ad un pubblico prettamente femminile ed eterosessuale... Che anche volendo non potrebbe mai mettere in pratica quello che legge nei suddetti manga...


Certo: dal punto di vista etico si possono sollevare obiezioni più o meno legittime sul fatto che si realizzano manga esplicitamente erotici con protagonisti giovanissimi, ma si tratta di un settore davvero marginale della sconfinata produzione manga, e non è questo il nocciolo della questione. Quindi, a conti fatti (e considerando che finora la produzione di manga con minorenni sessualmente attivi non ha reso il Giappone un paese più pericoloso di altri per gli under 18), il buon senso ha trionfato.

Perlomeno in Giappone.

Altrove la situazione è decisamente più complessa, e a tratti ambigua. In Italia la Legge 38/2006, ad esempio, stabilisce che le pene relative al possesso e alla diffusione di pornografia minorile
"si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena e' diminuita di un terzo. Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali".

Che vuol dire? I fumetti possono essere inclusi oppure no? Dipende dallo stile del fumetto? Dalla reazione del lettore? E i cartoni animati? E i lavori in CG? Qualcuno può davvero scambiare per situazioni reali dei fumetti? E poi cosa significa di preciso "fa apparire come vere situazioni non reali"???

Mistero!


E d'altra parte in Italia siamo pieni di opere d'arte erotiche a base di minorenni che sono molto più realistiche di qualsiasi fumetto, cartone animato o lavoro in CG...


Quel che è certo è che da qualche anno a questa parte non si registrano sequestri di manga, anime e derivati (cosa che negli anni '90 era avvenuta con certa frequenza, proprio a causa della supposta "presenza" di pornografia infantile), ma sicuramente nessun editore italiano ha fretta di sperimentare sulla propria pelle l'applicazione effettiva di questa legge...

In compenso chi realizza (e legge) manga in Giappone potrà finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo anni e anni in cui davvero non si capiva come sarebbe andata a finire... E probabilmente anche i fruitori di manga al di fuori del Giappone non si ritroveranno per le mani dei manga in cui la sessualità adolescenziale viene trattata in maniera inverosimile, se non inesistente... Come ad esempio succede quasi sempre nei fumetti italiani.

Alla prossima.

2 commenti:

Loran ha detto...

Questa notizia mette bene in evidenza la differenza tra una nazione, il Giappone, che fa leggi per risolvere le questioni e un altra, l'Italia, che invece le fa per non si sa quale motivo, al punto che sembrerebbe quello di complicare la cosa l'unico scopo.

Wally Rainbow ha detto...

In effetti a volte viene il sospetto che facciano apposta a fare leggi confuse e scritte in modo contorto per garantire lavoro alla lobby degli avvocati...