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venerdì 6 giugno 2014

GAY (HORROR) POWER

Ciao a tutti, come va?
Se vi chiedessero qual'è il personaggio della Archie Comics che negli ultimi vent'anni ha goduto di maggior popolarità in Italia probabilmente molti di voi non saprebbero rispondere, visto che che il suddetto personaggio - in Italia - non si è fatto conoscere con i fumetti, ma con i cartoni animati e le sit-com (ben sette stagioni interpretate da  Melissa Joan Hart)...
Infatti mi riferisco a Sabrina la strega, e alle sue numerose incarnazioni...


Probabilmente l'unico prodotto relativo a Sabrina che negli ultimi anni non è stato replicato fino alla nausea è stata la sua prima serie animata, che - paradossalmente - era quella più fedele al personaggio così come era stato concepito nei fumetti del 1962...
Sarebbe interessante aprire una parentesi su come tutti i cartoni con un'ambientazione contemporanea agli anni in cui sono stati realizzati vengono ritenuti "improponibili" per i palinsesti attuali, soprattutto in Italia, ma non è questo il momento. Quello che conta è che nel fumetto originale il personaggio di Sabrina aveva una connotazione sexy e inquietante, e diversi spunti vagamente horror, che col passare dei decenni hanno lasciato il posto ad una semplice teenager "magica" (grazie anche al successo della sit-com di cui sopra)...
 A rispolverare l'anima originale del personaggio, però, ci penserà lo scrittore Roberto Aguirre-Sacasa, che per il prossimo autunno ha annunciato l'uscita di una nuova serie incentrata sull'aspetto più horror del personaggio, e ambientata proprio negli anni '60! 
E dalle tre copertine previste per il primo numero si intuisce che vuole fare sul serio...


Perchè parlo di Sabrina su questo BLOG? In effetti Sabrina è a tutti gli effetti una specie di icona gay, un po' per alcuni elementi che l'hanno caratterizzata fin dal suo esordio a fumetti (il fatto che doveva mantenere segreta la sua natura, il fatto che viveva con due zie molto mascoline, il fatto che che fosse una strega buona, e via dicendo), e che sono aumentati con la famosa sit-com di cui sopra... Che spiccava per le sue atmosfere camp e che arrivò ad avere la drag queen RuPaul come personaggio ricorrente (faceva parte del Consiglio delle Streghe)...
 Tuttavia non è per questo che ne parlo qui... Ne parlo qui perchè lo sceneggiatore che si appresta a riproporre il personaggio in versione anni '60 è proprio Roberto Aguirre-Sacasa (foto sotto), gay dichiarato e libero di giostrare la serie come meglio crede... Visto che da qualche mese è stato nominato Chief Creative Officer: in parole povere direttore artistico della Archie Comics!
Promozione, questa, dovuta alla sua capacità di portare al successo una serie dai presupposti non proprio semplici come AFTERLIFE WITH ARCHIE... Ovvero "come trasformare alcune delle icone umoristiche più popolari del fumetto americano nei protagonisti di un'apocalisse zombie credibile e inquietante"...
Un'apocalisse zombie in cui, peraltro, non ha mancato di introdurre diversi elementi gay friendly... Che a quanto pare stanno aumentando di numero in numero, fra sottotesti, ammiccamenti e battute esplicite... Tutte cose che, in questa situazione così drammatica, stanno facendo emergere tensioni bisessuali mai espresse, amori gay non dichiarati, relazioni lesbiche segrete e quant'altro... Tutti elementi che, in un modo o nell'altro, potrebbero trovare facilmente posto anche nell'imminente serie di Sabrina (anche alla luce del fatto che è un personaggio molto amato dal pubblico gay)...

E probabilmente questo è il vantaggio di avere un direttore artistico gay dichiarato che in questo caso è anche uno scrittore gay dichiarato e un appassionato di horror gay dichiarato.
Può sembrare una banalità, ma se non fosse stato gay dichiarato avrebbe avuto modo di presentare certi argomenti e certe situazioni LGBT in questo modo? E avrebbe saputo dosare il tutto nel modo migliore?

Probabilmente no, e forse non avrebbe neanche sentito la necessità di provarci...

E cosa sarebbe successo se l'editore gli avesse imposto dei vincoli contenutistici (non solo a livello di ammiccamenti gay) considerando che il tipico pubblico della Archie Comics, finora, sono stati i preadolescenti?
Dopotutto la Archie Comics negli USA occupa lo stesso posto che la Disney occupa in Italia, con tutto quello che ne consegue...

Eppure, partendo da presupposti simili e con l'intenzione di coinvolgere nuove fasce di pubblico, la Archie in USA e la Disney/Panini in Italia hanno reagito in maniera opposta. La prima differenziando la sua offerta con proposte molto alternative e a loro modo coraggiose (che hanno raggiunto il picco con AFTERLIFE WITH ARCHIE), la seconda ideando una quantità di proposte che di alternativo e coraggioso, alla fine, non avevano nulla.

Tant'è che la Archie vende AFTERLIFE WITH ARCHIE scrivendo che non è adatto ai bambini sulla copertina (ed è la prima volta nei suoi oltre settant'anni di vita editoriale!).

E se si volesse confrontare la Archie Comics con gli altri editori italiani? Forse può sembrare improprio, ma dopotutto anche la Bonelli di recente ha voluto agganciarsi alla moda degli zombie con Lukas, presumibilmente nella speranza di recuperare qualche nuovo lettore.
Certo è che recuperare nuovi lettori, per garantire un efficace ricambio generazionale, è difficile se si scrivono storie su misura per quelli "vecchi"... Quanti dei giovani italiani appassionati di WALKING DEAD e simili possono ritrovarsi nelle vicissitudini bonelliane di un non morto ultratrentenne, forte e sicuro di sè, che avrà una relazione con una donna separata con figli?
E quanti adolescenti USA, invece, si appassioneranno alle avventure alternative di Archie, che dovrà fracassare la testa ai suoi amici zombizzati di fresco, pur essendo un tipico adolescente totalmente impreparato all'apocalisse zombie che si sta diffondendo?
La cosa ironica è che Roberto Aguirre-Sacasa, in un'intervista, ha detto che mettere gli adolescenti della Archie in un contesto horror gli è sembrato semplicemente ovvio, perchè "gli adolescenti e l'horror vanno a braccetto come il cacio sui maccheroni" (lui in realtà parlava di "burro di arachidi e gelatina", ma "cacio sui maccheroni" mi sembrava più adatto a un BLOG italiano).

E in Italia abbiamo fumetti horror in cui gli adolescenti possono identificarsi? E in cui le vere ansie del mondo di oggi possono riflettersi? In cui situazioni verosimili e genuinamente destabilizzanti possono essere presenti senza filtri e senza stereotipi più o meno tranquillizzanti per le vecchie generazioni?

Secondo alcune voci ufficiose degli addetti ai lavori Dylan Dog, in un anno, avrebbe perso qualcosa come 36.000 lettori... Mentre la nuova autoproduzione di SPLATTER (CLICCATE QUI) sembra consolidarsi sempre di più, mese dopo mese.

Forse bisognerebbe iniziare a chiedersi il perchè.

Alla prossima.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Che ironia, se si pensa che di gay che siedono in poltrone molto alte dell'editoria nostrana, ce ne sono anche in Italia e non mi sembra siano dichiarati... forse perché permane la convinzione che il fumetto supereroico sia roba da "maschi"...