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lunedì 8 agosto 2016

NUMERI DI AGOSTO...

Ciao a tutti, come va?

Generalmente quando in Italia un appassionato di fumetti italiani vuole rispondere a tono ad un appassionato di fumetti americani, che gli fa notare come il taglio delle produzioni italiane sia superato, è solito usare la frase standard: "Però le vendite che fanno i fumetti italiani se le sognano!" e di solito la discussione si ferma lì, a meno che non si voglia sprofondare in un vortice di botta e risposta che generalmente non approda a nulla...

La risposta dell'appassionato italiano di fumetti italiani, comunque, si basa su un dato di fatto: mediamente i singoli titoli italiani di successo, negli ultimi decenni, hanno venduto molto di più rispetto alle loro controparti americane... Anche se bisogna considerare due fattori importanti, che generalmente vengono ampiamente sottovalutati:

1) Anche se i fumetti americani puntano ad un target differenziato continuano a rivolgersi principalmente ad un pubblico giovane, mentre i fumetti italiani hanno sempre avuto un occhio di riguardo per il pubblico adulto (o, per meglio dire, per la generazione dei baby boomer e quella immediatamente successiva, che numericamente hanno sempre avuto un certo rilievo).

2) Negli USA le case editrici di fumetti sono dozzine, e producono una marea di materiale ogni mese, quindi l'indice di "dispersione" del pubblico fra centinaia e centinaia di titoli è sicuramente molto più alto che in Italia... Tantopiù che se, ad esempio, un supereroe ha un successo particolare può alimentare quattro o cinque mensili di storie inedite, senza considerare quelli in cui agisce in gruppo con altri supereroi...

Ad ogni modo negli USA le testate che vendono meglio, storicamente, sono quelle con i personaggi più famosi... Anche se forse qualcosa sta cambiando, visto che i due fattori di cui sopra vanno rivisti alla luce di alcuni cambiamenti degli ultimi anni.

Lo spunto per il post di oggi arriva dal grande successo ottenuto dal primo numero della nuova serie di Harley Quinn, che a quanto pare ha superato le 400.000 prenotazioni per il solo mese di agosto...

Anche se di questo numero sono state proposte numerose copertine variant per i collezionisti è evidente che questo successo è arrivato sulla scia del film dedicato alla SUICIDE SQUAD, in cui compare anche Harley Quinn (e infatti il nuovo look che sfoggia nei fumetti è ripreso pari pari da quello proposto da Margot Robbie nel film)... Il punto interessante, però, è che la campagna pubblicitaria - ancora prima del film in quanto tale - ha sicuramente incuriosito un grande pubblico occasionale, che in parte si ricordava di Harley Quinn (per la serie animata di Batman) e in parte è rimasto conquistato dalla rivisitazione del personaggio...

E probabilmente fra quelle 400.000 prenotazioni ci sono anche quelle di molte lettrici, dato che negli ultimi anni il pubblico femminile dei comics è aumentato molto... Senza contare che Harley Quinn è il primo personaggio femminile con una personalità davvero originale e multisfaccettata a comparire in un superhero movie di ultima generazione...

Sia come sia, considerando il fatto che non è certo un personaggio popolare come Batman e Superman (che comunque, a loro volta, NON hanno beneficiato più di tanto del traino di BATMAN VS. SUPERMAN) direi che queste 400.000 prenotazioni sono ancora più interessanti... Anche perchè la stagione delle speculazioni sui fumetti e sulle copertine speciali è finita da un pezzo...

Comunque, tornando al discorso iniziale: anche supponendo che i 3/4 delle prenotazioni di Harley Quinn negli USA siano dovute alla campagna promozionale del film SUICIDE SQUAD, in Italia quante sono state le testate che, diciamo negli ultimi dieci anni, con il loro numero uno hanno venduto sulle 100.000 copie?

Senza contare che, anche se nessuno ne parla mai, c'è anche un'altra grande differenza fra il mercato italiano e quello statunitense... E cioè il fenomeno del download abusivo di fumetti in versione digitale, o scansionati direttamente dalle pagine cartacee. Infatti ci sono diversi siti che, approfittandosi di server collocati in nazioni al di fuori delle convenzioni sul copyright, mettono a disposizione del pubblico tonnellate di comics americani in formato CBR: dalle serie complete degli anni Sessanta alle ultime uscite della settimana. Il tutto gratuitamente, o eventualmente con un abbonamento (davvero irrisorio) ai loro server. Non metto qui i link qui per una questione di correttezza, ma avendo un minimo di dimestichezza con i motori di ricerca più famosi sono facilmente rintracciabili...

In ogni caso parliamo di siti che hanno decine di migliaia di download al giorno... E che sicuramente sottraggono molti lettori occasionali ai canali ufficiali... Quindi diciamo pure che le 400.000 copie di cui stiamo parlando devono essere valutate anche considerando questo aspetto.

Per i fumetti italiani non mi risulta che nessuno abbia mai organizzato niente del genere (non con l'accortezza dei siti abusivi americani, se non altro), anche perchè presumo che chi si occupa "seriamente" di lucrare sul download abusivo, e aspiri a trarne un ritorno economico dignitoso, sappia bene che la stragrande maggioranza dei fruitori di fumetti Made in Italy rientra in una fascia di pubblico che ha poca dimestichezza con le nuove tecnologie, con tutto quel che ne consegue... Certo è che, se una cosa del genere dovesse prendere piede anche da noi, è altamente probabile che le nostre case editrici colerebbero a picco nel giro di pochi anni...

Invece, per come siamo messi adesso, se coleranno a picco lo faranno molto più lentamente... E lo faranno roprio perchè quelli che una volta erano i loro due punti di forza si stanno gradualmente trasformando nei loro punti deboli. Infatti da una parte la mancanza di concorrenza ha appiattito l'offerta e ha trasformato il fumetto italiano in un fenomeno sempre meno popolare e sempre più circoscritto ad una determinata nicchia di pubblico, mentre dall'altra puntare - da quarant'anni a questa parte - su una specifica generazione, ha compromesso il rapporto con i lettori delle generazioni successive...

Creando, nei fatti, dei fumetti realizzati per una nicchia nella nicchia (che rimane ancora numerosa per motivi prettamente anagrafici, ma che resta pur sempre una nicchia)... E, ora che la suddetta generazione/nicchia di lettori sta iniziando ad assottigliarsi (per tanti motivi, che in parte ho trattato QUI), non garantisce più il supporto che aveva garantito fino a dieci o venti anni fa... E lo garantirà sempre di meno... Anche solo per il fatto che, se in Italia sempre più anziani frugano nella spazzatura alla ricerca di cibo, vuol dire che quelli disposti a spendere qualcosa per un fumetto Bonelli saranno sempre meno...

Matematico.

Quindi è facile ipotizzare che da qui a un po' la tipica frase "Però le vendite che fanno i fumetti italiani se le sognano!" verrà usata sempre più di rado...

C'è poi un altro fattore da tenere in considerazione: nella serie appena precedente a quella che ha debuttato questo mese, Harley Quinn ha dimostrato in più occasioni di essere bisessuale e di avere una relazione con la collega Poison Ivy (che sicuramente è una partner più stabile di quanto il suo amato Joker, o Mr. J come lo chiama lei, non sarà mai)...




Ora: sicuramente il fatto che questo personaggio sia bisessuale non ha determinato da solo 400.000 prenotazioni, ma è innegabile il fatto che non sia risultato un deterrente... E che questo sia stato uno degli elementi che negli ultimi anni ha consolidato la fama del personaggio presso il pubblico (in particolare quello più giovane)... Un pubblico che sicuramente non avrebbe premiato un personaggio incapace di essere al passo coi tempi, nonostante la prima versione (quella inventata per la serie animata da Bruce Timm) fosse già di per sè molto interessante...

E, a giudicare dal trend degli ultimi anni, direi che essere al passo coi tempi è tornato il motto del fumetto americano... Anche perchè, dopo che la bolla speculativa del collezionismo è esplosa negli anni Novanta, da quelle parti si sono resi conto che l'unico modo per stare a galla è puntare soprattutto su chi non è un collezionista all'ultimo stadio, ma piuttosto un semplice fruitore dei suoi prodotti e/o un lettore occasionale, che magari si avvicina a una serie dopo averla conosciuta tramite un prodotto collaterale (film, serie TV o altro) o perchè è venuto a conoscenza che tratta argomenti di un certo tipo, magari da un punto di vista simile al suo...

Il che ci porta ad una seconda constatazione: fino a che punto in Italia sono promossi i fumetti che potrebbero ingolosire i lettori occasionali, magari presentando temi e spunti più originali del solito?

Roberto Recchioni (foto sotto) è uno sceneggiatore che può piacere o non piacere, ma è abbastanza curioso notare come il suo lavoro come curatore di Dylan Dog sia diventato un argomento di discussione molto popolare, mentre si parla pochissimo della serie BATTAGLIA che sta portando avanti per l'Editoriale Cosmo, supervisionando il lavoro di vari sceneggiatori che in questa occasione sembrano avere la briglia molto più sciolta rispetto a quando collaborano con gli editori italiani più conosciuti...

Per chi non lo sapesse Pietro Battaglia è un vampiro di origine siciliana, mercenario e a dir poco bastardo, che in un modo o nell'altro finisce per essere coinvolto in alcuni degli episodi più oscuri e scottanti della storia d'Italia... Dal rapimento di Aldo Moro alla strage di Ustica, passando per le Foibe e la morte di Edda Ciano...

Roberto Recchioni lo ideò negli anni Novanta e di tanto in tanto ha provato a rilanciarlo nel mondo delle autoproduzioni, fino a quando l'Editoriale Cosmo non gli ha dato carta bianca per delle nuove uscite da proporre in edicola. E quando dico carta bianca dico proprio carta bianca. Infatti l'ultimo numero della serie, in edicola ora, racconta di come Pietro Battaglia sia il vero responsabile della morte di Padre Pio da Pietralcina... Che in questo fumetto è presentato come un impostore psicolabile e filo fascista, che vuole sfidare il vampiro per dimostrare la sua superiorità... Finendo però per avere la peggio e per diventare un vampiro a sua volta (e infatti il fumetto si conclude alludendo al fatto che la salma con la maschera di cera, adorata da tanti fedeli, non sia altro che un vampiro tenuto immobilizzato dal 1968)...

Ora: quanto è circolata la notizia che in Italia era disponibile un fumetto con Padre Pio che lotta con un vampiro siciliano e bastardissimo, finendo per avere la peggio? E quanto avrebbe venduto se fosse circolata di più? E soprattutto: perchè la notizia è circolata così poco?

Forse perchè San Pio in Italia gode di una certa immunità diplomatica, e fare pubblicità ad un fumetto che lo descrive in un certo modo avrebbe potuto creare complicazioni? In realtà, in un editoriale fra il serio e il faceto, anche la casa editrice prende scaramanticamente le distanze e suggerisce che si tratta solo di una somiglianza apparente... Però resta il fatto che i fumetti di BATTAGLIA sono la prima cosa davvero "cattiva" che ha prodotto il fumetto italiano in edicola da tantissimi anni a questa parte... E, nel loro piccolo, potrebbero contribuire a creare una nicchia di pubblico alternativa a quella che ha contribuito ad intasare le edicole con tanti personaggi fotocopia...

Però se ne sta parlando pochissimo... Quasi come se si cercasse deliberatamente di ignorarlo, per evitare di mostrare che in Italia si può ancora produrre qualcosa che non sia politicamente corretto a tutti i costi, a prova di bigotto o allineato agli standard che vanno per la maggiore dalle nostre parti (sul come e sul perchè potrei scrivere un intero post, quindi per ora passo)...

E considerando che, peraltro, il concept di Battaglia è molto anni Novanta (e quindi è già stato abbondantemente "superato", per taglio e per temi, dall'entertainment di ultima generazione) il tutto acquista una sfumatura persino un po' inquietante... Perchè, se questo è il muro di gomma che si trova davanti un fumetto dissacrante e "cattivo", in perfetto stile in stile anni Novanta, cosa potrebbe accadere se in Italia qualcuno proponesse un fumetto davvero moderno e al passo coi tempi? E se fosse un fumetto che mettesse al centro i problemi scottanti dell'Italia di oggi, piuttosto che quelli della nostra storia recente? E se parlasse con scioltezza della realtà LGBT contemporanea, ad esempio?

Chissà...

Certo, qualcuno può obbiettare che Harley Quinn ha dalla sua un film, mentre BATTAGLIA no, ma è evidente che non basta un film a fare da traino alla promozione di un fumetto... Non se il protagonista non è convincente... Di recente, in Italia, abbiamo avuto il caso del pompatissimo film di Gabriele Salvatores, IL RAGAZZO INVISIBILE, che oltre a non determinare il successo del relativo progetto a fumetti (il prequel edito da Panini) si è rivelato un flop imbarazzante (5.200.000 euro incassati su 8.000.000 di euro spesi, con 12 settimane e 400 sale a disposizione)...
E, fra parentesi, proprio in queste settimane sono iniziate le riprese de IL RAGAZZO INVISIBILE 2 a Trieste... E la cosa - alla luce del flop di cui sopra - è alquanto sospetta... E porterebbe a pensare che il progetto stia andando avanti più per usufruire dei soldi elargiti a fondo perduto dagli sponsor (trovate un elenco parziale CLICCANDO QUI), che non per realizzare un prodotto che possa avere un reale riscontro di pubblico... Anche perchè, a quanto pare, ci sono degli sponsor per cui figurare in un film di Gabriele Salvatores è più importante che avere un ritorno economico diretto dal loro investimento... Con tutta una serie di danni collaterali per l'industria del fumetto...

E qualcosa mi dice che tornerò a parlarne.

Ad ogni modo, per riassumere brevemente il post di oggi, i fatti sono questi: l'abito non fa il monaco, e un fumetto per vendere 400.000 copie (in USA come altrove) deve essere lanciato nel modo giusto, rivolgersi al pubblico giusto e - possibilmente - essere realizzato nel modo migliore per gli standard del pubblico a cui punta...

Se in Italia, per vari motivi, non si riesce più a rispondere a questi tre requisiti è evidente che sarà sempre più difficile produrre dei fumetti in grado di restare a galla e rilanciare questa forma di intrattenimento nel nostro paese... Alla faccia di chi è ancora convinto che "Però le vendite che fanno i fumetti italiani se le sognano!".

E questo è quanto.

Alla prossima.

2 commenti:

La Cariatide ha detto...

Un'unica correzione, se vuoi i fumetti italiani in CBR della Disney, Bonelli, Mondadori..., c'è sempre TNTforum (non pubblicare il sito se è un problema) con tanto di progetti specifici per i vari titoli, l'unica regola per rilasciarli sul forum è che bisogna aspettare che un nuovo numero venga pubblicato in edicola, vogliamo la libera circolazione del sapere ma riconosciamo il diritto d'autore, per i libri il tempo è 1 anno.
È vero che la presenza delle relase è legata agli sforzi dei singoli utenti ma abbiamo comunque un buon numero di titoli e serie.

Wally Rainbow ha detto...

Grazie mille per la segnalazione :-) Però resta il fatto che è un forum e non un sito come GetComics o ComicsAll (visto che siamo in tema di nomi ^__^), e quindi diciamo pure che per definizione è qualcosa di molto "discreto" che si rivolge a chi già lo frequenta... Quindi non saprei se può essere considerato qualcosa in grado di influenzare gli equilibri dell'editoria italiana... Staremo a vedere...