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lunedì 18 marzo 2013

GAYMERS UNITED!

Ciao a tutti, come va?
Pur non essendo un gran fruitore di videogames non ho potuto fare a meno di segnalare, in diverse occasioni, il fenomeno dei cosiddetti "gaymers", e cioè degli appassionati di videogames che sono anche omosessuali dichiarati e che rivendicano la loro fetta di considerazione e rispetto nella comunità videoludica. I gaymers stanno diventando sempre di più, perlomeno nel mondo occidentale, e quindi non stupisce che su kickstarter sia partita anche una raccolta fondi per la realizzazione di un documentario che analizza e fa conoscere questa nuova tendenza. Il documentario dovrebbe chiamarsi Gaming In Color: The Gaymers of the Pixelated World e qui sotto potete vedere la presentazione... Se volete partecipare con un'offerta vi basta CLICCARE QUI.
La cosa curiosa, però, è che il fenomeno dei gaymers comincia a diffondersi anche in Italia, e con più facilità rispetto ad altri fenomeni aggregativi gay che puntano sull'immaginario pop contemporaneo (come ad esempio i fumetti). Forse dipende dal fatto che i gaymers italiani sono più propensi all'uso di internet e dei nuovi sistemi di comunicazione?
Chissà...
Quel che è certo è che, mentre gli spazi web in lingua italiana riservati principalmente ai fumetti a tema LGBT scarseggiano, i gaymers italiani hanno un loro sito di riferimento già da qualche anno (che si trova QUI), fondato da un gaymer insospettabile: quel Luca De Santis sceneggiatore del pluripremiato romanzo grafico "IN ITALIA SONO TUTTI MASCHI"...
E la cosa interessante è che Luca De Santis non si è fermato solo al sito, ma ha da poco dato alle stampe un libro interamente dedicato alle tematiche omosessuali nei videogiochi dagli esordi al 2009! E il titolo non poteva che essere "Videogaymes. Omosessualità nei videogiochi tra rappresentazione e simulazione (1975-2009)", pubblicato da Edizioni Unicopli...
Ebbravo... Tra l'altro mi sembra interessante notare come l'uscita di questo libro (che, a quanto pare, è il primo del genere al mondo) stia avendo anche un'insolita eco su diversi media, e persino nel mondo delle associazioni LGBT italiane, che generalmente sono abbastanza impermeabili alle nuove tendenze... E se volete sentire la presentazione direttamente dall'autore potete ascoltarlo in una puntata della trasmissione Queer Laundry di Radio Kairos, CLICCANDO QUI...
Che dire? Forse questo è un altro piccolo segnale dei tempi che cambiano, persino in Italia...
Voi che ne pensate? Se intanto volete comprarvi il libro di cui ho parlato passate dal sito qui sotto: risparmierete qualcosa e finanzierete questo BLOG...
Alla prossima!

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Allora... io capisco il libro, poiché sarebbe interessante capire o accorgersi dell'omosessualità nei videogiochi. Fin qui ci sono.

Ma che senso ha parlare di tendenza? Mi spiego meglio: i videogaymers, come si definiscono, chi sono? Sono videgiocatori, punto e basta. Vogliono essere riconosciuti dalla comunità videoludica? Ma mica li ha mai discriminati... quella comunità se ne frega dell'orientamento sessuale... "discrimina" o meglio "ignora" semplicemente quelli che non giocano ai videogames. Ergo: se giochi, ne fai parte, altrimenti no.
E poi "comunità videoludica" significa solo insieme di persone nel mondo appassionate di videogiochi. Alcuni possono essere opere artistiche, per cui avrebbe senso che comparissero autori di videogiochi gay che vogliono essere riconosciuti. Esattamente come i musicisti che tu ci propini sul blog. Loro sono artisti che vogliono essere riconosciuti come gay. Fin qui ci sta tutto... tranne una cosa: i videgaymers sono fruitori dei videogiochi, non creatori degli stessi... quindi da cosa devono essere riconosciuti? Che affermazione cercano, considerando ciò che ho detto sulla comunità videoludica poco sopra?

Ultima cosa: la frase "i videogaymers sono sempre di più" o simile non è un po' sciocca? Non voglio offendere nessuno, Wally, ma cosa significa? Significa che appaiono dal nulla e aumentano? Oppure che si dichiarano? Oppure altro?

Wally Rainbow ha detto...

Allora: premesso che io non sono un gaymer per tutta una serie di motivi... Posso provare a risponderti in base a quello che ho letto in giro al riguardo. La filosofia dei gaymers americani, in sintesi, è questa: il mondo degli appassionati di videogiochi è fondamentalmente maschilista e prevenuto nei confronti della comunità gay, ed uscire allo scoperto come gay negli spazi della suddetta comunità non è sempre facile o indolore. Però i cosiddetti gaymers pensano che sia un loro diritto dirlo, "viverlo" anche in quanto appassionati di videogames e combattere l'omofobia anche nel mondo degli appassionati di videogiochi... In quella parte che prevede forme di relazione, ovviamente (manifestazioni, forum, gruppi, ecc), che aumentano grazie anche alle applicazioni sempre più social delle consolle di ultima generazione. Infatti se uno sta da solo a casa a giocare con la sua consolle non gli cambia niente a dirlo oppure no. Se ho sbagliato e qualche gaymers sta leggendo la discussione e vuole intervenire, ben venga :-)

P.S. Perchè dici che propino dei cantanti? Io li propongo, non li propino (O__o)...

Anonimo ha detto...

Ciao, sono l'anonimo del primo commento.
Se le cose stanno come dici tu, direi di aver capito. Probabilmente non avevo considerato il maschilismo dei videogiocatori perché in Italia non è molto diffuso e anche perché, nonostante il maschilismo di chi gioca, mi sembrava improbabile una sorta di odio verso i gay nel mondo dei videogiochi, vista la quantità dei riferimenti ad essa nei giochi stessi (vedi Final Fantasy, Kingdom Hearts ecc)... ma a quanto pare la testa degli autori non influisce positivamente su quella dei fruitori.

Per quanto riguarda i cantanti che proponi, mi spiace di aver usato quel verbo. Io lo intendo esattamente come sinonimo di "proporre" eppure devo ficcarmi in testa che è una cosa negativa. Però dai... alcuni sono propinati, dai... :)

Marco ha detto...

Già che si parla di videogiochi, lo chiedo qui: nell'immagine con scritto Wally Rainbow's World Spring Edition c'è un'immagine di Jecht da Final Fantasy X (che ho finito oggi, peraltro)... ma cosa c'entra col blog?

Wally Rainbow ha detto...

Ad ogni cambio di stagione metto in testa al BLOG l'immagine di almeno un cosplay maschile sexy (cosa che non mi pare facciano in molti), visto che questo è un BLOG che parla di tante titpiche cose da "fiera di fumetti" dal punto di vista gay :-) Mi sembrava un'idea carina, a voi no?

Stefano ha detto...

L'idea è carina. Solo che Jecht non c'entra molto coi fumetti o il punto di vista gay... ma c'entra sicuramente con il sexy... ma solo quello...

Wally Rainbow ha detto...

Appunto! Questo è un BLOG dalla parte dei gay, quindi scelgo dei cosplay sexy, a prescindere dai personaggi che interpretano... E non dirmi che il Jecht che ho scelto (fra tanti) non ti ha catturato ;-)

Anonimo ha detto...

No, il Jecht che hai scelto non mi ha catturato granché.
Magari la prossima volta metti il figlio, Tidus...