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mercoledì 8 gennaio 2014

SPAZIO AI GIOVANI!

Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che cercando di seguire al meglio i vari coming out dei personaggi a fumetti finisco inevitabilmente per trascurare i coming out dei loro autori, e questo non va bene. Siccome voglio iniziare bene l'anno, quindi, ho deciso di iniziare subito a rimediare parlandovi di quello che è il coming out più recente nel mondo degli sceneggiatori di supereroi. Infatti James Tynion IV (foto sotto) ha deciso di fare coming out come bisessuale sul suo profilo tumblr proprio l'ultimo giorno del 2013...
Nel suo lungo post (che potete leggere CLICCANDO QUI) si è esposto molto, e ha deciso che d'ora in poi vuole farsi conoscere per quello che è. Tra l'altro, a scanso di equivoci, ha precisato che se dice che è bisex è proprio perchè all'inizio pensava di essere solo gay, ma nel tempo si è dovuto ricredere. Ha anche precisato che per l'anno nuovo si impegnerà a perdere altro peso e che vuole trovare assolutamente un karaoke che abbia la base della canzone di Ursula (la strega de La Sirenetta)... E bisogna fargli i complimenti davvero, perchè per confessare questo desiderio (condiviso da me, oltretutto), ci vuole forse più coraggio che non per fare coming out.
Detto questo il suo coming out mi dà l'occasione per affrontare alcuni punti interessanti, e per fare tutta una serie di confronti interessanti con la situazione italiana (speravate di scamparla almeno questa volta? Illusi!). Infatti il fatto che lui si sia esposto pubblicamente come bisessuale, pur lavorando per un grande editore di fumetti, non è l'unica cosa inconcepibile per gli standard italiani.
Prima di tutto è bene precisare che James Tynion IV è in forza come sceneggiatore alla DC Comics dal 2012, per la quale ha lavorato ad alcuni titoli di punta legati al mondo di Batman, e per personaggi più recenti come Talon e Red Hood... Eppure ha ancora solo ventisei anni (e quindi ha iniziato quando ne aveva ventiquattro). La cosa davvero interessante, però, è che è arrivato direttamente alla DC Comics su segnalazione di un altro sceneggiatore di Batman, Scott Snyder (foto sotto), che era suo insegnante di scrittura alla Columbia University...
Perchè negli USA può anche essere che uno sceneggiatore di Batman insegni scrittura all'Università (o, come nel caso di Snyder, in tre Università diverse), e oltretutto è possibile che lo faccia pur avendo meno di quarant'anni (quando ha iniziato a collaborare con la Columbia era il 2006 e aveva da poco compiuto i trenta). A questo punto potrei chiedervi di giocare a "trova la differenza" con la situazione italiana, ma siccome è tutto differente sarebbe noioso. Il caso di James Tynion IV e di come è arrivato alla DC Comics, però, è particolarmente interessante se si inquadra nella più generale politica di perenne rinnovamento dei grandi editori statunitensi, per cui i giovani sono una risorsa che va valorizzata, altrimenti si rischia di perdere il treno e con esso le nuove generazioni di potenziali lettori. Intendiamoci: i nomi storici sono sempre ben accetti e corteggiati, ma mai a discapito dei nuovi arrivati, che se hanno talento hanno innumerevoli occasioni per dare il meglio, anche su titoli storici e su nuove serie interamente gestite da loro... Magari esprimendo le caratteristiche tipiche della propria generazione (e sono pronto a scommettere che il coming out di James Tynion IV si rifletterà presto anche nelle sue storie) e lanciando idee nuove.
E ora arriviamo alla situazione italiana.
Come forse saprete sono anni che gli editori italiani si lamentano di un calo costante delle vendite, e sono anni che studiano nuove strategie per rilanciarsi, nella speranza di conquistare nuovi lettori. In particolare, tanto per cambiare, mi riferisco alla Bonelli, che ultimamente sembra davvero volerle provare tutte... Tutte a patto di non svecchiarsi sul serio. Dico questo perchè, per il 2014, è annunciata l'ennesima nuova serie che tenterà di riguadagnare i lettori persi negli ultimi anni. Per ora si sa che il titolo sarà Adam Wild e che è incentrata su di un esploratore, che si muove nell'africa di fine '800, con le fattezze dell'attore Errol Flynn (1909-1959, foto sotto).

Ora: senza voler togliere nulla alla validità dell'idea e delle storie ho dei seri dubbi sul fatto che questa scelta avrà un qualche tipo di ascendente su nuovi e potenziali lettori, soprattutto sugli under 40. Poi, però, se si legge chi c'è dietro al progetto si spiegano tante cose. Infatti l'ideatore del tutto è Gianfranco Manfredi (foto sotto), classe 1948, che ha all'attivo una bella serie come Magico Vento...
Una bella serie che, però, si è conclusa nel 2010 col numero 130. All'epoca si disse che non era un problema di vendite, ma l'autore ammise di voler chiudere la serie prima di un inevitabile aumento di prezzo e per evitare il rischio di chiuderla di punto in bianco in futuro... Anche se nessuno ha mai spiegato la contraddizione presente in queste affermazioni, la sensazione è sempre stata che sotto sotto si volessero mettere i remi in barca perchè - forse - c'era già qualche segnale non proprio positivo nell'aria. E, al di là della bravura dello scrittore, il fatto che Magico Vento fosse una serie con un'ambientazione e un approccio che avevano poco a che spartire con le nuove generazioni ha avuto un qualche peso...
Ora la serie viene ristampata a colori dalla Panini e dalla piccolissima casa editrice americana Epicenter Comics (al ritmo di due numeri all'anno), ma in entrambi i casi la sensazione è che sia una riproposta di nicchia, più che un tentativo di rilanciarlo presso il grande pubblico (men che meno quello dei giovani). La questione, però, è un'altra: se un grande editore si lamenta del mancato ricambio generazionale dei suoi lettori, ma poi affida le sue nuove proposte a una serie di autori che, per motivi anagrafici, non sono in linea con le nuove generazioni, cosa si lamenta a fare?
Pretende davvero che masse di ventenni post pokemon e ultra internettizzati si appassionino alle avventure di un esploratore di fine '800 con le fattezze di un attore morto prima che nascessero i loro genitori, e che - per forza di cose - NON è progettato per essere parte del loro mondo?
Gianfranco Manfredi ha 65 anni, Michele Medda (che lavorerà sulla "novità" Lukas) ne ha 51, Stefano Vietti (che è all'opera su Dragonero) ne ha 49... Lo stesso Luca Enoch, che è ancora considerato un "giovane" in Bonelli di anni ne ha 52 (e la sfasatura rispetto alle tematiche dei giovani di oggi inizia a farsi sentire). Roberto Recchioni (all'opera su ORFANI) è un "giovane" quarantenne che però da sempre si è dedicato a fumetti dal taglio abbastanza adulto, e il suo caso meriterebbe un discorso a parte...
O queste persone si sintonizzeranno con le nuove generazioni e il loro mondo o continueranno a mettere in piedi iniziative che inevitabilmente non avranno il successo sperato, e conquisteranno solo i giovani che sono in linea con le loro proposte a prescindere dal fattore generazionale. Ad esempio: parlare di non morti conoscendo le ansie dei giovani di oggi è un conto, parlarne da narratore esterno, come probabilmente finirà per fare Michele Medda su Lukas, è tutta un'altra cosa.
Robert Kirkman, che ha creato WALKING DEAD (mica bubbole!) ora ha 36 anni, ma quando ha iniziato a lavorarci su ne aveva 25, e forse non è un caso se ha rilanciato il trend zombie proprio a partire dai giovani.
E se tanti manga di successo sono realizzati da autori e autrici che hanno più o meno l'età dei loro lettori sarà solo un caso? Non credo proprio...
C'è poi un'altra cosa, che è un po' il motivo per cui parlo di tutto questo proprio su questo BLOG, e cioè il fatto che se si vogliono coinvolgere nuove generazioni di lettori, si può e si deve superare la paura di affrontare certi argomenti, che erano considerati un tabù anche solo una decina di anni fa.
Arrivare al 2014 e mettere in cantiere tutte queste "novità" Bonelli partendo dal presupposto che potrebbero evitare tranquillamente di toccare l'argomento omosessualità (o che, se lo toccassero, potrebbero farlo nello stile di dieci, venti o trenta anni fa), vorrebbe dire avere perso in partenza e che, oltre ad avere una certa età, si è anche vecchi dentro.
Giocandosi nel frattempo tutti quei lettori che vecchi non sono.
Alla prossima.

6 commenti:

spandex ha detto...

Parole sante Valeriano, se l'Italia sembra non voler cambiare nemmeno quando l'alternativa è perdere soldi allora siamo proprio messi male, anche perché poi all'estero fanno cose come queste:
http://www.thebacklot.com/chozen-fx-review-big-gay-hit/12/2013/

Wally Rainbow ha detto...

Ecco! Grazie per avermelo ricordato! É da un po' che volevo parlare di quel rapper gay, ma mi dimentico sempre! :-)

Anonimo ha detto...

Wow... se l'originalità che tanto agognate sta in una trama trita e ritrita come quella di chozen, stiamo freschi

Wally Rainbow ha detto...

Beh... Chzen è una serie che debutterà a giorni, quindi dire adesso se è originale o meno mi sembra prematuro. Quel che è certo è che, per quel che mi ricordo io, una serie animata per adulti che è dedicata a un rapper bianco gay dichiarato non l'ha mai fatta nessuno... E anche se si sforzassero di farne qualcosa di banale ci sarebbero degli spunti interessanti. Vedremo...

Anonimo ha detto...

So che deve ancora debuttare, ma si parlava di Italia che arranca e estero che pedala. Tutto vero, ma quel poco che è stato rilasciato di quella serie
puzza di stravisto... un altro stereotipo preesistente che la comunità lgbt attira a sé senza un senso particolare. Staremo a vedere, ma mi sembra che le innovazioni siano altre

Anonimo ha detto...

Chozen potrà avere i suoi limiti, ma non penso sia mai da sottovalutare l'impatto di qualcosa che potrà essere visto da un pubblico vastissimo. Oltretutto un tipo di pubblico potenzialmente diverso da quello già gay friendly che guarda Glee.