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lunedì 3 agosto 2015

CESPUGLI CHE ROTOLANO...

Ciao a tutti, come va?

Penso che un po' tutti, quando visualizziamo il deserto nord americano, non possiamo fare a meno di evocare ampie distese desolate in cui le uniche cose in movimento sono i cespugli di alcune piante che rotolano spinti dal vento. In realtà quando ero piccolo pensavo che fossero dei semplici mucchi di sterpaglie secche, ma poi ho scoperto che è proprio una strategia adottata da vari tipi di piante che - quando arriva il momento - si staccano spontaneamente dalle proprie radici per farsi portare dal vento in nuove zone in cui attecchire, spargendo nel frattempo i loro semi...

Prodigi della natura.

Mentre l'altro giorno chiacchieravo su skype, facendo il punto delle non-reazioni di buona parte del mondo del fumetto italiano riguardo ai problemi affrontati dallo sceneggiatore Luca Vanzella e da suo marito Roberto (CLICCATE QUI se non sapete di cosa sto parlando), non ho potuto fare a meno di visualizzare questa scena. Perchè, se pure gli attestati di solidarietà ci sono stati (anche se in buona parte sono stati ambigui, e CLICCATE QUI per capire cosa intendo) è innegabile che si sia stata anche una buona dose di "deserto silenzioso con cespugli che rotolano"...

Un clima che per fortuna non è stato determinante per l'esito della vicenda, che in effetti ha avuto un lieto fine qualche giorno fa (CLICCATE QUI).

Non so perchè, ma adesso che la situazione pare essersi risolta per il meglio (proprio giovedì scorso a Roberto è stato riconosciuto lo status di "familiare di cittadino europeo"), ho la netta sensazione che nel mondo del fumetto i professionisti e gli editori che vorranno esporsi sui social, congratulandosi per il buon esito del tutto, saranno molto pochi... E dubito anche che i siti di informazione fumettistica segnaleranno in massa il fatto che è stato appena scongiurato il rischio di vedere uno sceneggiatore italiano costretto ad emigrare, per seguire il marito espulso dal nostro paese a causa del suo stato matrimoniale non riconosciuto...

Ovviamente la cosa importante è che tutto si sia risolto bene, tuttavia - ripeto - sono abbastanza sicuro che i colleghi di Luca Vanzella che vorranno esporsi pubblicamente per felicitarsi del parziale riconoscimento del suo matrimonio paritario saranno ancora meno di quelli che hanno espresso solidarietà per i problemi che stava affrontando... E probabilmente molti di loro si limiteranno a congratularsi in privato e lontano da occhi indiscreti...
Perchè? Perchè felicitarsi pubblicamente per il parziale riconoscimento di un matrimonio gay vuol dire schierarsi pubblicamente (e chiaramente) a suo favore, e schierarsi a suo favore vuol dire correre il rischio di suscitare delle antipatie negli ambienti più reazionari e tradizionalisti... Che purtroppo continuano a influire sul mondo del fumetto italiano, e in diversa misura ne fanno anche parte.

Ovviamente mi auguro di essere smentito, anche perchè proprio in questi giorni sta uscendo DYLAN DOG COLOR FEST 15, che guardacaso ospita una storia scritta da Luca Vanzella... Quindi, volendo, ci sarebbe anche un elemento di attualità fumettistica a cui "agganciarsi" per accennare alla questione, soprattutto da parte di siti, blog e altro (anche perché SICURAMENTE segnaleranno, in qualche modo, questo nuovo speciale di Dylan Dog).

Quindi staremo a vedere se ci saranno ancora dei cespugli che rotoleranno nel deserto oppure no... Quel che è certo è che rotoleranno comunque per altri motivi.

Cercherò di spiegarmi meglio: per via della situazione di cui sopra, in Italia, gli aggiornamenti sulla situazione del fumetto LGBT italiano e internazionale sono abbastanza scarsi. Siti e spazi internet vari tendono a soprassedere, in particolare per quel che riguarda la situazione straniera (a meno che non ci siano di mezzo annunci ecclatanti che coinvolgono grandi editori come MARVEL e DC)... Un po' perchè i siti italiani sanno che buona parte di queste pubblicazioni in Italia non arriverà MAI, e un po' perchè - per loro stessa ammissione - si sentono pur sempre in dovere di tutelare il loro pubblico minorenne, e soprattutto la loro reputazione, evitando segnalare e recensire materiale troppo "di parte"...

Anche se poi, per dirne una, non si fanno grossi problemi a dedicare ampio spazio agli ultimi albi di Manara, all'ennesima ristampa della Valentina di Crepax e a tutta una serie di produzioni (anche collaterali al fumetto) non proprio per bambini... Certo possono sempre dire che Manara e Crepax sono stati sdoganati, mentre altre cose no, ma sempre di materiale erotico si tratta...

Evidentemente tutto è relativo.

Una delle conseguenze di questo stato di cose, comunque, è che quando un fumettista italiano pubblica per l'estero, in particolare per editori che hanno un'ampia distribuzione, presto o tardi il suo caso viene segnalato (e spesso gli viene dato spazio ancora prima che i suoi lavori vengano effettivamente pubblicati), con tanto di complimenti e auguri... Eppure, nel caso dei fumettisti italiani che pubblicano fumetti gay all'estero, generalmente tutto tace...

Ad esempio: da un paio di settimane l'editore Gmuender ha messo online il suo nuovo catalogo, con le uscite relative alla seconda metà del 2015 (per il pdf CLICCATE QUI), e nel mese di settembre spicca l'annuncio relativo al nuovo no-word comics di Dale Lazarov, PEACOCK PUNKS, che si avvale del tratto erotico/umoristico dell'italiano Mauro Mariotti (con i colori di Janos Janecki)...

Ora: l'editore Gmuender sarà pure di nicchia, ma viene distribuito in tutto il mondo (questo volume è già prenotabile su amazon) ed è noto per le confezioni estremamente lussuose dei fumetti che pubblica. Il fatto che, dopo diversi anni, una nuova matita italiana abbia trovato spazio dalle parti della Gmuender, peraltro realizzando un prodotto abbastanza originale (un no-word comic omoerotico con risvolti umoristici e caricaturali)... Insomma... Forse meriterebbe un po' più di attenzione...

Tantopiù che, caso abbastanza raro, rappresenta sia il debutto ufficiale di Mauro Mariotti che il suo lancio internazionale, peraltro in una bella edizione cartonata... Certo si tratta di un fumetto dai risvolti erotici, ma questa di per sè può essere considerata una discriminante? O non sarà, piuttosto, che potrebbe esserci qualche problema dovuto al fatto che è un fumetto erotico nel senso gay del termine?

Staremo a vedere se qualcuno avrà voglia di parlarne da qui a settembre, anche se io - al riguardo - ho qualche dubbio...

Anche perchè - come dicevo prima - quello gay è un ambito fumettistico che i siti italiani preferiscono non trattare (e sul quale, a quanto pare, non vogliono nemmeno tenersi molto informati)... E poco importa se ci sono autori italiani che si fanno conoscere in tutto il mondo grazie a questo tipo di produzioni. Anche perchè la sensazione è che in Italia, prima di essere considerati fumetti al pari degli altri, i fumetti a tema LGBT (o perlomeno buona parte di essi) vengano considerati solo "roba gay" e quindi un argomento più pertinente ai siti di informazione gay che non ai siti di informazione fumettistica... Anche se poi i siti di informazione gay italiani, di solito, pensano che i fumetti gay non siano "roba gay" di interesse generale, e finiscono per ignorarli. Col risultato che in Italia c'è tutto un settore dell'editoria che su internet non riesce a trovare la sua giusta collocazione (e valorizzazione) da nessuna parte...

E, anzi, può anche capitare che quando un autore italiano pubblica un fumetto omoerotico all'estero con un certo successo, per poi avere un'edizione italiana, venga stroncato di netto senza tanti complimenti e senza contestualizzarlo più di tanto... Come nel caso di Black Wade, ad esempio, che quando arrivò in Italia venne addirittura definito "una patacca" (e CLICCATE QUI se non ci credete)...

E tra l'altro, quando lo stesso disegnatore (Francesco Lagramandi, in arte Franze) pubblicò all'estero un altro fumetto dai risvolti omoerotici, POSEIDON-T, nei siti italiani dedicati ai fumetti non sono rotolati nemmeno i cespugli...

E in effetti il suo non è stato nemmeno un caso isolato... Al momento mi vengono giusto in mente Mauro Padovani e Enzo Di Lauro (che in Francia aveva tentato la carta dei fumetti omoerotici in CGI), ma sicuramente ce ne sono altri che al momento mi sfuggono...

Quindi diciamo pure che, se anche se nel caso di Mario Mariotti venisse confermato questo clima che potremmo definire eufemisticamente "un po' snob", forse sarebbe il caso di porsi qualche domanda... Tra l'altro, giusto per la cronaca, al momento c'è anche un altro autore italiano al lavoro su un fumetto di Dale Lazarov (che dovrebbe intitolarsi CARNAL), e cioè TheAmir... E anche di questo progetto molto particolare, in Italia, non si sta parlando da nessuna parte (anche se l'autore sta passando il bollente agosto romano incatenato al tavolo da disegno per rispettare le scadenze, e per giunta senza aria condizionata)...

Parlare di boicottaggio mi sembra eccessivo, ma credo sia evidente che c'è un notevole scollamento fra il fumetto LGBT e quello che in Italia viene considerato ufficialmente "il mondo del fumetto". E questo non riguarda solo gli autori italiani che pubblicano all'estero, ma anche gli autori di fumetti gay stranieri che vengono pubblicati in Italia. Ad esempio la REN BOOKS (che non si ferma mai, e continua a proporre cose interessanti, coinvolgendo anche tanti autori italiani) ha annunciato da oltre una settimana che riporterà i fumetti di Ralf Konig in Italia, a partire dalla versione "definitiva" de IL CONDOM ASSASSINO...


E anche se Ralf Konig non è esattamente un signor nessuno (e tra l'altro è stato pure premiato a Lucca Comics qualche anno fa), anche nel suo caso i cespugli, per ora, stanno continuando a rotolare nel deserto silenzioso...

In effetti la sensazione è che in tutto questo ci sia qualcosa che non torna.
Non sarà che forse i tempi sono maturi per provare a cambiare un po' questo stato di cose?
Mhhh...

Alla prossima.

3 commenti:

Riccardo Leone ha detto...

Mi devo tenere da parte questo articolo perché elenchi un mucchio di nomi di fumettisti italiani (o meglio, di nazionalità italiana) che non avevo mai sentito. Anche perché non esiste manco un blog o un profilo social a cui ricondursi. Interessante. Purtroppo devo spezzare una lancia per il blogger che ha definito "pataccata" del fumetto di Franze, che mi è capitato di leggere.
La posizione del confine fra "erotico" e "pornografico" è questione di sensibilità personale ed effettivamente quel fumetto ha sforato pure il mio di confine, avendo non solo messo scene di sesso esplicito, ma anche diversi cliché delle storie di seduzione gay, quali l'orgasmo da passivo senza mani (come no!) la coppia di aguzzini che trova un metodo di tortura adeguato mettere allo spiedo il carcerato, e più di tutti, il ragazzo che arriva a vent'anni sicuro come la morte che gli piacciano le donne, e dopo dieci pagine sta lì a cavalcare uccelli come non avesse mai fatto nient'altro nella propria vita.
La scena che ho trovato davvero originale in quel fumetto è stata la trasformazione dell'apparizione delle fantasie sessuali del ragazzo da quelle femminili a quelle maschili. Perché effettivamente il disegnatore inquadra il modo che si ha di percepire un oggetto sessuale in entrambi i casi, cioè con enorme risalto ai genitali e poco del viso.

Ma mi rendo conto che questa linea mentale tracciata da me taglia fuori un mucchio di fumetti erotici che invece hanno fatto storia e costume, i sempre citati Tom of Finland e Gengoroh Tagame. Quindi forse devo rivedere le mie categorie mentali.

Wally Rainbow ha detto...

Critica onesta e interessante :-)In realtà meriterebbe un'analisi molto approfondita, perchè giustamente fai notare che al giorno d'oggi da un fumetto gay, anche erotico, ci si aspetterebbe qualcosa di più originale... Visto che il semplice erotismo (e porno)gay, in quanto tale, oggi è facilmente recuperabile. Personalmente ho apprezzato la "pataccata" proprio per il suo essere naif in maniera estremamente raffinata. E credo che il suo scopo fosse proprio quello di giocare sul già visto. D'altra parte maggiore approfondimento avrebbe richiesto più pagine (o più volumi), che non erano nel progetto. In effetti, però, mi rendo conto di provenire da una generazione cresciuta senza fumetti gay e senza libero accesso alla pornografia gay. Adesso i paramentri per giudicare un certo tipo di prodotto potrebbero essere da rivedere. Questo, tuttavia, non mi impedisce di pensare che il recensore della "patacca" partisse già prevenuto. :-)

Riccardo Leone ha detto...

Non posso negare che dalle nostre parti ci sia ancora molta pruderie, su temi che poi dovrebbero essere sdoganati per essere trattati con maggiore imparzialità e serenità per impedire che divengano vere e proprie perversioni, come il desiderio incestuoso e la sessualità prepuberale. Basta farsi un giro nei commenti di youtube, di solito a certi clip degli anime giapponesi. Siamo pieni di sacri paladini della moralità, davvero.
È ovvio che poi sia necessaria una storia semplice e prevedibile quando lo spazio di manovra è poco e si voglia dare più risalto alle doti tecniche del disegnatore. Non posso negare che l'aspetto romantico, per quanto fosse una classica sindrome di Stoccolma, sia stato reso molto bene.