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mercoledì 14 settembre 2016

IL SOLITO TRAN TRAN...

Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che oggi ero indeciso se mettere tutto in un post o suddividere il materiale che avevo per le mani in due post diversi... Alla fine, però, mi sono deciso a fare un post unico, perchè volevo darvi l'occasione per fare un confronto immediato.

Partiamo dall'estero: sta per uscire All-New X-Men #13, serie incentrata perlopiù sulle versioni giovanili degli X-Men che provengono dal passato e si ritrovano a muoversi ai nostri giorni. Su questa serie la versione giovanile di Bobby Drake/Iceman ha fatto coming out (CLICCATE QUI) e su questo argomento ha avuto persino un confronto con la sua versione adulta, che a quanto pare non è riuscita ancora ad emanciparsi come lui (CLICCATE QUI).

Ad ogni modo, su All-New X-Men di questo mese, il giovane Bobby Drake si trova a fare vita notturna a Miami assieme agli amici/colleghi Oya e Genesis, che vedendolo ancora insicuro e inibito in fatto di rapporti con la comunità omosessuale decidono di accompagnarlo in un locale gay della zona... E Oya, in particolare, sembra tenerci particolarmente a fargli capire che dovrebbe essere più sciolto e che la sua è un'esigenza comprensibile. Parte della sequenza è circolata in anteprima, e ve la mostro qui di seguito...


Già da queste poche tavole si può intuire che si è voluto rappresentare un contesto tutto sommato realistico e per nulla inquietante, in cui ci si può relazionare senza problemi e dove ci sono persone allegre e socievoli che si stanno divertendo in maniera molto naturale (senza peraltro guardare storto Oya, in quanto femmina)... E, ovviamente, non c'è stato modo per enfatizzare aspetti tristi o deprimenti della condizione gay, e men che meno per giocare sui soliti stereotipi.

E questa diciamo che, a grandi linee, è la prassi per buona parte dei fumetti americani di quest'ultimo periodo, che non a caso cercano normalizzare  e includere il discorso LGBT in maniera sempre meno ghettizzante... Anche perchè questo approccio pare particolarmente gradito dalle nuove generazioni.

D'altra parte siamo pur sempre nel settembre del 2016.

Tuttavia - nello stesso settembre 2016 - in Italia è stato appena ripropostoun  personaggio a fumetti che prende spunto dal mondo LGBT, che non si muove esattamente sullo stesso registro. Si tratta di una strip umoristica ideata da Marcello Toninelli (che è un nome molto noto nel settore, con un curriculum di tutto rispetto), che - per ora - ha trovato spazio sul magazine online Giornale Pop. La protagonista è una prostituta transessuale (che coabita con due colleghi: uno gay e una etero), di nome Tinì Trantran, e le sue storie apparvero inizialmente sulla Gazzenda della Gazzetta dello Sport, fra il 2007 e il 2008.

Qui sotto vi faccio vedere le prime strip, per le successive dovrete andare su Giornale Pop (CLICCATE QUI).







Ora: la satira di costume è un diritto e giocare sugli stereotipi e i luoghi comuni è legittimo... Tuttavia in questo caso è difficile non notare un umorismo sottilmente denigratorio... Tipo quello che anima le chiacchiere ai bar dello sport quando si parla di certi argomenti, per intenderci... E infatti pare che questa striscia, sulla Gazzenda, abbia avuto un certo successo.

Ad ogni modo gli anni passano e mentre all'estero la rappresentazione delle tematiche LGBT nei fumetti si sta evolvendo e diversificando noi ci ritroviamo, ancora nel settembre 2016, a fare i conti con uno scenario italiano in cui la tendenza (al di fuori delle fumetterie e dei contesti strettamente gay friendly) è quella di proporre personaggi LGBT che si reprimono, sono vittima di disgrazie (confermando la natura intrinsecamente dannosa del loro stile di vita) o rispecchiano sterotipi tendenzialmente avvilenti... Che, eventualmente, possono essere lo spunto principale per una serie umoristica a strisce.

E la riproposta di  Tinì Trantran si inserisce perfettamente in questo clima.

La cosa curiosa, comunque, è che in un'intervista (che potete vedere CLICCANDO QUI), Marcello Toninelli ha rivelato che il tema della protagonista prostituta era stato caldeggiato direttamente da La Gazzenda della Gazzetta dello Sport...

Ad ogni modo il punto non è tanto che si sia ancora in circolazione un fumetto come Tinì Trantran, che magari vuole essere politicamente scorretto, ma il fatto che - al momento - il fumetto italiano non proponga praticamente nessuna alternativa in fatto di personaggi transessuali... E men che meno approfondisca il discorso LGBT (in generale) in maniera moderna.

E non so quanto questo sia un bene.

Non tanto per la comunità LGBT, che a questo trattamento si è abituata (e infatti in buona parte si tiene a debita distanza dai fumetti italiani), quanto per il fatto che il pubblico potenziale - e soprattutto quello giovane - difficilmente finirà per apprezzare certe scelte, e finirà col pensare che TUTTO il fumetto italiano sia qualcosa di vecchio e stantito, che si rivolge ad un pubblico con cui le nuove gerenazioni non hanno niente a che spartire... Un pubblico che, ad esempio, si diverte ancora vedendo una prostituta trans che viene raffigurata con la barba di tre giorni, mentre si prostituisce a fianco di un gay frou frou...

Poi, ripeto, a modo loro le strisce di Tinì Trantran possono pure essere divertenti, ma è l'effetto d'insieme che risulta datato e inopportuno. Soprattutto in un'epoca in cui la sensibilità generale si sta evolvendo, persino in Italia...

Forse varrebbe la pena di rifletterci sopra.

Alla prossima!

2 commenti:

Massimo Basili ha detto...

Wally, qualche precisazione a proposito di Tinì TranTran: non si tratta di una striscia realizzata oggi, ma presumo la riproposizione per Giornale POP di un personaggio già uscito per anni – dal 2007 al 2010 – sulla Gazzenda della Gazzetta dello Sport. La recensii su Pride di qualche anno fa e Toninelli ne parlò sul suo blog.

Francesco Osmetti ha detto...

Molto interessante il nuovo fumetto X-men e ben fatto direi. L'unica cosa che non condivido è che il personaggio satirico è fatto in modo da estremizzare un certo tipo di stereotipo per far ridere, perciò non si può avere troppa pretesa. Non c'è spazio nella striscia per andare in profondità nella psicologia del personaggio. Tra l'altro, nelle strisce c'è quella del prete che estremizza sulla presunta castità ecclesiastica... Diciamo che non si fa riguardi sull'essere politicamente scorretta. Più che la necessità di una satira meno stereotipata, è necessario che un altro tipo di fumetto non si focalizzi sugli stereotipi, quello in cui c'è una trama e c'è spazio per analizzare bene i personaggi, cosa che, come dici tu, in Italia manca.