SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

PREMIO GLAD 2017

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

giovedì 29 maggio 2008

LA LETTERA DI OGGI

In realtà questa non è una lettera, ma un commento che è stato fatto al mio post di ieri. Siccome però sollevava diversi argomenti interessanti ho deciso di dedicargli un post a parte.
Andrea di Perugia dice:

Valeriano suvvia, tutto 'sto fiorire di personaggi gay nel fumetto americano io proprio non lo vedo. C'e' sempre il personaggino qui, il supereroino la', ma quanto a veri protagonisti o almeno comprimari? 'ndo stanno?
Dylan Dog è chiaramente omofobo perchè così è Sclavi (se non è omofobo sicuramente non è neanche simpatizzante, ricordo ancora un albo dei primi incentrato sull'argomento che mi fece arrabbiare).
Pero' non dimentichiamo un quasi protagonista bonelliano, ovvero Legs Weaver. Nell'ultimo Universo Alfa abbiamo fatto un grande passo avanti. Bisogna ancora lavorarci, ma MAGARI fossero tutti come Legs dove l'aspetto omosessualità è puramente accessorio (come per qualsiasi personaggio etero, è accessorio con chi va a letto). A me non interessa leggere un fumetto perche' a un personaggio capitano cose gay, ma un fumetto dove capitano cose a un personaggio gay. Questo è il segreto per la fine della discriminazione (scusa ma a me Rainbow non piace).

Quanti bei punti interessanti sollevati in questo messaggio!
Il mio post precedente non sosteneva che i fumetti di supereroi americani pullulano di gay, ma si limitava a dire che rappresentano abbastanza bene i vari aspetti del mondo reale, nel bene e nel male. Che poi i supereroi gay abbiano un ruolo ancora marginale e secondario è vero, nonostante qualche tentativo di cambiare le cose (come l'inserimento momentaneo di Northstar negli X-Men o la serie con protagonista Midnighter). Però è anche vero che i fumetti americani, nonostante tanti pregi, hanno da sempre dei seri problemi a gestire personaggi che non siano maschi, eterosessuali e bianchi. Con l'eccezione di Wonder Woman non ci sono stati supereroi femminili titolari di serie che sono durante molto a lungo, per non parlare dei supereroi di colore o asiatici. In questo senso la minoranza gay è in buona compagnia. Forse il problema sta proprio nel fatto che gli autori di fumetti di supereroi finora sono stati per la maggior parte maschi, eterosessuali e bianchi che volevano rivolgersi soprattutto a un pubblico di giovani maschi, eterosessuali e bianchi. Nonostante questo, però, l'omosessualità nei suddetti fumetti non è un tabù e, anzi, tende a comparire sempre più spesso e in maniera sempre più esplicità (come nella relazione dichiarata fra i super teenagers Hulkling e Wiccan, ad esempio). In ogni caso, seppur con ruoli prevalentemente secondari, i supereroi gay, lesbici e bisessuali non sono pochissimi. L'associazione GAY LEAGUE ha fatto una specie di censimento al riguardo (clicca qui) e a quanto pare i superesseri gay dichiarati sono oltre 90 (senza contare le lesbiche e i bisessuali). Certo, molti sono pressochè sconosciuti e altri hanno fatto solo poche apparizioni, però è comunque indicativo che siano quasi un centinaio.
Veniamo ora all'Italia: nei fumetti popolari i gay compaiono col contagoccie e spesso con risvolti abbastanza negativi. Probabilmente il numero di Dylan Dog a cui ti riferisci è il 26 del 1988, dal titolo "Dopo Mezzanotte", dove effettivamente compare un ragazzo gay...Drogato, marchetta e malato di AIDS. E nei vent'anni trascorsi da quell'albo le cose non sono cambiate tantissimo, se consideri personaggi come la serial killer lesbica nel serial Julia. Qualcuno sostiene che non ha senso lamentarsi e che sarebbe sbagliato dipingere tutti gli omosessuali come belli, buoni e in gamba. E' vero. Il problema è che, guardacaso, gli omosessuali belli, buoni e in gamba - nei fumetti popolari italiani -non li dipinge nessuno. C'è stato il caso di Sigfrido, l'amico di GEA, però si trattava di un fumetto che era pubblicato due volte l'anno ed è difficile considerarlo "popolare". Allo stesso modo Legs Weaver era partita con dell'ottimo potenziale, ma - guardacaso - la sua omosessualità (troppo spesso prudentemente "ammortizzata" da parentesi bisessuali e da un amore non ricambiato per la sua coinquilina/collega May) è emersa compiutamente solo recentemente, e dopo che la sua testata mensile era stata chiusa. Ora: è vero che Legs è stata rilanciata e che è stata ufficializzata la sua relazione con l'agente speciale Janet Blaise, però adesso le sue avventure compaiono una volta ogni sei mesi (nei supplementi UNIVERSO ALFA, se non erro) facendola diventare un personaggio tuttosommato di nicchia e rivolto agli appassionati che sanno dove cercarla...E soprattutto un personaggio lontano dalle luci della ribalta. E comunque, volendo essere onesti, è anche abbastanza inverosimile che Legs Weaver, vivendo intorno al 2170, avesse tanti problemi a trovare uno sbocco per il suo orientamento sessuale e a vivere in maniera più dichiarata. Così come è inverosimile che in questo ipotetico futuro non compaia nessun personaggio unito legalmente a una persona del proprio sesso. Se queste cose sono possibili adesso non dovrebbero essere un po' più frequenti fra una paio di secoli? Peccato che l'editore Bonelli viva nell'Italia del 2008, dove se si permettesse di affrontare di petto e con scioltezza questi argomenti passerebbe un bel po' di guai. E questo, forse, spiega anche perchè Dylan Dog vive in una Londra senza una comunità gay (e senza Soho) e perchè Tex non ha mai incontrato cowboys omosessuali. Detto questo non so quanto abbia senso considerare "accessorio" l'orientamento sessuale di un personaggio. Sicuramente il sesso non è tutto e l'orientamento non deve condizionare a priori, ma d'altra parte l'orientamento sessuale di una persona non influenza solo la sua vita sessuale. Detto questo, se una persona gay sceglie di vivere apertamente ciò che è, probabilmente gli capiteranno più "cose gay" rispetto a una persona eterosessuale o repressa. D'altra parte è anche vero che incentrare un fumetto sulle "cose gay" rischia di renderlo inverosimile quanto una serie che prosegue per centinaia di numeri senza che compaia un solo personaggio gay. Comunque sono d'accordo sul fatto che i personaggi gay dovrebbero essere persone come le altre, a cui possono accadere esattamente le stesse cose che accadono al resto della specie umana, e questo è un punto su cui bisognerebbe insistere di più. Detto questo sono contento se RAINBOWS non ti piace....Se dovesse piacere davvero a tutti inizierei a preoccuparmi :-) E qui concludo, lasciandovi con un simpatico video dedicato a Levity....Chi è Levity? OK! In breve: negli USA fanno un reality show a base di aspiranti supereroi (OK! E' uno show molto trash, lo ammetto...) e nella prima edizione ha partecipato anche un aspirante supereroe gay dichiarato...Levity appunto :-) Che si proponeva di diventare paladino delle minoranze oppresse. Non ha vinto, però a suo modo ha sdoganato definitivamente il rapporto fra gay e supereroi nella cultura popolare americana.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio innanzitutto per avere dedicato uno spazio apposito per rispondere a quanto da me espresso.
Una premessa: è vero a me non piace Rainbow, ma ho sempre apprezzato la tua professionalità e competenza nel mondo dei fumetti (del resto se così non fosse non avrei "feedato" il tuo blog), oltre ad essere un fan dei tuoi fumetti apertamente erotici come Robin Hoog e Troy.
Detto ciò, contribuisco alla discussione aggiungendo un paio di ragionamenti rispetto al pensiero, tagliato con l'accetta, che avevo postato precedentemente.
Sulla questione omosessualità nei fumetti americani hai centrato il punto: quanto della virtuosità di una cultura è ascrivibile ai suoi buoni propositi e quanto alle ferree leggi del mercato? In America non ci sono protagonisti gay (soprattutto maschi) perchè questo vuole il pubblico, così come in Giappone pullula di situazioni gay perchè questo vuole il suo mercato (che tu conosci meglio di me). Nulla o poco ha a che fare il tutto con particolari doti di apertura mentale della società nel suo insieme. Pertanto non possiamo poi lamentarci se in Italia Bonelli non può strombazzare ai 4 venti che la sua Legs è gay; potremmo semmai dire che talvolta il mercato è un passo avanti all'editore, e francamente ritengo che un personaggio lesbica in Italia sarebbe abbastanza bene accolto a tutti i livelli. Del resto, ripeto, Legs non ha una serie sua oggi (meglio, vista la schifezza precedente), ma ti assicuro che fra i Bonelliani (che hanno letto NN fin dai primi numeri) è come il "convitato di pietra".
Io credo che vista la situazione italiana e il neoguelfismo sia da INCENSARE il coraggio di Bonelli (sottovoce per carità) e di Stefano Vietti di fare passare anche quel poco. Certo siamo ben lontani (praticamente al di là di un buco nero) dal giorno in cui simile situazione ci sarà per un personaggio maschio.
Vorrei spiegare meglio il discorso dell'"accessorio" gay (non troppo a fondo perchè già è tardi!). Personalmente mi appassiono a una storia (cinema, libri, fumetti) se il personaggio fa cose strabilianti o meravigliose o emozionanti, che mi esaltano, mi fanno ridere, piangere, mi toccano ("mi arrivano" direbbe la Ventura): se queste cose sono fatte da un personaggio apertamente gay allora si unisce l'orgoglio, il senso di riconoscimento proiettato, la gratificazione. E' naturale che a questo personaggio capiteranno anche cose gay (avrà un fidanzato o sarà un tombeur des hommes, dovrà fare i conti con la discriminazione, ecc.) ma come capita per le cose etero ai personaggi etero queste sono accessorie (non vuol dire che un paio di storie non possano incentrarsi sull'argomento).
Qui si parla di PRIDE: io mi sentirei più orgoglioso se vedessi sfilare a una parata poliziotti in divisa, scienziati con il camice, avvocati con 24 ore, piuttosto che le drag queen. Mi sento più orgoglioso sapendo che Batman è cripto-gay più che da 1000 supereroi sconosciuti famosi solo perchè gay.
Concludo: siamo proprio sicuri che l'umanità in 200 anni sarà così più aperta all'omosessualità? Immagino che pensava la stessa cosa anche Petronio mentre si sollazzava in un simposio di Trimalcione o un paggio rinascimentale. Quanti flussi e riflussi ha avuto l'umanità (se non ne abbiamo un esempio oggi in Italia!)? Il paradigma del post-moderno è proprio la fine della unidirezionalità della storia, purtroppo si torna anche indietro.
Andrea (PG)

Wally Rainbow ha detto...

Che dire...Sono commosso da una risposta così ben articolata che quasi supera la lunghezza del mio post :-) Vuol dire che questo blog stimola la partecipazione ed è un bel traguardo (^__^). A scanso di equivoci sono contento del fatto che Legs sia uscita allo scoperto, non credere! E sono d'accordo anche sul fatto che in fondo la differenza fra Stati Uniti e Italia sia anche nel modo di approcciarsi alla legge del mercato...Se nei fumetti USA l'omosessualità non è più un tabù è anche perchè gli omosessuali sono riconosciuti come una fascia di mercato appetibile e in crescita. Questo anche perchè laggiù il gay medio si fa molti meno problemi a fare gli aquisti che gli interessano e che potrebbero renderlo "riconoscibile", senza porsi domande come "cosa penserà il commesso?", "l'edicolante dirà in giro che sono gay?" oppure il classico "se me lo faccio arrivare per posta cosa penseranno i vicini?". E lì, effettivamente, è una questione di mentalità, ma non da parte degli editori, quanto da parte dei lettori. Probabilmente se alla Bonelli facessero un sondaggio per conoscere meglio il loro pubblico e inserissero la voce "orientamento sessuale" avrebbero delle sorprese, e in quel caso le cose potrebbero iniziare a cambiare sul serio...Ma ovviamente un simile sondaggio non è nei loro programmi.