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giovedì 15 maggio 2008

RICORRENZA!

Probabilmente tutti avete visto un puffo almeno una volta...Magari non dal vivo, ma in qualche altra forma sicuramente sì, visto che sono comparsi praticamente ovunque. Eppure sono nati come un fumetto, e forse non tutti sapete che nel 2008 si festeggia il loro cinquantesimo compleanno. Infatti sono nati dalla fantasia del disegnatore belga Pierre Culliford, in arte “Peyo”, nel 1958. Il fatto che siano stati propinati e replicati in tutte le salse, però, ha finito per far passare un po' in secondo piano i numerosi risvolti gay-friendly di questa serie. Forse anche perchè sono comparsi per la prima volta in anni meno maliziosi dei nostri o forse perchè, al contrario, in quel periodo certe cose erano più tollerate...Magari tutto dipendeva dal fatto che i prodotti multimediali per bambini (soprattutto se avevano alle spalle interessi economici notevoli) non potevano, per definizione, essere interpretati in un certo modo. Fatto sta che più di qualche sociologo ha visto nei piccoli gnometti blu il prototipo di una comunità gay.
Partiamo dal dato di fatto che "in natura" non esistono puffi di sesso femminile (Puffetta e Bontina sono state
create con le formule del mago Gargamella, per giunta con lo scopo di fare guai, mentre Nonna Puffa è stata un'aggiunta televisiva "apocrifa" dell'ultima serie). Quindi fino all'arrivo della Puffetta i casi erano due: o i puffi erano incapaci di avere relazioni sentimentali, oppure creavano questo tipo di relazioni fra di loro. Oltretutto anche con l'arrivo della Puffetta le cose non sono cambiate poi tanto, visto che a sua volta lei non ha mai preferito alcun puffo rispetto a un altro (anche se in più di qualche occasione i puffi si sono aspramente contesi le sue platoniche attenzioni), mentre obbiettivamente alcuni puffi facevano coppia fissa, come nel caso di Quattrocchi e Tontolone. Quasi tutti, poi, rispecchiavano varie tipologie gay: dal Grande Puffo (il daddy) a Forzuto (il palestrato), da Inventore (l'operaio) a Pittore (il creativo), senza dimenticare il puffo Sarto (lo stilista) ...E via discorrendo...Fino ad arrivare all'inimitabile puffo Vanitoso, vera e propria sintesi di tutti gli stereotipi eterosessuali sui gay effemminati e narcisisti. A tutto questo aggiungiamo che tutti i puffi andavano in giro a torso nudo e passavano il loro tempo libero a organizzare feste notturne con tanto di musica e balli...Evidentemente gli sceneggiatori della serie TV (che venne realizzata negli Stati Uniti, non proprio aperti su certi argomenti, soprattutto nel periodo reaganiano in cui i puffi ebbero il loro grande boom...) avevano fiutato qualcosa di poco limpido in tutto ciò, e cercarono di ovviare inserendo una quantità notevole di esserini magici di sesso femminile (sirenette, follette e altro) per creare relazioni episodiche con i vari puffi, anche se era palese che il loro ruolo era proprio quello di distogliere l'attenzione da una situazione di base untantino equivoca. Sia come sia i puffi hanno cresciuto generazioni e generazioni di bambini e continuano ad essere replicati ciclicamente. Premesso che ad ogni generazione che passa i bambini diventano sempre più svegli e smaliziati, la domanda nasce spontanea: perchè nessuno batte ciglio di fronte alle numerose repliche dei puffi, con tutti i loro sottointesi, mentre si scatena l'inferno ogni qualvolta scappa un bacio gay in fascia protetta? In ogni caso buon compleanno puffi. E grazie per aver rappresentato una delle poche parentesi gay-friendly per l'infanzia (e non solo). Ah! Dimenticavo! Proprio in questo periodo la Planeta De Agostini sta ristampando le storie migliori tratte dai fumetti originali di Peyo...E forse non è eccessivo dire che si tratta di uno dei pochi fumetti gay-friendly pubblicati in questo momento in Italia.

P.S. Se poi si volesse essere malevoli ci sarebbe anche da dire che il ruolo della Puffetta nel villaggio non è che fosse poi così chiaro: era l'unico puffo che ufficialmente non aveva alcuna occupazione finalizzata al benessere del villaggio (a parte il puffo Pigrone, che però era tollerato in quanto "caso patologico"), tranne forse quella di essere la fag-hag (o "frociarola" per dirla alla romana) del villaggio...Ovviamente se si parte dal presupposto che Peyo e gli altri sceneggiatori dessero per scontato che i puffi avessero solo una vita affettiva e NON una vita sessuale, perchè in quel caso il fatto che la Puffetta fosse stata la mantenuta del villaggio avrebbe avuto tutta una serie di ripercussioni logiche molto poco adatte a un pubblico di minori...A parte questo è incredibile che in tanti anni nessuno si sia mai lamentato del messaggio negativo che un personaggio come la Puffetta poteva rappresentare per le bambine: le femmine non sono capaci di fare nulla? Non possono contribuire concretamente al benessere della loro comunità? Il loro ruolo socialmente accettato è solo quello delle scroccone e delle mantenute? Gli basta essere carine e fare gli occhi dolci per campare di rendita, senza peraltro impegnarsi seriamente con nessuno? Chissà...Forse se adesso siamo invasi da modelli femminili di un certo tipo è dipeso anche dalla Puffetta...

P.P.S: Se siete dalle parti di Milano il 16 maggio sappiate che la città è stata scelta come tappa italiana del tour europeo che festeggia il compleanno dei puffi: ci saranno delle iniziative nel castello sforzesco e verranno nascosti in vari angoli della città dei puffi di gomma in scala 1:1(circa 20 cm). Chi riuscirà a trovarli potrà raccoglierli e portarseli a casa...Magari per colorarseli (visto che sono bianchi).

5 commenti:

Matt ha detto...

A dirla tutta sono molto legato ai puffi erano un cartone molto ricorrente nella mia infanzia (e qui si spiegano tante cose ) e sarà propio come dici tu che eravamo molto piu ingenui e benevoli non ci ho mai visto tutta sta "furbetteria" nonostante sianù palese. Volevo fare un altra confessione , e so che mi prenderete in giro per questo , ma fino a poco (relativamente poco) tempo fa credevo che i puffi fossero Italiani , li vedevo un po scarcagnati bho!!!!!

ps ma è stata voluta o un errore la cosa del vedo non vedo , o meglio colore su colore , dell'articolo inerente ai Puffi???????

Nico ha detto...

Senza parlare di Gargamelle che si travestisce in fate parecchie volte, mi sembra.

Per quanto riguarda la Puffetta, mi sa che c'è stata un'altra, molto più maschile... cliché lesbico ? chi sa...

Ulisse ha detto...

In un primo momento ho pensato che per qualche motivo l'articolo fosse rimasto a metà, poi ho letto i commenti.
Forse che non si deve dire che i puffi sono froci?

Wally Rainbow ha detto...

No No...E' che ci sonostati degli errori miei e poi la connessione mi era partita del tutto...Adesso funziona e ho corretto...

alessandro ha detto...

Anche io sono cresciuto con i puffi...li vedevo da piccolo ma nn capivo ovviamente, entrato in adolescenza con la mia sorellina che a volte li guardava mi fermavo a osservare e notavo queste piccole icone gay o cmq quei piccoli comportamenti...devo dire che inizialmente pensavo che vanitoso fosse donna^^(quando ero piccino) quindi diciamo che il messaggio è abb. chiaro x chi vuole vederlo.
In effetti non capisco come nella nostra società cosi censuristica possa essere stato accettato e mandato in onda ripetutamente negli anni un cartone abbastanza fraintendibile...boh ^^ forse nn l'avevano capito :P