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domenica 18 maggio 2008

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Una volta vivevamo tutti senza internet...Si faceva tutto senza internet e la sua mancanza non mandava nessuno sull'orlo del collasso nervoso (anche se in effetti ora mi sta venendo il dubbio che se internet ci fosse stato tanta gente avrebbe trovato molte soluzioni ai propri problemi, e pertanto si sarebbe risparmiata i collassi nervosi che poi ha avuto...Chissà...). Sta di fatto che il sottoscritto, che con internet ci lavora anche, ora che per più di un mese è rimasto senza, può dire senz'ombra di dubbio che è diventato qualcosa di relativamente indispensabile. La sua assenza non solo lo ha indisposto e gli ha fatto perdere un mucchio di tempo per stare dietro a gestori e tecnici, ma lo ha reso anche talmente nervoso da impedirgli di lavorare come si deve. Comunque ieri mi sono procurato un abbonamento ADSL mobile con TIM, e stamattina sono riuscito a farlo partire con risultati più che dignitosi. E questo se non altro può dimostrare che quei CRETINI dell'assistenza tecnica di infostrada erano proprio dei grandi PIRLA quando dicevano che il problema era del mio computer e del mio modem...Che rabbia! E quando gli dicevo che secondo me era tutta una questione di gestione pacchetti (termine tecnico per indicare lo scambio dati) mi hanno pure insultato! 'Sti IMBECILLI! Scusate lo sfogo! Comunque ora che ho questa possibilità dell'ADSL di emergenza potrò tornare serenamente a produrre e a lavorare, quindi gli aggiornamenti dei miei fumetti riprenderanno a momenti. Scusate per il disagio che vi ho arrecato, ma non è stato per colpa mia. Cioè...In teoria un po' di colpa ce l'ho, nel senso che non mi sono tenuto aggiornato e ho scoperto questa cosa dell'ADSL mobile solo una settimana fa...Ma d'altra parte confidavo anche che nel giro di un mese e mezzo la disfunzione del mio ADSl sarebbe stata riparata...Uff...Meno male che potevo aggiornare il blog off-line e lasciare i post sfruttando quei pochi secondi di connessione continuata che avevo! Ragazzi...La sensazione di avere ancora una connessione è qualcosa di indescrvibile...Credo che il mio cervello in questo momento stia rilasciando anche delle endorfine...Ho persino gli occhi un po' lucidi...Sob...Sob...In ogni caso, girovagando per i grandi magazzini alla ricerca di una prolunga USB per posizionare meglio la mia chiavetta ADSL, mi sono imbattuto in un DVD che non ho potuto fare a meno di comprare (anche se possedevo già la VHS uscita oltre dodici anni fa).
Trattasi de "IL SEGRETO DELLA SPADA", ovvero il film di animazione realizzato rimontando i primi 5 episodi della serie "SHE-RA - Princess of Power" (che peraltro è appena uscita con il primo cofanetto, che conto di procurarmi appena avrò abbastanza soldini). La serie in questione era a tutti gli effetti uno spin-off della più famosa serie "HE-MAN - Masters of the Universe", e i primi 5 episodi raccontavano proprio di come il principe Adam (ovvero He-Man senza i poteri derivati dalla sua spada magica) si fosse messo alla ricerca della sua perduta sorella Adora, per consegnarle la spada gemella in grado di trasformarla in She-Ra. Chi mi segue con attenzione sa quanto questo universo narrativo mi abbia conquistato fin da piccolo (e non penso di essere il solo), e come penso che questi cartoni siano in grado di lanciare dei messaggi importanti anche dal punto di vista della lotta all'omofobia e alle discriminazioni di genere. Vi faccio un esempio: questo film si conclude con He-Man che si congeda dalla sorella, che sceglie di rimanere sul pianeta Etheria per contrastare la tirannia dei crudeli Horde guidati da Hordak. I due si abbracciano e, mentre She-Ra si allontana a cavallo del suo destriero Swiftwind, He-Man piange...L'uomo più forte dell'universo, l'eroe per milioni di bambini in tutto il mondo, dimostra che anche i supermaschi hanno dei sentimenti. Se ci pensate non è una cosa da poco. E non è una cosa da poco che He-Man e She-Ra, ma generalmente tutti i maschi e tutte le femmine di questo universo narrativo, si pongano su un piano paritario e, soprattutto, non si escludano a vicenda in base al sesso o al genere. Probabilmente non è un caso se chi comprava i giocattoli di He-Man spesso aveva almeno un personaggio di She-Ra...Probabilmente è stato uno dei pochi casi in cui dei giocattoli stimolavano l'abbattimento dei ruoli di genere fini a sè stessi, invece di favorirli. E questo discorso valeva ancora di più per i cartoni animati. Lo stesso fatto che He-Man si muovesse con disinvoltura fra le nuvole rosa confetto del pianeta di She-Ra era abbastanza rivoluzionario, considerando che una delle prime - ridicole - cose che si insegnano ai bambini è che ci sono colori per maschi e colori per femmine, e che un vero maschietto dovrebbe schivare il rosa come la peste. Oggi ci sono ancora cartoni che lanciano messaggi di questo tipo? A quanto mi risulta no, e il fatto che la quasi totalità dei cartoni più seguiti siano giapponesi non aiuta, visto che anche nel migliore dei casi riflettono una cultura tendenzialmente eterosessista e patriarcale, per quanto stimolante e tollerante verso le alternative. Qualche tempo fa mi è capitato di guardare un programma per bambini di nome Trebisonda, uno dei pochi che ha ancora dei bambini in studio. A un certo punto veniva letta la lettera di un piccolo spettatore che siccome era l'unico maschio in una classe di bimbe era sempre escluso, e in studio si chiedeva ai bambini e alle bambine se loro giocassero separatamente oppure no, e se trovassero giusto quello che succedeva al bambino che aveva scritto...E questi, nella loro ingenuità, hanno gridato in coro il tipico "SIIIIIIIIIIII" dei bambini, nel senso che loro giocavano separatamente, si eslcudevano reciprocamente, non avevano amici del sesso opposto e ne andavano pure fieri, visto che evidentemente gli era stato insegnato che era così che bisognava fare. Persino il conduttore (che tra l'altro era Danilo Bertazzi, già noto per essere stato Tonio Cartonio del Fantabosco, e altro non aggiungo...) era visibilmente basito (e forse anche un po' irritato), da siffatta reazione, che comunque la dice lunga su come siamo messi nel 2008...Chissà, forse se questi bambini fossero stati abituati a vedere cartoni come quelli di She-Ra e He-Man, forse qualche vocina fuori dal coro ci sarebbe anche stata...Non so voi, ma il separatismo sessuale a me ha sempre dato da pensare, anche perchè generalmente non prelude a niente di buono, soprattutto se viene inculcato nei bimbi fin dall'infanzia. A monte, certo, c'è una buona dose di ignoranza da parte di tanti genitori, ma in fondo non è neanche colpa loro se sono cresciuti in un contesto dove effettivamente il ruolo di genere è un valore assoluto e dove è lecito vestire le bambine come delle piccole veline scosciate, ma NON stimolarle a dialogare con i bambini del sesso opposto. Per non parlare dei modelli comportamentali che vengono impartiti ai bambini maschi. Poi non c'è da stupirsi se nella cronaca si sentono storie di adolescenti che stuprano ragazzine e poi le "eliminano" considerandole poco più che oggetti. Detto questo, se avete nipotini e nipotine e non sapete cosa regalargli io vi raccomando i cartoni di He-Man e She-Ra. Vi saluto postando il video del theme-song del film: forse non lo sapete, ma la voce femminile è quella di Erika Scheimer, figlia del produttore del cartone (quel Lou Scheimer il cui nome compare in tutte le sigle di testa dei cartoni degli studios FILMATION), già doppiatrice e lesbica dichiaratissima che non ha mai perso occasione di ribadire il valore educativo e gay-friendly delle serie animate prodotte dal babbo. Quando si dice "figlia di tanto padre"...

5 commenti:

Matt ha detto...

Strano a dirsi ma no sono daccordo con te Valeriano, con quei due neuroni che mi rimangono ricordo che da piccolo si giocava tutti insieme maschi e femmine dal nascondino alla partitella a pallone (col mirico super santos) che non doveva essere perforza calcio , ma inevitabilmente arrivava il momento in cui i ragazzi avevano voglia di fare la partita a calcio e le ragazza di far nascondino o palla volo e di conseguenza ci si divideva . Quindi credo e ripeto credo che nella loro ingenuita i bimbi di "trebisonda" questo volessero dire che ci son differenze comportamentali derivanti da gusti personali dall'eta e da altro che porta i due sessi a dividersi e fare cose diverse , obiettivamente le bimbe son "calme" e "riflessive" i bimbi un po piu scavezzacollo (in generale).

Wally Rainbow ha detto...

Il punto è: quanto nel comportamento dei maschietti e delle femminuccie è innato e quanto è frutto di un diverso processo educativo iniziato quando erano ancora in fascie? Ti faccio un esempio: hanno fatto un test in cui vestivano lo stesso neonato con una tutina azzurra e con una tutina rosa. I gruppi di adulti che lo vedevano interpretavano i suoi comportamenti e si rapportavano con lui in modo diverso a seconda del colore che indossava. Quando poi il neonato veniva vestito con colori neutri, tipo il giallo e il verde, gli adulti andavano in crisi. Questo perchè, anche se non ce ne accorgiamo, ci sono delle dinamiche sociali che spingono gli adulti a dare degli imput diversi ai bambini in base al loro sesso, i bimbi li recepiscono e si comportano di conseguenza, sviluppando buona parte della loro identità attorno a questi imput. E chi non si adegua, e parlo da ex bambino riflessivo, calmo e a cui piaceva giocare a pallavolo, viene emarginato dal gruppo del suo sesso e - col passare del tempo - allontanato sempre di più dal gruppo del sesso opposto a cui di fatto non appartiene...Senza contare che anche gli adulti cominciano a guardarlo un po' storto (a me capitava quando avevo 7-8 anni, giocavo con le bambine nel cortile di casa mia e i vicini mi prendevano da parte per dirmi che "così non si fa"). In ogni caso posso garantirti che i bambinelli di Trebisonda in quel contesto volevano proprio dire che loro giocavano in gruppi separati e che fra bimbi di sesso diverso non si instauravano rapporti di amicizia profonda.

Phayart ha detto...

Bisognerebbe vedere se la presunta maggiore calma e riflessività (esisterà sta parola?) delle bimbe è indotta dall'educazione o proprio un'inclinazione naturale, da esperienza personale propenderei per la prima ipotesi.

Matt ha detto...

bho non so dirvi , so solo che io che ho 24 anni e che l'infanzia ormai l'ho gia passata ricordo con molta nolstalgia i periodi in cui giocavo con spensieratezza nel cordtile del mio palazzo , e non si facevano raggionamenti in base al sesso ma solo in base a quello che andava in quel dato momentom giocare per dirvertirsi .Puntualizzando che la marmaglia era formata quasi al 50% da bambine e bambini ; e vivendo in una zona periferica ricca di verde ogni giorno era un avventura con qualcosa di nuovo .Puo darsi che io sia il primo ad essere ingenuo e quindi a vedere il mondo con quel filo di bonta ,e quindi non voglio credere che anche i bambini abbiano svuluppato questa forma di condizionamento trattino cattiveria inniettatagli dalla società(non sono del tutto scemo so che anche i bambini sono cattivi anzi a volte piu dei grandi ma.....)

Wally Rainbow ha detto...

Beh sai...Ognuno ha la sua storia e ogni realtà è un caso a sè...Sicuramente questa cosa è stata notata più da alcuni che da altri, o magari qualcuno non l'ha notata affatto. Sicuramente col tempo la segregazione di genere tende ad affievolirsi, anche perchè la mentalità tende a cambiare (i nostri nonni avevano le classi separate in base al sesso, cosa che adesso sarebbe impensabile, anche se ancora quando andavo a scuola io - per esempio - maschi e femmine facevano ginnastica separatamente). Io rimango del parere che in certi contesti, magari più provinciali, questa cosa permanga abbastanza, ma magari mi sbaglio. Comunque, portando un esempio banale: a me da piccolo piaceva disegnare (strano, eh?), e in casa mia non mancavano mai quaderni, album e matite. Quando andavo a casa delle bambine e proponevo di disegnare insieme i loro genitori avevano sempre pronto qualcosa, mentre a casa dei maschietti trovare fogli e matite era un'impresa, e quando facevo proposte di questo tipo i genitori degli altri bambini erano i primi ad essere perplessi...Sarò prevenuto, ma io continuo a pensare che sia un buona parte una questione di stimoli.